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ONLINE LA DATAROOM GIMBE SULL'EMERGENZA COVID-19 A DISPOSIZIONE DI ISTITUZIONI E MEZZI DI INFORMAZIONE

11 novembre 2021
Coronavirus: continuano a salire i nuovi casi (+37,7%), i positivi superano quota 100 mila. Aumentano ricoveri (+14,8%) e terapie intensive (+9,4%), ma per ora nessuna Regione rischia la zona gialla. Vaccini: con prime dosi che crollano del 75% in 3 settimane, 2,7 mln di over 50 da vaccinare e terze dosi che non decollano serve un cambio di marcia per contenere la quarta ondata

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 3-9 NOVEMBRE, UN ULTERIORE AUMENTO DELLA CIRCOLAZIONE VIRALE: I NUOVI CASI SETTIMANALI PASSANO DA 29.841 A 41.091, CRESCONO I RICOVERI IN AREA MEDICA (+444) E IN TERAPIA INTENSIVA (+36). CAMPAGNA VACCINALE: PER LA QUARTA SETTIMANA CONSECUTIVA AL PALO LE FORNITURE DI VACCINI. LE SOMMINISTRAZIONI GIORNALIERE SCENDONO A 170 MILA E I NUOVI VACCINATI CROLLANO A QUOTA 108 MILA. TERZA DOSE, REGIONI IN ORDINE SPARSO E VARIE CRITICITÀ PER UN’ADEGUATA PROGRAMMAZIONE: NON DISPONIBILI IL PIANO FORNITURE DEI VACCINI, UN AGGIORNAMENTO CONTINUO DELLA PLATEA VACCINABILE E IL DETTAGLIO DELLE CATEGORIE DEI VACCINATI CON DOSE BOOSTER.

11 novembre 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 3-9 novembre, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (41.091 vs 29.841) (figura 1) e decessi (330 vs 257) (figura 2). Continuano a salire anche i casi attualmente positivi (100.205 vs 84.447), le persone in isolamento domiciliare (96.348 vs 81.070), i ricoveri con sintomi (3.436 vs 2.992) e le terapie intensive (421 vs 385) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 330 (+28,4%), di cui 40 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +36 (+9,4%)
  • Ricoverati con sintomi: +444 (+14,8%)
  • Isolamento domiciliare: +15.278 (+18,8%)
  • Nuovi casi: 41.091 (+37,7%)
  • Casi attualmente positivi: +15.758 (+18,7%)

«Per la terza settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali (+37,7%) come documenta anche la media mobile a 7 giorni, più che raddoppiata in meno di un mese passando da 2.456 il 15 ottobre a 5.870 il 9 novembre» (figura 4). Nelle ultime tre settimane l’aumento della circolazione virale è ben documentata dall’incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 9,9%) (figura 1), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 4,7%) (figura 5). In tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 12,7% della Regione Toscana al 75,3% della Provincia Autonoma di Bolzano (tabella 1). 66 Province hanno un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Veneto tutte le Province superano tale soglia. In 3 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (479), Bolzano (260) e Gorizia (221) (tabella 2). «Numeri – commenta il Presidente – che dovrebbero indurre gli amministratori locali a considerare restrizioni su base comunale o provinciale, per evitare che la diffusione del contagio trascini l’intera Regione in zona gialla».

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si registra un ulteriore incremento dei posti letto occupati da pazienti COVID: rispetto alla settimana precedente +14,8% in area medica e +9,4% in terapia intensiva».  In termini assoluti, il numero di pazienti COVID in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 3.436 del 9 novembre 2021 e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 421 del 9 novembre 2021. A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (6% in area medica e 5% in terapia intensiva), ma con notevoli differenze regionali. In particolare, nessuna Regione supera la soglia del 15% per l’area medica, mentre Friuli-Venezia Giulia (11%) e Marche (11%) superano quella del 10% per l’area critica (figura 6). Tali valori, a breve termine, non comportano il rischio di passare in zona gialla che, oltre all’incidenza settimanale superiore ai 50 casi per 100.000 abitanti, richiede contestualmente il superamento della soglia di occupazione del 15% in area medica e del 10% in terapia intensiva. «Aumentano – puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – gli ingressi giornalieri in terapia intensiva: la media mobile a 7 giorni passa da 26 ingressi/die della settimana precedente a 34» (figura 7).

Vaccini: forniture. Al 10 novembre (aggiornamento ore 6.11) risultano consegnate 99.901.969 dosi: in assenza di nuove forniture per la quarta settimana consecutiva si riducono le scorte di vaccini a mRNA, che si attestano a quota 8,8 milioni di dosi.

Vaccini: somministrazioni. Al 10 novembre (aggiornamento ore 6.11) il 79% della popolazione (n. 46.784.051) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+127.761 rispetto alla settimana precedente) e il 76,4% (n. 45.243.732) ha completato il ciclo vaccinale (+379.124 rispetto alla settimana precedente) (figura 8). In lieve calo (-4,8%) nell’ultima settimana il numero totale di somministrazioni (n. 1.025.882) (figura 9), con una media mobile a 7 giorni di 169.844 somministrazioni/die.

Vaccini: nuovi vaccinati. Dopo aver sfiorato quota 440 mila nella settimana 11-17 ottobre, in tre settimane il numero dei nuovi vaccinati è crollato del 75,4% (figura 10): dei 108.497 nuovi vaccinati nella settimana 1-7 novembre il 72,2% appartiene a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa (figura 11). Rispetto alle persone ancora da vaccinare preoccupano sia i quasi 2,7 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, sia gli oltre 1,2 milioni nella fascia 12-19 che influiscono negativamente sulla sicurezza negli ambienti scolastici (figura 12).

Vaccini: coperture. Le coperture vaccinali con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce di età: dal 97,1% degli over 80 al 74% della fascia 12-19 (figura 13) e, rispetto alla settimana precedente, gli incrementi sono sempre più modesti.

Vaccini: efficacia. L’efficacia del vaccino sulla malattia grave si conferma molto elevata e l’incidenza di diagnosi, ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi è nettamente inferiore nelle persone vaccinate con ciclo completo, in tutte le fasce di età, rispetto ai non vaccinati (figura 14). Tuttavia, in particolare negli over 60, l’efficacia nei confronti della malattia grave è in lieve ma progressiva diminuzione, soprattutto da quando la variante delta è diventata prevalente. Secondo l’ultimo report della Sorveglianza integrata COVID-19 dell’Istituto Superiore di Sanità, per il ricovero in terapia intensiva l’efficacia nel periodo 5 luglio-31 ottobre si attesta al 90% negli over 80 e al 94,8% nella fascia 60-79 anni, mentre per i ricoveri in area medica all’88,8% negli over 80 e al 91,5% nella fascia 60-79 anni. «Nel ribadire l’inutilità di dosare gli anticorpi circolanti per il processo decisionale vaccinale – commenta Cartabellotta – questi dati confermano le indicazioni alla dose booster per le categorie a rischio identificate dal Ministero della Salute e la necessità di accelerarne la somministrazione».

Vaccini: terza dose. Su una platea costituita da 890.460 persone per la dose aggiuntiva e da 5.131.130 persone per la dose booster (figura 15), al 10 novembre sono state somministrate 2.409.596 terze dosi di cui 383.769 dosi aggiuntive e 2.025.827 di dosi booster, con una media mobile a 7 giorni che ha superato quota 100 mila (figura 16). Il tasso nazionale di copertura vaccinale per le dosi aggiuntive è del 40% con nette differenze regionali: dal 2,3% della Valle D’Aosta al 100% di Umbria e Piemonte (figura 17). La copertura nazionale con dose booster è del 39,5%, anche qui con notevoli differenze tra le Regioni: dal 18,3% della Calabria al 81,2% del Molise (figura 18).

Della platea relativa alla dose booster, ferma all’aggiornamento del 2 novembre, rimangono ancora da vaccinare oltre 3,1 milioni di persone, alle quali ogni settimana si aggiungono circa 800mila over 60 che hanno completato il ciclo vaccinale nei mesi di maggio e giugno. Ovvero, entro fine anno si aggiungeranno a questa platea ben 7,4 milioni di persone, oltre a circa 750 mila under 60 vaccinati con Johnson&Johnson entro fine giugno. Complessivamente, si tratta di oltre 11 milioni di dosi booster che impongono alle Regioni un deciso cambio di passo sia in termini di comunicazione e persuasione, sia di organizzazione, visto che entro fine dicembre bisognerebbe somministrare circa 1,4 milioni di dosi settimanali.

«Con l’aumento della circolazione virale che si riflette sulle ospedalizzazioni, il progressivo calo dell’efficacia vaccinale e l’esiguo aumento dei nuovi vaccinati – conclude Cartabellotta – l’accelerazione sul fronte delle terze dosi è una strategia fondamentale per contenere la quarta ondata. Da questo punto di vista iniziano a preoccupare sia le mancate consegne di vaccini da 4 settimane senza informazioni ufficiali sul piano delle forniture, sia alcune criticità che ostacolano il monitoraggio delle performance delle Regioni, che di fatto vanno in ordine sparso. Innanzitutto, la platea vaccinabile con la terza dose non è stata ancora ufficialmente estesa agli under 60 che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson. In secondo luogo la platea per la dose booster non viene costantemente aggiornata con il numero di persone che progressivamente raggiungono i 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, con conseguente sovrastima delle performance regionali. Infine, non è disponibile alcun dettaglio delle categorie dei vaccinati con dose booster (operatori sanitari, ospiti RSA, over 60 e persone fragili), rendendo di fatto impossibile identificare eventuali criticità regionali».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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4 novembre 2021
Coronavirus: aumentano ancora nuovi casi (+16,6%) e ricoveri (14,9%) e s’inverte la tendenza delle terapie intensive (+12,9%). Scendono ancora i nuovi casi vaccinati (-39,6%), negli over 60 si riduce efficacia vaccino sulla malattia grave: entro fine anno terza dose per quasi 12 milioni di persone

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 27 OTTOBRE-2 NOVEMBRE, UN ULTERIORE AUMENTO DEI NUOVI CASI SETTIMANALI: DA 25.585 A 29.841. L’AUMENTO DELLA CIRCOLAZIONE VIRALE SI RIFLETTE ANCHE SUGLI OSPEDALI: AUMENTANO I RICOVERI IN AREA MEDICA (+388) E IN TERAPIA INTENSIVA (+44). DIMINUISCONO LE SOMMINISTRAZIONI (-5,1%) E I NUOVI VACCINATI SCENDONO A CIRCA 20MILA AL GIORNO. IL LIEVE MA PROGRESSIVO CALO DELL’EFFICACIA VACCINALE IMPONE DI ACCELERARE SULLA TERZA DOSE: 3,7 MILIONI DI PERSONE GIÀ NELLA PLATEA A CUI ENTRO FINE ANNO SI AGGIUNGERANNO 7,4 MILIONI DI OVER 60 E CIRCA 748 MILA UNDER 60 VACCINATI CON JOHNSON&JOHNSON.

4 novembre 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 27 ottobre-2 novembre 2021, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (29.841 vs 25.585) (figura 1) e una sostanziale stabilità dei decessi (257 vs 249) (figura 2). In aumento i casi attualmente positivi (84.447 vs 75.046), le persone in isolamento domiciliare (81.070 vs 72.101), i ricoveri con sintomi (2.992 vs 2.604) e le terapie intensive (385 vs 341) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 257 (+3,2%), di cui 15 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +44 (+12,9%)
  • Ricoverati con sintomi: +388 (+14,9%)
  • Isolamento domiciliare: +8.969 (+12,4%)
  • Nuovi casi: 29.841 (+16,6%)
  • Casi attualmente positivi: +9.401 (+12,5%)

«Nell’ultima settimana – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali, seppure più contenuto rispetto alla precedente (+16,6%)». L’aumento della circolazione virale è ben documentato dall’incremento registrato nelle ultime due settimane sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 8,2%) (figura 1), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 4,3%) (figura 4). In tutte le Regioni tranne Marche, Molise, Piemonte, Sicilia e Umbria si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi (tabella 1). 43 Province hanno un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Veneto tutte le Province superano tale soglia. Solo la Provincia di Trieste, con 376 casi per 100.000 abitanti, supera la soglia dei 150 (tabella 2).

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si registra un incremento dei posti letto occupati da pazienti COVID: rispetto alla settimana precedente +14,9% in area medica e +12,9% in terapia intensiva».  In termini assoluti, il numero di pazienti COVID in area medica è passato da 2.371 del 16 ottobre a 2.992 del 2 novembre (+26%) e quello nelle terapie intensive da 338 del 25 ottobre a 385 del 2 novembre (+14%). A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (5% in area medica e 4% in terapia intensiva) e nessuna Regione supera le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica (figura 5). «Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 26 ingressi/die rispetto ai 23 della settimana precedente» (figura 6).

Vaccini: forniture. Al 3 novembre (aggiornamento ore 06.13) risultano consegnate 99.784.168 dosi: in assenza di nuove forniture per la terza settimana consecutiva (figura 7) si riducono le scorte di vaccini a mRNA, che si attestano a quota 9,9 milioni di dosi. «La necessità di accelerare la somministrazione delle terze dosi e la progressiva estensione della platea dei candidati alla dose booster – spiega Mosti – richiedono un numero consistente di dosi: per questo è fondamentale conoscere il piano delle forniture per i prossimi mesi, di cui al momento non esistono dati ufficiali».

Vaccini: somministrazioni. Al 3 novembre (aggiornamento ore 06.13) il 78,7% della popolazione (n. 46.656.290) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+130.795 rispetto alla settimana precedente) e il 75,7% (n. 44.864.608) ha completato il ciclo vaccinale (+357.441) (figura 8). In calo del 5,1% nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.066.374) (figura 9), con una media mobile a 7 giorni di 134.604 dosi/die.

Vaccini: nuovi vaccinati. Dopo aver sfiorato quota 440mila nella settimana 11-17 ottobre, il numero dei nuovi vaccinati nelle ultime due settimane è crollato prima a 239mila (-45,7%) e poi poco sopra 144mila (-39,6%) (figura 10). Dei 144.258 nuovi vaccinati nella settimana 25-31 ottobre il 76,2% appartengono a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa (figura 11). Rispetto alle persone ancora da vaccinare preoccupano in particolare gli oltre 2,7 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione e gli oltre 1,3 milioni nella fascia 12-19 che riducono la sicurezza nelle scuole (figura 12).

Vaccini: coperture. Le coperture vaccinali con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce di età: dal 97,1% degli over 80 al 73,5% della fascia 12-19 (figura 13). In generale, rispetto alla settimana precedente, gli incrementi sono sempre più modesti: il numero di vaccinati con almeno una dose cresce dello 0,6% nella fascia anagrafica 12-19, dello 0,4% nelle fasce anagrafiche 20-29 e 30-39, dello 0,3% nella fascia 40-49, dello 0,2% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non supera lo 0,1%.

Vaccini: terza dose. Negli over60 l’efficacia del vaccino sulla malattia grave si conferma molto elevata, ma in lieve e progressiva diminuzione:

«Indipendentemente dal livello degli anticorpi circolanti – commenta Cartabellotta – questi dati confermano le indicazioni alla dose booster alle categorie a rischio identificate dal Ministero della Salute e la necessità di accelerarne la somministrazione». In particolare, la platea vaccinabile con la terza dose (figura 14) ad oggi è costituita da 883.460 persone per la dose aggiuntiva e da 5.131.130 persone per la dose booster, escluse quelle under 60 anni che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson, non ancora incluse negli Open Data sui vaccini anti-COVID-19).

Al 3 novembre sono state somministrate 1.691.819 terze dosi di cui 277.975 dosi aggiuntive e 1.413.844 dosi booster, con una media giornaliera di 39 mila somministrazioni (figura 15). Il tasso nazionale di copertura vaccinale per le dosi aggiuntive è del 31,5% con nette differenze regionali: dall’1,8% della Valle D’Aosta al 99,1% della Toscana (figura 16). La copertura nazionale con dose booster è invece del 27,6% anche qui con notevoli differenze tra le Regioni: dal 10,2% della Calabria al 67,1% del Molise (figura 17).

Sulla base della platea vaccinabile con dose booster restano ancora da somministrare, ad oggi, oltre 3,71  milioni di dosi alle quali si aggiungeranno progressivamente gli over 60 che hanno completato il ciclo vaccinale nei mesi di maggio e giugno: in particolare entro fine anno saranno 7,4 milioni i candidati alla terza dose, pari a circa 800.000 somministrazioni settimanali (figura 18). A questi vanno aggiunti circa 748 mila under 60 vaccinati con Johnson&Johnson entro fine giugno, per un totale di oltre 12 milioni di persone da coprire con la dose di richiamo. «Anche se questi numeri potrebbero essere leggermente sovrastimati – conclude Cartabellotta – in quanto includono anche i vaccinati che nel frattempo hanno contratto l’infezione o sono deceduti, è indispensabile accelerare la somministrazione delle terze dosi, che implica una grande sforzo organizzativo. Infatti, per mantenere questo ritmo, con la chiusura di numerosi grandi hub vaccinali, accanto alla prenotazione volontaria, è fondamentale implementare strategie di chiamata attiva con il coinvolgimento di medici di famiglia e farmacie».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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28 ottobre 2021
Coronavirus: si inverte la curva dei contagi (+43% nuovi casi) e aumentano i ricoveri (+7,5%). Effetto green pass: in 7 giorni -52,9% di nuovi vaccinati. Vaccini: 1,2 milioni di terze dosi, ma bisogna accelerare

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE, NELLA SETTIMANA 20-26 OTTOBRE, RILEVA UN NETTO AUMENTO DEI NUOVI CASI SETTIMANALI: DA 17.870 A 25.585. ANCHE SE LA CRESCITA POTREBBE IN PARTE ESSERE LEGATA ALL’INCREMENTO DEI TAMPONI TOTALI, L’AUMENTO DEL TASSO DI POSITIVITÀ DI QUELLI MOLECOLARI E DEI RICOVERI (+181) INDICANO UNA MAGGIOR CIRCOLAZIONE DEL VIRUS. CAMPAGNA VACCINALE: CALANO LE SOMMINISTRAZIONI (152 MILA AL GIORNO) E RIMANGONO 11 MILIONI DI DOSI “IN FRIGO”. TERZE DOSI: COPERTURE NAZIONALI PER DOSE BOOSTER AL 32,3% E PER DOSI AGGIUNTIVE AL 25,5% MA CON NOTEVOLI DIFFERENZE REGIONALI. EFFETTO GREEN PASS: CON QUASI 7,5 MLN DI PERSONE SENZA NEMMENO UNA DOSE DI VACCINO E POCO PIÙ DI 193 MILA NUOVI VACCINATI IN UNA SETTIMANA SI ALLONTANA L’OBIETTIVO 90% DI COPERTURA VACCINALE DEGLI OVER 12.

28 ottobre 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 20-26 ottobre 2021, rispetto alla precedente, un aumento del 43,2% dei nuovi casi (25.585 vs 17.870) (figura 1) e una diminuzione dei decessi (249 vs 271) (figura 2). In lieve aumento i casi attualmente positivi (75.046 vs 74.546), le persone in isolamento domiciliare (72.101 vs 71.768) e i ricoveri con sintomi (2.604 vs 2.423), mentre calano le terapie intensive (341 vs 355) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 249 (-8,1%)
  • Terapia intensiva: -14 (-3,9%)
  • Ricoverati con sintomi: +181 (+7,5%)
  • Isolamento domiciliare: +333 (+0,5%)
  • Nuovi casi: 25.585 (+43,2%)
  • Casi attualmente positivi: +500 (+0,7%)

«A livello nazionale – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – dopo 7 settimane si registra un’inversione di tendenza dei nuovi casi settimanali che nell’ultima settimana aumentano del 43,2%, con una media mobile a 7 giorni che passa da 2.553 del 19 ottobre a 3.655 il 26 ottobre» (figura 4). La crescita dei casi, che potrebbe essere in parte influenzata dall’aumento del 21,1% dei tamponi totali rispetto alla settimana precedente (2.604.550 vs 2.151.081), sicuramente consegue ad un aumento della circolazione virale per due ragioni: innanzitutto, per l’inversione di tendenza sui ricoveri in area medica, in secondo luogo perché a fronte di un rapporto positivi/tamponi antigenici in lieve calo, per l’enorme aumento del denominatore, si registra un incremento del rapporto positivi/tamponi molecolari (dal 2,4% del 19 ottobre al 3,5% del 26 ottobre) (figura 5).

Nella settimana 20-26 ottobre 2021, tutte le Regioni tranne Sardegna e Valle D’Aosta, registrano un incremento percentuale dei nuovi casi e in 15 Regioni crescono i casi attualmente positivi (tabella 1). Sono 33 le Province con un’incidenza ≥50 casi per 100.000 abitanti: tra queste la Provincia di Trieste registra oltre 150 casi per 100.000 abitanti. Diminuiscono i decessi: 249 negli ultimi 7 giorni (di cui 29 riferiti a periodi precedenti), con una media di 36 al giorno rispetto ai 39 della settimana precedente.

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si registra un incremento del 7,5% dei posti letto occupati dai pazienti COVID-19 in area medica e una riduzione del 3,9% di quelli in terapia intensiva». A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (5% in area medica e 4% in area critica) e nessuna Regione supera le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica (figura 6). «Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 23 ingressi/die rispetto ai 20 della settimana precedente» (figura 7).

Vaccini: forniture. Al 27 ottobre (aggiornamento ore 06.16) risultano consegnate 99.780.625 dosi: pur in assenza di nuove forniture per la seconda settimana consecutiva (figura 8), le scorte di vaccini a mRNA si attestano a quota 11 milioni.

Vaccini: somministrazioni. Al 27 ottobre (aggiornamento ore 06.16) il 78,5% della popolazione (n. 46.525.495) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+204.896 rispetto alla settimana precedente) e il 75,1% (n. 44.507.167) ha completato il ciclo vaccinale (+459.731) (figura 9). In calo nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.118.114), con una media mobile a 7 giorni di 152.345 dosi/die.

Vaccini: coperture. Le coperture vaccinali con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce di età: dal 97% degli over 80 al 72,9% della fascia 12-19 (figura 10). In generale, rispetto alla settimana precedente, si registrano incrementi sempre più modesti: il numero di vaccinati con almeno una dose cresce dello 0,7% nelle fasce anagrafiche 12-19, 20-29 e 30-39, dello 0,5% nella fascia 40-49, dello 0,4% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non supera lo 0,2%.

Vaccini: terza dose. La platea vaccinabile con la terza dose (figura 11) è così costituita:

  • Dose aggiuntiva (n. 877.999): una dose di vaccino Pfizer o Moderna ad almeno 28 giorni di distanza dal completamento del ciclo vaccinale per pazienti immunocompromessi;
  • Dose booster (n. 2.988.562): una dose di vaccino Pfizer ad almeno 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale per over 60 anni, ospiti delle RSA, operatori sanitari e sociosanitari e persone di età ≥18 anni con elevata fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti. Il 25 ottobre 2021 la European Medicines Agency (EMA) ha autorizzato anche il vaccino Moderna come dose booster per gli over 18: mezza dose di vaccino a una distanza di 6-8 mesi dalla seconda dose. In Italia si attende il via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per avviare le somministrazioni. Per quanto riguarda le 1.490.285 persone che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson si attende in settimana la valutazione da parte di EMA e di AIFA, dopo l’autorizzazione della Food and Drug Administration (FDA) statunitense a una dose di richiamo a due mesi dalla prima.

Al 27 ottobre sono state somministrate 1.191.327 terze dosi di cui 224.597 dosi aggiuntive e 966.730 dosi booster, con una media giornaliera di 29 mila somministrazioni (figura 12). Il tasso nazionale di copertura vaccinale per le dosi aggiuntive è del 25,6% con nette differenze regionali: dallo 0,9% della Valle D’Aosta al 98,8% dell’Umbria (figura 13). La copertura nazionale con dose booster è invece del 32,3% anche qui con notevoli differenze tra le Regioni: dal 10% della Calabria al 73,8% del Molise (figura 14).

Effetto green pass. La media mobile a 7 giorni del numero dei tamponi antigenici rapidi, dopo l’impennata da 173.235 del 13 ottobre a 371.960 il 21 ottobre (+114,7%), si è stabilizzata: nell’ultima settimana sono stati effettuati 2.604.550 tamponi antigenici rapidi. La media mobile a 7 giorni dei nuovi vaccinati si è ridotta da 58.620 del 19 ottobre a 27.601 del 26 ottobre; nell’ultima settimana sono solo 193.205 i nuovi vaccinati (-52,9% rispetto alla settimana precedente) (figura 15). E con quasi 7,5 milioni senza nessuna dose di vaccino si allontana l’obiettivo di raggiungere il 90% di copertura vaccinale negli over 12.

Dei 193.205 nuovi vaccinati nella settimana 20-27 ottobre il 79,1%% appartengono a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa: 34.526 nella fascia 20-29 anni, 39.771 nella fascia 30-39 anni, 35.217 nella fascia 40-49 anni, 29.075 nella fascia 50-59 anni e 14.300 nella fascia 60-69.

Variante delta plus. La variante AY.4.2 (cosiddetta “delta plus”) è in lenta crescita nel Regno Unito dove rappresenta circa il 6% dei casi sequenziati, con 15.120 casi isolati al 21 ottobre 2021. Indicata come “variante di interesse” lo scorso 20 ottobre, sarà strettamente monitorata nei prossimi mesi. Rispetto alla variante delta, al momento non ci sono evidenze che la delta plus possa determinare un quadro clinico più severo e/o ridurre l’efficacia dei vaccini; potrebbe essere più contagiosa del 10-15%, ma i dati sono ancora preliminari.

«Con l’inverno alle porte – conclude Cartabellotta – il repentino aumento dei nuovi casi e dei ricoveri e il progressivo calo dell’efficacia dei vaccini sull’infezione impongono sia di accelerare la somministrazione della terza dose a tutte le categorie individuate dalla Circolare Ministeriale, sia di convincere oltre 2,7 milioni di over 50 non ancora vaccinati, ad elevato rischio di ospedalizzazione e decesso».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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27 ottobre 2021
Scuole: nemmeno una dose di vaccino per oltre 1,2 milioni di ragazzi, prime dosi in frenata. Per ora nessuno “effetto scuole”, ma i focolai segnalati invitano a tenere alta la guardia: aumentare coperture vaccinali, non abbandonare la mascherina, potenziare screening e investire su areazione e ventilazione

LA FONDAZIONE GIMBE PUBBLICA IL REPORT “SICUREZZA COVID-19 NELLE SCUOLE: DALLE EVIDENZE SCIENTIFICHE AL REAL WORLD” DA CUI EMERGONO DIVERSE CRITICITÀ: OLTRE IL 27% DELLA POPOLAZIONE 12-19 ANNI NON HA RICEVUTO NEMMENO UNA DOSE DI VACCINO E IL 5,5% HA EFFETTUATO SOLO LA PRIMA DOSE; LO ZOCCOLO DURO DI PERSONALE SCOLASTICO NON VACCINATO SFIORA QUOTA 6%; NON È PREVISTO UNO SCREENING PERIODICO SISTEMATICO SE NON NELLE SCUOLE SENTINELLA, DI CUI MANCANO I DATI PUBBLICI; IL DISTANZIAMENTO INTERPERSONALE DI UN METRO È REGOLAMENTATO DA UN “OBBLIGO FLESSIBILE” CHE LO RENDE INAPPLICABILE NELLE “CLASSI POLLAIO”; TROPPE RISORSE PER LA DISINFEZIONE DELLE SUPERFICI E POCHISSIME PER SISTEMI DI AERAZIONE E VENTILAZIONE. IN QUESTO CONTESTO, CON LA STAGIONE INVERNALE ALLE PORTE E L’AUMENTO DEI NUOVI CASI NON CI SONO LE CONDIZIONI DI SICUREZZA PER ABBANDONARE LA MASCHERINA IN AULA.

27 ottobre 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

La Fondazione GIMBE pubblica un report che fornisce una sintesi delle evidenze scientifiche sull’efficacia degli interventi atti a migliorare la sicurezza COVID-19 nelle scuole e rileva le criticità normative, strutturali e organizzative per implementare tali evidenze nei contesti scolastici nazionali. «Le evidenze scientifiche – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – da un lato dimostrano che nelle scuole non esiste il rischio zero di contagio, dall’altro suggeriscono che è possibile minimizzarlo tramite un approccio multifattoriale integrando differenti interventi di prevenzione individuale e ambientale».

Secondo i dati del report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel periodo 4-17 ottobre 2021, sono stati diagnosticati nella fascia d’età 0-19 anni 8.857 casi, di cui 99 ospedalizzati, 3 ricoveri in terapia intensiva e nessun decesso, con una progressiva riduzione – nelle ultime 4 settimane considerate dal report ISS –dell’incidenza dei casi di COVID-19 e delle ospedalizzazioni.

«Questi dati – afferma Renata Gili, responsabile GIMBE della Ricerca sui Servizi Sanitari – dimostrano che sinora non si è verificato il temuto “effetto scuole”, sia grazie alla vaccinazione di studenti e personale scolastico, sia per la progressiva copertura vaccinale della popolazione generale: la conseguente riduzione della circolazione virale si riflette in ambito scolastico, anche negli alunni under 12 per i quali non ci sono ancora vaccini autorizzati. Un motivo in più per raggiungere il maggior numero possibile di persone non vaccinate e accelerare la somministrazione delle terze dosi».

Il report della Fondazione GIMBE “Sicurezza COVID-19 nelle scuole: dalle evidenze scientifiche al real world” sintetizza dati ed evidenze, rilevando le criticità attuali:

  • Vaccinazione studenti. Al 25 ottobre 2021 il 67,2% della popolazione 12-19 anni (3.064.055) ha completato il ciclo vaccinale e il 5,5% (249.401) ha effettuato la prima dose (figura 1). I ragazzi che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino sono 1.243.466 (27,3%), con percentuali di non vaccinati che vanno dal 19,6% della Regione Sardegna al 43,8% della Provincia autonoma di Bolzano (figura 2). Peraltro, il trend della copertura vaccinale con almeno una dose nella fascia 12-19 anni, dopo il netto aumento a inizio giugno, ha progressivamente rallentato a partire dal mese di settembre, quando il valore era ancora inferiore al 70% (figura 3).
  • Vaccinazione personale. Il 91,2% del personale scolastico ha completato il ciclo vaccinale e il 3% (45.945) ha ricevuto la prima dose di vaccino; sono in 90.002 (5,8%) a non aver ancora ricevuto nemmeno una dose (figura 4), con rilevanti differenze regionali: dal 3% del Veneto al 21,1% della Provincia autonoma di Bolzano. (figura 5). Da rilevare che il dato non viene aggiornato dal 1 ottobre 2021.
  • Utilizzo delle mascherine. Un rigoroso studio di simulazione dei Centers for Disease Control and Prevention ha dimostrato che a scuola, anche in condizioni di elevata immunità, l’uso della mascherina chirurgica riduce il rischio di trasmissione (figura 6). «Fino a quando il tasso di copertura vaccinale fra studenti, personale scolastico e popolazione generale non avrà raggiunto percentuali più elevate – spiega Cartabellotta – anche considerando che nelle ultime due settimane il 60% dei casi diagnosticati nella fascia d’età 0-19 anni si è verificato negli under 12, l’ipotesi di abbandonare le mascherine nelle classi con tutti gli studenti immunizzati è troppo rischiosa, oltre a porre problemi di privacy sul controllo dello status vaccinale e generare, potenzialmente, il rischio di discriminazioni».
  • Screening periodico. Il Piano di monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 nelle scuole dell’Istituto Superiore di Sanità non prevede uno screening periodico e sistematico, ma solo una campagna di testing a campione che coinvolge circa 110mila studenti delle cosiddette “scuole sentinella” primarie e secondarie di primo grado, utilizzando test molecolare su campione salivare. Un test di facile utilizzo e non invasivo, ma – come rilevato dal report dell’European Centre for Disease Control and Prevention – con una bassa sensibilità (53-73%) in età pediatrica, peraltro condizionata dal metodo di raccolta del campione, a seconda che sia effettuata da operatori sanitari o tramite auto-raccolta. «Al fine di monitorare e valutare l’efficacia delle strategie attuate – sottolinea Gili – è indispensabile che vengano resi pubblici i dati provenienti da questi test di screening, oltre che il numero di studenti e classi progressivamente messi in quarantena».
  • Distanziamento sociale. Il Protocollo di Intesa del Ministero dell’Istruzione prevede una “distanza interpersonale di almeno un metro, sia in posizione statica che dinamica, qualora logisticamente possibile”, ovvero definisce un obbligo flessibile, derogabile in presenza di limiti strutturali. Questo si verifica, in particolare, nelle classi molto numerose (cd. “classi pollaio”) dove mantenere il distanziamento sociale può risultare sostanzialmente impossibile.
  • Aerazione e ventilazione dei locali chiusi. Nonostante le evidenze dimostrino che la trasmissione del SARS-CoV-2 avviene prevalentemente per aerosol, si continuano a investire troppe risorse nelle procedure di disinfezione delle superfici e pochissime nei sistemi di aerazione e ventilazione. Il Decreto Ripartizione che ha assegnato 350 milioni di euro alle scuole prevedeva l’acquisto di “strumenti per l’aerazione”, ma tale destinazione d’uso non è specificata nel DL 73/2021 che fa riferimento solo a interventi di piccola manutenzione. Di conseguenza, areazione e ventilazione sono affidate al mantenimento delle finestre aperte, la cui efficacia dipende dalla sensibilizzazione del personale scolastico e dalla ventilazione continuativa degli ambienti durante le attività, che non può non essere condizionata dalle condizioni metereologiche.
  • Trasporti pubblici. La gestione dei mezzi pubblici non è stata inclusa nell’analisi sia perché non di competenza delle scuole, sia perché interessa quasi esclusivamente gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

Il report GIMBE ribadisce che i vari interventi per minimizzare la circolazione del virus non possono essere applicati in tutti i gradi di scuola, ciascuno dei quali richiede un piano di prevenzione su misura, considerando soprattutto la maggiore contagiosità della variante delta.

«Con la stagione invernale alle porte e l’evidente risalita dei nuovi casi nell’ultima settimana – conclude il Presidente – è indispensabile mantenere alta l’attenzione sulle scuole dove, per le numerose criticità rilevate, i focolai segnalati dimostrano che l’equilibrio è instabile. Oltre a puntare alle massime coperture vaccinali sia di personale scolastico e studenti di età >12 anni, sia di popolazione generale, occorre parallelamente potenziare gli screening periodici sistematici e implementare interventi di sistema che garantiscano un’adeguata aerazione e ventilazione dei locali scolastici: in particolare nella fascia under 12 dove non sono disponibili i vaccini e in quella under 6 dove non sono utilizzabili nemmeno le mascherine e il distanziamento è sostanzialmente inapplicabile».

Il Report “Sicurezza COVID-19 nelle scuole: dalle evidenze scientifiche al real world” è disponibile a: www.gimbe.org/sicurezza-covid19-scuole


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21 ottobre 2021
Coronavirus: frena la discesa dei nuovi casi (-1,9%), ma effettuati 930 mila tamponi in più. Scendono ancora i ricoveri in area medica (-9,1%) e in terapia intensiva (-4,1%). Effetto green pass: in 7 giorni oltre 2,1 milioni di test rapidi e oltre 407 mila nuovi vaccinati, di cui l’86,4% tra 20 e 69 anni

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE, NELLA SETTIMANA 13-19 OTTOBRE, RILEVA TUTTI I NUMERI IN CALO, TRANNE I DECESSI CHE RIMANGONO STABILI. CAMPAGNA VACCINALE: RISALGONO LE SOMMINISTRAZIONI CHE SFIORANO LE 179 MILA AL GIORNO MA, NONOSTANTE 12 MILIONI DI DOSI “IN FRIGO”, LE TERZE DOSI A RILENTO: SOLO 9,3% DI COPERTURA CON NETTE DIFFERENZE REGIONALI. EFFETTO GREEN PASS: IN 7 GIORNI +78,5% DI TAMPONI RAPIDI E +4,7% DI NUOVI VACCINATI. PER TUTELARE LA SALUTE DELLE PERSONE, GARANTIRE L’IRREVERSIBILITÀ DELLE RIAPERTURE GIMBE PROPONE STRATEGIA MULTIFATTORIALE: INCREMENTARE VACCINAZIONI OVER 12, ACCELERARE SOMMINISTRAZIONE TERZE DOSI, ALLARGARE PLATEA DOSI BOOSTER E INTRODURRE OBBLIGO TERZA DOSE PER OPERATORI SANITARI.

21 ottobre 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 13-19 ottobre 2021, rispetto alla precedente, una lieve diminuzione dei nuovi casi (17.870 vs 18.209) (figura 1) e una sostanziale stabilità dei decessi (271 vs 266) (figura 2). In calo gli attualmente positivi (74.546 vs 82.546), le persone in isolamento domiciliare (71.768 vs 79.511), i ricoveri con sintomi (2.423 vs 2.665) e le terapie intensive (355 vs 370) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 271 (+1,9%), di cui 28 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -15 (-4,1%)
  • Ricoverati con sintomi: -242 (-9,1%)
  • Isolamento domiciliare: -7.743 (-9,7%)
  • Nuovi casi: 17.870 (-1,9%)
  • Casi attualmente positivi: -8.000 (-9,7%)

«A livello nazionale – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – scendono da 7 settimane i nuovi casi settimanali. Nell’ultima settimana tuttavia il calo è solo dell’1,9% anche in ragione di un aumento dei tamponi totali che sfiora il 50%: ben +930 mila rispetto alla settimana precedente».In 7 Regioni si rileva un aumento percentuale dei contagi, anche se in termini assoluti gli incrementi sono modesti: Liguria (+14), Umbria (+19) Friuli Venezia Giulia (+114), Campania (+120), Lombardia (+129), Piemonte (+131), Lazio (+156). Scendono a 9 le Province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e nessuna conta oltre 150 casi per 100.000 abitanti. Sostanzialmente stabili i decessi: 271 negli ultimi 7 giorni (di cui 28 riferiti a periodi precedenti), con una media di 39 al giorno rispetto ai 38 della settimana precedente.

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si registra un ulteriore calo dei posti letto occupati dai pazienti COVID-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 9,1% in area medica e del 4,1% in terapia intensiva». A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (4% in area medica e 4% in area critica) e nessuna Regione supera le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica (figura 4). «Stabili gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 20 ingressi/die rispetto ai 19della settimana precedente».

Vaccini: forniture. Al 20 ottobre (aggiornamento ore 6.13) risultano consegnate 99.716.407 dosi: pur in assenza di nuove forniture nell’ultima settimana (figura 5), le scorte di vaccini a mRNA si attestano a quota 12 milioni.

Vaccini: somministrazioni. Al 20 ottobre (aggiornamento ore 6.13) il 78,2% della popolazione (n. 46.320.599) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+424.517 rispetto alla settimana precedente) e il 74,3% (n. 44.047.436) ha completato il ciclo vaccinale (+591.512 rispetto alla settimana precedente) (figura 6). In aumento nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.260.748), con una media mobile a 7 giorni di 178.907 somministrazioni/die.

Vaccini: coperture. Le coperture vaccinali con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce di età: dal 97% degli over 80 al 72,3% della fascia 12-19 (figura 7). In generale, rispetto alla settimana precedente, si registrano incrementi modesti: il numero di vaccinati con almeno una dose cresce dell’1,5% nella fascia 30-39, dell’1,4% nella fascia 20-29, dell’1,1% nella fascia 40-49, dello 0,9% nella fascia 12-19, dello 0,8% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non supera lo 0,4%.

Efficacia vaccini. L’efficacia del vaccino sulla diagnosi di SARS-CoV-2 si è ridotta dall’88,5% del periodo 4 aprile-11 luglio al 77,2% del periodo 4 aprile-26 settembre per poi risalire al 77,8% nel periodo 4 aprile-10 ottobre; sul dato ha molto influito la fascia di età 12-39 anni in cui l’efficacia è scesa sino al 67,2% nel periodo 4 aprile-29 agosto, per poi risalire al 75,3% nel periodo 4 aprile-10 ottobre (figura 8). L’efficacia vaccinale si conferma molto elevata nel ridurre i decessi (94,3%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (92,4%) e in terapia intensiva (94,8%). Tuttavia, a partire da metà agosto, pur rimanendo superiore al 90%, il trend è in lieve riduzione per ospedalizzazioni (-2,5%), ricoveri in terapia intensiva (-2,2%) e decessi (-2,9%) (figura 9). Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo, rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce nettamente l’incidenza di diagnosi (del 77,6%-84,8%) e soprattutto di malattia grave (dell’87,1-95,5% per ricoveri ordinari; del 89,4-98,9% per le terapie intensive) e decesso (dell’80,7-96,8%) (figura 10).

Vaccini: terza dose. La platea vaccinabile con la terza dose non risulta tuttora aggiornata negli Open Data sui vaccini anti-COVID-19 rispetto all’estensione della Circolare del Ministero della Salute dell’8 ottobre 2021, rimanendo ferma a quota 7,6 milioni di persone secondo le categorie previste dalla circolare precedente. A fronte dell’ampia disponibilità di vaccini dal 16 settembre sono state somministrate solo 700.623 dosi, con un tasso di copertura del 9,3% e notevoli differenze regionali: dal 28,1% del Molise all’1,2% della Valle D’Aosta (figura 11).

Effetti green pass. Il numero dei tamponi antigenici rapidi ha registrato una netta impennata, aumentando del 78,5% in una settimana: la media mobile a 7 giorni è salita da 173.235 del 13 ottobre a 309.297 il 19 ottobre; complessivamente, nell’ultima settimana sono stati effettuati 2.151.081 tamponi antigenici rapidi. La media mobile a 7 giorni dei nuovi vaccinati rimane, invece, sostanzialmente stabile: da 57.275 del 13 ottobre a 58.201 del 19 ottobre; complessivamente nell’ultima settimana sono state vaccinate 407.404 nuove persone (+4,7%). «Nell’interpretare gli effetti del green pass su tamponi e nuovi vaccinati – spiega Cartabellotta – bisogna tenere conto che ogni persona non vaccinata può arrivare a sottoporsi sino a 3 tamponi a settimana, mentre per aumentare la copertura vaccinale è sufficiente che il numero di nuovi vaccinati non tenda allo zero».

Delle 407.404 nuove persone vaccinate nella settimana 13-19 ottobre l’86,4% appartiene a fasce anagrafiche che includono persone in età lavorativa: 78.387 nella fascia 20-29 anni, 90.960 nella fascia 30-39 anni, 85.745 nella fascia 40-49 anni, 68.812 nella fascia 50-59 anni e 27.934 nella fascia 60-69.

Analizzando il numero di nuovi vaccinati della settimana 13-19 ottobre standardizzato per 100.000 soggetti che non hanno ricevuto nemmeno una dose vaccino al 12 ottobre, si rilevano notevoli differenze regionali: dai 6.437 della P.A. di Trento ai 3.516 del Molise (figura 12).

«Osservando scenari poco rassicuranti di altri Paesi – conclude Cartabellotta – e nell’attuale impossibilità sia di definire percentuali “magiche” per conquistare l’immunità di popolazione sia di prevedere i tempi per raggiungere un preciso target vaccinale, con la stagione invernale alle porte e l’efficacia vaccinale che a 6 mesi dal completamento del ciclo inizia lentamente a declinare, la Fondazione GIMBE invita a perseguire una strategia multifattoriale per tutelare la salute delle persone e garantire l’irreversibilità delle riaperture». In dettaglio:

  • Vaccinare il numero più elevato possibile di over 12 che non presentano specifiche controindicazioni, sia per la protezione individuale da malattia grave o decesso, in particolare per gli over 50, sia per ridurre al minimo la circolazione virale.
  • Accelerare la somministrazione della terza dose, idealmente con meccanismi di chiamata attiva, con priorità massima per over 80, ospiti e personale delle RSA e operatori sanitari, procedendo in parallelo con over 60 e over 18 con comorbidità.
  • Introdurre l’obbligo della terza dose per gli operatori sanitari.
  • Estendere progressivamente la platea vaccinabile con dose booster alla fascia 50-59 e successivamente, se necessario, alle altre fasce anagrafiche.
  • Mantenere l’obbligo di utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi e aderire alle norme sul distanziamento sociale.

 

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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14 ottobre 2021
Coronavirus: scendono ancora nuovi casi (-13,5%), ricoveri in area medica (-10,2%), terapie intensive (-14,5%). Ulteriore crollo delle prime dosi (-23,2% in 7 giorni): con 3,8 mln di lavoratori non vaccinati rischio caos tamponi. Spinta gentile del green pass non sufficiente, ora considerare l’obbligo vaccinale

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE, NELLA SETTIMANA 6-12 OTTOBRE, CONFERMA TUTTI I NUMERI IN CALO. CAMPAGNA VACCINALE: SCENDONO ANCORA LE SOMMINISTRAZIONI (-14,8%), MA RIMANGONO QUASI 2,5 MILIONI DI OVER 50 TOTALMENTE SCOPERTI. TERZA DOSE: COPERTURA ATTUALE AL 5,1% CON NOTEVOLI DIFFERENZE TRA REGIONI. GREEN PASS: OLTRE 175 MILA TAMPONI RAPIDI AL GIORNO E IL CROLLO DEI NUOVI VACCINATI INDICANO DA SETTIMANE UNO ZOCCOLO DURO DI POPOLAZIONE NON INTENZIONATA A VACCINARSI, TRA CUI 3,8 MILIONI DI LAVORATORI. I MODESTI RISULTATI OTTENUTI CON LA PROGRESSIVA ESPANSIONE DEL GREEN PASS E IL RISCHIO CAOS TAMPONI INVITANO A VALUTARE L’INTRODUZIONE DELL’OBBLIGO VACCINALE

14 ottobre 2021 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 6-12 ottobre, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (18.209 vs 21.060) (figura 1) e dei decessi (266 vs 311) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (82.546 vs 90.299), le persone in isolamento domiciliare (79.511 vs 86.898), i ricoveri con sintomi (2.665 vs 2.968) e le terapie intensive (370 vs 433) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 266 (-14,5%), di cui 25 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -63 (-14,5%)
  • Ricoverati con sintomi: -303 (-10,2%)
  • Isolamento domiciliare: -7.387 (-8,5%)
  • Nuovi casi: 18.209 (-13,5%)
  • Casi attualmente positivi: -7.753 (-8,6%)

«Ormai da 6 settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – a livello nazionale si registra una discesa dei nuovi casi settimanali. Solo in tre Regioni (Calabria, Molise, Piemonte) si rileva un incremento percentuale dei contagi, ma con numeri assoluti molto bassi (tabella 1)». Scendono a 12 le Province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e nessuna conta oltre 150 casi per 100.000 abitanti. In calo anche i decessi: 266 negli ultimi 7 giorni (di cui 25 riferiti a periodi precedenti), con una media di 38 al giorno rispetto ai 44 della settimana precedente.

«A livello ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si registra un ulteriore calo dei posti letto occupati dai pazienti COVID-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 10,2% in area medica e del 14,5% in terapia intensiva». A livello nazionale il tasso di occupazione rimane molto basso (5% in area medica e 4% in area critica) e nessuna Regione supera le soglie del 15% per l’area medica e del 10% per l’area critica (figura 4). «Continuano a scendere anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 19 ingressi/die rispetto ai 22 della settimana precedente».

Vaccini: forniture. Al 13 ottobre (aggiornamento ore 10.33) risultano consegnate 99.713.127 dosi: pur avendo ricevuto solo 950mila dosi nell’ultima settimana (figura 5), le scorte di vaccini a mRNA restano stabili a quota 13,3 milioni.

Vaccini: somministrazioni. Al 13 ottobre (aggiornamento ore 10.33) il 77,5% della popolazione (n. 45.896.082) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+402.786 rispetto alla settimana precedente) e il 73,3% (n. 43.455.924) ha completato il ciclo vaccinale (+534.900 rispetto alla settimana precedente) (figura 6). Nell’ultima settimana scende ancora il numero di somministrazioni (n. 1.040.938) (figura 7), con una media mobile a 7 giorni che sfiora 152mila somministrazioni/die. Per la seconda settimana consecutiva cala il numero di nuovi vaccinati: da 493mila a 378mila (-23,2%) (figura 8).

Vaccini: coperture. Le coperture vaccinali per fascia di età con almeno una dose di vaccino sono molto variabili: dal 96,8% degli over 80 al 71,3% della fascia 12-19 (figura 9). In generale, rispetto alla settimana precedente, si registrano incrementi modesti: il numero di vaccinati con almeno una dose cresce dell’1,2% nelle fasce 20-29 e 30-39, dello 0,9% nelle fasce 12-19 e 40-49, dello 0,7% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non supera lo 0,3%. In particolare, per le categorie a maggiore rischio di malattia severa, sono ancora 3,2 milioni (11,8%) gli over 50 che non hanno completato il ciclo vaccinale (figura 10), di cui 2,48 milioni non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali (dal 14,7% della Calabria al 5,3% della Puglia) (figura 11).

Efficacia vaccini. L’efficacia del vaccino sulla diagnosi di SARS-CoV-2 si è ridotta dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 77,2% (periodo 4 aprile-26 settembre) per poi risalire al 77,6% (periodo 4 aprile-3 ottobre); in particolare nella fascia di età 12-39 anni è scesa sino al 67,2% (periodo 4 aprile-29 agosto), verosimilmente per l’aumentata socialità e una minore attenzione ai comportamenti durante il periodo estivo, per poi risalire fino al 74,1% (periodo 4 aprile-3 ottobre) (figura 12). L’efficacia vaccinale si conferma, invece, molto elevata nel ridurre i decessi (94,6%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (92,5%) e in terapia intensiva (94,8%). Tuttavia, a partire da metà agosto, pur rimanendo superiore al 90%, il trend è in lieve riduzione per ospedalizzazioni (-2,4%), ricoveri in terapia intensiva (-2,2%) e decessi (-2,6%) (figura 13). Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo, rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce nettamente l’incidenza di diagnosi (del 78,8%-84,6%) e soprattutto di malattia grave (dell’87,7-96% per ricoveri ordinari; del 90,4-98% per le terapie intensive) e decesso (dell’81,5-97,1%) (figura 14).

Vaccini: terza dose. Dopo l’approvazione della European Medicines Agency (EMA) della somministrazione di una dose di richiamo (booster) di vaccino Pfizer nella popolazione di età ≥18 anni, la Circolare del Ministero della Salute del 27 settembre 2021 ha individuato, oltre ai pazienti immunocompromessi ai quali somministrare la dose addizionale di vaccino Pfizer o Moderna, le categorie di popolazione per la dose booster: in una prima fase over 80 e ospiti e personale sanitario e socio-sanitario delle RSA; successivamente gli operatori sanitari, con priorità per gli over 60 o vulnerabili a forme di COVID-19 severa per patologie concomitanti o con elevato livello di esposizione all’infezione. La platea vaccinabile con terza dose è stata, poi, ulteriormente espansa dalla Circolare del Ministero della Salute dell’8 ottobre 2021, che ha esteso l’indicazione del richiamo a tutti gli over 60 e ai maggiorenni fragili con specifiche patologie.

Ad oggi la platea vaccinabile con la terza dose non è ancora stata aggiornata negli Open Data sui vaccini anti-COVID-19 rispetto all’ultima estensione, restando dunque ferma a quota 7,6 milioni di persone secondo le categorie previste dalla precedente circolare ministeriale. Al 12 ottobre 2021 sono state somministrate 389.764 dosi con un tasso di copertura del 5,1%, e notevoli differenze regionali: dal 18,3% del Molise allo 0% della Valle D’Aosta (figura 15).

Green pass. Con la progressiva estensione del green pass il numero dei tamponi antigenici rapidi è aumentato del 57,7% in un mese: la media mobile a 7 giorni è passata da 113 mila del 6 agosto a 178 mila il 7 settembre per poi stabilizzarsi tra 175mila e 185mila, documentando indirettamente l’esistenza di una fascia di popolazione non intenzionata a vaccinarsi. Viceversa, la media mobile a 7 giorni dei nuovi vaccinati, dai quasi 172 mila del 12 agosto è progressivamente calata fino a quota 54 mila il 10 ottobre. «La “spinta gentile” del green pass – commenta Cartabellotta – ha dunque avuto un’efficacia modesta nel contrastare l’esitazione vaccinale. Considerato che la certificazione verde viene rilasciata a 15 giorni dalla prima dose e vista l’imminente decorrenza dell’obbligo di green pass per i lavoratori, già da fine settembre doveva essere visibile una netta risalita dei nuovi vaccinati, ma così non è stato».

«In assenza di dati ufficiali – spiega il Presidente – è possibile effettuare solo stime indirette del numero di lavoratori non ancora vaccinati, utilizzando differenti fonti di dati e accettando i limiti che possono influenzare le stime stesse». Secondo gli Open Data sui vaccini anti-COVID-19, 8,1 milioni di over 12 non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino. Di questi, poco più di 6 milioni sono persone in età lavorativa: 863 mila nella fascia d’età 20-29, 1,32 milioni nella fascia 30-39, 1,65 milioni nella fascia 40-49, 1,39 milioni nella fascia 50-59 e 821 mila nella fascia 60-69.

Considerato che secondo i dati ISTAT relativi al 4° trimestre 2020 il tasso di occupazione in Italia nella fascia 20-64 anni è del 62,9%, si stimano circa 3,8 milioni di lavoratori non vaccinati, ma la precisione di questa stima è influenzata da diverse variabili: lavoratori under 20 e over 64, numero di occupati guariti negli ultimi 6 mesi, numero di lavoratori esentati per patologia, distribuzione non omogenea tra le differenti fasce di età sia del tasso di occupazione, sia del numero dei non vaccinati tra lavoratori e non lavoratori.

Pertanto, dal 15 ottobre il fabbisogno settimanale stimato di tamponi antigenici rapidi è compreso tra 7,5 e 11,5 milioni: un numero molto lontano dai 1,2 milioni effettuati nella settimana 6-12 ottobre. Secondo Federfarma, circa due terzi dei tamponi antigenici rapidi vengono eseguiti nelle farmacie private, ma di queste meno della metà (8.331 su circa 19 mila), oltre a 327 centri privati, hanno aderito all’accordo che garantisce i test a prezzo calmierato. «Per far fronte all’aumento del fabbisogno di test – spiega il Presidente – è urgente sia ampliare il numero di farmacie e altre strutture autorizzate che aderiscono all’accordo, sia potenziare l’attività per aumentare il numero di tamponi».

«Alla vigilia del 15 ottobre – conclude Cartabellotta – la politica e il mondo del lavoro devono fare i conti con alcune ragionevoli certezze. Innanzitutto l’attuale sistema che punta su farmacie e centri autorizzati non potrà garantire, almeno nel breve termine, un’adeguata offerta di tamponi antigenici rapidi a prezzo calmierato; in secondo luogo le proposte avanzate negli ultimi giorni (estendere validità dei tamponi a 72 ore, tamponi “fai da te”), oltre a non avere basi scientifiche presentano rischi di tipo sia sanitario, sia medico-legale e assicurativo; infine, il numero dei nuovi vaccinati già da alcune settimane lasciava presagire un consistente “zoccolo duro” di lavoratori che, nonostante l’approssimarsi del 15 ottobre, non intende vaccinarsi volontariamente. Considerato che la “spinta gentile” del green pass non ha prodotto i risultati auspicati e che da domani si rischia il caos, con centinaia di migliaia di lavoratori sprovvisti della certificazione verde di fatto impossibilitati ad effettuare un tampone, il Governo deve prendere in considerazione l’obbligo vaccinale, consentendo l’uso del tampone per ottenere il green pass solo dopo la prenotazione del vaccino e fino a due settimane dopo la somministrazione della prima dose».

 

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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Pagina aggiornata il 10/03/2020