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ONLINE LA DATAROOM GIMBE SULL'EMERGENZA COVID-19 A DISPOSIZIONE DI ISTITUZIONI E MEZZI DI INFORMAZIONE

1 2021
Coronavirus: contagi ancora in calo, si svuotano ospedali. Vaccini: con -20,9 mln di dosi consegnate secondo trimestre chiude in rosso. Variante delta: rimodulare campagna vaccinale per 7 milioni di over 60 a rischio

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 23-29 GIUGNO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-26,9%), UN ULTERIORE CALO DI RICOVERI (-26,8%) E TERAPIE INTENSIVE (-25,4%) E UNA STABILIZZAZIONE DEI DECESSI. SUL FRONTE VACCINI LE FORNITURE DEL 2° TRIMESTRE CHIUDONO MOLTO SOTTO DELLE PREVISIONI. PER RIDURRE CIRCOLAZIONE E IMPATTO DELLA VARIANTE DELTA, OLTRE A POTENZIARE SEQUENZIAMENTO E CONTACT TRACING, PER GLI OVER 60 ANTICIPARE RICHIAMI E PUNTARE SU VACCINI A MRNA PER LE PRIME SOMMINISTRAZIONI.

1 luglio 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 23-29 giugno 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (5.306 vs 7.262) (figura 1) e una stabilizzazione dei decessi (220 vs 221) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (52.824 vs 72.964), le persone in isolamento domiciliare (50.878 vs 70.313), i ricoveri con sintomi (1.676 vs 2.289) e le terapie intensive (270 vs 362) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 220 (-0,5%)
  • Terapia intensiva: -92 (-25,4%)
  • Ricoverati con sintomi: -613 (-26,8%)
  • Isolamento domiciliare: -19.435 (-27,6%)
  • Nuovi casi: 5.306 (-26,9%)
  • Casi attualmente positivi: -20.140 (-27,6%)

«Da 15 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registra una discesa dei nuovi casi settimanali.  Tuttavia si continua a rilevare una progressiva diminuzione dell’attività di testing che, ribadiamo, sottostima il numero dei nuovi casi e documenta l’insufficiente tracciamento dei contatti, cruciale in questa fase della pandemia». Dalla settimana 5-11 maggio il numero di persone testate settimanalmente si è progressivamente ridotto del 60,3%, passando da 662.549 a 263.213 (figura 4). In quasi tutte le Regioni si conferma il calo dei nuovi casi settimanali, ad eccezione di Abruzzo e Sardegna, che tuttavia registrano incrementi irrilevanti in termini assoluti (tabella). I decessi, in calo da 10 settimane consecutive, si sono stabilizzati attestandosi nell’ultima settimana ad una media 31 al giorno rispetto ai 32 della settimana precedente.

«Prosegue, ormai più lentamente, la riduzione dei pazienti ospedalizzati – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – che ha portato l’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti COVID al 3% sia in area medica che in terapia intensiva: anche questa settimana tutte le Regioni registrano valori inferiori al 10% e sono 5 le Regioni senza pazienti COVID ricoverati in area critica». In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 1.676 (-94,3%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 270 (-92,8%). Le persone in isolamento domiciliare, dal picco del 28 marzo, sono passate da 540.855 a 50.878 (-90,6%). «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – risultano in calo da ormai 3 mesi e la media mobile a 7 giorni è di 8 ingressi/die» (figura 5).

Vaccini: forniture. Al 30 giugno (aggiornamento ore 6.10) risultano consegnate 55.302.293 dosi, pari al 72,6% di quelle previste per il 1° semestre 2021 (figura 6). In dettaglio:

«Rispetto alle forniture stimate nel Piano vaccinale – spiega il Presidente – rimarrebbero da consegnare circa 20,9 milioni di dosi, il 27,4% di quelle originariamente previste: anche non considerando il vaccino di CureVac che non ha superato con successo i test clinici, in assenza di ulteriori consegne in settimana, il 2° trimestre chiuderà con oltre 13,6 milioni di dosi in meno».

Vaccini: somministrazioni. Al 30 giugno (aggiornamento ore 6.10), il 57,1% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 33.823.702) e il 31,1% ha completato il ciclo vaccinale (n. 18.410.229) (figura 7). Nell’ultima settimana sono state somministrate 3.823.828 milioni dosi (figura 8), in lieve aumento (+1,6%) dopo il calo della settimana precedente: restano comunque ancora “in frigo” 4.294.989 milioni di dosi. La media mobile a 7 giorni si attesta a 541.210 inoculazioni/die (figura 9).

Vaccini: copertura degli over 60. L’86,7% ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali: se Puglia, Umbria e Lazio hanno superato il 90%, la Sicilia si ferma al 76,2%. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.930.326 (87,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 273.892 (6,1%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 10).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 3.365.081 (56,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.860.324 (31,2%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 3.557.990 (47,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.514.299 (33,8%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 12).

Sono 2.384.966 (13,3%), dunque, gli over 60 che non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali: dal 23,8% della Sicilia al 8,1% della Puglia (figura 13). Peraltro, il trend di coperture vaccinali per fasce di età conferma ormai l’appiattimento delle curve degli over 80 e delle fasce 70-79 e 60-69, oltre a registrare una netta flessione nelle ultime tre settimane per la fascia 50-59 anni, già a copertura inferiore al 70% (figura 14).

Variante delta e strategia vaccinale. A oggi dei 17.886.878 over 60, 2.384.966 (13,3%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino e 4.648.515 (26,0%) sono in attesa di completare il ciclo con la seconda dose: 3.154.159 con AstraZeneca, 1.286.101 con Pfizer-BioNTech e 208.255 con Moderna: in tutto sono dunque oltre 7 milioni i soggetti over 60 parzialmente o totalmente esposti a rischio di malattia grave che non hanno adeguata copertura contro la variante.

«Pur non conoscendo al momento l’esatta prevalenza della variante delta in Italia – spiega Gili – la sua maggiore contagiosità e, soprattutto, la documentata limitata efficacia di una singola dose di vaccino richiedono una rivalutazione delle strategie vaccinali per minimizzarne l’impatto clinico e quello sui servizi sanitari». Due gli obiettivi prioritari: da un lato raggiungere il maggior numero possibile di over 60 che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, dall’altro anticipare quanto possibile la somministrazione della seconda dose in questa fascia anagrafica. Tuttavia, se per i vaccini a mRNA l’intervallo minimo tra le due dosi può essere riportato a quello originale (21 giorni per Pfizer-BioNTech e 28 giorni per Moderna), diverso è il caso di AstraZeneca. Infatti, se il richiamo sarebbe formalmente permesso dalle indicazioni del foglietto illustrativo a partire dalla quarta settimana successiva alla prima somministrazione, la circolare ministeriale n. 5079 del 9 febbraio 2021 raccomanda un intervallo ottimale di 10-12 settimane per garantire una maggiore efficacia del vaccino.

A seguito di tali valutazioni, la Fondazione GIMBE propone di rimodulare la campagna vaccinale negli over 60 come segue:

  • Prime dosi: offrire solo vaccini a mRNA, sia per aumentare l’adesione alla campagna fortemente compromessa dalla diffidenza verso i vaccini a vettore virale, sia per evitare che i nuovi vaccinati restino esposti per le successive 10-12 settimane alla variante delta senza adeguata copertura;
  • Seconde dosi:
    • Pfizer-BioNTech e Moderna: somministrare la seconda dose rispettivamente a 21 e 28 giorni, anticipando i richiami fissati a intervalli più prolungati;
    • AstraZeneca: estendere l’autorizzazione AIFA per offrire la vaccinazione eterologa anche agli over 60 (al momento off label), permettendo così di anticipare la seconda dose a 8 settimane dalla prima. In alternativa, mantenendo il ciclo completo con AstraZeneca, per proteggere gli over 60 non adeguatamente coperti dalla singola dose contro la variante delta, occorrerebbe ripristinare misure non farmacologiche più rigorose.

«Se per contrastare la diffusione della variante delta – conclude Cartabellotta – devono tornare in campo i servizi territoriali potenziando contact tracing, sequenziamento e screening alle frontiere, per limitare l’impatto della COVID-19 severa e delle ospedalizzazioni occorre accelerare la somministrazione della seconda dose negli over 60. Ma serve una scelta strategica univoca, senza fughe in avanti delle Regioni, allineata con le indicazioni autorizzate dei vaccini e adeguatamente comunicata alla popolazione, anche perché, in relazione alle scorte di vaccini disponibili, nuove vaccinazioni e richiami degli under 60 potrebbero dover subire un rallentamento».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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24 giugno 2021
Coronavirus: ospedali svuotati, da inizio aprile -90%. Vaccini rallenta la campagna, forniture al di sotto delle previsioni, nessuna dose per 2,5 milioni di over 60. Variante Delta: pochi dati e gestione troppo attendista

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 16-22 GIUGNO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-36,5%) E DECESSI (-46,2%) E, GRAZIE ALLA VACCINAZIONE DI ANZIANI E FRAGILI, UN SOSTANZIALE SVUOTAMENTO DEGLI OSPEDALI: DAL 6 APRILE -92,2% POSTI LETTO OCCUPATI IN AREA MEDICA E -90,3% IN TERAPIA INTENSIVA. SUL FRONTE VACCINI, LE FORNITURE DEL SEMESTRE CHIUDONO A -20 MILIONI DI DOSI E LA CAMPAGNA VACCINALE RALLENTA NONOSTANTE OLTRE 3 MILIONI DI DOSI “IN FRIGO”. VARIANTE DELTA, SERVE PROATTIVITÀ: POTENZIARE SEQUENZIAMENTO E CONTACT TRACING, ATTUARE STRATEGIE DI SCREENING PER CHI ARRIVA DALL’ESTERO, COMPLETARE IL CICLO VACCINALE DI OVER 60 E FRAGILI.  

24 giugno 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 16-22 giugno 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (7.262 vs 11.440) (figura 1) e decessi (221 vs 411) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (72.964 vs 105.906), le persone in isolamento domiciliare (70.313 vs 102.069), i ricoveri con sintomi (2.289 vs 3.333) e le terapie intensive (362 vs 504) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 221 (-46,2%)
  • Terapia intensiva: -142 (-28,2%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.044 (-31,3%)
  • Isolamento domiciliare: -31.756 (-31,1%)
  • Nuovi casi: 7.262 (-36,5%)
  • Casi attualmente positivi: -32.942 (-31,1%)

«Da 14 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registra una discesa dei nuovi casi settimanali. Se la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati conferma una ridotta circolazione del virus, la progressiva diminuzione dell’attività di testing sottostima il numero dei nuovi casi e documenta l’insufficiente tracciamento dei contatti, cruciale in questa fase della pandemia». Dalla settimana 5-11 maggio il numero di persone testate si è progressivamente ridotto del 52,7%, passando da 662.549 a 313.122 (figura 4); nel periodo 12 maggio-22 giugno la media nazionale si attesta a quota 101 persone testate/die per 100.000 abitanti con rilevanti e ingiustificate differenze regionali (figura 5). In tutto il territorio nazionale si conferma il calo dei nuovi casi settimanali (irrilevante in valore assoluto l’incremento percentuale di Liguria e Molise) (tabella). Inoltre, da 10 settimane sono in costante calo anche i decessi, che nell’ultima settimana si attestano in media a 32 al giorno rispetto ai 59 della settimana precedente.

«La costante riduzione dei pazienti ospedalizzati – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – ha portato l’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti COVID al 4% sia in area medica che in terapia intensiva, con tutte le Regioni che registrano valori inferiori al 10% e 4 Regioni senza pazienti COVID ricoverati in area critica». In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 2.289 (-92,2%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 362 (-90,3%). Le persone in isolamento domiciliare, dal picco del 28 marzo, sono passate da 540.855 a 70.313 (-87%). «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – risultano in calo da 3 mesi e la media mobile a 7 giorni è di 11 ingressi/die» (figura 6).

Variante delta (indiana). Secondo il report ECDC pubblicato ieri, questa variante è del 40-60% più contagiosa di quella alfa (inglese) e determinerà il 70% delle nuove infezioni entro l’inizio di agosto ed il 90% entro la fine. In Italia, stando al database internazionale GISAID, sulla base dei campioni prelevati dal 9 al 23 giugno, su 218 sequenze depositate 71 (32,6%) sono da variante delta, un numero di incerta rappresentatività nazionale visto che non tutte le Regioni condividono i sequenziamenti in questo database. Un dato più accurato sulla prevalenza della variante delta in Italia, che al 18 maggio si attestava all’1%, è atteso con la nuova indagine di prevalenza dell’ISS (Circ. Ministero della Salute 27401 del 18/06/2021) sui campioni notificati il 22 giugno. «In assenza di dati affidabili sulla presenza della variante delta in Italia – puntualizza Cartabellotta – tre sono le ragionevoli certezze: innanzitutto il numero di sequenziamenti effettuati è modesto e notevolmente eterogeneo a livello regionale; in secondo luogo, il contact tracing non è stato adeguatamente ripreso, nonostante i numeri del contagio lo permettano; infine, preoccupa il confronto con quanto sta accadendo nel Regno Unito nonostante sia più avanti sul fronte delle coperture vaccinali: in Italia infatti poco più 1 persona su 4 ha una copertura adeguata, avendo completato il ciclo vaccinale (27,6% rispetto al 46% del Regno Unito), mentre il 26,5% della popolazione ha ricevuto solo una dose (rispetto al 17% del Regno Unito) e il 46% è totalmente privo di copertura (rispetto al 37% del Regno Unito), percentuali preoccupanti considerando la minore efficacia di una sola dose di vaccino nei confronti di questa variante» (figura 7).

Vaccini: forniture. Al 23 giugno (aggiornamento ore 6.10) risultano consegnate 50.320.824 dosi, pari al 66% di quelle previste per il 1° semestre 2021 (figura 8). In dettaglio:

«Rispetto alle forniture stimate nel Piano vaccinale – spiega il Presidente – rimarrebbero da consegnare entro la fine del 2° trimestre 25,9 milioni di dosi, il 34% di quelle originariamente previste. Anche non considerando il vaccino di CureVac, che non ha superato con successo i test clinici, è certo che non arriveranno 18,6 milioni di dosi entro fine mese». Infatti, secondo le dichiarazioni del Generale Figliuolo, a giugno avremo un totale mensile di vaccini a RNA messaggero pari a 15,3 milioni: in altri termini, commenta Cartabellotta «se a giugno sono già state consegnate 9,43 milioni di dosi di Pfizer/BioNTech e 1,27 milioni di Moderna, entro fine mese sono attese solo altre 4,7 milioni di dosi». Il Commissario ha inoltre dichiarato che per il mese di luglio è prevista la disponibilità di circa 14,5 milioni di dosi di vaccini a mRNA. «Contando dunque su 19,2 milioni di dosi di Pfizer e Moderna nelle prossime cinque settimane – spiega Mosti – la capacità certa di somministrazione è di circa 550 mila dosi al giorno al massimo, stante che nulla sappiamo delle consegne di AstraZeneca e Johnson&Johnson previste per luglio».

Vaccini: somministrazioni. Al 23 giugno (aggiornamento ore 6.10), il 54% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 32.019.764) e il 27,6% ha completato il ciclo vaccinale (n. 16.342.041) (figura 9). Nell’ultima settimana sono state somministrate 3.751.029 milioni dosi (figura 10), per la prima volta in calo rispetto alla settimana precedente (-4,5%) a fronte di oltre 3 milioni di dosi ancora “in frigo”. Si riduce anche la media mobile a 7 giorni che dal picco del 10 giugno scende da 585.639 a 542.448 inoculazioni/die del 22 giugno (figura 11).

Vaccini: copertura degli over 60. L’86% ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali: se Puglia e Umbria hanno superato il 90% la Sicilia si mantiene sotto il 75%. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.883.342 (86,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 307.914 (6,9%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 12).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 2.914.810 (48,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.278.673 (38,2%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 13).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 3.150.738 (42,3%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.851.868 (38,3%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 14).

In altri termini, quasi 2,5 milioni di over 60 (14%) non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali: dal 25,2% della Sicilia al 8,7% della Puglia (figura 15). Peraltro, il trend di coperture vaccinali per fasce di età (figura 16) conferma ormai l’appiattimento delle curve degli over 80 e delle fasce 70-79 e 60-69, oltre a dimostrare una netta flessione nelle ultime tre settimane per la fascia 50-59 anni, già a copertura inferiore al 70%. «Considerato che oltre 5,4 milioni di over 60 devono ancora completare il ciclo vaccinale – precisa Gili – è utile ribadire che secondo l’ultimo report del Public Health England nei confronti della variante delta una singola dose di vaccino (Pfizer-BioNTech o AstraZeneca) riduce la probabilità di malattia del 31% e di ospedalizzazione del 75%; percentuali che salgono rispettivamente al 80% e al 94% con il ciclo completo».

«Se al momento attuale – conclude Cartabellotta – tutti i dati dimostrano una bassa circolazione del virus e ed un impatto ospedaliero ormai minimo, non è accettabile una gestione “attendista” della variante delta, contro la quale occorre attuare tempestivamente le misure raccomandate dall’ECDC: potenziare sequenziamento e  contact tracing, attuare strategie di screening per chi arriva dall’estero, accelerare la somministrazione della seconda dose negli over 60 e nei fragili, commisurando l’intensità delle misure non farmacologiche di contenimento del contagio alla loro copertura completa».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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17 giugno 2021
Coronavirus: si svuotano ospedali e terapie intensive e scendono ancora i nuovi casi, ma non si ferma il crollo dei tamponi. Vaccini: 1 persona su 2 ha ricevuto almeno una dose. Scoperti oltre 2,6 milioni di over 60. Vaccinazione “eterologa”: incertezza istituzionale tra opzione e scelta obbligata.

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 9-15 GIUGNO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-25,2%) E DECESSI (-12,4%) E, GRAZIE ALLA VACCINAZIONE DI ANZIANI E FRAGILI, L’ULTERIORE DECONGESTIONE DEGLI OSPEDALI: DAL 6 APRILE -89% DEI POSTI LETTO OCCUPATI IN AREA MEDICA E -87% IN TERAPIA INTENSIVA. SEGNALI DI AUMENTO DI CIRCOLAZIONE DELLA VARIANTE DELTA, MA POCHI SEQUENZIAMENTI E NESSUNA RIPRESA DEL TRACCIAMENTO. SULLA VACCINAZIONE “ETEROLOGA” LA FONDAZIONE GIMBE CHIEDE AL MINISTERO DELLA SALUTE E ALL’AIFA DI ESPRIMERSI CON UNA NOTA UNIVOCA E DEFINITIVA SU OBBLIGO O OPZIONE.

17 giugno 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 9-15 giugno 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (11.440 vs 15.288) (figura 1) e decessi (411 vs 469) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (105.906 vs 181.726), le persone in isolamento domiciliare (102.069 vs 176.353), i ricoveri con sintomi (3.333 vs 4.685) e le terapie intensive (504 vs 688) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 411 (-12,4%)
  • Terapia intensiva: -184 (-26,7%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.352 (-28,9%)
  • Isolamento domiciliare: -74.284 (-42,1%)
  • Nuovi casi: 11.440 (-25,2%)
  • Casi attualmente positivi: -75.820 (-41,7%)

«Da 13 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si registra una discesa dei nuovi casi settimanali. Se la costante riduzione del rapporto positivi/casi testati attesta una ridotta circolazione del virus, la progressiva diminuzione dell’attività di testing sottostima il numero dei nuovi casi e documenta la mancata ripresa del tracciamento dei contatti, fondamentale in questa fase della pandemia». Nelle ultime 5 settimane, infatti, il numero di persone testate si è ridotto del 31,5%, scendendo da 3.247.816 a 2.223.782 (figura 4), con una media nazionale di 132 persone testate/die per 100.000 abitanti e rilevanti e ingiustificate differenze regionali (figura 5). In tutte le Regioni si conferma il calo dei nuovi casi settimanali (l’incremento percentuale in Molise è irrilevante in valore assoluto) (tabella). Inoltre, da 9 settimane sono in costante calo anche i decessi, che nell’ultima settimana si attestano in media a 59 al giorno.

«La costante riduzione dei pazienti ospedalizzati – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – ha portato l’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti COVID al 6% sia in area medica che in terapia intensiva, con tutte le Regioni ampiamente sotto le soglie di allerta». In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 3.333 (-88,6%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 504 (-86,5%). A seguito della rettifica della Regione Campania, poi, le persone in isolamento domiciliare dal picco del 28 marzo si sono ridotte da 540.855 a 102.069 (-81,1%). «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – in calo da 10 settimane consecutive sono ora stabili con una media mobile a 7 giorni di 22 ingressi/die» (figura 6).

Variante delta. Secondo l’ultima indagine di prevalenza delle varianti pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità il 18 maggio, la variante delta (più contagiosa di circa il 60% rispetto alla variante inglese) è all’1% con differenze regionali e un range che va dallo 0 al 3,4%: in particolare, la diffusione maggiore si registra in Lazio (3,4%), Sardegna (2,9%) e Lombardia (2,5%). Tuttavia nell’ultima settimana la variante delta è stata isolata in due focolai a Milano e Brindisi, segno di una sua maggiore diffusione sul territorio nazionale che si rileva anche dal database internazionale GISAID: rispetto ai sequenziamenti su campioni raccolti dal 19 maggio al 16 giugno, su 881 sequenze depositate 57 (6,5%) corrispondono alla variante delta. Rispetto all’efficacia dei vaccini, secondo i dati del Public Health England una singola dose di vaccino (Pfizer-BioNTech o AstraZeneca) ha un’efficacia solo del 33% nei confronti di questa variante, percentuale che dopo la seconda dose sale, rispettivamente, all’88% e al 60%. Inoltre, l’ultimo studio inglese (Public Health England) attesta che l’efficacia del ciclo completo nel prevenire le ospedalizzazioni è del 96% con il vaccino Pfizer-BioNTech e del 92% con quello AstraZeneca.

Vaccini: forniture. Al 16 giugno (aggiornamento ore 6.11) risultano consegnate 46.069.554 dosi, pari al 60,4% di quelle previste per il 1° semestre 2021 (figura 7). In dettaglio:

Vaccini: somministrazioni. Al 16 giugno (aggiornamento ore 6.11), il 50,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 29.949.601) e il 24,4% ha completato il ciclo vaccinale (n. 14.467.292) (figura 8). Nell’ultima settimana sono state raggiunte 3.892.072 milioni di somministrazioni (figura 9), con una media mobile a 7 giorni di 537.765 mila inoculazioni/die (figura 10).

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. L’85,2% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali: se la Puglia ha superato il 90% la Sicilia è sotto il 75%. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.824.604 (85,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 349.498 (7,8%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 2.544.393 (42,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.605.613 (43,7%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 12).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 2.655.476 (35,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.247.643 (43,6%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 13).

Nella popolazione di età superiore ai 60 anni, dunque, ben 2,66 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose di vaccino e 6,2 milioni devono completare il ciclo vaccinale (figura 14).

Vaccinazione “eterologa”. «Riguardo al nuovo caos AstraZeneca – afferma Cartabellotta – se nell’attuale contesto di bassa circolazione virale è totalmente condivisibile la decisione di limitare questo vaccino agli over 60, emergono alcune perplessità in merito all’obbligo di effettuare negli under 60 la seconda dose con vaccino a mRNA, già ribattezzata come “eterologa”». Infatti, negli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca, la circolare 11 giugno 2021 del Ministero della Salute dispone che “il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna)”.

  • Evidenze scientifiche: Nonostante i presupposti immunologici, biologici e alcuni precedenti storici sul mix vaccinale, le evidenze scientifiche sono ancora preliminari. In particolare i 4 studi citati dal parere del CTS arruolano poco più di 800 persone e misurano l’efficacia del mix solo sulla risposta immunitaria e la sicurezza solo sugli effetti collaterali frequenti e a breve termine. In altre parole, ad oggi non esistono prove di efficacia della vaccinazione “eterologa” su COVID-19 severa, ospedalizzazioni e decessi, né su eventuali effetti collaterali rari.
  • Aspetti regolatori. Alla data di pubblicazione della circolare del Ministero della Salute il mix vaccinale risultava essere off label, ovvero fuori dalle indicazioni autorizzate. La determina AIFA del 13 giugno 2021 ha “sanato” il problema, con riferimento alla legge 648/96 e disponendo che i vaccini a mRNA “possono essere somministrati come seconda dose per completare un ciclo vaccinale misto”. Ovvero, la formula possibilista usata dell’AIFA per consentire l’utilizzo della vaccinazione “eterologa” contrasta con quella perentoria prevista dalla circolare del Ministero della Salute.
  • Consenso informato e responsabilità professionale. Il riferimento alla L. 648/96 prevede il “consenso informato scritto del paziente dal quale risulti che lo stesso è consapevole della incompletezza dei dati relativi alla sicurezza ed efficacia del medicinale per l'indicazione terapeutica proposta”. Ovvero, la legge 648/96 impone al cittadino di accettare o meno l’informativa fornitagli (se non firma il consenso non può completare il ciclo vaccinale) e al medico la responsabilità della prescrizione, in presenza di un’alternativa il cui profilo di efficacia e sicurezza è stato ribadito dall’EMA.

«Se presupposti immunologici e biologici e dati preliminari – conclude Cartabellotta – lasciano supporre che la vaccinazione “eterologa” sia efficace e sicura, rimane l’incongruenza tra l’obbligo previsto dalla circolare del Ministero della Salute e la possibilità riportata dalla determina AIFA. Infatti, secondo la formula possibilista di AIFA per gli under 60 la seconda dose con Pfizer o Moderna è solo un’opzione che il paziente è libero di accettare o rifiutare, optando per la seconda dose con AstraZeneca. In ogni caso, è indispensabile adeguare il modulo di consenso informato a quanto previsto dalla L. 648/96 con adeguata informazione su benefici, rischi e incertezze delle opzioni per la seconda dose dopo AstraZeneca. Infine, per evitare che l’incongruenza tra le espressioni “dovere” e “potere” si traduca in una responsabilità esclusivamente a carico dei medici, con il rischio di disincentivare l’attività vaccinale, la Fondazione GIMBE chiede al Ministero della Salute e all’AIFA di esprimersi congiuntamente con una nota univoca e definitiva».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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10 giugno 2021
Coronavirus: in due mesi -84% di ricoveri e -82% di terapie intensive, ma ancora 2,9 milioni di over 60 senza copertura. In condizioni di bassa circolazione virale destinare AstraZeneca e Johnson & Jhonson solo ad over 50

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 2-8 GIUGNO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-31,8%) E DECESSI (-34,9%) E, GRAZIE ALLA VACCINAZIONE DI ANZIANI E FRAGILI, L’ULTERIORE DECONGESTIONE DEGLI OSPEDALI. PER VACCINARE OLTRE 2,9 MILIONI DI OVER 60 SENZA COPERTURA LA PRENOTAZIONE VOLONTARIA È ORMAI INSUFFICIENTE. SE DA UN LATO NON BISOGNA RALLENTARE IL RITMO DELLA CAMPAGNA VACCINALE È INDISPENSABILE MASSIMIZZARNE I BENEFICI E MINIMIZZARNE I RISCHI PERCHÉ L’INCIDENZA DI TROMBOSI ASSOCIATE A PIASTRINOPENIA CON I VACCINI A VETTORE VIRALE RIMANE MOLTO BASSA, MA NEGLI UNDER 50 È DOPPIA RISPETTO ALLA FASCIA 50-69 E QUADRUPLA RISPETTO AGLI OVER 70.

10 giugno 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 2-8 giugno 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (15.288 vs 22.412) (figura 1) e decessi (469 vs 720) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (181.726 vs 225.751), le persone in isolamento domiciliare (176.353 vs 218.570), i ricoveri con sintomi (4.685 vs 6.192) e le terapie intensive (688 vs 989) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 469 (-34,9%)
  • Terapia intensiva: -301 (-30,4%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.507 (-24,3%)
  • Isolamento domiciliare: -42.217 (-19,3%)
  • Nuovi casi: 15.288 (-31,8%)
  • Casi attualmente positivi: -44.025 (-19,5%)

«Da 12 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – il trend dei nuovi casi si conferma in discesa, sia per la ridotta circolazione del virus come dimostra la riduzione del rapporto positivi/casi testati, sia per la costante diminuzione dell’attività di testing che da un lato sottostima il numero dei nuovi casi e dall’altro ribadisce la rinuncia al tracciamento dei contatti, proprio ora che la ridotta incidenza dei casi ne permetterebbe la ripresa». Nelle ultime 4 settimane il numero di persone testate settimanalmente si è ridotto del 28,3%, scendendo da 2.614.808 a 1.875.575 (figura 4). In questo periodo, a fronte di una media nazionale di 150 persone testate/die per 100.000 abitanti si rilevano notevoli e ingiustificate differenze regionali: da 239 persone testate/die per 100.000 abitanti del Lazio a 64 persone testate/die per 100.000 abitanti della Puglia (figura 5). In tutte le Regioni italiane si conferma comunque il calo dei nuovi casi settimanali (tabella). Inoltre, da 8 settimane consecutive sono in costante calo anche i decessi, che nell’ultima settimana si attestano in media a 67 al giorno.

«Continua – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – il progressivo svuotamento degli ospedali. L’occupazione dei posti letto COVID a livello nazionale si attesta all’8% sia in area medica che in terapia intensiva, con tutte le Regioni che rimangono sotto le soglie di allerta». In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 4.685 (-84%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 688 (-81,6%). Meno ripida invece la discesa della curva relativa alle persone in isolamento domiciliare, che dal picco del 28 marzo si sono ridotte da 540.855 a 176.353 (-67,4%) (figura 3): tale percentuale potrebbe tuttavia essere parzialmente sottostimata dal dato anomalo registrato in Campania, che conta 62.367 casi attualmente positivi (circa un terzo di quelli dell’intero territorio nazionale), possibile conseguenza di ritardi di notifica sulle guarigioni. «Anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – scendono da 10 settimane consecutive con una media mobile a 7 giorni di 23 ingressi/die» (figura 6).

Vaccini: forniture. Al 9 giugno (aggiornamento ore 6.12) risultano consegnate 42.383.709 dosi, pari al 55,6% di quelle previste per il 1° semestre 2021. In dettaglio:

«Nonostante il boom di consegne nell’ultima settimana (5,69 milioni di dosi) – spiega il Presidente – stando alle forniture stimate del Piano vaccinale dovrebbero essere ancora consegnate entro fine giugno 33,8 milioni di dosi, ma nella più ottimistica delle previsioni saranno circa la metà» (figura 7).

Vaccini: somministrazioni. Al 9 giugno (aggiornamento ore 6.12), il 45,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 26.989.197) e il 22,5% ha completato il ciclo vaccinale (n. 13.338.891), (figura 8). Il netto incremento di consegne nell’ultima settimana ha permesso di sfiorare 3,66 milioni di somministrazioni (figura 9) con una media mobile a 7 giorni di 547 mila inoculazioni/die (figura 10).

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. L’83,7% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali: se Puglia, Umbria, Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna, Molise e Toscana superano l’85%, la Calabria e la Sicilia restano ancora sotto il 75%. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.779.836 (84,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 370.064 (8,3%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 2.303.669 (38,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.782.487 (46,6%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 12).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 2.371.783 (31,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.363.784 (45,2%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 13).

«Con l’apertura della campagna vaccinale a tutte le fasce d’età – precisa Gili – era atteso il netto incremento dei trend di vaccinazione nelle persone di età inferiore a 60 anni. Tuttavia, con oltre 2,9 milioni di over 60 ad elevato rischio di ospedalizzazione e decesso che non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose di vaccino, diventa sempre più urgente integrare il sistema di prenotazione volontaria con strategie di persuasione individuale, personalizzate e capillari sul territorio». Ad oggi risultano infatti ancora totalmente scoperti il 7,4% degli over 80 (n. 330.526), il 14,7% della fascia 70-79 (n. 879.088) e il 22,9% per quella 60-69 anni (n. 1.705.641) (figura 14).

«Riguardo alle recenti polemiche sugli open day per i giovani e i rari effetti avversi associati al vaccino AstraZeneca – spiega Gili – bisogna ribadire che in un’ottica di salute pubblica e di strategie vaccinali il profilo beneficio-rischio del vaccino si modifica in relazione alla circolazione del virus». Infatti, come si evince dal documento pubblicato lo scorso 23 aprile dall’European Medicines Agency, il rischio di sviluppare trombosi associata a piastrinopenia aumenta al diminuire dell’età: 0,5 casi su 100.000 negli over 70, 1 caso su 100.000 nella fascia 50-69 anni circa 2 casi su 100.000 negli under 50 anni. In Italia, come documenta l’ultimo rapporto AIFA sulla farmacovigilanza l’incidenza sembra ancora più bassa: infatti, su 3.977.851 somministrazioni di AstraZeneca (dati aggiornati al 26 aprile 2021) sono stati riportati 34 casi di trombosi venose in sede atipica. Tuttavia nei soggetti più giovani, già a minor rischio di COVID-19 severa, in condizioni di bassa circolazione virale l’incidenza di effetti avversi, seppur molto bassa, supera i potenziali benefici del vaccino nel prevenire ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso. «In altre parole – precisa Cartabellotta – nel quadro epidemiologico italiano delle ultime tre settimane, nelle persone di età inferiore a 50 anni i rischi dei vaccini a vettore virale superano i benefici. Ed è anacronistico che, a fronte delle indicazioni del Ministero della Salute che già dallo scorso 7 aprile raccomandava AstraZeneca “preferenzialmente” per gli over 60, nelle ultime 3 settimane, su un totale di 1.431.813 dosi di vaccini a vettore adenovirale somministrate, il 33,1% (473.578 dosi) siano state somministrate a persone under 50 e l’11% (158.156 dosi) nella fascia 18-29».

«Se da un lato non bisogna rallentare il ritmo della campagna vaccinale – conclude Cartabellotta – è indispensabile massimizzarne i benefici e minimizzarne i rischi, evitando al contempo di compromettere definitivamente la fiducia per i vaccini a vettore virale (AstraZeneca e Johnson&Johnson). Di conseguenza, in questa fase di bassa circolazione virale i vaccini a mRNA dovrebbero essere riservati alle fasce più giovani della popolazione, destinando agli over 50 quelli a vettore adenovirale che mantengono un ottimo profilo rischio-beneficio anche con bassa incidenza dei casi. Da valutare la possibilità di controindicarne l’uso nelle persone più giovani, in particolare negli under 30. Indispensabile, in ogni caso, migliorare l’informazione sul profilo rischi/benefici con un consenso informato più dettagliato per gli under 50 che volessero comunque immunizzarsi con vaccino a vettore virale, i cui eventi avversi restano comunque molto rari».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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3 giugno 2021
Coronavirus: si svuotano gli ospedali e calano i decessi. Ma i criteri per la zona bianca scoraggiano testing & tracing: in 3 settimane crollo dei tamponi (-34%). Vaccini: oltre 3,3 milioni di over 60 senza copertura

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 26 MAGGIO-1 GIUGNO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-27%) E DECESSI (-28%). GRAZIE ALLE COPERTURE VACCINALI DEGLI OVER 60 CROLLANO IN DUE MESI RICOVERI (-79%) E TERAPIE INTENSIVE (-74%). VACCINI: FORNITURE  2° TRIMESTRE SOTTO DI ALMENO 15 MILIONI DI DOSI E 3,3 MILIONI DI OVER 60 ANCORA SENZA COPERTURA. PROPOSTE GIMBE PER GARANTIRE IRREVERSIBILITÀ DELLE RIAPERTURE: INCENTIVARE LE REGIONI A RIPRENDERE IL TRACCIAMENTO, POTENZIARE IL SEQUENZIAMENTO PER MONITORARE VARIANTI, GESTIRE TEMPESTIVAMENTE EVENTUALI FOCOLAI, ATTUARE NUOVE STRATEGIE PER ANZIANI NON ANCORA VACCINATI.

3 giugno 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 26 maggio-1 giugno 2021, rispetto alla precedente, un’ulteriore diminuzione di nuovi casi (22.412 vs 30.867) (figura 1) e decessi (720 vs 1.004) (figura 2). In netto calo anche i casi attualmente positivi (225.751 vs 268.145), le persone in isolamento domiciliare (218.570 vs 258.265), i ricoveri con sintomi (6.192 vs 8.557) e le terapie intensive (989 vs 1.323) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 720 (-28,3%)
  • Terapia intensiva: -334 (-25,2%)
  • Ricoverati con sintomi: -2.365 (-27,6%)
  • Isolamento domiciliare: -39.695 (-15,4%)
  • Nuovi casi: 22.412 (-27,4%)
  • Casi attualmente positivi: -42.394 (-15,8%)

«Da 11 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si conferma il trend in discesa dei nuovi casi, sia per la ridotta circolazione del virus, come dimostra la riduzione del rapporto positivi/casi testati, sia per la diminuzione dell’attività di testing. Da metà aprile sono in costante calo anche i decessi, che nell’ultima settimana si attestano in media poco sopra i 100 al giorno». Il calo dei nuovi casi settimanali si conferma in tutte le Regioni, ad eccezione di un aumento percentuale in Molise, irrilevante in valore assoluto. (tabella).

«Grazie alle coperture vaccinali di anziani e fragili – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – continua il progressivo svuotamento degli ospedali. L’occupazione dei posti letto COVID a livello nazionale si attesta al 10% in area medica e all’11% in terapia intensiva, con tutte le Regioni sotto le soglie di allerta». In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 6.192 (-78,9%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 989 (-73,6%). Scende meno rapidamente la curva delle persone in isolamento domiciliare: dal picco del 28 marzo si sono ridotte da 540.855 a 218.570 (-59,6%) (figura 3). «Gli ingressi in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – scendono da 9 settimane con una media mobile a 7 giorni che si attesta a 36 ingressi/die» (figura 4).

In questa fase di diminuita circolazione del virus e allentamento della pressione sugli ospedali si rilevano due criticità: da un lato la riduzione dell’attività di testing che attesta la rinuncia al tracciamento dei casi, dall’altro una rilevante eterogeneità regionale nell’attività di sequenziamento. In dettaglio:

  • Testing: il numero di persone testate settimanalmente, stabile sino alla prima decade di maggio, si è ridotto nelle ultime 3 settimane da 662.549 a 439.467 (-33,7%) (figura 5). E nello stesso periodo sono state testate, con tampone molecolare o antigenico, in media 120 persone/die per 100.000 abitanti con nette differenze regionali: da 199 del Lazio a 49 della Puglia (figura 6). «Purtroppo – spiega Cartabellotta – i criteri per conquistare e mantenere la zona bianca, introdotti con il DL 18 maggio 2021 n. 65, disincentivano le Regioni a potenziare le attività di testing e a riprendere il tracciamento, proprio nel momento in cui i numeri del contagio permetterebbero di utilizzare un’arma mai adeguatamente utilizzata».
  • Sequenziamento: nel bollettino Prevalenza e distribuzione delle varianti del virus SARS-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità riporta che nel periodo 28 dicembre 2020-19 maggio 2021 è stato sequenziato l’1,11% (n. 23.170) dei casi positivi. Da febbraio 2021 vengono sequenziati oltre 1.000 casi settimanali, in linea con gli standard dell’European Centre for Disease and Control, seppure con performance regionali molto eterogenee: dal 6,05% dell’Abruzzo allo 0,09% del Piemonte. «Un’insufficiente attività di sequenziamento – precisa Cartabellotta – non consente di identificare le varianti più contagiose se non dopo l’aumento dei casi, né di adeguare le strategie vaccinali se necessario. Ad esempio sulla variante delta (indiana) più contagiosa del 20-60%, l’efficacia di una sola dose di vaccino sulla malattia sintomatica si attesta intorno al 33% sia per il vaccino Pfizer che AstraZeneca, mentre dopo il ciclo completo sale rispettivamente all’88% e al 60%».

 

Vaccini: forniture. Al 2 giugno (aggiornamento ore 6.08) risultano consegnate 39.958.409 dosi, pari al 52,4% di quelle previste per il 1° semestre 2021. In dettaglio:

«Nonostante l’incremento di consegne nell’ultima settimana – spiega il Presidente – per rispettare le forniture previste dal Piano vaccinale entro fine giugno mancano ancora 36,3 milioni di dosi, un numero di consegne non realistico, come ribadiamo da settimane» (figura 7). Infatti, il Commissario Straordinario ha annunciato che a giugno le Regioni riceveranno oltre 20 milioni di dosi, un quantitativo che chiuderebbe il consuntivo delle forniture trimestrali con circa 15 milioni di dosi in meno rispetto alle previsioni.

Vaccini: somministrazioni. Al 2 giugno (aggiornamento ore 6.08), il 40,3% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 23.852.541) e il 20,7% ha completato il ciclo vaccinale (n. 12.294.543), (figura 8). Considerato che le Regioni stanno utilizzando la quasi totalità delle dosi a disposizione, il mancato decollo delle consegnecondiziona il numero di somministrazioni, ormai stabili da un paio di settimane (figura 9) con la media mobile a 7 giorni che ha raggiunto 500 mila inoculazioni/die (figura 10).

 

 

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. L’81,5% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con alcune differenze regionali: se Puglia, Umbria, Lazio, Lombardia, Veneto e Molise superano l’85%, la Sicilia resta ancora sotto il 70%. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.736.001 (83,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 386.742 (8,6%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 2.109.513 (35,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.884.265 (48,4%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 12).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 2.136.231 (28,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.325.680 (44,7%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 13).
  • Soggetti fragili e loro caregiver: per questa categoria i dati non sono più disponibili, in quanto dal 28 maggio nel repository ufficiale le somministrazioni vengono rendicontate esclusivamente per fascia d’età.

 

 

«Mentre iniziano a salire le coperture nelle fasce d’età 50-59 e 40-49 anni – precisa Gili – sono ancora oltre 3,3 milioni gli over 60 ad elevato rischio di ospedalizzazione e decesso che non hanno ricevuto nemmeno la prima dose di vaccino». Più precisamente l’8% degli over 80 (n. 357.683), il 16,3% della fascia 70-79 (n. 971.466) e il 26,6% della fascia 60-69 anni (n. 1.979.297) (figura 14).

«Il netto miglioramento del quadro pandemico – conclude Cartabellotta – se da un lato attesta il successo del “rischio ragionato”, dall’altro richiede che il prudente ottimismo sia accompagnato da una strategia condivisa tra Governo e Regioni per garantire l’irreversibilità delle riaperture». In questa direzione vanno le proposte della Fondazione GIMBE:

  • Apportare al nuovo sistema per assegnare i colori alle Regioni i necessari correttivi (es. standard di tamponi per 100 mila abitanti) per incentivare il testing e riprendere il tracciamento, senza timore di non conquistare o di perdere la zona bianca.
  • Definire una modalità univoca per identificare tempestivamente ed arginare eventuali focolai.
  • Potenziare il sequenziamento delle varianti, in particolare in alcune Regioni, e in caso di diffusione della variante indiana somministrare la seconda dose ad anziani e fragili secondo l’intervallo ottimale delle sperimentazioni cliniche.
  • Attuare nuove strategie per vaccinare gli oltre 3,3 milioni di over 60 senza copertura e ad alto rischio di ospedalizzazione: es. chiamata attiva, open day dedicati, comunicazione istituzionale dedicata.

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27 maggio 2021
Coronavirus: in 50 giorni crollo ricoveri (-71%) e terapie intensive (-65%) grazie anche all’effetto vaccini. Vaccini: a 5 settimane da fine 2° trimestre rimangono da consegnare ancora 42,6 milioni di dosi

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 19-25 MAGGIO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-29,5%) E DECESSI (-17,4%) CHE SI ACCOMPAGNA A UN CROLLO DI RICOVERI E TERAPIE INTENSIVE, GRAZIE ALLE ELEVATE COPERTURE VACCINALI DEGLI OVER 70. SCENDE ULTERIORMENTE L’INCIDENZA IN TUTTE LE REGIONI, SIA PER RIDOTTA CIRCOLAZIONE DEL VIRUS, SIA PER UN CALO DELLE PERSONE TESTATE:  -25% IN DUE SETTIMANE. SUL FRONTE VACCINI 3,7 MILIONI DI OVER 60 AD ELEVATO RISCHIO DI OSPEDALIZZAZIONE SONO ANCORA SENZA COPERTURA. IRREALISTICA LA CONSEGNA DELLE 42,6 MILIONI DI DOSI PREVISTE ENTRO FINE GIUGNO.

27 maggio 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 19-25 maggio 2021, rispetto alla precedente, un’ulteriore diminuzione di nuovi casi (30.867 vs 43.795) (figura 1) e decessi (1.004 vs 1.215) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (268.145 vs 315.308), le persone in isolamento domiciliare (258.265 vs 302.080), i ricoveri con sintomi (8.557 vs 11.539) e le terapie intensive (1.323 vs 1.689) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 1.004 (-17,4%)
  • Terapia intensiva: -366 (-21,7%)
  • Ricoverati con sintomi: -2.982 (-25,8%)
  • Isolamento domiciliare: -43.815 (-14,5%)
  • Nuovi casi: 30.867 (-29,5%)
  • Casi attualmente positivi: -47.163 (-15%)

«Per la decima settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – continuano a scendere i nuovi casi settimanali, in parte per la ridotta circolazione del virus, come documenta la riduzione del rapporto postitivi/casi testati, in parte per la crescente diminuzione dell’attività di testing». Rispetto alla settimana precedente, infatti, si registra un calo del 12,2% di persone testate (-69.010) e del 24,9% rispetto a due settimane fa (-165.241). Su tutto il territorio nazionale si confermano trend in riduzione (tabella) e in 8 Regioni (Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Provincia Autonoma di Trento, Sardegna, Umbria e Veneto) l’incidenza settimanale dei casi è inferiore a 50 casi/settimana per 100.000 abitanti.

«Il trend dei pazienti ospedalizzati – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – continua a scendere in maniera regolare con l’occupazione media nazionale che si attesta al 14% per l’area medica e al 15% per le terapie intensive: tutte le Regioni rimangono sotto le rispettive soglie di allerta del 40% e del 30%». «Anche gli ingressi in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – continuano a diminuire: la media mobile a 7 giorni questa settimana si è ulteriormente ridotta attestandosi a 57 ingressi/die» (figura 4).

«Se le curve dei ricoverati nei reparti di area medica e terapia intensiva – prosegue Cartabellotta – stanno scendendo più velocemente grazie all’effetto delle coperture vaccinali nelle classi di età più avanzate, quella delle persone in isolamento domiciliare, in media più giovani, cala più lentamente». In dettaglio, se dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 8.557 (-70,8%), e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 1.323 (-64,7%), le persone in isolamento domiciliare dal picco del 28 marzo sono passate da 540.855 a 258.265 (-52,2%) (figura 3).

Vaccini: forniture. Al 26 maggio (aggiornamento ore 6.13) risultano consegnate 33.618.267 dosi, pari al 44,1% di quelle previste per il  1° semestre 2021. In dettaglio:

«Negli ultimi venti giorni – spiega il Presidente – le consegnesi sono attestate su valori inferiori a 3 milioni di dosi/settimana: considerato che mancano 5 settimane al termine del 2° trimestre, per rispettare le forniture previste dal Piano vaccinale entro fine giugno mancano ancora 42,6 milioni di dosi» (figura 5). Seppure 8,5 milioni di dosi sono attese per i prossimi giorni, come annunciato dal Commissario Straordinario, è irrealistico disporre di tutte le dosi previste per tre ragioni: le consegne irregolari da AstraZeneca, le pochissime dosi consegnate da Johnson & Johnson che ha annunciato ulteriori ritardi, la mancata presentazione ad EMA della la domanda di autorizzazione condizionata al commercio da parte di CureVac (oltre 7,3 milioni di dosi).

Vaccini: somministrazioni. Al 26 maggio (aggiornamento ore 6.13), il 36,4% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 21.677.111) e il 17,9% ha completato il ciclo vaccinale (n. 10.647.817), con alcune differenze regionali (figura 6). Nonostante le Regioni utilizzino la quasi totalità delle dosi a disposizione, il mancato decollo delle consegne si riflette sul numero di somministrazioni settimanali, stabili rispetto alla settimana precedente (+0,7%) (figura 7), con una media mobile a 7 giorni intorno a 485 mila inoculazioni al giorno (figura 8).

 

 

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. Il 78,9% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con importanti differenze regionali: se Puglia, Veneto, Lombardia, Molise, Provincia autonoma di Trento, Lazio ed Emilia-Romagna superano l’80%, Calabria e Sicilia restano ancora sotto il 70%. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.662.072 (82,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 421.570 (9,5%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 9).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 1.821.288 (30,5%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.047.328 (51,1%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 10).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 1.686.671 (22,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.370.777 (45,8%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Soggetti fragili e loro caregiver: a questa categoria sono state somministrate 6.785.309 dosi, su cui è impossibile effettuate ulteriori analisi, perché tuttora per questa categoria non sono noti il denominatore totale e la sua distribuzione regionale, né la suddivisione tra 1a e 2a dose.

 

 

«Complessivamente – precisa Gili – oltre 3,7 milioni di over 60 ad elevato rischio di ospedalizzazione e decesso non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino e più precisamente: 7,6% degli over 80 (n. 336.061); 18,4% della fascia 70-79 (n. 1.099.757); 31,3% di quella 60-69 anni (n. 2.306.916)» (figura 12). A fronte di una fascia 60-69 in cui il rallentamento della curva delle somministrazioni è iniziato con percentuali di copertura ancora relativamente basse e con oltre 2 milioni di persone attualmente non protette dal vaccino, spicca l’impennata della fascia 50-59 anni (figura 13). «Più in generale – commenta il Presidente – alcune Regioni, piuttosto che utilizzare altre strategie per aumentare la copertura vaccinale degli over 60, stanno ampliando in maniera molto diversificata i target anagrafici con l’obiettivo primario di mantenere elevato il numero delle somministrazioni».

«Se da un lato il mix tra riaperture graduali, progressione della copertura vaccinale nelle persone a rischio, comportamenti virtuosi della popolazione ed effetto della stagionalità apre la strada a un prudente ottimismo – conclude Cartabellotta – dall’altro è indispensabile rilevare tre criticità nella gestione della pandemia e della campagna vaccinale. Innanzitutto, i nuovi criteri per assegnare i colori alle Regioni disincentivano la ripresa del contact tracing proprio quando la riduzione dei casi lo renderebbe fattibile; in secondo luogo, la mancata implementazione di strategie vaccinali a chiamata attiva per aumentare la copertura delle fasce più fragili; infine, non è nota la strategia per identificare tempestivamente ogni possibile ripresa del contagio».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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20 maggio 2021
Coronavirus: in picchiata la curva dei nuovi casi e in 6 settimane -61% ricoveri e -55% terapie intensive. Vaccini: le consegne non decollano e oltre 4,5 milioni di over 60 ancora scoperti

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 12-18 MAGGIO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-30,9%) E DECESSI (-21,3%) OLTRE A UN’ULTERIORE ALLENTAMENTO DELLA PRESSIONE SUGLI OSPEDALI. GLI EFFETTI DELLA CAMPAGNA VACCINALE, CHE SUBENTRANO GRADUALMENTE A QUELLI DELLE RESTRIZIONI, STANNO ASSORBENDO L’IMPATTO DELLE RIAPERTURE GRADUALI SULLA CURVA EPIDEMIOLOGICA. VISTO CHE NEL 2° TRIMESTRE MANCHERANNO CIRCA 13 MILIONI DI DOSI E TENENDO CONTO DEI RICHIAMI, RIMANE PRIORITARIA LA COPERTURA DELLE PERSONE A RISCHIO DI OSPEDALIZZAZIONE PER MINIMIZZARE L’IMPATTO DELLA CIRCOLAZIONE DEL VIRUS, VISTO CHE IL TESTING & TRACING, ABBANDONATO DA TEMPO, È ANCHE “SCORAGGIATO” DAL NUOVO SISTEMA PER ASSEGNARE I COLORI ALLE REGIONI.

20 maggio 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 12-18 maggio 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (43.795 vs 63.409) (figura 1) e decessi (1.215 vs 1.544) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (315.308 vs 363.859), le persone in isolamento domiciliare (302.080 vs 346.866), i ricoveri con sintomi (11.539 vs 14.937) e le terapie intensive (1.689 vs 2.056) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 1.215 (-21,3%)
  • Terapia intensiva: -367 (-17,9%)
  • Ricoverati con sintomi: -3.398 (-22,7%)
  • Isolamento domiciliare: -44.786 (-12,9%)
  • Nuovi casi: 43.795 (-30,9%)
  • Casi attualmente positivi: -48.551 (-13,3%)

«Continua la riduzione dei nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che dimostra come gli effetti ottenuti grazie a 6 settimane di restrizioni stiano lasciando gradualmente il posto ai primi risultati della campagna vaccinale. Si rileva tuttavia una riduzione dei tamponi (-15% di persone testate rispetto alla settimana precedente), segno di un allentamento dell’attività di testing». Tutte le Regioni confermano un trend in riduzione (tabella).

«Ancor più netta – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – la riduzione della pressione ospedaliera che riflettel’effetto dei vaccini sulle categorie più a rischio». Tutte le Regioni rimangono sotto le soglie di allerta sia per l’area medica che per leterapie intensive, con una media nazionale al 19% per entrambe. In dettaglio:

  • Area medica: dal picco raggiunto il 6 aprile (n. 29.337) i posti letto occupati sono 11.539,con una riduzione del 60,7% in 6 settimane (figura 3).
  • Terapia intensiva: dal picco raggiunto il 6 aprile (n. 3.743) rimangono occupati 1.689 posti letto, con una riduzione del 54,9% in 6 settimane; (figura 3). «Gli ingressi in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – sono in linea con la riduzione progressiva dei posti letto occupati: la media mobile a 7 giorni questa settimana scende a 78 ingressi/die» (figura 4).

 

Vaccini: forniture. Al 19 maggio (aggiornamento ore 10:29) risultano consegnate 30.132.960 dosi, il 39,5% di quelle previste per il 1° semestre 2021. In dettaglio:

Ad oggi le Regioni – spiega il Presidente – hanno somministrato quasi tutte le dosi consegnate (94,2%). Questo significa che, senza un aumento consistente e regolare delle consegne, è impossibile accelerare la campagna vaccinale». Infatti, fatta eccezione per l’exploit della settimana 26 aprile-2 maggio (n. 4.911.630 dosi), da metà aprile il numero di consegne settimanali si è attestato tra 2,57 e 2,71 milioni (figura 5). E sembra sfumare anche la ventilata “invasione” di vaccini: infatti, tra consegne annunciate dal Generale Figliuolo per maggio e dal Ministro Speranza per giugno, sono attese circa 25 milioni di dosi, ovvero il consuntivo del 2° trimestre chiuderà con circa 13 milioni di dosi in meno rispetto ai 62 previsti dal Piano vaccinale. «Con queste stime – precisa Gili – è impossibile ampliare a dismisura la platea delle prime somministrazioni, visto che un numero rilevante di dosi, in particolare di AstraZeneca, servirà per i richiami».

Vaccini: somministrazioni. Al 19 maggio (aggiornamento ore 10:29), il 32,9% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 19.614.396) e il 15,2% ha completato il ciclo vaccinale (n. 9.049.348), con importanti differenze regionali (figura 6). Si registra un lieve aumento delle somministrazioni settimanali (+2,9%), nettamente inferiore rispetto alle settimane precedenti (figura 7), con una media mobile a 7 giorni che si attesta intorno a 481mila somministrazioni al giorno (figura 8).

 

 

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. Il 74,6% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con Veneto, Lombardia, Provincia autonoma di Trento e Puglia che superano l’80%. Nelle fasce over 80 e 70-79 anni si registrano ancora notevoli differenze regionali, e la fascia 60-69, a rischio elevato di ospedalizzazione, rimane ancora indietro. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.565.404 (80,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 470.826 (10,7%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 9).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 1.487.355 (24,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.203.884 (53,7%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 10).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 1.210.285 (16,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.308.843 (44,9%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Soggetti fragili e loro caregiver: a questa categoria sono state somministrate 5.819.432 dosi.

 

 

«Guardando l’altra faccia della medaglia dunque – precisa Cartabellotta – oltre 4,5 milioni di persone ad elevato rischio di ospedalizzazione e morte sono ancora senza alcuna protezione vaccinale, riducendo la sicurezza delle riaperture, seppur graduali». Infatti, se solo l’8,7% degli over 80 (n. 383.473) non ha ricevuto neppure una dose, la percentuale sale al 21,4% nella fascia 70-79 (n. 1.277.134) e al 38,6% per quella 60-69 anni (n. 2.845.236) (figura 12).

«Seguendo i trend delle coperture vaccinali – spiega Gili – se per gli over 80 la frenata è iniziata quando le percentuali avevano superato l’80%, per la fascia 70-79 anni i segnali di rallentamento sono più precoci e per quella 60-69 le coperture salgono più lentamente» (figura 13). Questo dimostra che una vaccinazione di massa non può affidarsi solo alla prenotazione volontaria, ma deve essere integrata con altre strategie: dalla chiamata attiva al colloquio individuale per superare l’esitazione vaccinale; da campagne d’informazione con il coinvolgimento di influencer alla cosiddetta “spinta gentile” (nudge). Ad esempio, spiega Cartabellotta «man mano che a tutti viene concessa l’opportunità di ricevere il vaccino, nel green pass questo dovrebbe offrire vantaggi maggiori rispetto all’esito di un tampone».

«Ad oggi – conclude Cartabellotta – la strategia del “rischio ragionato” sembra funzionare: agli effetti delle restrizioni stanno gradualmente subentrando quelli dei vaccini, “assorbendo” l’impatto delle riaperture graduali sulla curva epidemiologica. Tuttavia, in questa fase della campagna vaccinale non bisogna limitarsi a rincorrere i numericon l’obiettivo primario di non lasciare “dosi in frigo”, ma è prioritario vaccinare rapidamente il maggior numero possibile di over 60 e fragili. Solo questa strategia potrà minimizzare l’impatto ospedaliero della ripresa della circolazione del virus, visto che il testing&tracing, già abbandonato da tempo, viene di fatto anche “scoraggiato” dal nuovo sistema per assegnare i colori alle Regioni. Un sistema fortemente condizionato dall’incidenza dei casi che, senza definire alcuna soglia minima di testing, ripropone quanto già visto nella primavera 2020: ovvero, meno tamponi, meno casi».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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13 maggio 2021
Coronavirus: scendono ancora nuovi casi e decessi, in un mese quasi dimezzati ricoveri e terapie intensive. Vaccini: ancora a zero oltre 5,6 milioni di over 60. Regioni “a colori”: indispensabile rapido restyling, ma la rivoluzione può attendere.

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 5-11 MAGGIO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-19%) E DECESSI (-15,4%). SI ALLENTA ANCORA LA PRESSIONE SUGLI OSPEDALI: IN 35 GIORNI -49,1% RICOVERI CON SINTOMI E -45,1% TERAPIE INTENSIVE. CAMPAGNA VACCINALE: ANCORA SCOPERTA 1 PERSONA SU 4 NELLA FASCIA 70-79 E 1 SU 2 NELLA FASCIA 60-69, NECESSARIO INTEGRARE LA PRENOTAZIONE VOLONTARIA CON UN SISTEMA A CHIAMATA ATTIVA, UN’ADEGUATA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE E STRATEGIE DI PERSUASIONE INDIVIDUALE. REGIONI “A COLORI”: UNA REVISIONE INTEGRALE DEL SISTEMA RISCHIA DI AVVITARSI IN TECNICISMI E DIVENIRE TERRENO DI SCONTRO GOVERNO-REGIONI, MANDANDO NEL FRATTEMPO IN ARANCIONE ALCUNE REGIONI.

13 maggio 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 5-11 maggio 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (63.409 vs 78.309) (figura 1) e decessi (1.544 vs 1.826) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (363.859 vs 413.889), le persone in isolamento domiciliare (346.866 vs 393.290), i ricoveri con sintomi (14.937 vs 18.176) e le terapie intensive (2.056 vs 2.423) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 1.544 (-15,4%)
  • Terapia intensiva: -367 (-15,1%)
  • Ricoverati con sintomi: -3.239 (-17,8%)
  • Isolamento domiciliare: -46.424 (-11,8%)
  • Nuovi casi: 63.409 (-19%)
  • Casi attualmente positivi: -50.030 (-12,1%)

«L’ulteriore calo dei nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – riflette gli ultimi effetti di 6 settimane di un’Italia tutta rosso-arancione». I trend sono in riduzione in tutte le Regioni (tabella). Continua, tuttavia, a salire leggermente l’Rt medio calcolato dall’Istituto Superiore di Sanità sui casi sintomatici a 14 giorni, che rispetto al valore di 0,85 (range: 0,80-0,91) della scorsa settimana ha raggiunto lo 0,89 (range: 0,85-0,91).

«Si allenta ulteriormente anche la pressione sugli ospedali – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – sia per la minore circolazione del virus che per i primi effetti della elevata copertura vaccinale negli over 80». In dettaglio:

  • Area medica: dal picco raggiunto il 6 aprile (n. 29.337) i posti letto occupati sono 14.937, con una riduzione del 49,1% in 35 giorni. Solo la Calabria supera la soglia di allerta del 40% (tabella).
  • Terapia intensiva: dal picco raggiunto il 6 aprile (n. 3.743) rimangono occupati 2.056 posti letto, con una riduzione del 45,1% in 35 giorni; la soglia di saturazione del 30% risulta superata, seppur di poco, in Lombardia e in Toscana (32%) (tabella). «Nelle terapie intensive – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei nuovi ingressi giornalieri continua a scendere, con una media mobile a 7 giorni che questa settimana ha raggiunto i 110 ingressi/die» (figura 4).

Vaccini: forniture. Al 12 maggio (aggiornamento ore 12.12)  risultano consegnate 27.429.090 dosi, il 36% di quelle previste per il 1° semestre 2021. In dettaglio:

A un mese e mezzo dalla fine del semestre devono essere ancora consegnate circa 50 milioni di dosi, quasi due terzi di quelle previste dal Piano vaccinale. «Al di là di ritardi e irregolarità delle consegne di AstraZeneca – spiega Cartabellotta – finora Johnson & Johnson ha consegnato solo “briciole” e oltre 7 milioni di dosi CureVac restano vincolate ai tempi di approvazione dell’EMA. In altri termini, tenuto conto anche del numero esiguo di dosi di Moderna, la campagna vaccinale in Italia è sempre più Pfizer-dipendente».

Vaccini: somministrazioni. Al 12 maggio (aggiornamento ore 12.12), il 29,2% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 17.413.508) e il 13% ha completato il ciclo vaccinale (n. 7.725.554), con importanti differenze regionali: dal 32,7% di vaccinati con almeno una dose della Provincia Autonoma di Trento al 24,6% della Sicilia (figura5). Aumentano le somministrazioni settimanali (+8,5%), ma in maniera minore rispetto alla settimana precedente (figura 6), con una media mobile a 7 giorni che si attesta intorno a 465 mila somministrazioni al giorno (figura 7). «Il mancato sprint della campagna vaccinale – precisa Gili – è influenzato dalla mancata somministrazione di 1.286.041 dosi di AstraZeneca, le cui scorte “in frigo”oscillano dal 4,7% del Molise al 46% della Sicilia (figura8). Tenendo conto che l’uso preferenziale di questo vaccino è negli over 60, è inevitabile che i rifiuti influenzino la copertura vaccinale in questa classe d’età».

 

 

 

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. Il 68% degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con le Province autonome di Trento e Bolzano che si avvicinano all’80%. Si rilevano notevoli differenze regionali nelle fasce over 80 e 70-79 anni, mentre quella 60-69, a fronte di un rilevante impatto sulle ospedalizzazioni, è ancora molto indietro. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.403.495 (77%) hanno completato il ciclo vaccinale e 576.609 (13%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 9).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 1.081.772 (18,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.338.076 (55,9%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 10).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 903.125 (12,3%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.811.161 (38,2%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Soggetti fragili e loro caregiver: a questa categoria sono state somministrate 4.751.094dosi.

 

 

Ribaltando la prospettiva, ovvero guardando alla percentuale di popolazione che non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino, la copertura degli over 60 è complessivamente insufficiente. Infatti, se solo il 9,9% degli over 80 (n. 439.599)  non ha ricevuto neppure una dose, la percentuale sale al 25,9% della fascia 70-79 (n. 1.548.525) e al 49,6% per quella 60-69 anni (n. 3.650.078). In altri termini, oltre 5,6 milioni di persone a rischio elevato di ospedalizzazione sono ancora totalmente scoperte dalla protezione vaccinale.

«A fronte di percentuali così elevate di over 60 non ancora coperte dalla 1a dose – continua il Presidente – da un lato si offre alle Regioni di aprire sino ai 40 anni per non rallentare le somministrazioni, dall’altro non si rendono noti i numeri di mancate adesioni e rifiuti selettivi di AstraZeneca, che hanno “costretto” ad estendere l’intervallo della seconda dose dei vaccini Pfizer e Moderna sino a 42 giorni con il solo obiettivo di supplire alla carenza di dosi di vaccini a mRNA». Considerato che la campagna vaccinale sta entrando in una fase condizionata dall’adesione della popolazione, occorre integrare la prenotazione volontaria con un sistema a chiamata attiva, coinvolgendo in maniera sistematica e capillare i medici di famiglia e mettendo in campo un’adeguata campagna di comunicazione istituzionale e strategie di persuasione individuale.

«La verosimile ripresa della circolazione del virus in un’Italia quasi tutta gialla – conclude Cartabellotta – richiede infine una revisione dell’algoritmo delle Regioni “a colori”, come già proposto dalle Regioni. Con il progredire delle vaccinazioni di anziani e fragili, entriamo infatti in una fase dell’epidemia dove a fronte di un’elevata circolazione del virus ci si attende un impatto sempre minore sugli ospedali. Tuttavia, una revisione integrale del sistema rischia di avvitarsi in sterili tecnicismi e di divenire terreno di scontro Governo-Regioni, che, ritardandola modifica normativa, potrebbero nel frattempo mandare in arancione alcune Regioni». Per tali ragioni, la Fondazione GIMBE suggerisce piuttosto di mantenere lo stesso impianto, ormai ben rodato, procedendo immediatamente ad un suo rapido restyling: ripristinare le soglie dell’indice Rt fissate dal DPCM 3 novembre 2020, ridurre complessivamente il “peso” dello stesso indice per assegnare il colore alle Regioni e, soprattutto,integrare indicatori relativi alle coperture vaccinali.

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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6 maggio 2021
Coronavirus: scendono tutti i numeri, ma s’intravedono segnali precoci di aumento della circolazione del virus. Vaccini: una persona su 4 coperta con almeno una dose, oltre il 70% degli over 80 ha completato il ciclo

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMB E CONFERMA, NELLA SETTIMANA 28 APRILE-4 MAGGIO, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-13,4%) E DECESSI (-19,9%). SI ALLENTA ANCORA LA PRESSIONE SUGLI OSPEDALI (-11,8% TERAPIE INTENSIVE; -10,5% RICOVERI CON SINTOMI), MA S’INTRAVEDONO PRECOCI SEGNALI DI AUMENTO DELLA CIRCOLAZIONE DEL VIRUS TRA CUI IL RIALZO DEI CONTAGI IN ETÀ SCOLARE. VACCINAZIONI: NECESSARIO RENDERE STABILE L’OBIETTIVO 500.000 DOSI AL GIORNO, RAGGIUNTO SOLO CON L’EXPLOIT DEL 29 E 30 APRILE. IN UN’ITALIA QUASI TUTTA GIALLA I COMPORTAMENTI INDIVIDUALI RIMANGONO L’ARMA FONDAMENTALE PER ARGINARE LA RISALITA DEI CONTAGI.

6 maggio 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 28 aprile-4 maggio 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (78.309 vs 90.449) (figura 1) e decessi (1.826 vs 2.279) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (413.889 vs 448.149), le persone in isolamento domiciliare (393.290 vs 425.089), i ricoveri con sintomi (18.176 vs 20.312) e le terapie intensive (2.423 vs 2.748) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 1.826 (-19,9%)
  • Terapia intensiva: -325 (-11,8%)
  • Ricoverati con sintomi: -2.136 (-10,5%)
  • Isolamento domiciliare: -31.799 (-7,5%)
  • Nuovi casi: 78.309 (-13,4%)
  • Casi attualmente positivi: -34.260 (-7,6%)

«Continua la lenta discesa dei nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – anche se s’intravedono precoci segnali di aumento della circolazione del virus». Innanzitutto, il lieve incremento dell’Rt medio calcolato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui casi sintomatici che nel periodo 7-20 aprile è di 0,85 (range 0,80–0,91) rispetto a 0,81 (range 0,77-0,89) del periodo 31 marzo-13 aprile; in secondo luogo, come rilevato dall’ultimo bollettino dell’ISS, dalla prima metà di aprile la risalita dei nuovi casi nelle fasce 3-5 e 6-10 anni, verosimile conseguenza della ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Minime questa settimana le differenze regionali: aumento della variazione percentuale dei nuovi casi in 1 Regione e dei casi attualmente positivi in 2 Regioni (tabella).

«Con il progressivo calo dei nuovi casi – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – continua a ridursi la pressione sugli ospedali, dove le curve dei posti letto occupati in area medica e terapia intensiva continuano a scendere da 4 settimane consecutive». In dettaglio:

  • Area medica: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 29.337), con una discesa del 38% in 29 giorni. L’occupazione dei posti letto da parte dei pazienti COVID resta sopra la soglia del 40% in 2 Regioni (tabella).
  • Terapia intensiva: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 3.743), con una discesa del 35,3% in 29 giorni; la soglia di saturazione del 30% risulta ancora superata in 4 Regioni (tabella). «Anche il numero dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva sta progressivamente diminuendo – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 135 ingressi/die» (figura 4).

Vaccini: forniture. Al 5 maggio (aggiornamento ore 6.11) risultano consegnate 24.779.590 dosi, il 32,5% di quelle previste per il 1° semestre 2021. In dettaglio:

«Sul fronte consegne – spiega Cartabellotta – molto incoraggiante il deciso aumento dell’ultima settimana: quasi 5 milioni di dosi, un colpo di acceleratore decisivo per garantire 3,5 milioni di somministrazioni settimanali» (figura 5).

Vaccini: somministrazioni. Al 5 maggio (aggiornamento ore 6.11), il 25,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 15.200.724) e il 10,9% ha completato il ciclo vaccinale (n. 6.522.822), con modeste differenze regionali: dal 28,2% di vaccinati con almeno una dose della Liguria al 21,6% della Sicilia (figura 6). Nella settimana 26 aprile-2 maggio si registra, rispetto alla precedente, un incremento delle somministrazioni del 20% (figura 7) con una media mobile a 7 giorni (figura 8) che raggiunge quota 432.860 somministrazioni/die (vs 361.326 del 27 aprile). «Il progressivo incremento delle consegne – commenta Gili – insieme alle scorte disponibili renderebbero finalmente possibile mantenere costanti le 500.000 somministrazioni al giorno, obiettivo raggiunto per ora solo con l’exploit del 29 e 30 aprile». Relativamente ai target fissati dal Commissario Figliuolo per la settimana 22-29 aprile emergono marcate differenze regionali: 9 Regioni hanno superato il target assegnato, mentre 12 sono rimaste sottosoglia (figura 9).

 

 

 

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. Oltre la metà degli over 60 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con le Province autonome di Trento e Bolzano che si avvicinano al 70%. Se, tuttavia, nelle fasce over 80 e 70-79 anni la percentuale dei vaccinati con almeno una dose è ormai elevata, la fascia 60-69, che “pesa” molto sui ricoveri ospedalieri, rimane ancora indietro. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 3.134.089 (70,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 778.130 (17,6%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 10).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 725.559 (12,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e 3.226.312 (54,1%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 680.900 (9,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.078.360 (28,2%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 12).
  • Soggetti fragili e loro caregiver: somministrate 3.614.254 dosi, su cui è impossibile effettuate ulteriori analisi, perché tuttora per questa categoria non è noto il denominatore totale e la sua distribuzione regionale, né la suddivisione tra 1a e 2a dose.

 

 

«Nella fase discendente della terza ondata – conclude Cartabellotta – emerge un incremento dei casi in età scolare, senza dubbio influenzato anche dalle attività di screening e tracciamento dei contatti. Se l’aumento dei nuovi casi nella popolazione scolastica era atteso, la scelta politica di riprendere le attività in presenza non è stata accompagnata da nuove linee guida per contenere la maggiore contagiosità della variante inglese. In ogni caso, in un’Italia quasi tutta gialla e con coperture vaccinali insufficienti per arginare la circolazione del virus, è fondamentale rimarcare l’importanza dei comportamenti individuali: distanze, mascherine e aria aperta devono essere le parole chiave dei prossimi mesi, insieme alla “corsa” al vaccino non appena arriva il proprio turno».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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29 aprile 2021
Coronavirus: lenta discesa dei nuovi casi, ma ancora oltre 448mila positivi. Si allenta la pressione sugli ospedali. Vaccini: aumentano le coperture, ma Italia rimane agli ultimi posti in Europa per fasce 60-69 e 70-79 anni

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 21-27 APRILE, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-7,7%) E DECESSI (-10,5%). SCENDONO ANCHE I POSTI LETTO OCCUPATI IN OSPEDALE DA PAZIENTI COVID, MA TERAPIE INTENSIVE ANCORA SOPRA SOGLIA DI SATURAZIONE IN 7 REGIONI. VACCINAZIONI: IL RITMO DELLA CAMPAGNA CRESCE IN MANIERA LENTA E COSTANTE, MA IL TARGET DELLE 500 MILA SOMMINISTRAZIONI AL GIORNO È ANCORA LONTANO, PESA IL MANCATO DECOLLO DELLE CONSEGNE. NEL CONFRONTO CON GLI ALTRI PAESI EUROPEI L’ITALIA SALE IN CLASSIFICA PER LA COPERTURA DEGLI OVER 80, MA SI COLLOCA AL QUARTULTIMO POSTO PER LE FASCE 60-69 e 70-79.

29 aprile 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 21-27 aprile 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (90.449 vs 98.030) (figura 1) e decessi (2.279 vs 2.545) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (448.149 vs 482.715), le persone in isolamento domiciliare (425.089 vs 456.309), i ricoveri con sintomi (20.312 vs 23.255) e le terapie intensive (2.748 vs 3.151) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 2.279 (-10,5%)
  • Terapia intensiva: -403 (-12,8%)
  • Ricoverati con sintomi: -2.943 (-12,7%)
  • Isolamento domiciliare: -31.220 (-6,8%)
  • Nuovi casi: 90.449 (-7,7%)
  • Casi attualmente positivi: -34.566 (-7,2%)

«Come atteso – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – continua la lenta e progressiva discesa dei nuovi casi settimanali, frutto delle restrizioni di un’Italia tutta rosso-arancione delle scorse settimane, che proseguirà verosimilmente ancora fino a metà maggio. Oltre 448 mila casi attualmente positivi confermano, tuttavia, che la circolazione virale nel nostro Paese è ancora molto elevata». Come sempre, il dato nazionale risente di situazioni regionali piuttosto eterogenee: la variazione percentuale dei nuovi casi aumenta in 3 Regioni e crescono i casi attualmente positivi in 5 Regioni (tabella).

«Il numero di posti letto occupati da pazienti COVID nei reparti di area medica e terapia intensiva – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – continua a scendere, anche se il numero di pazienti ospedalizzati rimane elevato». In dettaglio:

  • Area medica: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 29.337), con una discesa del 26,6% in 21 giorni. L’occupazione da parte dei pazienti COVID supera ancora il 40% in 2 Regioni.
  • Terapia intensiva: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 3.743), con una discesa del 30,8% in 21 giorni; i numeri assoluti rimangono elevati (2.748 posti letto occupati), determinando il superamento della soglia di saturazione del 30% ancora in 7 Regioni (figura 4). «Continua la discesa anche per i nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 150 ingressi/die, che dal picco del 27 marzo (n. 270) sono diminuiti dell’80% nell’ultimo mese» (figura 5).

 

Vaccini: forniture. Al 28 aprile (aggiornamento ore 6.10) risultano consegnate il 29,5% delle dosi previste per il 1° semestre 2021: 22.463.020 dosi, di cui 2,2 milioni di Pfizer/BioNTech non ancora inserite nel database. In dettaglio:

«Le consegne dei vaccini stanno aumentando – spiega Cartabellotta – ma l’incremento settimanale non è costante e ancora lontano da quota 3,5 milioni di dosi, indispensabili per raggiungere il target di 500 mila somministrazioni al giorno» (figura 6).

Vaccini: somministrazioni. Al 28 aprile (aggiornamento ore 6.10), il 22% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 13.072.472) e il 9,1% ha completato il ciclo vaccinale (n. 5.430.357), con differenze regionali che si vanno progressivamente appiattendo (figura 7). Le somministrazioni continuano gradualmente a salire, sia guardando al numero delle dosi settimanali (+11,8% negli ultimi 7 giorni)(figura 6), sia alla media mobile a 7 giorni (figura 8), aumentata da 324.081/die (20 aprile) a 355.582/die (27 aprile). «Nonostante questo incremento – commenta Gili – il numero di vaccinazioni giornaliere non raggiunge i target definiti per la settimana 22-29 aprile dal Commissario Straordinario, documentando difficoltà organizzative in alcune Regioni nella somministrazione tempestiva delle dosi disponibili. Si conferma inoltre una netta riduzione delle inoculazioni nei giorni festivi».

 

Vaccini: copertura delle categorie prioritarie. Se la vaccinazione degli over 80 è ormai in dirittura di arrivo, le coperture della fascia 70-79 e, soprattutto della fascia 60-69, sono ancora limitate per avere un impatto rilevante su ricoveri e terapie intensive. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 2.688.321 (60,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.118.950 (25,3%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 9).
  • Soggetti fragili e loro caregiver: somministrate 2.627.502 dosi, su cui è impossibile effettuate ulteriori analisi, perché per questa categoria non è noto il denominatore totale e la sua distribuzione regionale, né la suddivisione tra 1a e 2a dose.
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 452.245 (7,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.794.681 (46,8%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 10).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 524.584 (7,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.415.535 (19,2%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).

Per quanto riguarda le fasce a rischio, secondo i dati dell’ECDC, per gli over 80, pur rimanendo lontana da Paesi che hanno superato il 95% di copertura, l’Italia ha guadagnato diverse posizioni, mentre per le fasce d’età 70-79 e 60-69 anni, il nostro Paese si attesta solo al quartultimo posto. Per la fascia 70-79, se da noi il 50% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ben 19 Paesi hanno superato almeno il 60% e 8 l’80%; per la fascia 60-69 ci fermiamo a quota 22,5% con almeno una dose, mentre 14 Paesi hanno già superato il 40% e 4 il 50% (figure 9, 10, 11). «Purtroppo il vero cambio di passo nella vaccinazione delle fasce fragili – conclude Cartabellotta – è avvenuto solo a partire dalla seconda metà di marzo e l’utilizzo improprio dei vaccini durante il primo trimestre da un lato rende meno sicure le riaperture, dall’altro non ci fa ben figurare in Europa nel confronto con altri Paesi».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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22 aprile 2021
Coronavirus: scendono nuovi casi e decessi. Ma in 12 regioni terapie intensive ancora in affanno. Vaccini: almeno 1 dose all’82% degli over 80 e al 40% dei 70-79. Decreto riaperture, coraggiosa decisione politica ma attenti al “liberi tutti” e alle criticità mai risolte

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 14-20 APRILE, LA RIDUZIONE DI NUOVI CASI (-7,8%) E DECESSI (-17,5%). CONTINUA AD ALLEGGERIRSI LA PRESSIONE SUGLI OSPEDALI, MA RIMANGONO SOPRA LA SOGLIA DI SATURAZIONE 4 REGIONI PER L’AREA MEDICA E 12 PER LE TERAPIE INTENSIVE. VACCINAZIONI: SENSIBILE CAMBIO DI PASSO, MA PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FIGLIUOLO MANCANO OLTRE 180 MILA SOMMINISTRAZIONI AL GIORNO. DECRETO RIAPERTURE: ATTO CORAGGIOSO “SUL FILO DEL RASOIO” PER RILANCIARE ATTIVITÀ PRODUTTIVE E PLACARE TENSIONI SOCIALI, MA SE PASSA IL MESSAGGIO DEL “LIBERI TUTTI” LA STAGIONE ESTIVA È A RISCHIO. OLTRE AI VACCINI, NECESSARIO UN PIANO DI MEDIO-LUNGO PERIODO PER USCIRE DALLA PANDEMIA.

22 aprile 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 14-20 aprile 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (98.030  vs 106.326) (figura 1) e decessi (2.545 vs 3.083) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (482.715 vs 519.220), le persone in isolamento domiciliare (456.309 vs 488.742), i ricoveri con sintomi (23.255 vs 26.952) e le terapie intensive (3.151 vs 3.526) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 2.545 (-17,5%)
  • Terapia intensiva: -375 (-10,6%)
  • Ricoverati con sintomi: -3.697 (-13,7%)
  • Isolamento domiciliare: -32.433 (-6,6%)
  • Nuovi casi: 98.030 (-7,8%)
  • Casi attualmente positivi: -36.505 (-7%)

«La circolazione del virus nel nostro Paese – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – rimane ancora sostenuta. Con la progressiva riduzione dei nuovi casi settimanali, i casi attualmente positivi, raggiunto il picco della terza ondata il 5 aprile (n. 570.096), sono scesi a 482 mila, numero molto elevato e sottostimato dall’insufficiente attività di testing & tracing». Peraltro, il dato nazionale risente di eterogenee situazioni regionali: infatti, la variazione percentuale dei nuovi casi aumenta in 3 Regioni e crescono i casi attualmente positivi in 6 Regioni (tabella).

«Gradualmente si allenta anche la pressione sugli ospedali – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – ma il numero di posti letto occupati, sia in area medica che in terapia intensiva è ancora elevato in numerose Regioni». In dettaglio:

  • Area medica: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 29.337) ed iniziata la discesa con una riduzione del 20,7% in 14 giorni; tuttavia i numeri assoluti rimangono elevati (n. 23.255) e l’occupazione da parte dei pazienti COVID supera il 40% in 4 Regioni.
  • Terapia intensiva: la curva ha raggiunto il picco il 6 aprile (n. 3.743), ma la discesa è più lenta, con una riduzione del 15,8% in 14 giorni; restano occupati 3.151 posti letto e in 12 Regioni la soglia di saturazione supera il 30% (figura 4). «Numeri ancora alti anche per i nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 182 ingressi/die, seppure in diminuzione da un mese» (figura 5).

 

Vaccini: forniture. Al 21 aprile (aggiornamento ore 7.38) risultano consegnate 17.752.110 dosi, il 25,9% di quelle previste per il 1° semestre 2021. In dettaglio:

«Nelle ultime due settimane – precisa Cartabellotta – sono state consegnate circa 5,7 milioni di dosi: numeri in crescita, ma ancora lontani dal garantire le 3,5 milioni di somministrazioni settimanali del Piano Figliuolo».

Vaccini: somministrazioni. Al 21 aprile (aggiornamento ore 7.38) il 18,8% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 11.240.182) e il 7,8% ha completato il ciclo vaccinale con la seconda dose (n. 4.654.357), con notevoli differenze regionali (figura 6). Nonostante l’incremento del 35,5% delle dosi inoculate nelle ultime tre settimane (figura 7), al 20 aprile la media mobile a 7 giorni delle somministrazioni rimane a quota 315.506 al giorno: oltre 180 mila in meno delle 500 mila previste dal Piano per metà aprile (figura 8). Rispetto alla copertura delle categorie prioritarie definite nell’ordinanza del 9 aprile del Commissario Straordinario, a fronte di notevoli differenze regionali, l’analisi del dato nazionale rileva:

 

 

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 2.282.611 (51,6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.336.007 (30,2%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 9).
  • Soggetti fragili e loro caregiver: dal 20 aprile nel database ufficiale è stata aggiunta una specifica categoria di rendicontazione che riporta 1.847.928 dosi somministrate. «Tuttavia – precisa Gili – non è possibile effettuare ulteriori analisi perché non sono disponibili: la suddivisione tra 1a e 2a dose, il numero totale dei soggetti fragili e loro caregiver e la loro distribuzione regionale».
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 284.113 (4,8%) hanno completato il ciclo vaccinale e 2.133.528 (35,7%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 10).
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni,  438.890 (6%) hanno completato il ciclo vaccinale e 965.448 (13,1%) hanno ricevuto solo la prima dose (figura 11).

 

 

«Il Decreto Riaperture approvato ieri dal Consiglio dei Ministri – conclude Cartabellotta – è basato su un “rischio ragionato”: è una decisione politica presa sul filo del rasoio se guardiamo ai dati della pandemia e alle coperture vaccinali, ma al tempo stesso un coraggioso atto di responsabilità del Governo per rilanciare numerose attività produttive e placare le tensioni sociali che affida ai cittadini una grande responsabilità. Chiaramente, se le graduali riaperture saranno interpretate come un “liberi tutti”, una nuova impennata dei contagi rischia di compromettere la stagione estiva».

Al fine di garantire l’irreversibilità delle riaperture, pertanto, la Fondazione GIMBE esorta Governo e Regioni ad elaborare una strategia esplicita e condivisa per arginare la verosimile risalita dei contagi e, soprattutto, un piano di medio-lungo periodo per uscire dalla pandemia che tenga conto, oltre che delle coperture vaccinali, di scenari epidemiologici e criticità mai risolte in 14 mesi di pandemia (box).

 Box. Keypoints per un piano di uscita dalla pandemia

 Dinamiche della pandemia e controllo della risalita della curva dei contagi

  • Gli effetti di un’Italia rosso-arancione saranno visibili almeno sino a metà maggio: nelle prossime settimane i nuovi casi scenderanno ancora e si ridurrà la pressione sugli ospedali.
  • Il progressivo ritorno al giallo e la riapertura delle scuole determineranno inevitabilmente una risalita dei contagi, solo parzialmente mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all’aperto per l’aumento delle temperature che riduce l’effetto aerosol.
  • È impossibile in tempi brevi ridurre l’incidenza settimanale dei nuovi casi al di sotto di 50 casi per 100.000 abitanti, soglia massima per riprendere un tracciamento efficace.
  • La vaccinazione di over 70 e fragili avrà un impatto rilevante nei prossimi mesi su ospedalizzazioni e decessi, ma non sulla circolazione del virus perché la copertura vaccinale della popolazione è ancora esigua.

 Strategie di monitoraggio

  • Il sistema delle Regioni “a colori”, valido secondo il principio di proporzionalità delle misure, richiede un’adeguata revisione dopo quasi sei mesi di “sperimentazione” che ne ha rilevato numerosi limiti.
  • Servono nuovi parametri nazionali per attuare tempestive chiusure locali ed evitare la diffusione del contagio, arginando così la necessità di restrizioni più estese e rigorose.

Mancati investimenti e adeguamenti

  • Testing, Tracing & Treating (TTT): laboratori per processare tamponi molecolari; sistemi di tracciamento; app; isolamento monitorato dei positivi e loro contatti stretti; USCA.
  • Scuole: sistematiche strategie di screening di massa a cadenza periodica; adeguamenti dei sistemi per il ricambio d’aria, nonostante la dimostrata trasmissione per aerosol del Sars-CoV-2.
  • Trasporti locali: luoghi ad elevata probabilità di contagio, soprattutto nelle ore di punta e nelle percorrenze medio-lunghe.
  • Smartwork: citato in tutti i provvedimenti come modalità di lavoro da prediligere ove possibile, non è mai stato incentivato tramite misure di sgravio fiscale.
  • Controlli: molto intensi durante il primo lockdown, si sono progressivamente allentati.

 Altro

  • Uniformarele norme sulla mobilità interregionale a quelle per i viaggi all’estero, sia per limitare i contagi di rientro, sia per non danneggiare il turismo nazionale.  

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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15 aprile 2021
Coronavirus: contagio in frenata, ma oltre 200 pazienti al giorno entrano ancora in terapia intensiva. Vaccini: ciclo completo per il 44% degli over 80 e il 3% dei 70-79

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE CONFERMA, NELLA SETTIMANA 7-13 APRILE, LA RIDUZIONE DEI NUOVI CASI (-15,4%). AUMENTANO I DECESSI (+7,5%), MA INIZIANO LENTAMENTE AD ALLEGGERIRSI GLI OSPEDALI: RIMANGONO SOPRA LA SOGLIA DI SATURAZIONE 7 REGIONI PER L’AREA MEDICA E 13 PER LE TERAPIE INTENSIVE. VACCINAZIONI: ZERO COPERTURA PER UN OVER 80 SU QUATTRO E FASCIA 70-79 ANCORA AI NASTRI DI PARTENZA. CAMPAGNA VACCINALE OSTAGGIO DEI RITARDI DI CONSEGNA E DELLE CRESCENTI DIFFIDENZE DEI CITTADINI VERSO ASTRAZENECA E, ADESSO, ANCHE JOHNSON & JOHNSON. PIANO RIAPERTURE TENGA CONTO DEL RAGGIUNGIMENTO DI SPECIFICI TARGET VACCINALI, IN PARTICOLARE PER LE FASCE A RISCHIO

15 aprile 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 7-13 aprile 2021, rispetto alla precedente, una diminuzione dei nuovi casi (106.326 vs 125.695) (figura 1), a fronte di un aumento dei decessi (3.083 vs 2.868) (figura 2). In calo i casi attualmente positivi (519.220 vs 555.705), le persone in isolamento domiciliare (488.742 vs 522.625), i ricoveri con sintomi (26.952 vs 29.337) e le terapie intensive (3.526 vs 3.743) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

 

 

  • Decessi: 3.083 (+7,5%) (esclusi 258 decessi comunicati dalla Regione Sicilia riferiti a mesi precedenti)
  • Terapia intensiva: -217 (-5,8%)
  • Ricoverati con sintomi: -2.385 (-8,1%)
  • Isolamento domiciliare: -33.883 (-6,5%)
  • Nuovi casi: 106.326 (-15,4%)
  • Casi attualmente positivi: -36.485 (-6,6%)

«I nuovi casi e la loro variazione percentuale continuano a scendere – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – ma con un bacino di 520 mila casi attualmente positivi è impossibile riprendere il tracciamento dei contatti». Il dato nazionale, come sempre, risente di notevoli eterogeneità regionali: si rilevano infatti un aumento della variazione percentuale dei nuovi casi in 6 Regioni, in particolare Basilicata e Calabria e un incremento dei casi attualmente positivi in 5 Regioni (tabella).

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – le curve dei ricoveri con sintomi e delle terapie intensive hanno iniziato una discesa lenta e irregolare. Ma i numeri assoluti restano elevati e in molte Regioni gli ospedali sono ancora in affanno». Infatti, le soglie di allerta di occupazione dei posti letto da parte di pazienti COVID in area medica (>40%) e in terapia intensiva (>30%) si attestano a livello nazionale rispettivamente al 41% e al 39%. In particolare sono sopra soglia 7 Regioni per l’area medica e 13 per le terapie intensive (figura 4). «Si conferma il calo dei nuovi ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – ma la media mobile a 7 giorni rimane superiore ai 200 ingressi al giorno» (figura 5).

 

Vaccini: forniture. Al 14 aprile (aggiornamento ore 6.06), al netto dei ritardi di notifica, risultano consegnate 15.575.830 dosi, pari al 22,7% delle dosi previste per il 1° semestre 2021. In dettaglio:

«Per il secondo trimestre – commenta Cartabellotta – l’Italia dispone sulla carta di un “portafoglio” di oltre 52 milioni di dosi di vaccini (figura 6) a cui si aggiungeranno 6,7 milioni di dosi di Pfizer/BioNTech che saranno consegnate in anticipo. Ma per raggiungere l’ambizioso obiettivo di 500.000 vaccinazioni al giorno è necessaria una fornitura regolare da parte di tutte le aziende per garantire 3,5 milioni di dosi a settimana, un risultato condizionato da varie criticità». In dettaglio:

  • AstraZeneca: l’azienda ha già comunicato ritardi di consegna e, secondo le dichiarazioni del Commissario Figliuolo, entro il 22 aprile arriveranno solo 500 mila dosi.
  • Johnson&Johnson: l’azienda ha dichiarato che dilazionerà la distribuzione del vaccino in Europa. Intanto, le 180 mila dosi già consegnate rimangono in attesa del verdetto definitivo dell’EMA slittato alla prossima settimana, anche se le dichiarazioni di ieri riportano che i benefici superano ampiamente i rischi.
  • CureVac: il completamento dello studio clinico di fase 3 è previsto per la fine del 2° semestre, e solo allora potrà essere presentata all’EMA la domanda di autorizzazione condizionata al commercio.

«Cresce inoltre – commenta Gili – l’ingiustificata diffidenza per il vaccino AstraZeneca che ora potrebbe interessare anche Johnson & Johnson. Senza un’adeguata e incisiva comunicazione istituzionale sul profilo beneficio-rischio di questi vaccini e sul processo di vaccinovigilanza, il loro rifiuto selettivo rischia di estendersi a macchia d’olio con ulteriore rallentamento della campagna vaccinale».

Vaccini: somministrazioni. Al 14 aprile (aggiornamento ore 6.06) hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 4.055.458 milioni di persone (6,8% della popolazione), con notevoli differenze regionali: dall’8,3% del Piemonte al 5,2% della Campania (figura7). Anche se il numero di somministrazioni in alcuni giorni ha superato quota 300 mila, su base settimanale non si va oltre le 1,9 milioni di dosi, numero ben lontano dall’obiettivo Figliuolo (3,5 milioni/settimana)(figura 8). Rispetto alla protezione dei più fragili:

 

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 1.939.680 (43,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.414.126 (32%) hanno ricevuto solo la prima dose, con le consuete importanti differenze regionali (figura 9).
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 180.164 (3%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.395.527 (23,4%) hanno ricevuto solo la prima dose, anche qui con rilevanti differenze tra le Regioni (figura 10).
  • Elevata fragilità: le dosi destinate ai soggetti fragili vengono rendicontate nella categoria “Altro”, dove oltre la metà delle dosi (1.680.418 dosi) è stata somministrata ad over 70 mentre il 47,6% (1.529.103 dosi) è andato a persone under 60, dove possono rientrare soggetti ad elevata fragilità e loro caregiver. «È evidente – precisa Cartabellotta – che senza prevedere nella rendicontazione pubblica specifiche categorie di soggetti fragili non è possibile condurre ulteriori analisi su questo indefinito contenitore dove confluiscono certamente anche soggetti “non aventi diritto”».

 

«Se in vista della stagione estiva – conclude Cartabellotta – la priorità del Paese è rappresentata dalle progressive riaperture per rilanciare l’economia e placare le tensioni sociali, è indispensabile ribadire alcune dinamiche della pandemia e della campagna vaccinale per guidare Governo e Regioni in questa fase strategica e per una corretta informazione della popolazione. Innanzitutto, se gli effetti di un’Italia rosso-arancione si protrarranno per almeno 3 settimane, il progressivo ritorno al giallo determinerà inevitabilmente una risalita della curva epidemica, anche se mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all’aperto per l’aumento delle temperature. In secondo luogo, in tempi brevi non esiste alcuna possibilità di ridurre i contagi a 50 per 100.000 abitanti al fine di riprendere il tracciamento, attività peraltro mai potenziata dalle Regioni. Infine, la progressione della campagna vaccinale permetterà di mettere in sicurezza, auspicabilmente prima dell’estate, over 70 e fragili con notevole impatto su ospedalizzazioni e decessi, ma non sulla circolazione del virus che richiederà di mantenere tutte le misure individuali. Ecco perché è fondamentale inserire tra i parametri per le riaperture specifici target di copertura vaccinale per le categorie a rischio».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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