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16 giugno 2022
Coronavirus: si inverte la curva, in 7 giorni netto rialzo dei contagi (+32,1%). Su anche i decessi (+6,1%). Lieve calo dei ricoveri ordinari (-3,3%), scendono le terapie intensive (-16,4%). Terze dosi: quasi 5,4 milioni le persone scoperte. Quarte dosi: copertura al 38,2% per gli immunocompromessi e al 18,1% per gli altri fragili. Prudente continuare ad indossare la mascherina nei locali al chiuso

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 8-14 GIUGNO, UN AUMENTO DEI NUOVI CASI (160.751) IN QUASI TUTTE LE REGIONI ITALIANE VEROSIMILMENTE TRAINATO DALLA SOTTO-VARIANTE OMICRON BA.5. IN 99 PROVINCE SI REGISTRA UN INCREMENTO PERCENTUALE DEI NUOVI CASI, CON CAGLIARI CHE REGISTRAUN’INCIDENZA SUPERIORE AI 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI,MA SALE IL NUMERO DI INGRESSI GIORNALIERI IN TERAPIA INTENSIVA. AUMENTANO I DECESSI (416). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,6% DELLA PLATEA). SONO 6,86 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,84 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,03 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 2,6 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DALL’8,2% DELLA CALABRIA AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 5,1% DELLA CALABRIA AL 38,6% DEL PIEMONTE). NECESSARIO POTENZIARE LA FREQUENZA DEL SEQUENZIAMENTO VIRALE E LA CAMPAGNA VACCINALE, ORMAI IN STALLO, IN TUTTE LE PERSONE A RISCHIO DI MALATTIA GRAVE.

16 giugno 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 8-14 giugno 2022, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (160.751 vs 121.726) (figura 1) e decessi (416 vs 392) (figura 2). In calo i casi attualmente positivi (603.882 vs 628.977), le persone in isolamento domiciliare (599.500 vs 624.416), i ricoveri con sintomi (4.199 vs 4.342) e le terapie intensive (183 vs 219) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 416 (+6,1%), di cui 61 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -36 (-16,4%)
  • Ricoverati con sintomi: -143 (-3,3%)
  • Isolamento domiciliare: -24.916 (-4%)
  • Nuovi casi: 160.751 (+32,1%)
  • Casi attualmente positivi: -25.095 (-4%)

Nuovi casi. «Inverte la tendenza la curva dei nuovi casi settimanali(+32,1% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano intorno a 160 milacon una media mobile a 7 giorni che sfiora quota 23mila casi giornalieri»(figura 4). Nella settimana 8-14 giugno l’incremento percentuale dei nuovi casi si registra in tutte le Regioni ad eccezione della Calabria: dal +17,4% della Basilicata al +91,5% della Provincia Autonoma di Bolzano(tabella 1).Rispetto alla settimana precedente, in 8 Province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -1,3% di Asti al -36,3% di Reggio di Calabria); salgono da 22 a99 le Province in cui si rileva un aumento(dal +1,3% di Trapani al +104,1% di Pordenone). Solo la Provincia di Cagliari registra un’incidenzasuperiore ai 500 casi per 100.000 abitanti (532)(tabella 2).

Nuove varianti. L’ultimo report dell’European Centre for DiseasePrevention Control(ECDC), pubblicato lo scorso 13 giugno, conferma che BA.4 e BA.5 hanno una maggiore trasmissibilità rispetto a BA.2 e una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria da vaccino e da pregressa infezione, aumentando la probabilità di reinfezione. «L’ECDC – spiega Cartabellotta – ha ribadito che le nuove sub-varianti non sembrano determinare una maggior severità di malattia rispetto a BA.1 e BA.2. Di conseguenza, l’eventuale impatto sui ricoveri ospedalieri dipende sia dall’entità nell’aumento dei casi, sia dai tassi dicopertura vaccinale con tre dosi, o con quattro nelle persone vulnerabili».  Ad oggi, i dati ufficiali sulla prevalenza della variante BA.5 in Italia risalgono alla flash survey pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui campioni notificati il 3 maggio 2022, mentre non sono ancora disponibili i risultati di quella condotta sui campioni notificati il 7 giugno 2022. «In questo contesto di incertezza e in continua evoluzione – spiega Cartabellotta – è indispensabilepotenziare il sequenziamento aumentando la frequenza delle flash survey, almeno ogni due settimane, e disporre dei risultati in tempi più rapidi».

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-5 giugno 2022 sono state registrate in Italia oltre 519 mila reinfezioni, pari al 4% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 2-8giugnosi è attestata al 6,3% (n. 10.193 reinfezioni).

Testing. Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+8,5%): da 1.065.110 della settimana 1-7 giugno a 1.155.381 della settimana 8-14 giugno. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 9,6% (+75.774), mentre quelli molecolari del 5,3% (+14.497) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività aumenta dal 5,5% al 6,9% per i tamponi molecolari e dal 14% al 16,3% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degliospedali– afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE –prosegue il calo del numerodei posti letto occupati da pazienti COVID sia in terapia intensiva (-16,4%)che in area medica (-3,3%)». In dettaglio,i posti letto occupati al 7 giugnosono183in area critica e 4.199in area medica (figura 7). Al 14 giugnoil tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del6,5% in area medica (dal 3% del Veneto al 16,1% della Calabria) e del2% in area critica (dallo 0% dell’Umbria al 7,7% della Valle D’Aosta)(figura 8).«In lieve aumento gli ingressi giornalieri in terapia intensiva– puntualizza Mosti– conuna media mobile a 7 giorni di 20ingressi/die rispetto ai 15 della settimana precedente» (figura9).

Decessi. Invertono la tendenza idecessi: 416 negli ultimi 7 giorni (di cui 61 riferiti a periodi precedenti), con una media di 59 al giorno in lieve aumento rispetto ai 56 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 15 giugno (aggiornamento ore 06.16) l’88,1% della platea (n. 50.793.615) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+4.388 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.914.497) ha completato il ciclo vaccinale (+6.789 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati.Premesso che in termini assoluti i numeri sono esigui, nella settimana 8-14 giugno risalgono i nuovi vaccinati: 3.211 rispetto ai 2.510 della settimana precedente (+27,9%). Di questi il 37,8% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.213, con un incremento del 29,7% rispetto alla settimana precedente. Cresce tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 861 (+34,3% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 15 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono 6,86 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,01 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4,1% della Provincia Autonoma diTrento al 10,1% della Calabria;
  • 2,84 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,9% della platea con nette differenze regionali: dal 3% del Molise al 10% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 15 giugno (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.582.410 dosi: 1.394.473 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.271.132 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,1% con nette differenze regionali: dal 20,8% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 15 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 39.677.017 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 6.402 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,2% con nette differenze regionali: dal 77,5% della Sicilia all’87,2% della Valle D’Aosta. Sono 8,03 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 5,39 milioni possono riceverla subito, pari all’11,3% della platea con nette differenze regionali: dal 7,7% dell’Abruzzo al 16,4% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 2,63 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 5,5% della platea con nette differenze regionali: dal 2,6% della Valle D’Aosta all’8,6% dell’Abruzzo.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 41,7% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 45,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 55,9% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 69,7% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 70,8% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’86,8% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 15,3-56,5%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +28,8% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +10,1%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 23,3-79% per ricoveri ordinari; del 33,3-83,4% per le terapie intensive) e decesso (del 39,7-92,2%) (figura 16).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 15 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 302.685 quarte dosi, con una media mobile di 2.205 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 1.909 della scorsa settimana (+15,5%) (figura 17). In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 38,2% con nette differenze regionali: dall’8,2% della Calabria al 100% del Piemonte (figura 18).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA. Al 15 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 802.311 quarte dosi, con una media mobile di 6.571 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 5.664 della scorsa settimana (+16%) (figura 19). In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 18,1% con nette differenze regionali: dal 5,1% della Calabria al 38,6% del Piemonte (figura 20).

«L’inversione di tendenza dei nuovi casi settimanali – conclude Cartabellotta –conferma la netta ripresa della circolazione virale in tutto il Paese verosimilmente dovuta alladiffusione della sotto-variante Omicron BA.5. Se da un lato questo aumento dei casi non sembra,al momento, configurare l’inizio di una nuova ondata, dall’altro il contesto epidemiologico invita alla cautela per varie ragioni: oltre 600 mila positivi, largamente sottostimati, incertezze sulla prevalenza della variante BA.5 nel nostro Paese e sul reale impatto nell’aumento dei casi nelle prossime settimane, basso numero di anziani e fragili coperti con la quarta dose. In particolare, indipendentemente da obblighi e raccomandazioni, è prudente continuare ad indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati. Dal canto loro le Istituzioni devono aumentare la frequenza del sequenziamento virale e potenziare la campagna vaccinale, ormai in stallo, in tutte le persone a rischio di malattia grave. In particolare, aumentando l’adesione alla terza dose negli over 50 e alla quarta dose in tutte le persone vulnerabili incluse nella platea».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org

 


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9 giugno 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana frena la discesa nazionale dei nuovi casi (-7,8%), che salgono in 22 Province. Giù terapie intensive (-11,7%), ricoveri ordinari (-15,2%) e decessi (-28,3%). Crollano le quarte dosi: -55,8% per immunocompromessi e -56,2% e per altri fragili. Variante BA.5: necessario potenziare il sequenziamento. Mascherine ai seggi per evitare focolai e proteggere anziani e fragili nell’esercizio dei loro diritti

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 1-7 GIUGNO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (121.726) IN QUASI TUTTE LE REGIONI ITALIANE. IN 22 PROVINCE SI REGISTRA UN INCREMENTO PERCENTUALE DEI NUOVI CASI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (392). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,6% DELLA PLATEA). SONO 6,86 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,86 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,07 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI QUASI 3 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. INGIUSTIFICABILI DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 7,7% DELLA CALABRIA AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 4,7% DELLA CALABRIA AL 37,2% DEL PIEMONTE). CON QUASI 629 MILA POSITIVI E LE INCERTEZZE SULLA VARIANTE BA.5 SEMPRE PRUDENTE INDOSSARE LA MASCHERINA IN TUTTI I LUOGHI AL CHIUSO.

9 giugno 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 1-7 giugno 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (121.726 vs 131.977) (figura 1) e dei decessi (392 vs 547) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (628.977 vs 679.394), le persone in isolamento domiciliare (624.416 vs 674.025), i ricoveri con sintomi (4.342 vs 5.121) e le terapie intensive (219 vs 248) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 392 (-28,3%), di cui 49 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -29 (-11,7%)
  • Ricoverati con sintomi: -779 (-15,2%)
  • Isolamento domiciliare: -49.609 (-7,4%)
  • Nuovi casi: 121.726 (-7,8%)
  • Casi attualmente positivi: -50.417 (-7,4%)

Nuovi casi. «Frena la discesa dei nuovi casi settimanali (-7,8% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano intorno a quota 122 mila con una media mobile a 7 giorni di poco superiore ai 17 mila casi giornalieri con una curva in fase di plateau e condizionata dal netto calo dell’attività di testing nel lungo ponte del weekend scorso (-17,7% tamponi totali)» (figura 4). Nella settimana 1-7 giugno si rileva un lieve incremento percentuale dei nuovi casi in Veneto (+1%) e Friuli-Venezia Giulia (+1,6%) e una riduzione in tutte le altre Regioni: dal -3% della Sicilia al -32,8% della Valle D’Aosta (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 85 Province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -0,3% di Parma al -35,2% di Aosta); salgono da 2 a 22 le Province in cui si rileva un aumento (dal +0,4% di Messina, Padova e Roma al +20,2% di Enna), in 7 casi superiore al 10%. In nessuna Provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti, attestandosi tra gli 86 casi per 100.000 abitanti di Bergamo e i 374 di Cagliari (tabella 2).

Nuove varianti. Il “caso Portogallo” ha destato una certa preoccupazione in Europa: in questo Paese il numero dei nuovi casi è salito da meno di 9 mila casi al giorno a oltre 29 mila in poco più di un mese, parallelamente all’aumentata prevalenza della variante BA.5 che il 20 maggio ha raggiunto il 37%, rispetto al 18,5% di due settimane. Nel nostro Paese, l’ultima flash survey dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), effettuata sui campioni notificati il 3 maggio 2022, documenta una netta prevalenza della sotto-variante Omicron BA.2 (93,8% - range 65,6-100%) che in quel momento aveva quasi completamente soppiantato la BA.1 (3,52% - range 0-12,9%). Le nuove sotto-varianti BA.4 e BA.5 si attestavano invece rispettivamente allo 0,47% (range 0-4%) e allo 0,41% (range 0-5,6%). Secondo quanto comunicato dalla Circolare del Ministero della Salute del 1 giugno, sarà a breve pubblicata una nuova flash survey condotta sui campioni notificati il 7 giugno 2022. «In questo contesto in costante e rapida evoluzione – spiega Cartabellotta – è fondamentale potenziare il sequenziamento aumentando la frequenza delle flash survey, almeno ogni due settimane, soprattutto quando le autorità internazionali segnalano nuove varianti di preoccupazione». Allo stato attuale delle conoscenze BA.4 e BA.5 hanno una trasmissibilità del 12-13% superiore rispetto a BA.2 e una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria – sia da vaccino che da pregressa infezione – aumentando la probabilità di reinfezione e determinando una maggiore resistenza agli anticorpi monoclonali. Queste caratteristiche hanno indotto lo scorso 13 maggio l’European Centre for Disease Prevention Control (ECDC) a classificare BA.4 e BA.5 come “varianti di preoccupazione”. «Secondo l’ECDC – spiega Cartabellotta – le nuove sub-varianti non sembrano determinare una maggior gravità della malattia, ma se nelle prossime settimane/mesi il numero di casi dovesse aumentare in maniera rilevante l’impatto sui ricoveri ospedalieri potrebbe non essere trascurabile».

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-31 maggio 2022 sono state registrate in Italia oltre 509 mila reinfezioni, pari al 3,9% del totale dei casi. La loro incidenza settimanale, dopo un periodo di continua crescita, nella settimana 26 maggio-1° giugno ha segnato una flessione attestandosi al 5,9% (n. 7.371 reinfezioni) rispetto al 6,5% della settimana precedente.

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-17,7%): da 1.293.472 della settimana 25-31 maggio a 1.065.110 della settimana 1-7 giugno. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 17,6% (-169.080), mentre quelli molecolari del 17,8% (-59.282) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività è sostanzialmente stabile per i tamponi molecolari (dal 5,4% al 5,5%), mentre segna un netto aumento per gli antigenici rapidi (dall’11,9% al 14%) (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – prosegue il calo del numero dei posti letto occupati da pazienti COVID sia in terapia intensiva (-11,7%) che in area medica (-15,2%)». In dettaglio, i posti letto occupati al 7 giugno sono 219 in area critica e 4.342 in area medica (figura 7). Al 7 giugno il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 6,7% in area medica (dal 3,5% del Veneto al 16% della Calabria) e del 2,4% in area critica (dallo 0% di Basilicata e Valle D’Aosta al 5,1% del Molise) (figura 8). «Continuano a diminuire gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 15 ingressi/die rispetto ai 20 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Calano ulteriormente i decessi: 392 negli ultimi 7 giorni (di cui 49 riferiti a periodi precedenti), con una media di 56 al giorno rispetto ai 78 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. All’8 giugno (aggiornamento ore 06.25) l’88,1% della platea (n. 50.789.227) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+3.100 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.907.708) ha completato il ciclo vaccinale (+5.767 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 1-7 giugno si riduce ulteriormente il numero di nuovi vaccinati: 2.464 rispetto ai 4.074 della settimana precedente (-39,5%). Di questi il 37,9% è rappresentato dalla fascia 5-11 anni: 935, con una riduzione del 41,2% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 613 (-38,8% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. All’8 giugno (aggiornamento ore 06.25) sono 6,86 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4 milioni attualmente vaccinabili, pari al 6,9% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,86 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 5% della platea con nette differenze regionali: dal 3% del Molise al 10,3% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. All’8 giugno (aggiornamento ore 06.25) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.579.941 dosi: 1.393.234 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.268.992 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,1% con nette differenze regionali: dal 20,7% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. All’8 giugno (aggiornamento ore 06.25) sono state somministrate 39.630.625 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 5.044 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,1% con nette differenze regionali: dal 77,4% della Sicilia all’87,1% della Valle D’Aosta. Sono 8,07 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 5,11 milioni possono riceverla subito, pari al 10,7% della platea con nette differenze regionali: dal 6,6% dell’Abruzzo al 15,5% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 2,96 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 6,2% della platea con nette differenze regionali: dal 3,1% della Valle D’Aosta al 9,8% dell’Abruzzo.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 42,2% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 45,7% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 56,3% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 70% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 70,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’87,1% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 13-53,8%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +31,6% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +11,6%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 21-78,1% per ricoveri ordinari; del 55-100% per le terapie intensive) e decesso (del 39,3-84,8%) (figura 16).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. All’8 giugno (aggiornamento ore 06.25) sono state somministrate 286.139 quarte dosi, con una media mobile di 1.837 somministrazioni al giorno, in netto calo rispetto alle 4.154 della scorsa settimana (-55,8%) (figura 17). In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 36,2% con nette differenze regionali: dal 7,7% della Calabria al 100% del Piemonte (figura 18).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  All’8 giugno (aggiornamento ore 06.25) sono state somministrate 752.483 quarte dosi, con una media mobile di 5.409 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 12.350 della scorsa settimana (-56,2%) (figura 18). In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 17% con nette differenze regionali: dal 4,7% della Calabria al 37,2% del Piemonte (figura 20).

«La frenata nella discesa dei nuovi casi settimanali – conclude Cartabellotta – e la netta riduzione del numero dei tamponi parallela all’aumento del tasso di positività sono “spie rosse” confermate dalla ripresa della circolazione virale in alcune Province, verosimilmente spinta dalla sotto-variante Omicron BA.5. In un contesto epidemiologico che conta ancora oltre 600 mila positivi (numero peraltro largamente sottostimato), tenendo conto delle incertezze sulla prevalenza della variante BA.5 oltre che del basso numero di anziani e fragili coperti con la quarta dose, è prudente continuare ad indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati, indipendentemente dalla decisione del Governo di prolungarne l’uso sui mezzi di trasporto. In questa direzione va la forte raccomandazione all’uso della mascherina prevista in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie: è fondamentale ridurre al minimo la probabilità di focolai nei seggi, oltre che innalzare il livello di protezione per anziani e fragili, che devono avere la possibilità di esercitare il loro imprescindibile diritto di voto in condizioni di massima sicurezza».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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2 giugno 2022
Coronavirus: negli ultimi sette giorni discesa stabile di contagi (-23,7%), terapie intensive (-13,3%), ricoveri ordinari (-17,9%) e decessi (-16,6%). Campagna vaccinale rimane al palo: 4 milioni di persone non vaccinate e 4,6 milioni senza terza dose. Quarta dose: precipitano le somministrazioni per immunocompromessi (-19,3%) e altri fragili (-17,5%)

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 25-31 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (131.977) IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE. SOLO IN 2 PROVINCE SI REGISTRA UN INCREMENTO PERCENTUALE DEI NUOVI CASI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (547). SOSTANZIALMENTE FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,6% DELLA PLATEA). SONO 6,86 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,87 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,11 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 3,5 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. INGIUSTIFICABILI DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 7,3% DELLA CALABRIA AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 4,4% DELLA CALABRIA AL 30,5% DEL PIEMONTE).

2 giugno 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 25-31 maggio 2022, rispetto alla precedente, un’ulteriore diminuzione di nuovi casi (131.977 vs 172.883) (figura 1) e decessi (547 vs 656) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (679.394 vs 810.021), le persone in isolamento domiciliare (674.025 vs 803.495), i ricoveri con sintomi (5.121 vs 6.240) e le terapie intensive (248 vs 286) (figura 3). I dati della settimana precedente differiscono da quelli riportati sul comunicato stampa del 26 maggio 2022 a seguito di rettifiche da parte della Regione Emilia-Romagna. In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 547 (-16,6%), di cui 35 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -38 (-13,3%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.119 (-17,9%)
  • Isolamento domiciliare: -129.470 (-16,1%)
  • Nuovi casi: 131.977 (-23,7%)
  • Casi attualmente positivi: -130.627 (-16,1%)

Nuovi casi. «I nuovi casi settimanali – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE –continuano a scendere (-23,7% rispetto alla settimana precedente) attestandosi intorno a quota 132 mila con una media mobile a 7 giorni di poco inferiore ai 19 mila casi giornalieri» (figura 4). Nella settimana 25-31 maggio si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni: dal
-7,6% del Lazio al -41,4% del Molise (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 105 Province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -2,5% di Roma al -47,3% di Isernia), solo in 2 un incremento (Catania +9,9% e Viterbo +13,5%). In nessuna Provincia l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti, attestandosi tra i 102 casi per 100.000 abitanti di Bergamo e i 430 di Oristano (tabella 2).

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-25 maggio 2022 sono state registrate in Italia oltre 500 mila reinfezioni, pari al 3,9% del totale dei casi. La loro incidenza settimanale continua a crescere e, nella settimana 19-25 maggio, ha raggiunto il 6,5% (n. 12.615 reinfezioni). «L’avvento di Omicron a inizio dicembre 2021 – spiega Cartabellotta – ha portato le reinfezioni dall’1% al 3%: successivamente le sue sotto-varianti, capaci di evadere la risposta immunitaria, unitamente al declino dell’efficacia vaccinale sul contagio, hanno più che raddoppiato il tasso di reinfezioni che ora è al 6,5%».

Testing. Si registra un ulteriore calo del numero dei tamponi totali (-15%): da 1.521.091 della settimana 18-24 maggio a 1.293.472 della settimana 25-31 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 15,8% (-179.715), mentre quelli molecolari del 12,6% (-47.904) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività si riduce sia per i tamponi molecolari (dal 6,2% al 5,4%) che per gli antigenici rapidi (dal 13,1% all’11,9%) (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – prosegue il calo del numero dei posti letto occupati da pazienti COVID sia in terapia intensiva (-13,3%) che in area medica (-17,9%)». In dettaglio, i posti letto occupati al 31 maggio sono 248 in area critica e 5.121 in area medica (figura 7). Al 31 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 7,9% in area medica (dal 4,1% del Veneto al 17,5% della Calabria) e del 2,7% in area critica (dallo 0% della Valle D’Aosta al 7,7% del Molise) (figura 8). «Continuano a diminuire gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 20 ingressi/die rispetto ai 24 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Calano ulteriormente i decessi: 547 negli ultimi 7 giorni (di cui 35 riferiti a periodi precedenti), con una media di 78 al giorno rispetto ai 94 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 1° giugno (aggiornamento ore 07.31) l’88,1% della platea (n. 50.786.127) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+4.980 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.901.941) ha completato il ciclo vaccinale (+9.107 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 25-31 maggio si riduce ulteriormente il numero di nuovi vaccinati: 4.015 rispetto ai 4.339 della settimana precedente (-7,5%). Di questi il 39,3% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.576, con una riduzione dell’11,5% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 984 (-4,8% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 1° giugno (aggiornamento ore 07.31) sono 6,86 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 3,99 milioni attualmente vaccinabili, pari al 6,9% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,87 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 5% della platea con nette differenze regionali: dal 3% del Molise al 10,5% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 1° giugno (aggiornamento ore 07.31) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.578.132 dosi: 1.392.270 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.267.357 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,1% con nette differenze regionali (dal 20,7% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia) (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 1° giugno (aggiornamento ore 07.31) sono state somministrate 39.594.031 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 7.640 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83% con nette differenze regionali: dal 77,3% della Sicilia all’87% della Valle D’Aosta. Sono 8,11 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 4,61 milioni possono riceverla subito, pari al 9,7% della platea con nette differenze regionali: dal 5,3% dell’Abruzzo al 14% del Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 3,5 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 7,3% della platea con nette differenze regionali: dal 4,1% della Valle D’Aosta all’11,1% dell’Abruzzo.

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 1° giugno (aggiornamento ore 07.31) sono state somministrate 271.995 quarte dosi, con una media mobile di 4.154 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 5.148 della scorsa settimana (-19,3%) (figura 16). In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 34,4% con nette differenze regionali: dal 7,3% della Calabria al 100% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 1° giugno (aggiornamento ore 07.31) sono state somministrate 709.619 quarte dosi, con una media mobile di 12.350 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 14.961 della scorsa settimana (-17,5%) (figura 18). In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 16% con nette differenze regionali: dal 4,4% del Calabria al 35,5% del Piemonte (figura 19).

«Tutte le curve sono ormai in discesa stabile - conclude Cartabellotta - sebbene la circolazione del virus rimanga elevata: 19 mila casi al giorno, 680 mila attualmente positivi e un tasso di positività dei tamponi molecolari che sfiora il 12%. In questo contesto epidemiologico, la campagna vaccinale rimane al palo su tutti i fronti: pochissimi nuovi vaccinati, sostanzialmente ferme le terze dosi. Addirittura calano le quarte dosi nelle persone più vulnerabili che, invece, richiedono una spinta sull’acceleratore per tre ragioni: il declino della copertura vaccinale sulla malattia grave dopo 120 giorni, l’aumento del tasso di mortalità negli anziani, in particolare over 80 già vaccinati con tre dosi, e il consolidamento delle prove di efficacia del secondo booster nel ridurre ospedalizzazioni e decessi».

 

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org

 


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26 maggio 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana netto calo di contagi (-29,6%), terapie intensive (-13,9%), ricoveri ordinari (-16,2%) e decessi (-17%). Terza dose: in un mese raddoppiano le persone scoperte, sono oltre 4 milioni. Quarta dose: frenano le somministrazioni. Copertura al 30,5% per immunocompromessi e 14% per gli altri fragili

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 18-24 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (171.737) IN QUASI TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE. SOLO 5 PROVINCE REGISTRANO INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (633). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,5% DELLA PLATEA). SONO 6,87 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,86 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,16 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 4,1 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 5,6% DEL MOLISE AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 3,9% DELLA CALABRIA AL 30,5% DEL PIEMONTE). DISATTESI APPELLI GIMBE E DELLE ISTITUZIONI SULLA COPERTURA CON LA QUARTA DOSE DELLE PERSONE VULNERABILI.

26 maggio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 18-24 maggio 2022, rispetto alla precedente, una netta diminuzione di nuovi casi (171.737 vs 243.932) (figura 1) e una flessione dei decessi (633 vs 763) (figura 2). In deciso calo anche i casi attualmente positivi (811.720 vs 967.401), le persone in isolamento domiciliare (805.173 vs 959.599), i ricoveri con sintomi (6.257 vs 7.465) e le terapie intensive (290 vs 337) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 633 (-17%), di cui 89 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -47 (-13,9%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.208 (-16,2%)
  • Isolamento domiciliare: -154.426 (-16,1%)
  • Nuovi casi: 171.737 (-29,6%)
  • Casi attualmente positivi: -155.681 (-16,1%)

Nuovi casi. «I nuovi casi settimanali continuano a scendere (-29,6% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – attestandosi intorno a quota 172 mila con una media mobile a 7 giorni di poco superiore ai 24 mila casi giornalieri» (figura 4). Nella settimana 18-24 maggio si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni: dal -2,5% della Sicilia al -38,4% del Veneto (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, si registra un incremento percentuale dei nuovi casi solo in 4 Province siciliane (Palermo +0,1%, Catania +1,6%, Siracusa +14,7%, Enna +43,2%), in 103 una riduzione (dal -4,2% di Crotone al -50,2% di Verbano-Cusio-Ossola). Sono solo 5 le Province in cui l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Crotone (578), Cagliari (542), Sud Sardegna (540), Siracusa (520) e Oristano (505) (tabella 2).

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-18 maggio 2022 sono state registrate in Italia oltre 489 mila reinfezioni, pari al 3,9% del totale dei casi. La loro incidenza settimanale continua a crescere e, nella settimana 12-18 maggio, ha raggiunto il 6% (n. 50.688 reinfezioni). «L’avvento di Omicron a inizio dicembre 2021 – spiega Cartabellotta – ha fatto salire le reinfezioni dall’1% al 3%: successivamente le sue sotto-varianti, capaci di evadere la risposta immunitaria, hanno contribuito a raddoppiare il tasso di reinfezioni».

Testing. Si registra un ulteriore calo del numero dei tamponi totali (-13%): da 1.727.246 della settimana 11-17 maggio a 1.502.199 della settimana 18-24 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 13,7% (-180.117), mentre quelli molecolari del 10,8% (-44.930) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività si riduce sia per i tamponi molecolari (dall’8% al 6,2%) e che per gli antigenici rapidi (dal 16,1% al 13,1%) (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID registra un’ulteriore flessione sia in terapia intensiva (-13,9%) che in area medica (-16,2%)». In dettaglio, i posti letto occupati al 24 maggio sono 290 posti in area critica e 6.257 in area medica (figura 7). Al 24 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 9,7% in area medica (dal 5,8% del Veneto al 20,5% dell’Umbria) e del 3,1% in area critica (dallo 0% della Provincia Autonoma di Bolzano al 7,7% del Molise) (figura 8). «Scende il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 24 ingressi/die rispetto ai 35 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Continuano a diminuire i decessi: 633 negli ultimi 7 giorni (di cui 89 riferiti a periodi precedenti), con una media di 90 al giorno rispetto ai 109 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) l’88,1% della platea (n. 50.781.147) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+5.334 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.892.834) ha completato il ciclo vaccinale (+9.592 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 18-24 maggio si riduce ulteriormente il numero di nuovi vaccinati: 4.280 rispetto ai 4.723 della settimana precedente (-9,4%). Di questi il 41,6% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.781, con una riduzione del 3,3% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 994 (-12,9% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono 6,87 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,01 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,86 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 5% della platea con nette differenze regionali: dal 3% del Molise al 10,6% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.575.208 dosi: 1.390.685 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.264.724 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38% con nette differenze regionali (dal 20,7% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia) (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 39.538.731 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 7.465 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,9% con nette differenze regionali: dal 77,2% della Sicilia all’86,9% della Valle D'Aosta. Sono 8,16 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 4,06 milioni possono riceverla subito, pari all’8,5% della platea con nette differenze regionali: dal 4,8% dell’Abruzzo al 12,6% della Sicilia;
  • 4,1 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari all’8,6% della platea con nette differenze regionali: dal 5,4% della Valle D’Aosta all’11,7% dell’Abruzzo.

«In meno di un mese – puntualizza Cartabellotta – le persone candidate a ricevere subito la dose booster sono più che raddoppiate (da 1,83 milioni il 28 aprile a oltre 4 milioni il 25 maggio) in quanto trascorsi 120 giorni dal completamento del ciclo primario o dalla guarigione dopo il ciclo primario. In tal senso, considerato l’attuale stallo della campagna vaccinale, nelle prossime settimane aumenterà ulteriormente la popolazione suscettibile, vista la limitata efficacia della vaccinazione con due dosi nei confronti della variante Omicron».

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano infatti che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 44% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 45,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 57,6% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 70,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71,5% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’87,8% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 14,7-48,5%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +35,3% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +4%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 24,6-78,6% per ricoveri ordinari; del 46,4-80,2% per le terapie intensive) e decesso (del 44,3-100%) (figura 16).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 241.427 quarte dosi quarte dosi, con una media mobile di 5 mila somministrazioni al giorno.

In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 30,5% con nette differenze regionali: dal 5,6% del Molise al 100% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate solo 617.307 quarte dosi, con una media mobile di oltre 14 mila somministrazioni al giorno.

In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 14% con nette differenze regionali: dal 3,9% della Calabria al 30,5% del Piemonte (figura 18).

«Nonostante i ripetuti appelli della Fondazione GIMBE – conclude Cartabellotta – e la recente nota “Completamento delle schedule vaccinali anti-SARS-CoV-2 in soggetti vulnerabili” dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale, la somministrazione della quarta dose non solo non è decollata, ma i trend documentano una fase calante. Eppure, la riduzione dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave aumenta la mortalità nelle fasce più anziane della popolazione già vaccinate con tre dosi, mentre si consolidano le prove di efficacia del secondo booster nel ridurre ospedalizzazioni e decessi. Peraltro, gli eccellenti risultati di alcune Regioni “virtuose” dimostrano che somministrare alle persone vulnerabili l’ulteriore booster a 120 giorni dalla terza dose è solo una questione organizzativa e di informazione alla popolazione. Perché rimandare all’autunno, confidando nell’arrivo dei “vaccini aggiornati”, è una scelta molto azzardata per le persone vulnerabili».

 

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19 maggio 2022
Coronavirus: negli ultimi 7 giorni rallenta la discesa dei contagi (-14,8). Giù terapie intensive (-5,9%), ricoveri ordinari (-13%) e decessi (-9,4%). Calo efficacia terza dose: aumentano i decessi negli anziani. Flop quarta dose: protetta solo 1 persona immunocompromessa su 4, copertura all’11,5% per gli altri fragili. Indispensabili accelerare somministrazioni in tutte le persone vulnerabili

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 11-17 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (243.932) IN QUASI TUTTE LE PROVINCE. SOLO 17 REGISTRANO INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (763). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,5% DELLA PLATEA). 6,87 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,85 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,22 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 4,81 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 4,5% DEL MOLISE AL 94,3% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 3,2% DELLA CALABRIA AL 24,7% DEL PIEMONTE). DA METÀ FEBBRAIO PROGRESSIVO AUMENTO DEL TASSO DI MORTALITÀ NEGLI OVER 80 E NELLA FASCIA 60-79 ANNI: L’INSUFFICIENTE COPERTURA CON LA QUARTA DOSE IN DIVERSE REGIONI IMPONE DI PASSARE ALLA CHIAMATA ATTIVA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, COINVOLGENDO I MEDICI DI FAMIGLIA.

19 maggio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 11-17 maggio 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (243.932 vs 286.350) (figura 1) e dei decessi (763 vs 842) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (967.401 vs 1.082.972), le persone in isolamento domiciliare (959.599 vs 1.074.035), i ricoveri con sintomi (7.465 vs 8.579) e le terapie intensive (337 vs 358) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 763 (-9,4%), di cui 38 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -21 (-5,9%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.114 (-13%)
  • Isolamento domiciliare: -114.436 (-10,7%)
  • Nuovi casi: 243.932 (-14,8%)
  • Casi attualmente positivi: -115.571 (-10,7%)

Nuovi casi. «Rallenta la discesa dei nuovi casi settimanali (-14,8% rispetto a -27,5% della settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano a quota 244 mila con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 35 mila casi giornalieri» (figura 4). Nella settimana 11-17 maggio si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni: dal -0,1% della Sardegna al -22,7% della Calabria (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 4 Province si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi (Rimini +0,4%; Biella +1,7%; Bologna +3,2%; Nuoro +32,7%), in 103 una riduzione (dal -1,6% di Cuneo al -39,1% di Vibo Valentia). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti solo in 17 Province: Chieti (741), Salerno (647), Nuoro (640), Pescara (638), Sud Sardegna (620), Ascoli Piceno (605), Crotone (603), Cagliari (600), Teramo (594), Avellino (588), Oristano (571), Campobasso (571), Benevento (559), Terni (543), Bologna (537), L'Aquila (531) e Fermo (518) (tabella 2).

Nuove varianti. La flash survey dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui campioni notificati il 3 maggio 2022 ha documentato nel nostro Paese la netta prevalenza della sotto-variante Omicron BA.2 (93,8% - range 65,6-100%) che ha quasi completamente soppiantato la BA.1 (3,52% - range 0-12,9%). Le nuove sotto-varianti BA.4 e BA.5 si attestano rispettivamente allo 0,47% (range 0-4%) e allo 0,41% (range 0-5,6%). Allo stato attuale delle conoscenze BA.4 e BA.5 hanno una trasmissibilità del 12-13% superiore rispetto a BA.2; presentano inoltre una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria – sia da vaccino che da pregressa infezione – aumentando la probabilità di reinfezione e determinando una maggiore resistenza agli anticorpi monoclonali. Queste caratteristiche hanno indotto lo scorso 13 maggio l’European Centre for Disease Prevention Control (ECDC) a classificare BA.4 e BA.5 come “varianti di preoccupazione”. «L’ECDC ha altresì dichiarato – spiega il Presidente – che le nuove sub-varianti non sembrano causare una maggior gravità della malattia; tuttavia, un rilevante aumento dei casi nelle prossime settimane/mesi potrebbe avere un impatto rilevante sui ricoveri ospedalieri».

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’ISS, nel periodo 24 agosto 2021-11 maggio 2022 sono state registrate in Italia oltre 438 mila reinfezioni, pari al 3,6% del totale dei casi. La loro incidenza settimanale, stabile intorno all’1% fino ai primi di dicembre 2021, con la diffusione della variante Omicron è rapidamente salita al 3% nei primi giorni del 2022 mantenendosi su questo valore sino a fine marzo. Quindi ha ripreso a crescere, e nelle ultime tre settimane sempre più rapidamente, passando dal 4,5% al 5,8% (n. 60.740 reinfezioni). «Secondo le analisi dell’ISS – spiega Cartabellotta – alcune categorie presentano un maggior rischio di reinfezione: persone d’età 12-49 anni rispetto agli over 50, donne rispetto agli uomini, persone con prima diagnosi di COVID-19 notificata da oltre 210 giorni, persone non vaccinate o vaccinate con almeno una dose da oltre 120 giorni, operatori sanitari rispetto al resto della popolazione».

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-12,4%): da 1.971.656 della settimana 4-10 maggio a 1.727.246 della settimana 11-17 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 13,8% (-209.315), mentre quelli molecolari del 7,8% (-35.095) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività è sostanzialmente stabile sia per i tamponi molecolari (dall’8,2% all’8%) che per gli antigenici rapidi (dal 16% al 16,1%) (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID registra un’ulteriore flessione sia in terapia intensiva (-5,9%) che in area medica (-13%)». In dettaglio, in area critica al 17 maggio si registrano 337 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo il picco di 10.328 registrato il 26 aprile, i posti letto COVID sono scesi a quota 7.465 il 17 maggio (figura 7). Al 17 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è dell’11,6% in area medica e del 3,6% in area critica. 5 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 27,5%, mentre tutte le Regioni si collocano sotto la soglia del 10% per l’area critica (figura 8). «Rimane stabile – puntualizza Mosti – il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva: la media mobile a 7 giorni è di 35 ingressi/die rispetto ai 33 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Diminuiscono ancora i decessi: 763 negli ultimi 7 giorni (di cui 38 riferiti a periodi precedenti), con una media di 109 al giorno rispetto ai 120 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) l’88,1% della platea (n. 50.775.813) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+5.645 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.883.242) ha completato il ciclo vaccinale (+10.262 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 11-17 maggio si riduce ulteriormente il numero di nuovi vaccinati: 4.494 rispetto ai 5.209 della settimana precedente (-13,7%). Di questi il 39,7% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.784, con una riduzione del 6% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.061 (-19,3% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono 6,87 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,03 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,85 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,9% della platea con nette differenze regionali: dal 2,9% del Molise al 10,7% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.571.861 dosi: 1.388.835 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.261.878 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38% con nette differenze regionali: dal 20,7% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 39.483.137 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 7.795 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 6 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,8% con nette differenze regionali: dal 77,2% della Sicilia all’86,8% della Valle D’Aosta. Sono 8,22 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 3,41 milioni possono riceverla subito, pari al 7,1% della platea con nette differenze regionali (dal 3,8% dell’Abruzzo all’11,4% della Sicilia);
  • 4,81 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 10,1% della platea con nette differenze regionali (dal 6,7% della Valle D’Aosta al 12,8% dell’Abruzzo).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate solo 203.944 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 25,8% con nette differenze regionali: dal 4,5% del Molise al 94,3% del Piemonte (figura 16).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate solo 509.480 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 over 80, 1.538.588 pazienti fragili di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non rientrano nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’11,5% con nette differenze regionali: dal 3,2% della Calabria al 24,7% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 39,5% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 43,6% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 57% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 70,6% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71,6% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’88,2% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 16,8-48,2%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +33,9% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +0,5%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 27,4-78,9% per ricoveri ordinari; del 45,8-78,5% per le terapie intensive) e decesso (del 47,1-100%) (figura 18).

A fronte di questi dati, le evidenze scientifiche internazionali dimostrano tuttavia che la protezione vaccinale nei confronti della malattia grave inizia a calare dopo 120 giorni dalla somministrazione del booster. Sebbene questo dato non sia mai stato enfatizzato dai report istituzionali, in Italia, a partire da metà febbraio, si rileva un progressivo aumento del tasso di mortalità negli over 80 (da 28,8 a 40,1 decessi per 100 mila persone) e - seppure in misura minore - nella fascia 60-79 anni (da 3,4 a 4,9 decessi per 100 mila persone), con conseguente numero assoluto di decessi molto elevato nelle fasce più anziane della popolazione, in particolare negli over 80 (tabella).

«Questi dati – conclude Cartabellotta – confermano oltre ogni ragionevole dubbio che aspettare l’autunno per effettuare la quarta dose con vaccini “aggiornati” è molto rischioso per le persone vulnerabili che, al contrario, devono ricevere l’ulteriore booster a 120 giorni dalla terza dose, come ribadito dal documento “Completamento delle schedule vaccinali anti-SARS-CoV-2 in soggetti vulnerabili” dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale. Infatti, il calo dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave sta determinando un netto aumento della mortalità nelle fasce più anziane della popolazione, già vaccinate con tre dosi, mentre si stanno sempre più consolidando le evidenze scientifiche sull’efficacia del secondo booster nel ridurre ospedalizzazioni e decessi. In tal senso, le inaccettabili disuguaglianze regionali sulle coperture con le quarte dosi parlano chiaro: occorre passare ovunque a strategie di chiamata attiva, molto più efficaci della prenotazione volontaria, con un auspicabile coinvolgimento dei medici di famiglia».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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12 maggio 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana prosegue la discesa dei contagi (-27,5%), ma con netta riduzione dei tamponi (-23,6%). Giù decessi (-12,5%), ricoveri ordinari (-11,5%) e lieve flessione delle terapie intensive (-2,2%). Nuove sottovarianti Omicron: più contagiose ed evadono la risposta immunitaria. Quarta dose non ingrana: coperti solo 166 mila immunocompromessi (21%) e meno di 385 mila altri fragili (8,7%). Con elevata circolazione virale e declino efficacia vaccinale la quarta dose deve essere effettuata subito

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 4-10 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (286.350) CHE RIGUARDA TUTTE LE PROVINCE: 48 SONO QUELLE CON INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (842). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,5%). 6,88 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,82 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,28 MILIONI LE PERSONE CHE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 5,46 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 3,8% DEL MOLISE AL 73,1% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 2,4% DELLA CALABRIA AL 18% DEL PIEMONTE). CONSIDERATA LA PARTICOLARE FRAGILITÀ DELLA PLATEA A RISCHIO E L’ELEVATA CIRCOLAZIONE VIRALE PERICOLOSO ASPETTARE L’AUTUNNO PER LA QUARTA DOSE.

12 maggio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 4-10 maggio 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (286.350 vs 394.945) (figura 1) e dei decessi (842 vs 962) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (1.082.972 vs 1.199.960), le persone in isolamento domiciliare (1.074.035 vs 1.189.899), i ricoveri con sintomi (8.579 vs 9.695) e le terapie intensive (358 vs 366) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 842 (-12,5%), di cui 60 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -8 (-2,2%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.116 (-11,5%)
  • Isolamento domiciliare: -115.864 (-9,7%)
  • Nuovi casi: 286.350 (-27,5%)
  • Casi attualmente positivi: -116.988 (-9,7%)

Nuovi casi. «Prosegue la discesa del numero di nuovi casi settimanali (-27,5%) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano a quota 286 mila con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 41 mila casi giornalieri, a fronte tuttavia di un calo del 23,6% dei tamponi totali» (figura 4). Nella settimana 4-10 maggio in tutte le Regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi: dal -18,6% dell’Emilia-Romagna e della Provincia Autonoma di Bolzano al -32,9% della Puglia (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in tutte le Province si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -4,8% di Verbano-Cusio-Ossola a -41,1% di Mantova). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 48 Province: Chieti (897), Ascoli Piceno (818), Pescara (783), Teramo (768), Avellino (726), Catanzaro (700), Benevento (698), Crotone (674), Isernia (669), Salerno (669), Sud Sardegna (660), Campobasso (656), Fermo (626), Vicenza (625), Padova (623), Cagliari (620), Oristano (619), Caserta (610), Perugia (610), Macerata (607), L'Aquila (605), Potenza (603), Bari (599), Taranto (597), La Spezia (596), Treviso (575), Ravenna (572), Rovigo (569), Terni (562), Matera (561), Siracusa (553), Ancona (550), Venezia (548), Modena (548), Brindisi (544), Frosinone (539), Reggio nell'Emilia (538), Latina (538), Rieti (533), Cosenza (527), Verona (525), Ragusa (523), Siena (520), Bologna (520), Parma (515), Messina (511), Caltanissetta (507) e Verbano-Cusio-Ossola (502) (tabella 2).

Nuove varianti. In attesa di conoscere i risultati della nuova flash survey dell’Istituto Superiore di Sanità sui campioni notificati il 3 maggio 2022, gli ultimi dati documentano che in Italia la sotto-variante Omicron BA.2 (cd. Omicron 2) ha quasi completamente soppiantato la BA.1 (cd. Omicron), mentre vengono già segnalati i primi casi di BA.4. Allo stato attuale delle conoscenze (tabella) le nuove sotto-varianti di Omicron sembrano avere una maggior trasmissibilità rispetto a BA.2 e, soprattutto, una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria, sia da vaccino, sia da pregressa infezione: questo determina una probabilità più elevata di reinfezione, oltre ad una maggiore resistenza di queste varianti agli anticorpi monoclonali. Per quanto riguarda l’efficacia vaccinale sull’ospedalizzazione, se per queste nuove sotto-varianti non sono ancora disponibili dati, la somministrazione della dose booster resta di cruciale importanza al fine di mantenere una copertura adeguata contro Omicron e Omicron 2.

Reinfezioni. Secondo i dati dell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 24 agosto 2021 al 4 maggio 2022 in Italia sono stati segnalati quasi 400 mila casi di reinfezione (3,3% del totale). Tuttavia l’incidenza delle reinfezioni, stabile intorno all’1% fino al 6 dicembre 2021 (data di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron), è rapidamente salita al 3% a inizio gennaio 2022, mantenendosi su questi valori fino a fine marzo 2022, per poi crescere ulteriormente nelle ultime settimane, sino a raggiungere il 5%. Il rischio di reinfezione colpisce in particolare i più giovani (fascia d’età 12-49 anni), le donne rispetto agli uomini, le persone con prima diagnosi di COVID-19 notificata da oltre 210 giorni, le persone non vaccinate o vaccinate con almeno una dose da oltre 120 giorni, gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-23,6%): da 2.581.456 della settimana 27 aprile 2022-3 maggio a 1.971.656 della settimana 4-10 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 26,8% (-557.465), mentre quelli molecolari del 10,4% (-52.335) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività si riduce dal 12,8% al 9,5% per i tamponi molecolari mentre resta stabile al 16% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID registra una lieve flessione in terapia intensiva (-2,2%) e cala ulteriormente in area medica (-11,5%)». In dettaglio in area critica al 10 maggio si registrano 358 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo il picco di 10.328 registrato il 26 aprile, i posti letto COVID sono scesi a quota 8.579 il 10 maggio (figura 7). Al 10 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 13,3% in area medica e del 3,8% in area critica. 10 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 31,4%, mentre tutte le Regioni si collocano sotto la soglia del 10% per l’area critica (figura 8). «Torna a scendere il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 33 ingressi/die rispetto ai 37 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Diminuiscono ancora i decessi: 842 negli ultimi 7 giorni (di cui 60 riferiti a periodi precedenti), con una media di 120 al giorno rispetto ai 137 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) l’88,1% della platea (n. 50.770.168) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+5.975 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.872.980) ha completato il ciclo vaccinale (+11.290 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 4-10 maggio si riduce ancora il numero di nuovi vaccinati: 5.083 rispetto ai 6.113 della settimana precedente (-16,8%). Di questi il 37% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.881, con una riduzione del 9,8% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.268 (-25,4% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono 6,88 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,06 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4,1% della Provincia Autonoma di Trento al 10,3% della Calabria;
  • 2,82 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,9% della platea con nette differenze regionali: dal 2,8% del Molise al 10,7% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.568.761 dosi: 1.387.000 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.259.217 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 37,9% con nette differenze regionali (dal 20,6% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia) (figura 13).

Vaccini: terza dose. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono state somministrate 39.426.220 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 8.283 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 6 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,6% con nette differenze regionali: dal 77% della Sicilia all’86,7% della Valle D'Aosta. Sono 8,28 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 2,82 milioni possono riceverla subito, pari al 5,9% della platea con nette differenze regionali dal 3,5% dell’Abruzzo al 10,4% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 5,46 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari all’11,4% della platea con nette differenze regionali: dal 7,7% della Valle D’Aosta al 13,8% dell’Umbria.

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono state somministrate 166.483 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 21% con nette differenze regionali: dal 3,8% del Molise al 73,1% del Piemonte (figura 16).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono state somministrate 384.600 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’8,7% con nette differenze regionali: dal 2,4% del Calabria al 18% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 40,5% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 43,4% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 57,9% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 70,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’88,6% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 2-48,8%): fa eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +32,9% rispetto ai non vaccinati. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 30,5-79,6% per ricoveri ordinari; del 25,3-82,1% per le terapie intensive) e decesso (del 51,4-100%) (figura 18).

«Le inaccettabili disuguaglianze regionali sulle coperture con le quarte dosi – conclude Cartabellotta – dimostrano che le strategie di chiamata attiva sono molto più efficaci della prenotazione volontaria. Tuttavia, la lentezza con cui procedono le somministrazioni è spia di una serpeggiante esitazione vaccinale, spesso alimentata da discutibili consigli sanitari, che invitano ad aspettare l’autunno per effettuare l’ulteriore richiamo con vaccini “aggiornati”. In realtà, questa strategia attendista può essere molto rischiosa per tre ragioni. Innanzitutto, non vi è alcuna certezza su quando saranno disponibili questi vaccini “aggiornati”; in secondo luogo, i dati dimostrano sia il calo progressivo dell’efficacia vaccinale sulla malattia grave, sia una elevata mortalità negli over 80 già coperti con la terza dose; infine, si consolidano sempre più le prove di efficacia della quarta dose nel ridurre ospedalizzazioni e decessi.  Senza mezzi termini: tenendo conto sia della particolare fragilità della platea a rischio, sia della elevata circolazione virale, la quarta dose deve essere fatta subito».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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Pagina aggiornata il 22/06/2022