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10 novembre 2022
Coronavirus (26 ottobre-1° novembre): scendono contagi (-23,5%), ricoveri (-6,3%) e decessi (-4,1%). Stabili le terapie intensive (0%). Quarta dose: 12,8 milioni di persone ancora scoperte. Pubblicazione settimanale dei dati: tassello di una strategia oscurantista nella gestione della pandemia

<p>Venerd&igrave; 4 novembre alle ore 14.42 il Ministero della Salute ha reso disponibili sul <a href="https://github.com/pcm-dpc/COVID-19"><em>repository</em> ufficiale</a> i dati giornalieri relativi al periodo 30 ottobre-3 novembre. Un compromesso al ribasso, rispetto alle richieste pervenute dal mondo scientifico, che segna un passo indietro del tutto immotivato in termini di trasparenza: il flusso quotidiano dei dati dalle Regioni verso il Ministero, infatti, cos&igrave; faticosamente garantito anche nei momenti pi&ugrave; bui della pandemia, viene regolarmente mantenuto e pagato con il denaro dei contribuenti, che tuttavia vengono privati della possibilit&agrave; di accedervi tempestivamente.</p> <p>&laquo;Eppure il Presidente Meloni in Parlamento &ndash; ricorda Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE &ndash; aveva dichiarato che &ldquo;<em>Il tema del COVID non si affronta con un approccio ideologico, ma con un approccio serio che tenga conto delle evidenze scientifiche</em>&rdquo;. Come si spiega dunque la decisione sui dati della pandemia, che va esattamente in direzione opposta? Le evidenze scientifiche si costruiscono con dati di qualit&agrave;, aperti, accessibili e aggiornati tempestivamente. Inoltre, la decisione di pubblicare i dati a cadenza settimanale &egrave; in netto contrasto con la dichiarata volont&agrave; del Presidente del Consiglio di fornire &ldquo;<em>un&rsquo;informazione molto pi&ugrave; chiara di quella fatta in passato [...] e anche lavorando sulla responsabilizzazione dei cittadini che &egrave; proprio figlia di un&rsquo;informazione chiara</em>&rdquo;. Proprio quell&rsquo;informazione &ldquo;azzoppata&rdquo; dalla mancata pubblicazione giornaliera dei dati&raquo;.</p> <p>In assenza di risposta dal Ministro Schillaci alla richiesta ufficiale di ripristino della pubblicazione quotidiana dei dati sul <em>repository</em> ufficiale, la Fondazione GIMBE riprende il monitoraggio indipendente sulla pandemia COVID-19 con i dati relativi alla settimana 26 ottobre &ndash; 1&deg; novembre.</p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>MONITORAGGIO PANDEMIA COVID-19: settimana 26 ottobre - 1&deg; novembre</strong></p> <p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 26 ottobre - 1&deg; novembre 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (180.517 vs 236.023) (figura 1) e dei decessi (536 vs 559) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (441.425 vs 499.999), le persone in isolamento domiciliare (434.535 vs 492.661), i ricoveri con sintomi (6.658 vs 7.106); restano stabili le terapie intensive (232 vs 232) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:</p> <ul> <li>Decessi: 536 (-4,1%), di cui 10 riferiti a periodi precedenti</li> <li>Terapia intensiva: 0 (0%)</li> <li>Ricoverati con sintomi: -448 (-6,3%)</li> <li>Isolamento domiciliare: -58.126 (-11,8%)</li> <li>Nuovi casi: 180.517 (-23,5%)</li> <li>Casi attualmente positivi: -58.574 (-11,7%)</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura1.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura2.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura3.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Nuovi casi. </strong>&laquo;Per la terza settimana consecutiva &ndash; dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE &ndash; si registra un calo dei nuovi casi settimanali (-23,5%): da 236 mila della settimana precedente scendono a quota 180 mila, con una media mobile a 7 giorni di quasi 26 mila casi al giorno&raquo; (figura 4). Il calo dei nuovi casi riguarda tutte le Regioni (dal -10,2% della Basilicata al -46,8% del Piemonte) (tabella 1). Ad esclusione della provincia di Prato (+2,1%), in tutte le Province si registra una diminuzione dei nuovi casi (dal -4,9% di Brindisi al -53,6% di Biella). L&rsquo;incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 4 Province: Rovigo (591), Padova (584), Venezia (557), Belluno (509) (tabella 2).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura4.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Tabella1.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Tabella2.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Reinfezioni</strong>. Secondo <a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_2-novembre-2022.pdf">l&rsquo;ultimo report dell&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave;</a>, nel periodo 24 agosto 2021-2 novembre 2022 in Italia sono state registrate oltre 1,35 milioni di reinfezioni, pari al 6,9% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 26 ottobre-2 novembre &egrave; del 16,6% (n. 28.913 reinfezioni), stabile rispetto alla settimana precedente (16,7%).</p> <p><strong>Testing.</strong> Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-15,7%): da 1.410.261 della settimana 19-25 ottobre 2022 a 1.189.544 della settimana 26 ottobre 2022-1&deg; novembre 2022. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 17% (-200.323), e quelli molecolari dell&rsquo;8,9% (-20.394) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positivit&agrave; si riduce dall&rsquo;11,1% al 10,2% per i tamponi molecolari e dal 17,6% al 16% per gli antigenici rapidi (figura 6).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura5.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura6.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Ospedalizzazioni</strong>. &laquo;Sul fronte degli ospedali &ndash; afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE - dopo tre settimane consecutive di aumento si stabilizzano le terapie intensive (0%), mentre calano i ricoveri in area medica (-6,3%)&raquo;. In termini assoluti, i posti letto COVID occupati in area critica, dopo aver raggiunto il massimo di 254 il 17 ottobre, sono scesi a 232 il 1&deg; novembre; in area medica, dopo aver raggiunto il massimo di 7.124 il 24 ottobre, sono scesi a quota 6.658 il 1&deg; novembre (figura 7).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura7.png" style="width:60%" /></p> <p>Considerato che il 29 ottobre Agenas ha interrotto la pubblicazione dei dati sui tassi di occupazione dei posti letto da parte di pazienti COVID-19, a partire da questa settimana il monitoraggio GIMBE utilizza il dato settimanale della Cabina di Regia ai sensi del DM Salute 30 aprile 2020 (Ministero della Salute, ISS). Al 3 novembre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID &egrave; del 10,4% in area medica (dal 3,4% del Molise al 33,5% dell&rsquo;Umbria) e del 2,4% in area critica (dallo 0% della Valle D&rsquo;Aosta al 7,1% dell&rsquo;Umbria) (figura 8). &laquo;Tornano a scendere gli ingressi giornalieri in terapia intensiva &ndash; puntualizza Mosti &ndash; con una media mobile a 7 giorni di 24 ingressi/die rispetto ai 29 della settimana precedente&raquo; (figura 9).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura8.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura9.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Decessi</strong>. In calo il numero dei decessi: 536 negli ultimi 7 giorni (di cui 10 riferiti a periodi precedenti), con una media di 77 al giorno rispetto agli 80 della settimana precedente.</p> <p><strong>MONITORAGGIO CAMPAGNA VACCINALE: settimana 2-8 novembre 2022</strong></p> <p><strong>Vaccini: nuovi vaccinati.</strong> Nella settimana 2-8 novembre calano i nuovi vaccinati: 1.127 rispetto ai 1.382 della settimana precedente (-18,5%). Di questi il 20,8% &egrave; rappresentato dalla fascia 5-11: 234, con una riduzione del 10,7% rispetto alla settimana precedente. Cala tra gli over 50, pi&ugrave; a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 467 (-12,7% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura10.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: persone non vaccinate.</strong> Al 9 novembre (aggiornamento ore 06.16) sono 6,8 milioni le persone di et&agrave; superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11), di cui:</p> <ul> <li>6,04 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,5% della platea (dall&rsquo;8% del Lazio al 14% della Valle D&rsquo;Aosta);</li> <li>0,76 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari all&rsquo;1,3% della platea (dallo 0,9% della Valle D&rsquo;Aosta al 2,3% del Friuli Venezia Giulia).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura11.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: fascia 5-11 anni.</strong> Al 9 novembre (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.605.778 dosi: 1.408.411 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.289.072 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,5% con nette differenze regionali (dal 21,1% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia) (figura 12).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura12.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: terza dose. </strong>Al 9 novembre (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 40.294.500 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 3.187 somministrazioni al giorno. In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-dose-addizionale-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi &egrave; dell&rsquo;84,5%: dal 78,5% della Sicilia all&rsquo;88,4% della Lombardia. Sono 7,41 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose <em>booster</em> (figura 13), di cui:</p> <ul> <li>5,15 milioni possono riceverla subito, pari al 10,8% della platea (dal 6,9% del Piemonte al 18,4% della Sicilia);</li> <li>2,26 milioni non possono riceverla nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 4,7% della platea (dal 2,6% della Valle D&rsquo;Aosta al 7,1% del Veneto).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura13.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: quarta dose.</strong>&nbsp; Secondo quanto disposto dalla <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2022&amp;codLeg=88794&amp;parte=1%20&amp;serie=null">Circolare del Ministero della Salute del 23 settembre 2022</a>, la platea per il secondo richiamo (quarta dose) &egrave; di 19,1 milioni di persone: di queste, 12,8 milioni possono riceverlo subito, 1,8 non sono eleggibili nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 4,5 milioni l&rsquo;hanno gi&agrave; ricevuto. Al 9 novembre (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 4.504.806 quarte dosi, con una media mobile di 28.883 somministrazioni al giorno, in lieve aumento rispetto alle 28.310 della scorsa settimana (+2%) (figura 14). In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-second-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 di personale sanitario e 320.974 di ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 17 settembre, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi &egrave; del 23,6% con nette differenze regionali: dal 10,9% della Calabria al 35,7% del Piemonte (figura 15).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura14.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221110_Figura15.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: quinta dose</strong>. Non &egrave; ancora disponibile nessun dato ufficiale sulle somministrazioni.</p> <p>&laquo;La pubblicazione dei dati a cadenza settimanale &ndash; conclude Cartabellotta &ndash; rappresenta un ulteriore tassello della strategia oscurantista del Governo nella gestione della pandemia: dal reintegro anticipato dei sanitari non vaccinati al &ldquo;ritiro&rdquo; della circolare del Ministero della Salute (prot. 45253 del 03/11/2022-DGPRE_DGPRE) sul piano di preparazione per la stagione autunno-inverno, al silenzio assordante sulla campagna vaccinale, in particolare sulla somministrazione dei richiami per i pi&ugrave; fragili. Una strategia all&rsquo;insegna della discontinuit&agrave; politica che risulta in netto contrasto con le raccomandazioni delle autorit&agrave; internazionali di sanit&agrave; pubblica (OMS, ECDC) che invitano tutti i Paesi ad essere preparati e pronti a nuove ondate pandemiche&raquo;.</p> <p><em>Il monitoraggio GIMBE della pandemia COVID-19 &egrave; disponibile a:</em> <a href="https://coronavirus.gimbe.org/"><em>https://coronavirus.gimbe.org</em></a></p>
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3 novembre 2022
Coronavirus: passo indietro sulla trasparenza, i dati della pandemia devono restare patrimonio comune. La fondazione GIMBE chiede al ministro Schillaci di ripristinare la pubblicazione giornaliera dei dati. Prosegue il monitoraggio GIMBE della campagna vaccinale

<p>Il Ministero della Salute con il <a href="https://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=salastampa&amp;p=comunicatistampa&amp;id=5908%C3%B9">comunicato stampa del 28 ottobre</a> ha disposto la sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino della pandemia di COVID-19 che sar&agrave; reso pubblico a cadenza settimanale. Tuttavia, dal 30 ottobre risulta interrotta anche la pubblicazione quotidiana dei dati grezzi sul <a href="https://github.com/pcm-dpc/COVID-19"><em>repository</em> ufficiale</a> che hanno finora alimentato un virtuoso processo di collaborazione tra ricercatori, societ&agrave; civile e Istituzioni. Al momento, pertanto, la Fondazione GIMBE &egrave; impossibilitata a garantire il monitoraggio indipendente condotto negli ultimi due anni e mezzo a beneficio della cittadinanza, delle Istituzioni e degli organi di informazione.</p> <p>&laquo;&Egrave; inaccettabile &ndash; dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE &ndash; che il pubblico accesso al patrimonio comune dei dati quotidiani sulla pandemia venga interdetto dal Ministero della Salute, con un anacronistico passo indietro sulla trasparenza. Per questo la Fondazione GIMBE ha inviato al Ministro Schillaci una richiesta di ripristino immediato della pubblicazione giornaliera dei dati che devono essere disponibili non solo <em>&ldquo;alle autorit&agrave; competenti</em>&rdquo; ma anche alla comunit&agrave; scientifica e alla popolazione intera&raquo;.</p> <p>Il monitoraggio della Fondazione GIMBE per la settimana 26 ottobre-1&deg; novembre riguarda esclusivamente l&rsquo;andamento della campagna vaccinale, i cui dati al momento risultano ancora aggiornati quotidianamente.</p> <p><strong>Vaccini: nuovi vaccinati.</strong> Nella settimana 26 ottobre-1&deg; novembre calano i nuovi vaccinati: 1.339 rispetto ai 1.470 della settimana precedente (-8,9%). Di questi il 19,6% &egrave; rappresentato dalla fascia 5-11: 262, con una riduzione del 36,4% rispetto alla settimana precedente. Cala tra gli over 50, pi&ugrave; a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 518 (-3,7% rispetto alla settimana precedente) (figura 1).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221103_Figura1.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: persone non vaccinate. </strong>Al 2 novembre (aggiornamento ore 06.17) sono 6,8 milioni le persone di et&agrave; superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figura 2), di cui:</p> <ul> <li>6 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,4% della platea (dal 7,9% del Lazio al 13,9% della Valle D&rsquo;Aosta);</li> <li>0,8 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari all&rsquo;1,4% della platea (dal 1,0% della Valle D&rsquo;Aosta al 2,3% del Friuli Venezia-Giulia).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221103_Figura2.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: fascia 5-11 anni. </strong>Al 2 novembre (aggiornamento ore 06.17) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.605.242 dosi: 1.408.172 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.288.633 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,5% con nette differenze regionali: dal 21,1% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia (figura 3).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221103_Figura3.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: terza dose.</strong> Al 2 novembre (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 40.270.858 terze dosi, con una media mobile a 7 giorni di 3.119 somministrazioni al giorno. In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-dose-addizionale-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi &egrave; dell&rsquo;84,4%: dal 78,5% della Sicilia all&rsquo;88,3% della Lombardia. Sono 7,43 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose <em>booster</em> (figura 4), di cui:</p> <ul> <li>5,09 milioni possono riceverla subito, pari al 10,7% della platea (dal 7% del Piemonte al 18,2% della Sicilia);</li> <li>2,34 milioni non possono riceverla nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 4,9% della platea (dal 2,6% della Valle D&rsquo;Aosta al 7,4% del Veneto).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221103_Figura4.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: quarta dose.</strong>&nbsp; Secondo quanto disposto dalla <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2022&amp;codLeg=88794&amp;parte=1%20&amp;serie=null">Circolare del Ministero della Salute del 23 settembre 2022</a>, la platea per il secondo richiamo (quarta dose) &egrave; di 19,1 milioni di persone: di queste, oltre 13 milioni possono riceverlo subito, quasi 1,8 milioni non sono eleggibili nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 4,3 milioni l&rsquo;hanno gi&agrave; ricevuto. Al 2 novembre (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 4.295.324 quarte dosi, con una media mobile di 27.680 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 37.031 della scorsa settimana (-25,3%) (figura 5). In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-second-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 personale sanitario e 320.974 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 17 settembre, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi &egrave; del 22,5% con nette differenze regionali: dal 10,5% della Sicilia al 34,2% del Piemonte (figura 6).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221103_Figura5.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221103_Figura6.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: quinta dose</strong>. Non &egrave; ancora disponibile nessun dato ufficiale sulle somministrazioni.</p> <p><em>Il monitoraggio GIMBE dell&#39;epidemia COVID-19 &egrave; disponibile</em><em> a:</em> <a href="https://coronavirus.gimbe.org/"><em>https://coronavirus.gimbe.org</em></a></p>
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31 ottobre 2022
Coronavirus: ok allo stop bollettino quotidiano, ma garantire l’accesso ai dati. Obbligo mascherine in ospedali e rsa non va abolito, ma reso permanente. Reintegro sanitari e “sanatorie” no-vax: un’amnistia anti-scientifica e diseducativa

<p>All&rsquo;ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi alcune misure sulla gestione della pandemia COVID-19 che, se da un lato mirano a segnare una discontinuit&agrave; politica, dall&rsquo;altro devono essere adeguatamente ponderate, tenendo conto sia dell&rsquo;impatto sulla salute pubblica, sia delle raccomandazioni degli organismi internazionali. &laquo;Indubbiamente &ndash; dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE &ndash; con l&rsquo;evoluzione delle varianti e la protezione conferita dalla vaccinazione sulle forme gravi, la malattia COVID-19 oggi non &egrave; pi&ugrave; quella del 2020-2021. Tuttavia, la pandemia &egrave; ancora in corso e sia l&rsquo;Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; (OMS), sia il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) invitano tutti i Paesi ad essere preparati (<em>preparedness</em>) e pronti (<em>readiness</em>), visto l&rsquo;imminente arrivo della variante Cerberus e l&rsquo;imprevedibilit&agrave; degli scenari a medio-lungo termine&raquo;.</p> <p>Sulle proposte circolate in questi giorni sugli organi di stampa la Fondazione GIMBE esprime le seguenti valutazioni basate su evidenze scientifiche e sul buon senso.</p> <p><strong>Bollettino COVID</strong>. La proposta di una pubblicazione settimanale appare ragionevole, anche tenendo conto della notevole variabilit&agrave; giornaliera nella trasmissione e pubblicazione dei dati. Non &egrave; chiaro se anche la trasmissione obbligatoria agli organismi internazionali (OMS, ECDC) avverr&agrave; con cadenza settimanale. &laquo;In ogni caso &ndash; sottolinea Cartabellotta &ndash; &egrave; fondamentale mantenere l&rsquo;aggiornamento quotidiano dei dati COVID e della campagna vaccinale e garantirne accesso trasparente ai ricercatori per analisi e studi indipendenti&raquo;.</p> <p><strong>Abolizione dell&rsquo;obbligo di mascherine negli ospedali e nelle RSA</strong>. L&rsquo;utilizzo delle mascherine nelle strutture sanitarie &egrave; fondamentale sia per proteggere professionisti e operatori sanitari - evitando di decimare ulteriormente il personale con assenze per malattia - sia soprattutto per tutelare la salute dei pazienti, in particolare quelli anziani e fragili. Peraltro, l&rsquo;idea di abolire l&rsquo;obbligo nazionale per poi reintrodurlo legittimamente a livello regionale o dei singoli ospedali e RSA genererebbe disorientamento dei cittadini, contestazioni rispetto alle disposizioni adottate nelle singole strutture sanitarie e aumento delle tensioni con il personale sanitario. &laquo;Al contrario l&rsquo;obbligo delle mascherine in ospedale e nelle RSA &ndash; sottolinea Cartabellotta &ndash; dovrebbe essere reso permanente, indipendentemente dalla pandemia in corso, al fine di proteggere al meglio le persone pi&ugrave; vulnerabili da infezioni respiratorie di qualsiasi natura. E l&rsquo;utilizzo di questo dispositivo, come indicato dalle autorit&agrave; internazionali di sanit&agrave; pubblica, &egrave; raccomandato in tutti gli ambienti al chiuso affollati e/o poco aerati&raquo;.</p> <p><strong>Stop obbligo vaccinale per il personale sanitario e reintegro sanitari no-vax sospesi dal 1&deg; novembre</strong>. Il potenziale impatto in termini di sanit&agrave; pubblica sarebbe modesto, sia perch&eacute; la misura viene anticipata di soli due mesi rispetto alla scadenza fissata, sia perch&eacute; riguarda un numero esiguo di professionisti. &laquo;Ben diverso &ndash; rileva il Presidente &ndash; l&rsquo;impatto in termini di percezione pubblica di questa &ldquo;sanatoria&rdquo; e delle relazioni con la stragrande maggioranza dei colleghi che si sono vaccinati per tutelare la salute dei pazienti e la propria, anche al fine di garantire la continuit&agrave; di servizio. Peraltro, al di l&agrave; di una scelta individuale incompatibile con l&rsquo;esercizio di una professione sanitaria, si tratta di persone che hanno spesso seminato disinformazione pubblica sui vaccini, elevandosi a &ldquo;paladini&rdquo; del popolo no-vax, a volte con evidenti obiettivi di affermazione politica individuale&raquo;. Se da un lato il loro reintegro lancia un messaggio profondamente antiscientifico, va ricordato che a livello locale possono essere stabilite disposizioni per affidare ai professionisti no-vax reintegrati attivit&agrave; diverse da quelle clinico-assistenziali, senza configurare demansionamento.</p> <p><strong>Stop alle multe per i no-vax over 50 che non hanno ottemperato all&rsquo;obbligo vaccinale</strong>. La proposta - non all&rsquo;ordine del giorno del CdM di oggi, ma comunque circolata nei giorni scorsi - &egrave; di una sospensione fino al 30 giugno 2023 delle multe per chi non ha rispettato l&rsquo;obbligo vaccinale. &laquo;Proposta irrilevante dal punto di vista sanitario - commenta Cartabellotta - ma antiscientifica e fortemente diseducativa, visto che estende la &ldquo;cultura della sanatoria&rdquo; anche alle disposizioni che hanno l&rsquo;obiettivo di tutelare la salute pubblica&raquo;.</p> <p>&laquo;La parola d&rsquo;ordine &ldquo;discontinuit&agrave;&rdquo; &egrave; assolutamente legittima in una repubblica democratica &ndash; conclude Cartabellotta - ma deve essere utilizzata anche per migliorare tutto quello che il Governo precedente non &egrave; riuscito a fare. Dalla raccolta pi&ugrave; analitica dei dati sui pazienti ricoverati agli investimenti sugli impianti di aerazione e ventilazione dei locali chiusi; dall&rsquo;accelerazione della copertura con i richiami vaccinali, all&rsquo;implementazione di rigorosi protocolli terapeutici per le persone al rischio. Al momento, invece, la discontinuit&agrave; sembra ridursi ad uno un mero smantellamento delle misure in atto e ad una vera e propria &ldquo;amnistia&rdquo; nell&rsquo;illusorio tentativo di consegnare la pandemia all&rsquo;oblio, ignorando le raccomandazioni delle autorit&agrave; internazionali di sanit&agrave; pubblica&raquo;.</p>
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27 ottobre 2022
Coronavirus: continua la discesa dei contagi (-14,4%). Tornano a scendere le terapie intensive (-8,7%), stabili i ricoveri (+1,6%) e decessi in lieve aumento (+2,8%). Quarta dose: scoperte 13,2 milioni di persone. Variante Cerberus: proseguire nuove vaccinazioni e richiami, rafforzare il sequenziamento e monitorare tutti gli indicatori della pandemia

<p><strong>IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 19-25 OTTOBRE, UN CALO DEI NUOVI CASI (236.023 vs 275.628) CHE RIGUARDA TUTTE LE REGIONI AD ECCEZIONE DELLA SICILIA. 27 PROVINCE CON OLTRE 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. SOSTANZIALMENTE STABILE L&rsquo;OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO IN AREA MEDICA (+113) E, DOPO 3 SETTIMANE, TORNANO A SCENDERE LE TERAPIE INTENSIVE (-22). LIEVE AUMENTO DEI DECESSI (559 vs 544) CON UNA MEDIA DI 80 AL GIORNO. SONO 6,8 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 830 MILA GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 7,46 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 2,36 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL&rsquo;IMMEDIATO. QUARTE DOSI: TASSO DI COPERTURA NAZIONALE AL 21,4% CON NETTE DIFFERENZE REGIONALI: DAL 10% DELLA SICILIA AL 33% DEL PIEMONTE. NESSUN DATO UFFICIALE SULLA SOMMINISTRAZIONE DELLE QUINTE DOSI. ALLERTA ECDC SU VARIANTE CERBERUS: DIVENTER&Agrave; DOMINANTE TRA MET&Agrave; NOVEMBRE E INIZIO DICEMBRE 2022, CON VEROSIMILE AUMENTO DEI CASI.</strong></p> <p><strong>27 ottobre 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna</strong></p> <p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 19-25 ottobre 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (236.023 vs 275.628) (figura 1) e un lieve aumento dei decessi (559 vs 544) (figura 2). Calano i casi attualmente positivi (499.999 vs 543.207) e le persone in isolamento domiciliare (492.661 vs 535.960); sostanzialmente stabili i ricoveri con sintomi (7.106 vs 6.993), in lieve calo le terapie intensive (232 vs 254) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:</p> <ul> <li>Decessi: 559 (+2,8%), di cui 14 riferiti a periodi precedenti</li> <li>Terapia intensiva: -22 (-8,7%)</li> <li>Ricoverati con sintomi: +113 (+1,6%)</li> <li>Isolamento domiciliare: -43.299 (-8,1%)</li> <li>Nuovi casi: 236.023 (-14,4%)</li> <li>Casi attualmente positivi: -43.208 (-8%)</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura1.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura2.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura3.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Nuovi casi. </strong>&laquo;Per la seconda settimana consecutiva &ndash; dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE &ndash; si registra un calo dei nuovi casi settimanali (-14,4%): da oltre 275 mila della scorsa settimana scendono a quota 236 mila, con una media mobile a 7 giorni di quasi 34 mila casi al giorno&raquo; (figura 4). Ad esclusione della Sicilia (+3,3%), il calo dei nuovi casi riguarda tutte le Regioni (dal -3,8% del Lazio al -34,5% della Provincia Autonoma di Bolzano) (tabella 1). In 99 Province si registra una diminuzione dei nuovi casi (dal -0,6% di Palermo al -37,2% di Biella), mentre in 8 Province si rileva un aumento dei casi: dal +1,2% di Cagliari al +38,7% di Trapani. L&rsquo;incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 27 Province: Venezia (680), Rovigo (665), Biella (660), Belluno (656), Padova (650), Treviso (630), Vicenza (614), Bolzano (589), Terni (581), Udine (571), Ferrara (552), Como (551), Gorizia (551), Alessandria (550), Torino (547), Perugia (544), Trento (538), Pordenone (537), Sondrio (536), Varese (528), Reggio nell&#39;Emilia (524), Verona (519), Ravenna (515), Verbano-Cusio-Ossola (511), Pavia (508), Trieste (508) e Piacenza (507) (tabella 2).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura4.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Tabella1.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Tabella2.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Nuove varianti</strong>. Lo scorso 21 ottobre l&rsquo;<em>European Centre for Disease Prevention and Control </em>(ECDC) ha pubblicato un <a href="https://www.ecdc.europa.eu/en/publications-data/spread-sars-cov-2-omicron-variant-sub-lineage-bq1-eueea">report sulla nuova sub-variante Omicron BQ.1</a>, ribattezzata &ldquo;Cerberus&rdquo;, segnalando:</p> <ul> <li>Un&rsquo;aumentata circolazione di questa variante in vari paesi europei: Francia (19%), Belgio (9%), Irlanda (7%), Paesi Bassi (6%) e Italia (5%).</li> <li>Secondo le previsioni BQ1 e il suo sotto-lignaggio BQ1.1 diventeranno la variante dominante tra met&agrave; novembre e inizio dicembre 2022, con verosimile aumento dei casi nelle prossime settimane o mesi.</li> <li>In base agli studi disponibili BQ.1 ha una rilevante capacit&agrave; di sfuggire alla risposta immunitaria, indotta sia da vaccinazione che da infezione naturale. Al momento non ci sono evidenze che questa variante sia associata ad una maggiore gravit&agrave; dell&rsquo;infezione rispetto ad Omicron BA.4/BA.5.</li> </ul> <p>&laquo;L&rsquo;ECDC - sottolinea Cartabellotta - raccomanda a tutti i Governi di proseguire con la campagna di vaccinazione primaria e con tutti i richiami previsti, di rafforzare il sequenziamento, in termini di campionamento, frequenza e tempestivit&agrave; e di continuare il monitoraggio di tutti gli indicatori (contagi, ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva, decessi), specialmente negli over 65&raquo;.</p> <p><strong>Reinfezioni</strong>. Secondo <a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_19-ottobre-2022.pdf">l&rsquo;ultimo report dell&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave;</a>, nel periodo 24 agosto 2021-19 ottobre 2022 in Italia sono state registrate oltre 1,28 milioni di reinfezioni, pari al 6,8% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 12-19 ottobre &egrave; del 15% (n. 42.575 reinfezioni), in calo rispetto alla settimana precedente (16,4%).</p> <p><strong>Testing.</strong> Si registra una diminuzione del numero dei tamponi totali (-6,3%): da 1.504.956 della settimana 12-18 ottobre a 1.410.261 della settimana 19-25 ottobre. In particolare i tamponi rapidi sono calati del 7% (-88.351) e quelli molecolari del 2,7% (-6.344) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positivit&agrave; si riduce dal 12,3% all&rsquo;11,1% per i tamponi molecolari e dal 19,4% al 17,6% per gli antigenici rapidi (figura 6).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura5.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura6.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Ospedalizzazioni</strong>. &laquo;Sul fronte degli ospedali &ndash; afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE &ndash; tornano a scendere le terapie intensive (-8,7%) dopo tre settimane consecutive di aumento, mentre si stabilizzano i ricoveri in area medica (+1,6%)&raquo;. In termini assoluti, i posti letto COVID occupati in area critica, dopo aver raggiunto il massimo di 254 il 17 ottobre sono scesi a 232 il 25 ottobre; in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 3.293 il 24 settembre, hanno raggiunto quota 7.106 il 25 ottobre (figura 7). Al 25 ottobre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID &egrave; dell&rsquo;11,2% in area medica (dal 5,1% del Molise al 35,8% di Umbria e Valle D&rsquo;Aosta) e del 2,5% in area critica (dallo 0% di Molise e Valle D&rsquo;Aosta al 5% dell&rsquo;Abruzzo) (figura 8). &laquo;Tornano a scendere gli ingressi giornalieri in terapia intensiva &ndash; puntualizza Mosti &ndash; con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 34 della settimana precedente&raquo; (figura 9).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura7.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura8.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura9.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Decessi</strong>. In ulteriore lieve aumento il numero dei decessi: 559 negli ultimi 7 giorni (di cui 14 riferiti a periodi precedenti), con una media di 80 al giorno rispetto ai 78 della settimana precedente.</p> <p><strong>Vaccini: nuovi vaccinati.</strong> Nella settimana 19-25 ottobre calano i nuovi vaccinati: 1.411 rispetto ai 1.576 della settimana precedente (-10,5%) (figura 10).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura10.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: persone non vaccinate.</strong> Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.27) sono 6,8 milioni le persone di et&agrave; superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figura 11), di cui:</p> <ul> <li>5,97 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,4% della platea (dal 7,9% del Lazio al 13,9% della Valle D&rsquo;Aosta);</li> <li>0,83 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari all&rsquo;1,4% della platea (dall&rsquo;1% della Valle D&rsquo;Aosta al 2,4% del Friuli Venezia-Giulia).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura11.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: fascia 5-11 anni.</strong> Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.604.758 dosi: 1.407.900 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.288.257 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,5% con nette differenze regionali: dal 21,1% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia (figura 12).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura12.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: terza dose.</strong> Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 40.247.068 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 3.971 somministrazioni al giorno. In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-dose-addizionale-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi &egrave; dell&rsquo;84,4%: dal 78,4% della Sicilia all&rsquo;88,3% della Lombardia. Sono 7,46 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose <em>booster</em> (figura 13), di cui:</p> <ul> <li>5,1 milioni possono riceverla subito, pari al 10,7% della platea (dal 7,2% del Piemonte al 18% della Sicilia);</li> <li>2,36 milioni non possono riceverla nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 4,9% della platea (dal 2,5% della Valle D&rsquo;Aosta al 7,3% del Veneto).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura13.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: quarta dose</strong>. Secondo quanto disposto dalla <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2022&amp;codLeg=88794&amp;parte=1%20&amp;serie=null">Circolare del Ministero della Salute del 23 settembre 2022</a>, la platea per il secondo richiamo (quarta dose) &egrave; di 19,1 milioni di persone: di queste, 13,2 milioni possono riceverlo subito, 1,8 milioni non sono eleggibili nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 4,1 milioni l&rsquo;hanno gi&agrave; ricevuto. Al 26 ottobre (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 4.092.138 quarte dosi, con una media mobile di 35.944 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 35.486 della scorsa settimana (+1,3%) (figura 14). In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-second-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 personale sanitario e 320.974 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 17 settembre, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi &egrave; del 21,4% con nette differenze regionali: dal 10% della Sicilia al 33% del Piemonte (figura 15).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura14.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221027_Figura15.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: quinta dose</strong>. Non &egrave; ancora disponibile nessun dato ufficiale sulle somministrazioni.</p> <p>&nbsp;</p> <p><em>Il monitoraggio GIMBE dell&#39;epidemia COVID-19 &egrave; disponibile</em><em> a:</em> <a href="https://coronavirus.gimbe.org/"><em>https://coronavirus.gimbe.org</em></a></p>
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20 ottobre 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana i contagi tornano a scendere (-6,2%). Crescono ricoveri ordinari (+11,7%), terapie intensive (+13,4%) e decessi (+38,4%). Si allarga la platea della quinta dose. Quarta dose: scoperte 4 persone su 5

<p><strong>IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 12-18 OTTOBRE, UN CALO DEI NUOVI CASI (275.628 vs 293.902) CHE RIGUARDA TUTTE LE REGIONI AD ECCEZIONE DI PUGLIA, SARDEGNA E SICILIA. 50 PROVINCE CON OLTRE 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN AUMENTO L&rsquo;OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO IN AREA MEDICA (+734) CHE, DOPO AVER RAGGIUNTO IL MINIMO DI 3.293 IL 24 SETTEMBRE, ARRIVANO A QUOTA 6.993 IL 18 OTTOBRE. IN AUMENTO ANCHE LE TERAPIE INTENSIVE (+30). CRESCONO I DECESSI (544 VS 393) CON UNA MEDIA DI 78 AL GIORNO. SONO 6,8 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 870 MILA GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 7,49 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 2,31 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL&rsquo;IMMEDIATO. QUARTE DOSI: COPERTURA NAZIONALE SOLO AL 20% E QUASI 34,3 MILA SOMMINISTRAZIONI GIORNALIERE, IN CRESCITA RISPETTO ALLE 28,5 MILA DELLA SCORSA SETTIMANA. RICHIAMI CON I VACCINI BIVALENTI: NUOVA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE AGGIORNA LE INDICAZIONI. </strong></p> <p><strong>20 ottobre 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna</strong></p> <p>Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 12-18 ottobre 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (275.628 vs 293.902) (figura 1) e un aumento dei decessi (544 vs 393) (figura 2). In aumento anche i casi attualmente positivi (543.207 vs 520.919), le persone in isolamento domiciliare (535.960 vs 514.436), i ricoveri con sintomi (6.993 vs 6.259) e le terapie intensive (254 vs 224) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:</p> <ul> <li>Decessi: 544 (+38,4%), di cui 56 riferiti a periodi precedenti</li> <li>Terapia intensiva: +30 (+13,4%)</li> <li>Ricoverati con sintomi: +734 (+11,7%)</li> <li>Isolamento domiciliare: +21.524 (+4,2%)</li> <li>Nuovi casi: 275.628 (-6,2%)</li> <li>Casi attualmente positivi: +22.288 (+4,3%)</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura1.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura2.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura3.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Nuovi casi. </strong>&laquo;Per la prima volta dopo quattro settimane consecutive &ndash; dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE &ndash; si registra un calo del numero dei nuovi casi settimanali (-6,2%): da quasi 294 mila della scorsa settimana scendono a quota 275 mila, con una media mobile a 7 giorni di oltre 39 mila casi al giorno&raquo; (figura 4). Ad esclusione di Puglia (+6,9%), Sardegna (+6,7%) e Sicilia (+7,8%), il calo dei nuovi casi riguarda tutte le Regioni (dal -0,2% della Basilicata al -13% dell&rsquo;Abruzzo e della Provincia Autonoma di Trento) (tabella 1). In 75 Province si registra un calo dei nuovi casi (dal -0,1% di Asti al -20,2% di Frosinone; stabile la Provincia di Bari, mentre in 31 Province si registra un aumento dei casi: dal +0,2% di Catania al +24,4% di Enna. L&rsquo;incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 50 Province: Biella (1.050), Bolzano (894), Belluno (860), Sondrio (834), Verbano-Cusio-Ossola (804), Udine (790), Trento (787), Vicenza (774), Venezia (735), Padova (735), Treviso (726), Como (707), Rovigo (702), Terni (691), Torino (681), Trieste (680), Alessandria (667), Perugia (649), Asti (648), Lecco (644), Pordenone (635), Gorizia (621), Verona (617), Novara (612), Aosta (607), Piacenza (604), Ravenna (603), Vercelli (602), Varese (599), Cuneo (595), Ferrara (591), Pescara (584), Reggio nell&#39;Emilia (575), Forl&igrave;-Cesena (572), Monza e della Brianza (558), Mantova (549), Rimini (536), Lodi (534), Pavia (532), Brescia (531), Ancona (527), Ascoli Piceno (527), Lucca (522), Macerata (521), La Spezia (519), L&#39;Aquila (514), Fermo (511), Cremona (510), Chieti (506), Savona (503) (tabella 2).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura4.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Tabella1.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Tabella2.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Reinfezioni</strong>. Secondo <a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_12-ottobre-2022.pdf">l&rsquo;ultimo report dell&rsquo;Istituto Superiore di Sanit&agrave;</a>, nel periodo 24 agosto 2021-12 ottobre 2022 in Italia sono state registrate oltre 1,23 milioni di reinfezioni, pari al 6,7% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 5-12 ottobre &egrave; del 16,2% (n. 51.884 reinfezioni), in aumento rispetto alla settimana precedente (15,5%).</p> <p><strong>Testing.</strong> Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+3,4%): da 1.455.353 della settimana 5-11 ottobre a 1.504.956 della settimana 12-18 ottobre. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 3,7% (+45.129), mentre quelli molecolari dell&rsquo;1,9% (+4.463) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positivit&agrave; si riduce dal 17,8% al 12,3% per i tamponi molecolari e dal 21,7% al 19,4% per gli antigenici rapidi (figura 6).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura5.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura6.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Ospedalizzazioni</strong>. &laquo;Sul fronte degli ospedali &ndash; afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE &ndash; le terapie intensive si confermano in aumento per la terza settimana consecutiva (+13,4%), e si registra un ulteriore aumento dei ricoveri in area medica (+11,7%)&raquo;. In termini assoluti, i posti letto COVID occupati in area critica, dopo aver raggiunto il minimo di 125 il 25 settembre, sono risaliti a quota a 254 il 18 ottobre; in area medica, dopo aver raggiunto il minimo di 3.293 il 24 settembre, hanno raggiunto quota 6.993 il 18 ottobre (figura 7). Al 18 ottobre il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID &egrave; dell&rsquo;11% in area medica (dal 5,1% del Molise e della Puglia al 50,7% della Valle D&rsquo;Aosta) e del 2,8% in area critica (dallo 0% della Basilicata e del Molise al 7,7% della Valle D&rsquo;Aosta) (figura 8). &laquo;Prosegue l&rsquo;aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva &ndash; puntualizza Mosti &ndash; con una media mobile a 7 giorni di 34 ingressi/die rispetto ai 29 della settimana precedente&raquo; (figura 9).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura7.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura8.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura9.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Decessi</strong>. Si conferma l&rsquo;aumento dei decessi dopo l&rsquo;inversione di tendenza della settimana precedente: 544 negli ultimi 7 giorni (di cui 56 riferiti a periodi precedenti), con una media di 78 al giorno rispetto ai 56 della settimana precedente.</p> <p><strong>Vaccini: nuovi vaccinati.</strong> Nella settimana 12-18 ottobre crescono i nuovi vaccinati: 1.484 rispetto ai 1.340 della settimana precedente (+10,7%) (figura 10).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura10.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: persone non vaccinate.</strong> Al 19 ottobre (aggiornamento ore 06.27) sono 6,8 milioni le persone di et&agrave; superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figura 11), di cui:</p> <ul> <li>5,93 milioni attualmente vaccinabili, pari al 10,3% della platea (dal 7,8% del Lazio al 13,8% della Valle D&rsquo;Aosta);</li> <li>0,87 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 1,5% della platea (dal 1,0% della Valle D&rsquo;Aosta al 2,4% del Friuli Venezia-Giulia).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura11.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: fascia 5-11 anni.</strong> Al 19 ottobre (aggiornamento ore 06.27) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.603.991 dosi: 1.407.463 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.287.782 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,5% con nette differenze regionali: dal 21,1% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia (figura 12).</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura12.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: terza dose.</strong> Al 19 ottobre (aggiornamento ore 06.27) sono state somministrate 40.214.903 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 3.580 somministrazioni al giorno. In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-dose-addizionale-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio il tasso di copertura nazionale per le terze dosi &egrave; dell&rsquo;84,3%: dal 78,4% della Sicilia all&rsquo;88,2% della Lombardia. Sono 7,49 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose <em>booster</em> (figura 13), di cui:</p> <ul> <li>5,18 milioni possono riceverla subito, pari al 10,8% della platea (dal 7,6% del Piemonte al 17,9% della Sicilia);</li> <li>2,31 milioni non possono riceverla nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 4,8% della platea (dal 2,4% della Valle D&rsquo;Aosta al 7% del Veneto).</li> </ul> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura13.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Vaccini: quarta dose</strong>. Secondo quanto disposto dalla <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2022&amp;codLeg=88794&amp;parte=1%20&amp;serie=null">Circolare del Ministero della Salute del 23 settembre 2022</a>, la platea per il secondo richiamo (quarta dose) &egrave; di 19,1 milioni di persone: di queste, 13,5 milioni possono riceverlo subito, 1,8 milioni non sono eleggibili nell&rsquo;immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni e 3,8 milioni l&rsquo;hanno gi&agrave; ricevuto. Al 19 ottobre (aggiornamento ore 06.27) sono state somministrate 3.830.568 quarte dosi, con una media mobile di 34.264 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 28.469 della scorsa settimana (+20,4%) (figura 14). In base alla <a href="https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini/blob/master/dati/platea-second-booster.csv">platea ufficiale</a> (n. 19.119.772 di cui 13.060.462 over 60, 3.990.080 fragili e immunocompromessi, 1.748.256 personale sanitario e 320.974 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 17 settembre, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi &egrave; del 20% rispetto al 18,7% della settimana precedente (dal 9,4% della Sicilia al 31,4% del Piemonte), ovvero 4 persone su 5 rimangono ancora scoperte (figura 15). &laquo;&laquo;Il tasso di copertura potrebbe risultare sovrastimato &ndash; sottolinea Mosti &ndash; perch&eacute; la rendicontazione ufficiale include tutte le persone che ricevono la quarta dose: sia quelle incluse nella platea, sia quelle che la effettuano &ldquo;su richiesta&rdquo;&raquo;.</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura14.png" style="width:60%" /></p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Figura15.png" style="width:60%" /></p> <p><strong>Richiami anti-COVID-19 con i vaccini bivalenti.</strong> Vista l&rsquo;aumentata circolazione del SARS-CoV-2 il Ministero della Salute - al fine di consolidare ulteriormente la protezione vaccinale vs le forme gravi di COVID-19 - il 17 ottobre 2022 ha pubblicato una <a href="https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2022&amp;codLeg=89651&amp;parte=1%20&amp;serie=null">nuova Circolare</a> che aggiorna le indicazioni sui richiami con i vaccini bivalenti (tabella). In dettaglio, allarga la platea raccomandando un&rsquo;ulteriore dose di richiamo (5a dose) per le persone di et&agrave; &ge;80 anni, gli ospiti delle strutture residenziali per anziani e le persone di et&agrave; &ge;60 anni con fragilit&agrave; per patologie concomitanti/preesistenti, dopo almeno 120 giorni dalla dose precedente o dall&rsquo;ultima infezione. La Circolare aggiunge che &ldquo;su richiesta dell&rsquo;interessato&rdquo; tutti gli over 60 potranno effettuare un&rsquo;ulteriore dose di vaccino bivalente. &laquo;La circolare &ndash; precisa Cartabellotta &ndash; ribadisce altres&igrave; la possibilit&agrave; di somministrare il vaccino antinfluenzale e quello anti-SARS-CoV-2 nella stessa seduta vaccinale&raquo;.</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/20221020_Tabella_richiami.png" style="width:60%" /></p> <p><em>Il monitoraggio GIMBE dell&#39;epidemia COVID-19 &egrave; disponibile</em><em> a:</em> <a href="https://coronavirus.gimbe.org/"><em>https://coronavirus.gimbe.org</em></a></p>
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14 ottobre 2022
5° rapporto GIMBE sul servizio sanitario nazionale. In 3 anni + € 11,2 miliardi alla sanità, ma erosi dalla pandemia. Spesa sanitaria pubblica pro-capite: Italia al 16° posto in Europa e ultima tra i paesi del G7. Nuovi LEA: esigibilità ed aggiornamento rimangono solo sulla carta. Regionalismo differenziato in sanità rischia di amplificare le diseguaglianze e il divario tra nord e sud. Rimettere la sanità al centro dell’agenda politica: da GIMBE il piano per il rilancio del SSN

<p><strong>IL DIRITTO COSTITUZIONALE ALLA TUTELA DELLA SALUTE SI STA TRASFORMANDO IN UN PRIVILEGIO PER POCHI, LASCIANDO INDIETRO LE PERSONE PI&Ugrave; FRAGILI E SVANTAGGIATE. IL 5&deg; RAPPORTO GIMBE DIMOSTRA CHE &ldquo;PATOLOGIE&rdquo; E &ldquo;FATTORI AMBIENTALI&rdquo; CHE CONDIZIONAVANO LO STATO DI SALUTE DEL SSN IN ERA PRE-COVID SONO RIMASTI IRRISOLTI, FATTA ECCEZIONE PER IL NETTO RILANCIO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO, CHE L&rsquo;EMERGENZA SANITARIA HA IMPOSTO ED EROSO AL TEMPO STESSO. NEL FRATTEMPO LA PANDEMIA PRESENTA IL CONTO DEI SUOI EFFETTI A MEDIO-LUNGO TERMINE: RITARDO NELL&rsquo;EROGAZIONE DI PRESTAZIONI, IMPATTO DI NUOVI BISOGNI DI SALUTE E, SOPRATTUTTO, ULTERIORE INDEBOLIMENTO DEL PERSONALE SANITARIO. TENENDO ANCHE CONTO che dal programma della coalizione di centro-destra emergono solo proposte frammentate, LA FONDAZIONE GIMBE PROPONE UN PIANO PER IL RILANCIO DEFINITIVO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.</strong></p> <p><strong>11 ottobre 2022 - Fondazione GIMBE, Roma</strong></p> <p>La Fondazione GIMBE ha presentato oggi presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica il 5&deg; Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN): &laquo;All&rsquo;alba della nuova Legislatura &ndash; esordisce il Presidente Nino Cartabellotta &ndash; la Fondazione GIMBE ribadisce con fermezza l&rsquo;urgente necessit&agrave; di rimettere la sanit&agrave; al centro dall&rsquo;agenda politica, perch&eacute; il diritto costituzionale alla tutela della salute non pu&ograve; essere ostaggio dell&rsquo;avvicendamento dei Governi. In una fase di grave crisi internazionale, che impone alla politica sfide estremamente ardue, occorre tenere i riflettori accesi sul rischio concreto di perdere, lentamente ma inesorabilmente, un modello di servizio sanitario pubblico, equo e universalistico, conquista sociale irrinunciabile per l&rsquo;eguaglianza e la dignit&agrave; di tutte le persone; e, senza una chiara visione sul futuro della sanit&agrave; pubblica, di mancare la straordinaria opportunit&agrave; offerta dal PNRR per rilanciare il SSN&raquo;.</p> <p><strong>LO STATO DI SALUTE DEL SSN</strong></p> <p>Le analisi indipendenti condotte nell&rsquo;ambito della campagna <a href="https://www.salviamo-ssn.it/">#SalviamoSSN</a> da quasi dieci anni documentano costantemente la grave crisi di sostenibilit&agrave; del SSN. &laquo;Ben prima dello scoppio della pandemia &ndash; ricorda il Presidente &ndash; la Fondazione GIMBE aveva rappresentato il SSN come un paziente cronico affetto da varie patologie che ne compromettevano lo stato di salute&raquo;: l&rsquo;imponente definanziamento pubblico di circa &euro; 37 miliardi nel decennio 2010-2019; l&rsquo;incompiuta del DPCM sui nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che aveva ampliato prestazioni e servizi a carico del SSN senza la necessaria copertura finanziaria; gli sprechi e le inefficienze a livello politico, organizzativo, professionale; l&rsquo;espansione incontrollata dell&rsquo;intermediazione assicurativo-finanziaria. &laquo;Un grave stato di salute &ndash; aggiunge Cartabellotta &ndash; ulteriormente compromesso da due &ldquo;fattori ambientali&rdquo; che rendevano poco salubre l&rsquo;habitat del SSN: da un lato la non sempre leale collaborazione Stato-Regioni, dall&rsquo;altro le aspettative spesso irrealistiche di cittadini e pazienti&raquo;.</p> <p>In questo contesto la pandemia COVID-19 ha confermato il cagionevole stato di salute del SSN, facendo emergere soprattutto l&rsquo;imponente depauperamento del personale sanitario e la fragilit&agrave; dell&rsquo;assistenza territoriale, oltre che l&rsquo;incapacit&agrave; di attuare un&rsquo;unica catena di comando. &laquo;Tuttavia se nel pieno dell&rsquo;emergenza tutte le forze politiche convergevano sulla necessit&agrave; di potenziare e rilanciare il SSN &ndash; chiosa il Presidente &ndash; progressivamente la sanit&agrave; &egrave; stata nuovamente messa all&rsquo;angolo, come emerge anche dalla recente <a href="https://www.salviamo-ssn.it/attivita/osservatorio/report-elezioni-2022">analisi GIMBE sui programmi elettorali</a>&raquo;.</p> <p>Il 5&deg; Rapporto GIMBE dimostra che, di fatto, patologie e fattori ambientali che condizionavano lo stato di salute del SSN nell&rsquo;era pre-COVID sono rimasti sostanzialmente irrisolti, fatta eccezione per il netto rilancio del finanziamento pubblico, che l&rsquo;emergenza sanitaria ha al tempo stesso imposto ed eroso. &laquo;Peraltro, se oggi la pandemia non ha ancora mollato la presa &ndash; precisa Cartabellotta &ndash; presenta gi&agrave; il conto dei suoi effetti a medio-lungo termine&raquo;: dal ritardo nell&rsquo;erogazione di prestazioni chirurgiche, ambulatoriali e di screening che hanno ulteriormente allungato le liste di attesa, all&rsquo;impatto sul SSN di nuovi bisogni di salute, in particolare long-COVID e salute mentale. Ma soprattutto l&rsquo;ulteriore indebolimento del personale sanitario: pensionamenti anticipati, burnout e demotivazione, licenziamenti volontari e fuga verso il privato lasciano sempre pi&ugrave; scoperti settori chiave del SSN, in particolare i Pronto Soccorso, e deserti i numerosi concorsi. Per far fronte alla domanda di personale si ricorre cos&igrave; ad insolite modalit&agrave;: cooperative di servizi, reclutamento di medici in pensione e chiamate di medici dall&rsquo;estero. &laquo;Considerato che i consistenti investimenti per nuovi specialisti e medici di famiglia daranno i loro frutti non prima rispettivamente di 5 e 3 anni &ndash; spiega il Presidente &ndash; il nodo del personale sanitario &egrave; entrato nella sua fase pi&ugrave; critica che richiede soluzioni straordinarie in tempi brevi&raquo;.</p> <p><strong>LE PRIORIT&Agrave; POLITICHE PER IL NUOVO ESECUTIVO</strong></p> <p>A fronte delle rilevanti criticit&agrave; del SSN, il Rapporto punta i riflettori sull&rsquo;irripetibile occasione di svolta: oggi infatti le sfide della transizione digitale e dell&rsquo;approccio <em>One Health </em>incrociano la fine della stagione dei tagli e, soprattutto, le grandi opportunit&agrave; offerte dal PNRR, un &ldquo;prezioso organo da trapiantare in un paziente con malattie multiple&rdquo;. &laquo;Al fine di centrare i due obiettivi chiave della Missione 6 &ndash; spiega il Presidente &ndash; ovvero ridurre le diseguaglianze regionali ed ottenere il massimo ritorno di salute dalle risorse investite, &egrave; necessario predisporre le adeguate contromisure per fronteggiare le criticit&agrave; che ostacolano l&rsquo;attuazione del PNRR&raquo;. Criticit&agrave; di implementazione che riguardano vari ambiti:&nbsp; differenze regionali (modelli organizzativi e performance dell&rsquo;assistenza territoriale, attuazione del fascicolo sanitario elettronico), carenza di personale, eterogeneit&agrave; delle modalit&agrave; contrattuali vigenti sul territorio, scarsa attitudine alla collaborazione inter-professionale, offerta del privato accreditato, analfabetismo digitale di professionisti sanitari e cittadini, tempi di attuazione della legge delega sugli appalti pubblici, carico amministrativo di Regioni e Aziende sanitarie, aumento dei costi delle materie prime e, soprattutto, dell&rsquo;energia.</p> <p>&laquo;Considerato che dal programma della coalizione di centro-destra, dove convivono anime nazionaliste e spinte regionaliste, emergono solo proposte frammentate senza alcun piano di rilancio del SSN &ndash; precisa Cartabellotta &ndash; il Rapporto si concentra sulle tematiche politiche il cui indirizzo &egrave; fondamentale per determinare il destino del SSN&raquo;.</p> <ul> <li><strong>Finanziamento pubblico</strong>. Rispetto agli &euro; 8,2 miliardi del decennio 2010-2019, dal 2020 ad oggi &egrave; passato da &euro; 113.810 miliardi a &euro; 124.960 miliardi, un aumento di ben &euro; 11,2 miliardi di cui &euro; 5,3 miliardi assegnati con decreti COVID-19 (figura 1). &laquo;Se formalmente la stagione dei tagli alla sanit&agrave; pu&ograve; ritenersi conclusa &ndash; precisa Cartabellotta &ndash; &egrave; evidente che il netto rilancio del finanziamento pubblico &egrave; stato imposto dall&rsquo;emergenza pandemica e non dalla volont&agrave; politica di rafforzare in maniera strutturale il SSN&raquo;. Una mancata intenzione confermata dalle previsioni del DEF 2022 e della NaDEF 2022 che nel triennio 2023-2025 prevedono una riduzione della spesa sanitaria media del&rsquo;1,13% per anno e un rapporto spesa sanitaria/PIL che nel 2025 precipita al 6,1%, ben al di sotto dei livelli pre-pandemia. Nonostante le maggiori risorse investite, il confronto internazionale restituisce risultati simili a quelli dell&rsquo;era pre-COVID: nel 2021 la spesa sanitaria totale in Italia &egrave; sostanzialmente pari alla media OCSE in termini di percentuale di PIL (9,5% vs 9,6%), ma inferiore come spesa pro-capite ($4.038 vs $ 4.435). Soprattutto, la spesa pubblica pro-capite nel nostro Paese &egrave; ben al di sotto della media OCSE ($ 3.052 vs $ 3.488) e in Europa ci collochiamo al 16&deg; posto: ben 15 Paesi investono di pi&ugrave; in sanit&agrave;, con un gap dai $ 285 della Repubblica Ceca ai $ 3.299 della Germania (figura 2). &laquo;Francamente impietoso &ndash; commenta il Presidente &ndash; il confronto con i paesi del G7 sulla spesa pubblica: dal 2008 siamo fanalino di coda con gap sempre pi&ugrave; ampi e oggi divenuti incolmabili (figura 3)&raquo;.</li> <li><strong>Livelli Essenziali di Assistenza</strong>. Il Rapporto affronta le criticit&agrave; relative ad aggiornamento, esigibilit&agrave; e monitoraggio dei LEA. Innanzitutto non si &egrave; mai concretizzato il loro aggiornamento continuo per mantenere allineate le prestazioni all&rsquo;evoluzione delle conoscenze scientifiche; in secondo luogo, le nuove prestazioni di specialistica ambulatoriale e protesica non sono esigibili su tutto il territorio nazionale perch&eacute; il cd. &ldquo;Decreto Tariffe&rdquo; non &egrave; mai stato approvato per carenza di risorse economiche; infine il Nuovo Sistema di Garanzia, la nuova &ldquo;pagella&rdquo; con cui lo Stato dar&agrave; i &ldquo;voti&rdquo; alle Regioni, non &egrave; affatto uno specchio fedele per valutare la qualit&agrave; dell&rsquo;assistenza. &laquo;A quasi sei anni dal DPCM che ha istituito i &ldquo;nuovi LEA&rdquo; &ndash; precisa Cartabellotta &ndash; le diseguaglianze regionali, in termini di esigibilit&agrave; di prestazioni e servizi a carico del SSN, non dipendono solo dalle capacit&agrave; di erogazione delle Regioni, ma affondano nell&rsquo;impianto istituzionale di aggiornamento e verifica dei LEA. Un impianto che richiede una profonda revisione di responsabilit&agrave;, metodi e strumenti, perch&eacute; l&rsquo;esigibilit&agrave; di servizi e prestazioni sanitarie in tutto il territorio nazionale non rimanga solo sulla carta&raquo;.</li> <li><strong>Regionalismo differenziato</strong>. Il Rapporto analizza in dettaglio le maggiori autonomie richieste in sanit&agrave; da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Se alcune oggi rappresenterebbero uno strumento per fronteggiare la grave carenza di personale sanitario da estendere in tutto il Paese, altre rischiano di sovvertire totalmente gli strumenti di governance nazionale, altre ancora risultano francamente &ldquo;eversive&rdquo;. &laquo;La Fondazione GIMBE invita il nuovo Esecutivo a maneggiare con cura il regionalismo differenziato in sanit&agrave; &ndash; puntualizza Cartabellotta &ndash; perch&eacute; l&rsquo;attuazione <em>tout court</em> delle maggiori autonomie richieste non potr&agrave; che esasperare le diseguaglianze regionali, ampliando il divario tra Nord e Sud del Paese&raquo;.</li> </ul> <p>&nbsp;</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/figura1_cs5rapporto_gimbe.png" style="width:60%" /></p> <p>&nbsp;</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/figura2_cs5rapporto_gimbe.png" style="width:60%" /></p> <p>&nbsp;</p> <p><img alt="" src="https://www.gimbe.org/download/figura3_cs5rapporto_gimbe.png" style="width:60%" /></p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>IL PIANO DI RILANCIO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE</strong></p> <p>La Fondazione GIMBE ha da sempre ribadito che, se da un lato non esiste un piano occulto di smantellamento e privatizzazione del SSN, dall&rsquo;altro manca un esplicito programma politico per il suo salvataggio. Al fine di orientare le decisioni politiche nella nuova Legislatura, il Rapporto contiene &laquo;un piano &ndash; spiega Cartabellotta &ndash; finalizzato non a una manutenzione ordinaria per una stentata sopravvivenza del SSN, ma all&rsquo;attuazione di riforme e innovazioni di rottura per il rilancio definitivo di un pilastro fondante della nostra democrazia&raquo;.</p> <ul> <li><strong>LA SALUTE IN TUTTE LE POLITICHE</strong><strong>. &nbsp;</strong>Mettere la salute al centro di tutte le decisioni politiche non solo sanitarie, ma anche ambientali, industriali, sociali, economiche e fiscali (<em>health in all).</em></li> <li><strong>APPROCCIO <em>ONE HEALTH</em></strong><strong>.</strong> Attuare un approccio integrato alla gestione della salute, perch&eacute; la salute dell&rsquo;uomo, degli animali, delle piante e dell&rsquo;ambiente, ecosistemi inclusi, sono strettamente interdipendenti.</li> <li><strong>GOVERNANCE STATO-REGIONI</strong><strong>. </strong>Rafforzare le capacit&agrave; di indirizzo e verifica dello Stato sulle Regioni, nel rispetto delle loro autonomie, per ridurre diseguaglianze, iniquit&agrave; e sprechi.</li> <li><strong>FINANZIAMENTO PUBBLICO. </strong>Rilanciare il finanziamento pubblico per la sanit&agrave; in maniera consistente e stabile, al fine di allinearlo alla media dei paesi europei.</li> <li><strong>LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA.</strong> Garantire l&rsquo;uniforme esigibilit&agrave; dei LEA in tutto il territorio nazionale, il loro aggiornamento continuo e rigoroso monitoraggio, al fine di ridurre le diseguaglianze e rendere rapidamente accessibili le innovazioni.</li> <li><strong>PROGRAMMAZIONE, ORGANIZZAZIONE E INTEGRAZIONE DEI SERVIZI SANITARI E SOCIO-SANITARI.</strong> Programmare l&rsquo;offerta di servizi sanitari in relazione ai bisogni di salute della popolazione e renderla disponibile tramite reti integrate che condividono percorsi assistenziali, tecnologie e risorse umane, al fine di superare la dicotomia ospedale-territorio e quella tra assistenza sanitaria e sociale.</li> <li><strong>PERSONALE SANITARIO. </strong>Rilanciare le politiche sul capitale umano in sanit&agrave;: investire sul personale sanitario, programmare adeguatamente il fabbisogno di medici, specialisti e altri professionisti sanitari, riformare i processi di formazione e valutazione delle competenze, al fine di valorizzare e motivare la colonna portante del SSN.</li> <li><strong>SPRECHI E INEFFICIENZE.</strong> Ridurre gli sprechi e le inefficienze che si annidano a livello politico, organizzativo e professionale, al fine di reinvestire le risorse recuperate in servizi essenziali e vere innovazioni, aumentando il <em>value</em> della spesa sanitaria.</li> <li><strong>RAPPORTO PUBBLICO-PRIVATO.</strong> Disciplinare l&rsquo;integrazione pubblico-privato secondo i reali bisogni di salute della popolazione e regolamentare la libera professione per evitare diseguaglianze e iniquit&agrave; di accesso.&nbsp;</li> <li><strong>SANIT&Agrave; INTEGRATIVA</strong><strong>.</strong> Avviare un riordino legislativo della sanit&agrave; integrativa al fine di arginare fenomeni di privatizzazione, aumento delle diseguaglianze, derive consumistiche ed erosione di risorse pubbliche.</li> <li><strong>TICKET E DETRAZIONI FISCALI.</strong> Rimodulare ticket e detrazioni fiscali per le spese sanitarie, secondo princ&igrave;pi di equit&agrave; sociale e prove di efficacia di farmaci e prestazioni, al fine di evitare sprechi di denaro pubblico e ridurre il consumismo sanitario.</li> <li><strong>TRANSIZIONE DIGITALE. </strong>Diffondere la cultura digitale e promuovere le competenze tecniche tra professionisti sanitari e cittadini, al fine di massimizzare le potenzialit&agrave; delle tecnologie digitali e di migliorare accessibilit&agrave; ed efficienza in sanit&agrave; e minimizzare le diseguaglianze.</li> <li><strong>INFORMAZIONE AI CITTADINI.</strong> Potenziare l&rsquo;informazione istituzionale basata sulle migliori evidenze scientifiche, al fine di promuovere sani stili di vita, ridurre il consumismo sanitario, aumentare l&rsquo;alfabetizzazione sanitaria della popolazione, contrastare le fake news e favorire decisioni informate sulla salute.</li> <li><strong>RICERCA SANITARIA.</strong> Destinare alla ricerca clinica indipendente e alla ricerca sui servizi sanitari un importo pari ad almeno il 2% del fabbisogno sanitario nazionale standard, al fine di produrre evidenze scientifiche per informare scelte e investimenti del SSN.</li> </ul> <p>&nbsp;</p> <p>&laquo;A fronte di criticit&agrave; globali quali crisi economica ed energetica, cambiamenti climatici e pandemia &ndash; conclude Cartabellotta &ndash; la politica deve saper cogliere le grandi opportunit&agrave; per rilanciare il SSN: fine della stagione dei tagli alla sanit&agrave;, PNRR, transizione digitale, approccio <em>One Health</em>. Un rilancio che il nostro Paese merita e che, con la collaborazione di tutti gli stakeholder, &egrave; in grado di realizzare per garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute a tutte le persone. Un diritto fondamentale che, silenziosamente, si sta trasformando in un privilegio per pochi, lasciando indietro le persone pi&ugrave; fragili e svantaggiate. Perch&eacute; se la Costituzione tutela la salute di tutti, la sanit&agrave; deve essere per tutti&raquo;.</p> <p>La versione integrale del 5&deg; Rapporto GIMBE &egrave; disponibile a: <a href="https://salviamo-ssn.it/var/contenuti/5_Rapporto_GIMBE_SSN.pdf" target="_blank">www.salviamo-ssn.it/5-rapporto</a> &nbsp;</p>
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