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26 maggio 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana netto calo di contagi (-29,6%), terapie intensive (-13,9%), ricoveri ordinari (-16,2%) e decessi (-17%). Terza dose: in un mese raddoppiano le persone scoperte, sono oltre 4 milioni. Quarta dose: frenano le somministrazioni. Copertura al 30,5% per immunocompromessi e 14% per gli altri fragili

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 18-24 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (171.737) IN QUASI TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE. SOLO 5 PROVINCE REGISTRANO INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (633). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,5% DELLA PLATEA). SONO 6,87 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,86 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,16 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 4,1 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 5,6% DEL MOLISE AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 3,9% DELLA CALABRIA AL 30,5% DEL PIEMONTE). DISATTESI APPELLI GIMBE E DELLE ISTITUZIONI SULLA COPERTURA CON LA QUARTA DOSE DELLE PERSONE VULNERABILI.

26 maggio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 18-24 maggio 2022, rispetto alla precedente, una netta diminuzione di nuovi casi (171.737 vs 243.932) (figura 1) e una flessione dei decessi (633 vs 763) (figura 2). In deciso calo anche i casi attualmente positivi (811.720 vs 967.401), le persone in isolamento domiciliare (805.173 vs 959.599), i ricoveri con sintomi (6.257 vs 7.465) e le terapie intensive (290 vs 337) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 633 (-17%), di cui 89 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -47 (-13,9%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.208 (-16,2%)
  • Isolamento domiciliare: -154.426 (-16,1%)
  • Nuovi casi: 171.737 (-29,6%)
  • Casi attualmente positivi: -155.681 (-16,1%)

Nuovi casi. «I nuovi casi settimanali continuano a scendere (-29,6% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – attestandosi intorno a quota 172 mila con una media mobile a 7 giorni di poco superiore ai 24 mila casi giornalieri» (figura 4). Nella settimana 18-24 maggio si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni: dal -2,5% della Sicilia al -38,4% del Veneto (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, si registra un incremento percentuale dei nuovi casi solo in 4 Province siciliane (Palermo +0,1%, Catania +1,6%, Siracusa +14,7%, Enna +43,2%), in 103 una riduzione (dal -4,2% di Crotone al -50,2% di Verbano-Cusio-Ossola). Sono solo 5 le Province in cui l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Crotone (578), Cagliari (542), Sud Sardegna (540), Siracusa (520) e Oristano (505) (tabella 2).

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-18 maggio 2022 sono state registrate in Italia oltre 489 mila reinfezioni, pari al 3,9% del totale dei casi. La loro incidenza settimanale continua a crescere e, nella settimana 12-18 maggio, ha raggiunto il 6% (n. 50.688 reinfezioni). «L’avvento di Omicron a inizio dicembre 2021 – spiega Cartabellotta – ha fatto salire le reinfezioni dall’1% al 3%: successivamente le sue sotto-varianti, capaci di evadere la risposta immunitaria, hanno contribuito a raddoppiare il tasso di reinfezioni».

Testing. Si registra un ulteriore calo del numero dei tamponi totali (-13%): da 1.727.246 della settimana 11-17 maggio a 1.502.199 della settimana 18-24 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 13,7% (-180.117), mentre quelli molecolari del 10,8% (-44.930) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività si riduce sia per i tamponi molecolari (dall’8% al 6,2%) e che per gli antigenici rapidi (dal 16,1% al 13,1%) (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID registra un’ulteriore flessione sia in terapia intensiva (-13,9%) che in area medica (-16,2%)». In dettaglio, i posti letto occupati al 24 maggio sono 290 posti in area critica e 6.257 in area medica (figura 7). Al 24 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 9,7% in area medica (dal 5,8% del Veneto al 20,5% dell’Umbria) e del 3,1% in area critica (dallo 0% della Provincia Autonoma di Bolzano al 7,7% del Molise) (figura 8). «Scende il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 24 ingressi/die rispetto ai 35 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Continuano a diminuire i decessi: 633 negli ultimi 7 giorni (di cui 89 riferiti a periodi precedenti), con una media di 90 al giorno rispetto ai 109 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) l’88,1% della platea (n. 50.781.147) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+5.334 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.892.834) ha completato il ciclo vaccinale (+9.592 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 18-24 maggio si riduce ulteriormente il numero di nuovi vaccinati: 4.280 rispetto ai 4.723 della settimana precedente (-9,4%). Di questi il 41,6% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.781, con una riduzione del 3,3% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 994 (-12,9% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono 6,87 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,01 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,86 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 5% della platea con nette differenze regionali: dal 3% del Molise al 10,6% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.575.208 dosi: 1.390.685 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.264.724 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38% con nette differenze regionali (dal 20,7% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia) (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 39.538.731 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 7.465 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,9% con nette differenze regionali: dal 77,2% della Sicilia all’86,9% della Valle D'Aosta. Sono 8,16 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 4,06 milioni possono riceverla subito, pari all’8,5% della platea con nette differenze regionali: dal 4,8% dell’Abruzzo al 12,6% della Sicilia;
  • 4,1 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari all’8,6% della platea con nette differenze regionali: dal 5,4% della Valle D’Aosta all’11,7% dell’Abruzzo.

«In meno di un mese – puntualizza Cartabellotta – le persone candidate a ricevere subito la dose booster sono più che raddoppiate (da 1,83 milioni il 28 aprile a oltre 4 milioni il 25 maggio) in quanto trascorsi 120 giorni dal completamento del ciclo primario o dalla guarigione dopo il ciclo primario. In tal senso, considerato l’attuale stallo della campagna vaccinale, nelle prossime settimane aumenterà ulteriormente la popolazione suscettibile, vista la limitata efficacia della vaccinazione con due dosi nei confronti della variante Omicron».

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano infatti che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 44% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 45,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 57,6% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 70,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71,5% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’87,8% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 14,7-48,5%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +35,3% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +4%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 24,6-78,6% per ricoveri ordinari; del 46,4-80,2% per le terapie intensive) e decesso (del 44,3-100%) (figura 16).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 241.427 quarte dosi quarte dosi, con una media mobile di 5 mila somministrazioni al giorno.

In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 30,5% con nette differenze regionali: dal 5,6% del Molise al 100% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 25 maggio (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate solo 617.307 quarte dosi, con una media mobile di oltre 14 mila somministrazioni al giorno.

In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 14% con nette differenze regionali: dal 3,9% della Calabria al 30,5% del Piemonte (figura 18).

«Nonostante i ripetuti appelli della Fondazione GIMBE – conclude Cartabellotta – e la recente nota “Completamento delle schedule vaccinali anti-SARS-CoV-2 in soggetti vulnerabili” dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale, la somministrazione della quarta dose non solo non è decollata, ma i trend documentano una fase calante. Eppure, la riduzione dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave aumenta la mortalità nelle fasce più anziane della popolazione già vaccinate con tre dosi, mentre si consolidano le prove di efficacia del secondo booster nel ridurre ospedalizzazioni e decessi. Peraltro, gli eccellenti risultati di alcune Regioni “virtuose” dimostrano che somministrare alle persone vulnerabili l’ulteriore booster a 120 giorni dalla terza dose è solo una questione organizzativa e di informazione alla popolazione. Perché rimandare all’autunno, confidando nell’arrivo dei “vaccini aggiornati”, è una scelta molto azzardata per le persone vulnerabili».

 

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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19 maggio 2022
Coronavirus: negli ultimi 7 giorni rallenta la discesa dei contagi (-14,8). Giù terapie intensive (-5,9%), ricoveri ordinari (-13%) e decessi (-9,4%). Calo efficacia terza dose: aumentano i decessi negli anziani. Flop quarta dose: protetta solo 1 persona immunocompromessa su 4, copertura all’11,5% per gli altri fragili. Indispensabili accelerare somministrazioni in tutte le persone vulnerabili

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 11-17 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (243.932) IN QUASI TUTTE LE PROVINCE. SOLO 17 REGISTRANO INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (763). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,5% DELLA PLATEA). 6,87 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,85 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,22 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 4,81 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 4,5% DEL MOLISE AL 94,3% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 3,2% DELLA CALABRIA AL 24,7% DEL PIEMONTE). DA METÀ FEBBRAIO PROGRESSIVO AUMENTO DEL TASSO DI MORTALITÀ NEGLI OVER 80 E NELLA FASCIA 60-79 ANNI: L’INSUFFICIENTE COPERTURA CON LA QUARTA DOSE IN DIVERSE REGIONI IMPONE DI PASSARE ALLA CHIAMATA ATTIVA SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, COINVOLGENDO I MEDICI DI FAMIGLIA.

19 maggio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 11-17 maggio 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (243.932 vs 286.350) (figura 1) e dei decessi (763 vs 842) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (967.401 vs 1.082.972), le persone in isolamento domiciliare (959.599 vs 1.074.035), i ricoveri con sintomi (7.465 vs 8.579) e le terapie intensive (337 vs 358) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 763 (-9,4%), di cui 38 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -21 (-5,9%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.114 (-13%)
  • Isolamento domiciliare: -114.436 (-10,7%)
  • Nuovi casi: 243.932 (-14,8%)
  • Casi attualmente positivi: -115.571 (-10,7%)

Nuovi casi. «Rallenta la discesa dei nuovi casi settimanali (-14,8% rispetto a -27,5% della settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano a quota 244 mila con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 35 mila casi giornalieri» (figura 4). Nella settimana 11-17 maggio si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni: dal -0,1% della Sardegna al -22,7% della Calabria (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 4 Province si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi (Rimini +0,4%; Biella +1,7%; Bologna +3,2%; Nuoro +32,7%), in 103 una riduzione (dal -1,6% di Cuneo al -39,1% di Vibo Valentia). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti solo in 17 Province: Chieti (741), Salerno (647), Nuoro (640), Pescara (638), Sud Sardegna (620), Ascoli Piceno (605), Crotone (603), Cagliari (600), Teramo (594), Avellino (588), Oristano (571), Campobasso (571), Benevento (559), Terni (543), Bologna (537), L'Aquila (531) e Fermo (518) (tabella 2).

Nuove varianti. La flash survey dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui campioni notificati il 3 maggio 2022 ha documentato nel nostro Paese la netta prevalenza della sotto-variante Omicron BA.2 (93,8% - range 65,6-100%) che ha quasi completamente soppiantato la BA.1 (3,52% - range 0-12,9%). Le nuove sotto-varianti BA.4 e BA.5 si attestano rispettivamente allo 0,47% (range 0-4%) e allo 0,41% (range 0-5,6%). Allo stato attuale delle conoscenze BA.4 e BA.5 hanno una trasmissibilità del 12-13% superiore rispetto a BA.2; presentano inoltre una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria – sia da vaccino che da pregressa infezione – aumentando la probabilità di reinfezione e determinando una maggiore resistenza agli anticorpi monoclonali. Queste caratteristiche hanno indotto lo scorso 13 maggio l’European Centre for Disease Prevention Control (ECDC) a classificare BA.4 e BA.5 come “varianti di preoccupazione”. «L’ECDC ha altresì dichiarato – spiega il Presidente – che le nuove sub-varianti non sembrano causare una maggior gravità della malattia; tuttavia, un rilevante aumento dei casi nelle prossime settimane/mesi potrebbe avere un impatto rilevante sui ricoveri ospedalieri».

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’ISS, nel periodo 24 agosto 2021-11 maggio 2022 sono state registrate in Italia oltre 438 mila reinfezioni, pari al 3,6% del totale dei casi. La loro incidenza settimanale, stabile intorno all’1% fino ai primi di dicembre 2021, con la diffusione della variante Omicron è rapidamente salita al 3% nei primi giorni del 2022 mantenendosi su questo valore sino a fine marzo. Quindi ha ripreso a crescere, e nelle ultime tre settimane sempre più rapidamente, passando dal 4,5% al 5,8% (n. 60.740 reinfezioni). «Secondo le analisi dell’ISS – spiega Cartabellotta – alcune categorie presentano un maggior rischio di reinfezione: persone d’età 12-49 anni rispetto agli over 50, donne rispetto agli uomini, persone con prima diagnosi di COVID-19 notificata da oltre 210 giorni, persone non vaccinate o vaccinate con almeno una dose da oltre 120 giorni, operatori sanitari rispetto al resto della popolazione».

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-12,4%): da 1.971.656 della settimana 4-10 maggio a 1.727.246 della settimana 11-17 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 13,8% (-209.315), mentre quelli molecolari del 7,8% (-35.095) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività è sostanzialmente stabile sia per i tamponi molecolari (dall’8,2% all’8%) che per gli antigenici rapidi (dal 16% al 16,1%) (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID registra un’ulteriore flessione sia in terapia intensiva (-5,9%) che in area medica (-13%)». In dettaglio, in area critica al 17 maggio si registrano 337 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo il picco di 10.328 registrato il 26 aprile, i posti letto COVID sono scesi a quota 7.465 il 17 maggio (figura 7). Al 17 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è dell’11,6% in area medica e del 3,6% in area critica. 5 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 27,5%, mentre tutte le Regioni si collocano sotto la soglia del 10% per l’area critica (figura 8). «Rimane stabile – puntualizza Mosti – il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva: la media mobile a 7 giorni è di 35 ingressi/die rispetto ai 33 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Diminuiscono ancora i decessi: 763 negli ultimi 7 giorni (di cui 38 riferiti a periodi precedenti), con una media di 109 al giorno rispetto ai 120 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) l’88,1% della platea (n. 50.775.813) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+5.645 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.883.242) ha completato il ciclo vaccinale (+10.262 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 11-17 maggio si riduce ulteriormente il numero di nuovi vaccinati: 4.494 rispetto ai 5.209 della settimana precedente (-13,7%). Di questi il 39,7% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.784, con una riduzione del 6% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.061 (-19,3% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono 6,87 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,03 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,85 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,9% della platea con nette differenze regionali: dal 2,9% del Molise al 10,7% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.571.861 dosi: 1.388.835 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.261.878 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38% con nette differenze regionali: dal 20,7% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 39.483.137 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 7.795 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 6 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,8% con nette differenze regionali: dal 77,2% della Sicilia all’86,8% della Valle D’Aosta. Sono 8,22 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 3,41 milioni possono riceverla subito, pari al 7,1% della platea con nette differenze regionali (dal 3,8% dell’Abruzzo all’11,4% della Sicilia);
  • 4,81 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 10,1% della platea con nette differenze regionali (dal 6,7% della Valle D’Aosta al 12,8% dell’Abruzzo).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate solo 203.944 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 25,8% con nette differenze regionali: dal 4,5% del Molise al 94,3% del Piemonte (figura 16).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 18 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate solo 509.480 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 over 80, 1.538.588 pazienti fragili di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non rientrano nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’11,5% con nette differenze regionali: dal 3,2% della Calabria al 24,7% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 39,5% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 43,6% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 57% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 70,6% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71,6% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’88,2% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 16,8-48,2%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +33,9% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +0,5%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 27,4-78,9% per ricoveri ordinari; del 45,8-78,5% per le terapie intensive) e decesso (del 47,1-100%) (figura 18).

A fronte di questi dati, le evidenze scientifiche internazionali dimostrano tuttavia che la protezione vaccinale nei confronti della malattia grave inizia a calare dopo 120 giorni dalla somministrazione del booster. Sebbene questo dato non sia mai stato enfatizzato dai report istituzionali, in Italia, a partire da metà febbraio, si rileva un progressivo aumento del tasso di mortalità negli over 80 (da 28,8 a 40,1 decessi per 100 mila persone) e - seppure in misura minore - nella fascia 60-79 anni (da 3,4 a 4,9 decessi per 100 mila persone), con conseguente numero assoluto di decessi molto elevato nelle fasce più anziane della popolazione, in particolare negli over 80 (tabella).

«Questi dati – conclude Cartabellotta – confermano oltre ogni ragionevole dubbio che aspettare l’autunno per effettuare la quarta dose con vaccini “aggiornati” è molto rischioso per le persone vulnerabili che, al contrario, devono ricevere l’ulteriore booster a 120 giorni dalla terza dose, come ribadito dal documento “Completamento delle schedule vaccinali anti-SARS-CoV-2 in soggetti vulnerabili” dell’Unità per il completamento della campagna vaccinale. Infatti, il calo dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave sta determinando un netto aumento della mortalità nelle fasce più anziane della popolazione, già vaccinate con tre dosi, mentre si stanno sempre più consolidando le evidenze scientifiche sull’efficacia del secondo booster nel ridurre ospedalizzazioni e decessi. In tal senso, le inaccettabili disuguaglianze regionali sulle coperture con le quarte dosi parlano chiaro: occorre passare ovunque a strategie di chiamata attiva, molto più efficaci della prenotazione volontaria, con un auspicabile coinvolgimento dei medici di famiglia».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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12 maggio 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana prosegue la discesa dei contagi (-27,5%), ma con netta riduzione dei tamponi (-23,6%). Giù decessi (-12,5%), ricoveri ordinari (-11,5%) e lieve flessione delle terapie intensive (-2,2%). Nuove sottovarianti Omicron: più contagiose ed evadono la risposta immunitaria. Quarta dose non ingrana: coperti solo 166 mila immunocompromessi (21%) e meno di 385 mila altri fragili (8,7%). Con elevata circolazione virale e declino efficacia vaccinale la quarta dose deve essere effettuata subito

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 4-10 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (286.350) CHE RIGUARDA TUTTE LE PROVINCE: 48 SONO QUELLE CON INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (842). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,5%). 6,88 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,82 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,28 MILIONI LE PERSONE CHE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 5,46 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 3,8% DEL MOLISE AL 73,1% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 2,4% DELLA CALABRIA AL 18% DEL PIEMONTE). CONSIDERATA LA PARTICOLARE FRAGILITÀ DELLA PLATEA A RISCHIO E L’ELEVATA CIRCOLAZIONE VIRALE PERICOLOSO ASPETTARE L’AUTUNNO PER LA QUARTA DOSE.

12 maggio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 4-10 maggio 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (286.350 vs 394.945) (figura 1) e dei decessi (842 vs 962) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (1.082.972 vs 1.199.960), le persone in isolamento domiciliare (1.074.035 vs 1.189.899), i ricoveri con sintomi (8.579 vs 9.695) e le terapie intensive (358 vs 366) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 842 (-12,5%), di cui 60 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -8 (-2,2%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.116 (-11,5%)
  • Isolamento domiciliare: -115.864 (-9,7%)
  • Nuovi casi: 286.350 (-27,5%)
  • Casi attualmente positivi: -116.988 (-9,7%)

Nuovi casi. «Prosegue la discesa del numero di nuovi casi settimanali (-27,5%) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano a quota 286 mila con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 41 mila casi giornalieri, a fronte tuttavia di un calo del 23,6% dei tamponi totali» (figura 4). Nella settimana 4-10 maggio in tutte le Regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi: dal -18,6% dell’Emilia-Romagna e della Provincia Autonoma di Bolzano al -32,9% della Puglia (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in tutte le Province si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -4,8% di Verbano-Cusio-Ossola a -41,1% di Mantova). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 48 Province: Chieti (897), Ascoli Piceno (818), Pescara (783), Teramo (768), Avellino (726), Catanzaro (700), Benevento (698), Crotone (674), Isernia (669), Salerno (669), Sud Sardegna (660), Campobasso (656), Fermo (626), Vicenza (625), Padova (623), Cagliari (620), Oristano (619), Caserta (610), Perugia (610), Macerata (607), L'Aquila (605), Potenza (603), Bari (599), Taranto (597), La Spezia (596), Treviso (575), Ravenna (572), Rovigo (569), Terni (562), Matera (561), Siracusa (553), Ancona (550), Venezia (548), Modena (548), Brindisi (544), Frosinone (539), Reggio nell'Emilia (538), Latina (538), Rieti (533), Cosenza (527), Verona (525), Ragusa (523), Siena (520), Bologna (520), Parma (515), Messina (511), Caltanissetta (507) e Verbano-Cusio-Ossola (502) (tabella 2).

Nuove varianti. In attesa di conoscere i risultati della nuova flash survey dell’Istituto Superiore di Sanità sui campioni notificati il 3 maggio 2022, gli ultimi dati documentano che in Italia la sotto-variante Omicron BA.2 (cd. Omicron 2) ha quasi completamente soppiantato la BA.1 (cd. Omicron), mentre vengono già segnalati i primi casi di BA.4. Allo stato attuale delle conoscenze (tabella) le nuove sotto-varianti di Omicron sembrano avere una maggior trasmissibilità rispetto a BA.2 e, soprattutto, una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria, sia da vaccino, sia da pregressa infezione: questo determina una probabilità più elevata di reinfezione, oltre ad una maggiore resistenza di queste varianti agli anticorpi monoclonali. Per quanto riguarda l’efficacia vaccinale sull’ospedalizzazione, se per queste nuove sotto-varianti non sono ancora disponibili dati, la somministrazione della dose booster resta di cruciale importanza al fine di mantenere una copertura adeguata contro Omicron e Omicron 2.

Reinfezioni. Secondo i dati dell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, dal 24 agosto 2021 al 4 maggio 2022 in Italia sono stati segnalati quasi 400 mila casi di reinfezione (3,3% del totale). Tuttavia l’incidenza delle reinfezioni, stabile intorno all’1% fino al 6 dicembre 2021 (data di riferimento per l’inizio della diffusione della variante Omicron), è rapidamente salita al 3% a inizio gennaio 2022, mantenendosi su questi valori fino a fine marzo 2022, per poi crescere ulteriormente nelle ultime settimane, sino a raggiungere il 5%. Il rischio di reinfezione colpisce in particolare i più giovani (fascia d’età 12-49 anni), le donne rispetto agli uomini, le persone con prima diagnosi di COVID-19 notificata da oltre 210 giorni, le persone non vaccinate o vaccinate con almeno una dose da oltre 120 giorni, gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione.

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-23,6%): da 2.581.456 della settimana 27 aprile 2022-3 maggio a 1.971.656 della settimana 4-10 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 26,8% (-557.465), mentre quelli molecolari del 10,4% (-52.335) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività si riduce dal 12,8% al 9,5% per i tamponi molecolari mentre resta stabile al 16% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID registra una lieve flessione in terapia intensiva (-2,2%) e cala ulteriormente in area medica (-11,5%)». In dettaglio in area critica al 10 maggio si registrano 358 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo il picco di 10.328 registrato il 26 aprile, i posti letto COVID sono scesi a quota 8.579 il 10 maggio (figura 7). Al 10 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 13,3% in area medica e del 3,8% in area critica. 10 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 31,4%, mentre tutte le Regioni si collocano sotto la soglia del 10% per l’area critica (figura 8). «Torna a scendere il numero di ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 33 ingressi/die rispetto ai 37 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Diminuiscono ancora i decessi: 842 negli ultimi 7 giorni (di cui 60 riferiti a periodi precedenti), con una media di 120 al giorno rispetto ai 137 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) l’88,1% della platea (n. 50.770.168) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+5.975 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.872.980) ha completato il ciclo vaccinale (+11.290 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 4-10 maggio si riduce ancora il numero di nuovi vaccinati: 5.083 rispetto ai 6.113 della settimana precedente (-16,8%). Di questi il 37% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.881, con una riduzione del 9,8% rispetto alla settimana precedente. Continua a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.268 (-25,4% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono 6,88 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,06 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4,1% della Provincia Autonoma di Trento al 10,3% della Calabria;
  • 2,82 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,9% della platea con nette differenze regionali: dal 2,8% del Molise al 10,7% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.568.761 dosi: 1.387.000 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.259.217 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 37,9% con nette differenze regionali (dal 20,6% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia) (figura 13).

Vaccini: terza dose. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono state somministrate 39.426.220 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 8.283 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 6 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,6% con nette differenze regionali: dal 77% della Sicilia all’86,7% della Valle D'Aosta. Sono 8,28 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 2,82 milioni possono riceverla subito, pari al 5,9% della platea con nette differenze regionali dal 3,5% dell’Abruzzo al 10,4% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 5,46 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari all’11,4% della platea con nette differenze regionali: dal 7,7% della Valle D’Aosta al 13,8% dell’Umbria.

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono state somministrate 166.483 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 21% con nette differenze regionali: dal 3,8% del Molise al 73,1% del Piemonte (figura 16).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  All’11 maggio (aggiornamento ore 06.22) sono state somministrate 384.600 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’8,7% con nette differenze regionali: dal 2,4% del Calabria al 18% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 40,5% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 43,4% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 57,9% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 70,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’88,6% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 2-48,8%): fa eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +32,9% rispetto ai non vaccinati. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 30,5-79,6% per ricoveri ordinari; del 25,3-82,1% per le terapie intensive) e decesso (del 51,4-100%) (figura 18).

«Le inaccettabili disuguaglianze regionali sulle coperture con le quarte dosi – conclude Cartabellotta – dimostrano che le strategie di chiamata attiva sono molto più efficaci della prenotazione volontaria. Tuttavia, la lentezza con cui procedono le somministrazioni è spia di una serpeggiante esitazione vaccinale, spesso alimentata da discutibili consigli sanitari, che invitano ad aspettare l’autunno per effettuare l’ulteriore richiamo con vaccini “aggiornati”. In realtà, questa strategia attendista può essere molto rischiosa per tre ragioni. Innanzitutto, non vi è alcuna certezza su quando saranno disponibili questi vaccini “aggiornati”; in secondo luogo, i dati dimostrano sia il calo progressivo dell’efficacia vaccinale sulla malattia grave, sia una elevata mortalità negli over 80 già coperti con la terza dose; infine, si consolidano sempre più le prove di efficacia della quarta dose nel ridurre ospedalizzazioni e decessi.  Senza mezzi termini: tenendo conto sia della particolare fragilità della platea a rischio, sia della elevata circolazione virale, la quarta dose deve essere fatta subito».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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5 maggio 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana scendono contagi (-8,9%), terapie intensive (-10,5%), ricoveri ordinari (-6,1%) e decessi (-7%). Terza dose: scoperte quasi 2,7 mln di persone. Quarta dose al ralenti: solo 133 mila somministrazioni a immunocompromessi (16,9%) e meno di 250 mila agli altri fragili (5,6%)

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 27 APRILE-3 MAGGIO, UNA DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI CHE SCENDONO SOTTO QUOTA 400 MILA. SOLO IN 5 PROVINCE L’INCIDENZA SUPERA 1.000 CASI PER 100.000 ABITANTI. IN DISCESA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (962). INVARIATE LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,5%). 6,89 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,79 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 8,32 MILIONI LE PERSONE CHE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE DI CUI 5,65 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI DEI TASSI DI COPERTURA PER LE QUARTE DOSI NEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 2,9% DEL MOLISE AL 57,1% DEL PIEMONTE) E PER GLI ALTRI FRAGILI (DALL’1,6% DELLA CALABRIA ALL’11,1% DELL’EMILIA-ROMAGNA). CIRCOLAZIONE DEL VIRUS ELEVATA E AMPIAMENTE SOTTOSTIMATA: FONDAMENTALE CONTINUARE AD UTILIZZARE LE MASCHERINE AL CHIUSO.

5 maggio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 27 aprile-3 maggio 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (394.945 vs 433.321) (figura 1) e dei decessi (962 vs 1.034) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (1.199.960 vs 1.234.976), le persone in isolamento domiciliare (1.189.899 vs 1.224.239), i ricoveri con sintomi (9.695 vs 10.328) e le terapie intensive (366 vs 409) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 962 (-7%), di cui 98 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -43 (-10,5%)
  • Ricoverati con sintomi: -633 (-6,1%)
  • Isolamento domiciliare: -34.340 (-2,8%)
  • Nuovi casi: 394.945 (-8,9%)
  • Casi attualmente positivi: -35.016 (-2,8%)

Nuovi casi. «Dopo il rimbalzo della scorsa settimana – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – tornano a scendere i nuovi casi settimanali (-8,9%), che si attestano a quota 395 mila con una media mobile a 7 giorni di 56 mila casi giornalieri, a fronte di un numero stabile di tamponi totali» (figura 4). Nella settimana 27 aprile-3 maggio in 18 Regioni si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -0,7% del Veneto al -18% del Lazio), mentre si registra un incremento Lombardia (+0,7%), Friuli-Venezia Giulia (+5%) e Piemonte (+7,4%) (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 24 Province si rileva un aumento percentuale dei nuovi casi, in 83 una riduzione. L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 92 Province, di cui 5 registrano oltre 1.000 casi per 100.000 abitanti: Chieti (1.132), Ascoli Piceno (1.092), Teramo (1.061), Pescara (1.027) e Avellino (1.013) (tabella 2).

Testing. Rimane sostanzialmente stabile il numero dei tamponi totali (+0,7%): da 2.563.195 della settimana 20-26 aprile a 2.581.456 della settimana 27 aprile-3 maggio. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti dello 0,4% (-8.034), mentre quelli molecolari sono aumentati del 5,5% (+26.295) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività è stabile al 12,8% per i tamponi molecolari e si riduce dal 18,2% al 16% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID scende ancora in terapia intensiva (-10,5%) e, dopo la battuta di arresto della scorsa settimana, anche in area medica (-6,1%)». In dettaglio in area critica al 3 maggio si registrano 366 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo il picco di 10.328 registrato il 26 aprile, i posti letto COVID sono scesi a quota 9.695 il 3 maggio (figura 7). Al 3 maggio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 15% in area medica e 3,9% in area critica. 14 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 33,2%, mentre tutte le Regioni si collocano sotto la soglia del 10% per l’area critica (figura 8). «Il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – rimane stabile rispetto alla settimana precedente con una media mobile a 7 giorni di 37 ingressi/die» (figura 9).

Decessi. Si registra un lieve calo sul fronte dei decessi: 962 negli ultimi 7 giorni (di cui 98 riferiti a periodi precedenti), con una media di 137 al giorno rispetto ai 148 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 4 maggio (aggiornamento ore 06.16) l’88,1% della platea (n. 50.764.193) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+14.327 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.861.690) ha completato il ciclo vaccinale (+33.227 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 27 aprile-3 maggio si riduce ancora il numero di nuovi vaccinati: 5.982 rispetto ai 6.408 della settimana precedente (-6,6%). Di questi il 34,3% è rappresentato dalla fascia 5-11 anni: 2.054, con un incremento del 10,5% rispetto alla settimana precedente. Torna a scendere tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.659 (-16,4% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 4 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono 6,89 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,10 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7,1% della platea con nette differenze regionali: dal 4,1% della Provincia Autonoma di Trento al 10,4% della Calabria;
  • 2,79 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,8% della platea con nette differenze regionali: dal 2,7% del Molise al 10,7% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 4 maggio (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.565.365 dosi: 1.385.060 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.256.311 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 37,9% con nette differenze regionali: dal 20,6% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 4 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 39.366.413 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 10.932 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.689.593), aggiornata al 29 aprile, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’82,5% con nette differenze regionali: dal 76,9% della Sicilia all’86,6% della Valle D'Aosta. Sono 8,32 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 2,68 milioni possono riceverla subito, pari al 5,6% della platea con nette differenze regionali: dal 2,9% dell’Umbria al 10,6% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 5,65 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari all’11,8% della platea con nette differenze regionali: dal 7,9% della Valle D’Aosta al 14,8% dell’Umbria.

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 4 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 133.491 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 16,9% con nette differenze regionali: dal 2,9% del Molise al 57,1% del Piemonte (figura 16).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 4 maggio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 249.780 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 persone fragili di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 5,6% con nette differenze regionali: dall’1,6% della Calabria all’11,1% dell’Emilia-Romagna (figura 17).

«Nell’ambito di un generalizzato flop delle quarte dosi nelle persone immunocompromesse – commenta Cartabellotta – le inaccettabili diseguaglianze regionali dimostrano da un lato l’efficacia delle strategie di chiamata attiva dall’altra l’immobilismo organizzativo della maggior parte delle Regioni. Ça va sans dire che rispetto all’ulteriore platea di 4,2 milioni di persone candidate a ricevere la quarta dose già emergono nette differenze tra Regioni, oltre che una partenza al ralenti delle somministrazioni».

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 44,3% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47,1% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 62,1% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 72% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 73,5% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’89,4% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 12,7-53,5%): fa eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +28,9% rispetto ai non vaccinati. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 36,9-81,1% per ricoveri ordinari; del 55,4-82,9% per le terapie intensive) e decesso (del 55,6-100%) (figura 18).

«Tutti gli indicatori – conclude il Presidente – sono sostanzialmente in una fase di plateau con lieve tendenza discendente. Tuttavia, indipendentemente dallo spartiacque normativo del 1° maggio, la circolazione del virus rimane molto elevata, oltre che ampiamente sottostimata: più di 56 mila nuovi casi in media al giorno, tasso di positività dei tamponi antigenici al 16% e quasi 1,2 milioni di positivi. Ecco perché, indipendentemente da obblighi e raccomandazioni, mantenere la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco aerati, rimane una strategia indispensabile per ridurre la circolazione virale e proteggersi dal contagio».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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28 aprile 2022
Coronavirus: in 7 giorni tornano a salire i contagi (+22,7%). In lieve calo le terapie intensive (-3,1%), stabili i ricoveri ordinari (+1,1%). Decessi sopra quota mille (+20,1%). Arranca la quarta dose: copertura solo per 100 mila immunocompromessi (13,1%) e al 2,8% per gli altri fragili. Mascherine al chiuso: follia abbandonare dal 1° maggio

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 20-26 APRILE, UN AUMENTO DEI NUOVI CASI (433.321 vs 353.193) IN TUTTE LE REGIONI. SONO 11 LE PROVINCE CON INCIDENZA SUPERIORE A 1.000 CASI PER 100.000 ABITANTI. OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO STABILE IN AREA MEDICA E IN LIEVE CALO NELLE TERAPIE INTENSIVE. AUMENTANO I DECESSI (1.034). L’88,1% DELLA PLATEA HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO E L’86,5% HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE. 6,89 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,75 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 1,83 MILIONI CANDIDATI A RICEVERE SUBITO LA TERZA DOSE. TASSO DI COPERTURA QUARTE DOSI NELLE PERSONE IMMUNOCOMPROMESSE AL 13,1% E SOLO 122.041 DOSI SOMMINISTRATE A OVER 80, OSPITI RSA E FRAGILI DELLA FASCIA 60-79 ANNI. CIRCOLAZIONE DEL VIRUS ANCORA MOLTO ELEVATA: RAGIONEVOLE ABOLIRE IL GREEN PASS, MA NON L’OBBLIGO DI MASCHERINA SUI MEZZI PUBBLCI E NEI LOCALI AL CHIUSO, SPECIE SE AFFOLLATI E/O POCO AERATI.

28 aprile 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 20-26 aprile 2022, rispetto alla precedente, un aumento dei nuovi casi (433.321 vs 353.193) (figura 1) e dei decessi (1.034 vs 861) (figura 2). In crescita anche i casi attualmente positivi (1.234.976 vs 1.208.279), le persone in isolamento domiciliare (1.224.239 vs 1.197.643) e i ricoveri con sintomi (10.328 vs 10.214), mentre si confermano in leggero calo le terapie intensive (409 vs 422) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 1.034 (+20,1%), di cui 93 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -13 (-3,1%)
  • Ricoverati con sintomi: +114 (+1,1%)
  • Isolamento domiciliare: +26.596 (+2,2%)
  • Nuovi casi: 433.321 (+22,7%)
  • Casi attualmente positivi: +26.697 (+2,2%)

Nuovi casi. «Dopo il netto calo della scorsa settimana – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – tornano a salire i nuovi casi settimanali (+22,7%), che si attestano a quota 433 mila con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 62 mila casi, a fronte di una risalita dei tamponi totali dell’11,7%» (figura 4). Nella settimana 20-26 aprile in tutte le Regioni si registra un incremento percentuale dei nuovi casi (dal +2,9% del Piemonte al +44,8% della Basilicata) (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 101 Province si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, in 6 una riduzione. L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 92 Province, di cui 11 registrano oltre 1.000 casi per 100.000 abitanti: Chieti (1.346), Ascoli Piceno (1.245), Pescara (1.188), Teramo (1.176), Avellino (1.134), Benevento (1.059), Brindisi (1.052), Catanzaro (1.033), Bari (1.029), Salerno (1.015) e Messina (1.002) (tabella 2).

Testing. Cresce il numero dei tamponi totali (+11,7%): da 2.294.395 della settimana 13-19 aprile a 2.563.195 della settimana 20-26 aprile. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 13,7% (+250.792), mentre quelli molecolari del 3,9% (+18.008) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività rimane sostanzialmente stabile per i tamponi molecolari (dal 13,2% al 12,8%), mentre per gli antigenici rapidi aumenta dal 16,4% al 18,2% (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID cala ancora in terapia intensiva (-3,1%), mentre la discesa si arresta in area medica (+1,1%)». In dettaglio in area critica, dopo una lieve risalita all’inizio del mese, al 26 aprile si registrano 409 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, i posti letto COVID hanno raggiunto quota 10.328 il 26 aprile (figura 7). Al 26 aprile il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID non varia sostanzialmente rispetto alla settimana precedente: 16% in area medica e 4,4% in area critica. 14 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 34,1%, mentre tutte le Regioni si collocano sotto la soglia del 10% in terapia intensiva (figura 8). «Rimane sostanzialmente stabile il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni che si attesta a 37 ingressi/die rispetto ai 39 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Risale il numero dei decessi: 1.034 negli ultimi 7 giorni (di cui 93 riferiti a periodi precedenti), con una media di 148 al giorno rispetto ai 123 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 27 aprile (aggiornamento ore 06.15) l’88,1% della platea (n. 50.757.410) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+7.544 rispetto alla settimana precedente) e l’86,5% (n. 49.847.195) ha completato il ciclo vaccinale (+18.732 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 20-26 aprile si registra un lieve incremento dei nuovi vaccinati: 6.377 rispetto ai 6.142 della settimana precedente (+3,8%). Di questi il 29% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.850, con un incremento del 25% rispetto alla settimana precedente. Stabile tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.963 (+0,4% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 27 aprile (aggiornamento ore 06.15) sono 6,89 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,14 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7,2% della platea con nette differenze regionali: dal 4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,5% della Calabria;
  • 2,75 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,8% della platea con nette differenze regionali: dal 2,6% del Molise al 10,6% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 27 aprile (aggiornamento ore 06.15) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.448.883 dosi: 1.382.985 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.253.014 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 37,8% con nette differenze regionali: dal 20,5% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 27 aprile (aggiornamento ore 06.15) sono state somministrate 39.288.115 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 13.907 somministrazioni/die. In base alla platea ufficiale (n. 46.695.848), aggiornata all’8 aprile, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’84,1% con nette differenze regionali: dal 79,1% della Sicilia all’88,4% della Valle D'Aosta. Sono 7,41 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la terza dose (figure 14 e 15), di cui:

  • 1,83 milioni candidati a riceverla subito, pari al 3,9% della platea con nette differenze regionali: dallo 0,8% dell’Umbria al 7,7% della Sicilia;
  • 5,58 milioni di guariti da meno di 120 giorni che non possono riceverla nell’immediato, pari all’11,9% della platea con nette differenze regionali (dall’8,1% della Valle D’Aosta al 14,7% dell’Umbria).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 27 aprile (aggiornamento ore 06.15) sono state somministrate 104.049 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi nelle persone immunocompromesse è del 13,1% con nette differenze regionali: dal 2,5% della Calabria al 47,8% del Piemonte (figura 16).

Vaccini: quarta dose over 80, ospiti RSA e fragili (60-79 anni).  Al 27 aprile (aggiornamento ore 06.15) sono state somministrate 122.041 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 over 80, 1.538.588 pazienti fragili di età compresa tra 60 e 79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 2,8% con nette differenze regionali: dallo 0,6% dell’Umbria al 5,3% dell’Emilia-Romagna (figura 17).

«Il clamoroso flop delle quarte dosi nelle persone immunocompromesse – commenta Cartabellotta – deve far riflettere le Istituzioni, in particolare considerata l’ulteriore estensione della platea ad altri 4,2 milioni di persone tra le quali arrancano le somministrazioni. Innanzitutto serve un’incisiva campagna d’informazione sia per sensibilizzare la popolazione a rischio di malattia grave sull’efficacia del secondo richiamo, sia per contrastare il generale senso di “stanchezza” nei confronti della campagna vaccinale. Ma l’informazione da sola non basta: deve essere integrata con strategie di chiamata attiva, visto che le ASL dispongono di tutti i dati delle persone inserite nella platea».

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 45,3% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47,1% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 63,7% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 72,5% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 73,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 89,9% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 14,9-56,6%): fa eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +25,2% rispetto ai non vaccinati. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 30,3-81,9% per ricoveri ordinari; del 59,2-85,7% per le terapie intensive) e decesso (del 59,2-89,9%) (figura 18).

«Con il 1° maggio alle porte – conclude il Presidente – i dati dimostrano che la circolazione del virus, già molto elevata, è addirittura in aumento rispetto alla scorsa settimana. La media dei nuovi casi giornalieri è risalita a quasi 62 mila, il tasso di positività dei tamponi molecolari ha superato il 18% e il numero di positivi, ampiamente sottostimato, supera quota 1,23 milioni. Con questi numeri, se è ragionevole mandare in soffitta il green pass che ha ormai esaurito definitivamente il ruolo di “spinta gentile” alla vaccinazione, sarebbe una follia abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso, in particolare se affollati e/o scarsamente aerati, e sui mezzi pubblici».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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21 aprile 2022
Coronavirus: in 7 giorni netta discesa dei contagi (-19,5%), ma con tamponi a -20%. Giù terapie intensive (-8,9%) e decessi (-7,3%), stabili i ricoveri ordinari. Campagna vaccinale: 4,2 milioni di persone non vaccinate e 2 milioni senza terza dose. Quarta dose somministrata solo a 1 immunocompromesso su 10 e partenza in sordina (0,7%) per gli ulteriori 4,4 milioni. Circolazione virale troppo levata: 1° maggio, no allo stop mascherine al chiuso

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 13-19 APRILE, UNA NETTA RIDUZIONE DEI NUOVI CASI (353.193 vs 438.751) IN TUTTE LE REGIONI, SU CUI PESA IL SENSIBILE CALO DELL’ATTVITÀ DI TESTING. SONO 72 LE PROVINCE CON INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO STABILE IN AREA MEDICA (+7) E IN RIDUZIONE NELLE TERAPIE INTENSIVE (-41). IN CALO I DECESSI (861). INVARIATE LE PERCENTUALI DI POPOLAZIONE VACCINATA CON ALMENO UNA DOSE (85,6%) E CON CICLO COMPLETO (84,1%). 6,89 MILIONI DI NON VACCINATI, DI CUI 2,69 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. TASSO DI COPERTURA TERZE DOSI ALL’83,9%. SOLO 80.554 QUARTE DOSI SOMMINISTRATE AGLI IMMUNOCOMPROMESSI E 29.158 A OVER 80, OSPITI RSA E FRAGILI DELLA FASCIA 60-79 ANNI. CON L’ATTUALE LIVELLO DI CIRCOLAZIONE DEL VIRUS ABOLIRE L’OBBLIGO DI MASCHERINA NEI LOCALI AL CHIUSO È UNA DECISIONE MOLTO AVVENTATA.

21 aprile 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 13-19 aprile 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione dei nuovi casi (353.193 vs 438.751) (figura 1) e dei decessi (861 vs 929) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (1.208.279 vs 1.228.745), le persone in isolamento domiciliare (1.197.643 vs 1.218.075), le terapie intensive (422 vs 463), stabili i ricoveri con sintomi (10.214 vs 10.207) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 861 (-7,3%), di cui 55 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -41 (-8,9%)
  • Ricoverati con sintomi: +7 (+0,1%)
  • Isolamento domiciliare: -20.432 (-1,7%)
  • Nuovi casi: 353.193 (-19,5%)
  • Casi attualmente positivi: -20.466 (-1,7%)

Nuovi casi. «Dopo due settimane di lieve riduzione – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – appaiono in netto calo i nuovi casi settimanali (-19,5%), che si attestano a quota 353 mila con una media mobile a 7 giorni che scende intorno ai 50 mila casi: numeri condizionati da una riduzione di oltre il 20% dei tamponi in conseguenza delle festività pasquali» (figura 4). Nella settimana 13-19 aprile si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi in tutte le Regioni (dal -1,7% del Molise al -28,2% della Calabria) (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 6 Province si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, in 101 una riduzione. L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 72 province: Ascoli Piceno (972), Chieti (931), Isernia (873), Teramo (852), Pescara (851), Avellino (831), Messina (789), Perugia (779), Bari (772), Ravenna (763), Catanzaro (758), Reggio nell'Emilia (756), Salerno (746), Treviso (740), Vicenza (738), Campobasso (735), Padova (732), Venezia (724), Rieti (723), Potenza (722), Caserta (721), Latina (717), Brindisi (697), Rovigo (685), Livorno (684), Benevento (683), Roma (680), Siena (680), Oristano (676), Belluno (662), Forlì-Cesena (654), Fermo (654), La Spezia (650), Massa Carrara (641), Lecce (638), Cagliari 637), Pisa (634), Taranto (631), Asti (631), Parma (629), Modena (626), Nuoro (623), Grosseto (619), Bologna (616), Verona (611), Sud Sardegna (608), Terni (603), Frosinone (601), Rimini (600), Ancona (598), Ferrara (591), Siracusa (589), Napoli (588), Crotone (587), Alessandria (586), L'Aquila (578), Arezzo (577), Vibo Valentia (568), Macerata (562), Genova (555), Firenze (554), Lucca (554), Matera (549), Pistoia (548), Foggia (542), Palermo (540), Viterbo (534), Trieste (525), Mantova (525), Reggio di Calabria (521), Trapani (519) e Verbano-Cusio-Ossola (505) (tabella 2).

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-21,4%): da 2.919.794 della settimana 6-12 aprile 2022 a 2.294.395 della settimana 13-19 aprile. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 21% (-488.627), mentre quelli molecolari del 22,9% (-136.772) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività rimane sostanzialmente stabile dal 13,3% al 13,2% per i tamponi molecolari, mentre aumenta dal 15,5% al 16,4% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID scende in terapia intensiva (-8,9%), mentre rimane stabile in area medica (+0,1%)». In dettaglio in area critica, dopo una lieve risalita all’inizio del mese, al 19 aprile si registrano 422 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, i posti letto COVID sono risaliti per stabilizzarsi da un paio di settimane (10.214 al 19 aprile) (figura 7). Al 19 aprile il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID non varia sostanzialmente rispetto alla settimana precedente: 15,8% in area medica e 4,5% in area critica. 13 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 36,9%, mentre solo la Sardegna supera la soglia del 10% in terapia intensiva (figura 8). «Il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – è in ulteriore calo: la media mobile a 7 giorni si attesta a 39 ingressi/die rispetto ai 47 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Continua a scendere il numero dei decessi: 861 negli ultimi 7 giorni (di cui 55 riferiti a periodi precedenti), con una media di 123 al giorno rispetto ai 133 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 20 aprile (aggiornamento ore 06.14) l’85,6% della popolazione (n. 50.749.866) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+6.926 rispetto alla settimana precedente) e l’84,1% (n. 49.828.463) ha completato il ciclo vaccinale (+19.593 rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: coperture. Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 99,4% della fascia over 80 al 37,6% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto l’89,1%, nella fascia 70-79 l’88% e in quella 60-69 anni l’85% (figura 11).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 13-19 aprile calano ancora i nuovi vaccinati: 6.092 rispetto agli 8.601 della settimana precedente (-29,2%). Di questi il 24,2% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.474, con una riduzione del 34,2% rispetto alla settimana precedente. Dopo la lieve risalita della scorsa settimana cala nuovamente tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.917 (-16,1% rispetto alla settimana precedente) (figure 12 e 13).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 20 aprile sono 6,89 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,69 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni (figura 14): le persone attualmente vaccinabili sono dunque circa 4,2 milioni.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 20 aprile (aggiornamento ore 06.14) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.444.388 dosi: 1.381.088 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.249.045 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale che si attesta al 37,6% con enormi differenze regionali (dal 20,5% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,9% della Puglia) (figura 15).

Vaccini: terza dose. Al 20 aprile (aggiornamento ore 06.14) sono state somministrate 39.188.284 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 14.207 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 46.695.848), aggiornata all’8 aprile, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,9% con nette differenze regionali: dal 78,9% della Sicilia all’88% della Valle D'Aosta (figura 16). Dei 7,5 milioni di persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster, 2 milioni potrebbero riceverla subito, mentre i 5,5 milioni di guariti da meno di 120 giorni non possono riceverla nell’immediato (figura 17).

Vaccini: quarta dose. Oltre che per le persone immunocompromesse (n. 791.376), la circolare del Ministero della Salute dell’8 aprile raccomanda il secondo richiamo (quarta dose) per tre categorie di persone: gli over 80 (n. 2.795.910), i pazienti fragili della fascia di età 60-79 (n. 1.538.588) e gli ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti (n. 88.099), per un totale di oltre 5,2 milioni di persone.

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 20 aprile (aggiornamento ore 06.14) sono state somministrate 80.554 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 10,2% con nette differenze regionali: dall’1,6% della Calabria al 40,5% del Piemonte (figura 18).

Vaccini: quarta dose over 80, ospiti RSA e fragili (60-79 anni). Al 20 aprile (aggiornamento ore 06.14) sono state somministrate 29.158 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597), aggiornata al 19 aprile, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dello 0,7% con le consuete differenze regionali: dallo 0,04% del Friuli-Venezia Giulia all’1,2% del Lazio (figura 19).

«Dopo 7 settimane dal via libera della quarta dose per le persone immunocompromesse – commenta Cartabellotta – un tasso di copertura nazionale al 10,2% e ingiustificate differenze regionali dimostrano che, al momento, la protezione di oltre 790 mila persone estremamente fragili è un lontano miraggio. Di conseguenza, l’estensione della platea per la quarta dose ad oltre 5,2 milioni di persone richiede indubbiamente sia nuove strategie di comunicazione, sia meccanismi di chiamata attiva e non può essere affidata solo all’adesione volontaria».

«Che la campagna vaccinale sia ormai al palo – continua il Presidente – è un dato di fatto, nonostante 4,2 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato aumenti irrisori ». Tra il 20 marzo e il 19 aprile le coperture con almeno una dose sono ferme all’85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,2 punti percentuali passando da 83,9% a 84,1%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi per le persone immunocompromesse procedono molto a rilento con incrementi pari rispettivamente a 1,5 (82,4% vs 83,9%) e 4,5 punti percentuali (5,7% vs 10,2%) nonostante l’inizio più tardivo e l’estesa platea vaccinabile.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 51% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 49,2% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 66% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 73,1% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 74,5% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 90,4% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 18,5-60,1%): fa eccezione la fascia 5-11 per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +23,4% rispetto ai non vaccinati. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 31,7-83,7% per ricoveri ordinari; del 61,2-86,6% per le terapie intensive) e decesso (del 60,1-89,8%) (figura 20).

«A una decina di giorni dal 1° maggio – conclude il Presidente – data in cui dovrebbe decadere l’obbligo delle mascherine al chiuso, tutte le curve (nuovi casi, ricoveri, terapie intensive, decessi) si mantengono in una fase di plateau con lieve tendenza alla flessione. Tuttavia, la circolazione del virus rimane ancora molto elevata: il numero di positivi, verosimilmente sottostimato, supera quota 1,2 milioni, i nuovi casi giornalieri si mantengono oltre 50 mila e il tasso di positività dei tamponi supera il 15%. Di conseguenza, abolire l’obbligo di mascherina nei locali al chiuso è una decisione molto avventata per tre ragioni: innanzitutto, nei locali affollati e/o scarsamente aerati la probabilità di contagio è molto elevata; in secondo luogo, la vaccinazione offre una protezione parziale dal contagio; infine, ci sono milioni di persone suscettibili, non vaccinate o senza booster. Utile ribadire che la protezione individuale è massimizzata con la mascherina FFP2 e non con quella chirurgica, poco efficace nei confronti di omicron».

 

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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14 aprile 2022
Coronavirus: negli ultimi 7 giorni lenta discesa dei contagi (-6,5%), stabili ricoveri ordinari (-0,4%) e terapie intensive (-1,7%). Giù i decessi (-11,4%). Campagna vaccinale ferma: nell’ultimo mese prime dosi a +0,1 seconde a +0,3, terze a +1,9 punti percentuali. Quarta dose: flop negli immunocompromessi. L’espansione della platea impone strategie di chiamata attiva

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 6-12 APRILE, UNA LIEVE RIDUZIONE DEI NUOVI CASI (438.751 VS 469.479). SONO 94 LE PROVINCE CON INCIDENZA SUPERIORE A 500 CASI PER 100.000 ABITANTI. SOSTANZIALMENTE STABILE L’OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO IN AREA MEDICA (-39) E NELLE TERAPIE INTENSIVE (-8) MENTRE I DECESSI TORNANO SOTTO QUOTA MILLE (929). FISSE LE PERCENTUALI DI POPOLAZIONE VACCINATA CON ALMENO UNA DOSE (85,6%) E CON CICLO COMPLETO (84,1%). 6,9 MILIONI DI NON VACCINATI, DI CUI 2,65 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE E 4,25 MILIONI ATTUALMENTE VACCINABILI. TASSO DI COPERTURA TERZE DOSI ALL’83,7%. IN UN MESE E MEZZO SOLO 70.598 QUARTE DOSI SOMMINISTRATE AGLI IMMUNOCOMPROMESSI CON UNA COPERTURA NAZIONALE ALL’8,9%. ECCO PERCHÉ CON LA RECENTE ESPANSIONE DELLA PLATEA PER LA QUARTA DOSE NON BASTA L’ADESIONE VOLONTARIA, MA OCCORRONO STRATEGIE DI CHIAMATA ATTIVA.

14 aprile 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 6-12 aprile 2022, rispetto alla precedente, una diminuzione dei nuovi casi (438.751 vs 469.479) (figura 1) e dei decessi (929 vs 1.049) (figura 2). In calo anche i casi attualmente positivi (1.228.745 vs 1.274.388), le persone in isolamento domiciliare (1.218.075 vs 1.263.671), i ricoveri con sintomi (10.207 vs 10.246) e le terapie intensive (463 vs 471) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 929 (-11,4%), di cui 61 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -8 (-1,7%)
  • Ricoverati con sintomi: -39 (-0,4%)
  • Isolamento domiciliare: -45.596 (-3,6%)
  • Nuovi casi: 438.751 (-6,5%)
  • Casi attualmente positivi: -45.643 (-3,6%)

Nuovi casi. «Per la seconda settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si rileva una lieve riduzione dei nuovi casi settimanali (-6,5%), che si attestano a quota 438 mila con una media mobile a 7 giorni che scende intorno ai 62 mila casi: numeri condizionati da situazioni regionali e locali molto eterogenee». (figura 4). Infatti, nella settimana 6-12 aprile si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi in 6 Regioni (dal +2,9% dell’Emilia-Romagna al +27,4% della Valle D’Aosta) e una riduzione in 15 (dal -0,8% della Lombardia al -20,1% della Basilicata) (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 30 Province si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, in 75 una riduzione e 2 rimangono stabili. L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 94 province, di cui 7 con oltre 1.000 casi per 100.000 abitanti: Avellino (1.153), Teramo (1.108), Ascoli Piceno (1.108), Chieti (1.052), Bari (1.028), Massa Carrara (1.012) e Catanzaro (1.002) (tabella 2).

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-7,8%): da 3.167.782 della settimana 30 marzo 2022-5 aprile a 2.919.794 della settimana 6-12 aprile. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 7,6% (-190.408) mentre quelli molecolari dell’8,8% (-57.580) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività rimane sostanzialmente stabile dal 13,6% al 13,3% per i tamponi molecolari e ferma al 15,5% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID rimane sostanzialmente stabile sia in terapia intensiva (-1,7%) che in area medica (-0,4%)». In particolare, in area critica dopo una lieve risalita all’inizio del mese, al 12 aprile si registrano 463 posti letto occupati; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, i posti letto COVID sono risaliti per stabilizzarsi a quota 10.207 il 12 aprile (figura 7). Al 12 aprile il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID non varia sostanzialmente rispetto alla settimana precedente: 15,7% in area medica e 4,9% in area critica. 13 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che raggiunge il 40,8%; la Sardegna supera la soglia del 10% in terapia intensiva (figura 8). «Il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – è in lieve calo: la media mobile a 7 giorni si attesta a 47 ingressi/die rispetto ai 50 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Torna a scendere il numero dei decessi: 929 negli ultimi 7 giorni (di cui 61 riferiti a periodi precedenti), con una media di 133 al giorno rispetto ai 150 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 13 aprile (aggiornamento ore 06.14) l’85,6% della popolazione (n. 50.742.940) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+8.359 rispetto alla settimana precedente) e l’84,1% (n. 49.808.870) ha completato il ciclo vaccinale (+30.133 rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: coperture. Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 99,4% degli over 80 al 37,6% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto l’89,1%, nella fascia 70-79 l’88% e in quella 60-69 anni l’84,9% (figura 11).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 6-12 aprile calano ancora i nuovi vaccinati: 8.501 rispetto ai 9.668 della settimana precedente (-12,1%). Di questi il 26,2% è rappresentato dalla fascia 5-11: 2.230, con una riduzione del 10,7% rispetto alla settimana precedente. In lieve risalita tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 2.236 (+7,6% rispetto alla settimana precedente) (figure 12 e 13).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 13 aprile sono 6,9 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,65 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni (figura 14). Di conseguenza, le persone attualmente vaccinabili sono circa 4,25 milioni, un dato che continua a non tener conto delle esenzioni di cui non si conosce il numero esatto.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 13 aprile (aggiornamento ore 06.14) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.440.652 dosi: 1.379.588 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.245.633 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale che si attesta al 37,6% con differenze regionali del tutto ingiustificate (dal 20,4% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,8% della Puglia) (figura 15).

Vaccini: terza dose. Al 13 aprile (aggiornamento ore 06.14) sono state somministrate 39.085.621 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 20.343 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 46.695.848), aggiornata all’8 aprile, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,7% con nette differenze regionali: dal 78,6% della Sicilia all’87,8% della Valle D'Aosta (figura 16). Dei 7,61 milioni di persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster, 2,28 milioni potrebbero riceverla subito, mentre i 5,33 milioni di guariti da meno di 120 giorni non possono riceverla nell’immediato (figura 17).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 13 aprile (aggiornamento ore 06.14) sono state somministrate 70.598 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’8,9% con nette differenze regionali: dall’1,1% del Molise al 38,7% del Piemonte (figura 18). «Dopo un mese e mezzo dal via libera per i pazienti più fragili – commenta Cartabellotta – le esigue coperture e le rilevanti differenze regionali documentano un vero e proprio flop, alimentato dal senso di diffidenza per un ulteriore richiamo. Ecco perché la somministrazione di un ulteriore richiamo alla platea recentemente allargata ad over 80, ospiti delle RSA e persone nella fascia 60-79 anni con patologie concomitanti non può essere affidata esclusivamente all’adesione volontaria, ma richiede strategie di chiamata attiva, di fatto mai attuate in maniera sistematica».

«Che la campagna vaccinale si sia arrestata – continua il Presidente – è ormai un dato di fatto, nonostante 4,25 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2,28 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato incrementi davvero esigui». Tra il 13 marzo e il 12 aprile le coperture con almeno una dose segnano un esiguo +0,1 passando da 85,5% a 85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,3 punti percentuali passando da 83,8% a 84,1%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono molto a rilento con incrementi pari rispettivamente a 1,9 e 4,9 punti percentuali (rispettivamente 81,8% vs 83,7% e 4% vs 8,9%) nonostante l’inizio più tardivo e l’estesa platea vaccinabile.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 47,4% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 66,4% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 72,9% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 74,8% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 90,7% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 23,8-62,8%): fa eccezione la fascia 5-11 per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +21,6% rispetto ai non vaccinati. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 29,3-85,2% per ricoveri ordinari; del 64,4-100% per le terapie intensive) e decesso (del 62,3-90,5%) (figura 19).

«Alla vigilia delle festività pasquali – continua il Presidente – se da un lato tutti gli indicatori (nuovi casi, ricoveri, terapie intensive, decessi) certificano una fase di plateau, la circolazione del virus rimane ancora molto elevata: oltre 1,2 milioni di positivi, oltre 60 mila casi al giorno e un tasso di positività dei tamponi antigenici al 15,5%. Per tale ragione rimane indispensabile mantenere comportamenti prudenti, evitando assembramenti e soprattutto utilizzando le mascherine al chiuso».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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7 aprile 2022
Coronavirus: nell’ultima settimana lieve calo di contagi (-6,9%) e terapie intensive (-3,3%), ma crescono ancora i ricoveri ordinai (+5,2%). Dopo un mese i decessi tornano sopra quota mille. Campagna vaccinale: in 7 giorni meno di 10 mila nuovi vaccinati. Negli over 70 sottoutilizzo antivirali e declino copertura vaccinale contribuiscono ad aumentare la mortalità

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 30 MARZO-5 APRILE, UNA LIEVE DIMINUZIONE DEI NUOVI CASI (469.479). SCENDONO A 21 LE PROVINCE CON INCIDENZA SUPERIORE A 1.000 CASI PER 100.000 ABITANTI. CONTINUA AD AUMENTARE, SEPPUR PIÙ LENTAMENTE, L’OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO IN AREA MEDICA (+506), MA TORNANO A SCENDERE LE TERAPIE INTENSIVE (-16). FISSE LE PERCENTUALI DI POPOLAZIONE VACCINATA CON ALMENO UNA DOSE (85,6%) E CON CICLO COMPLETO (84%). 6,93 MILIONI DI NON VACCINATI, DI CUI 2,58 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE E 4,35 MILIONI ATTUALMENTE VACCINABILI. TASSO DI COPERTURA TERZE DOSI ALL’83,5% E SOLO 64.792 QUARTE DOSI SOMMINISTRATE AGLI IMMUNOCOMPROMESSI (8,2%). DECLINO DELLA COPERTURA DEL BOOSTER E SOTTOUTILIZZO DEI FARMACI ANTIVIRALI POSSIBILI DETERMINANTI DELL’ELEVATO NUMERO DI DECESSI NEGLI ANZIANI.

7 aprile 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 30 marzo-5 aprile 2022, rispetto alla precedente, una lieve diminuzione di nuovi casi (469.479 vs 504.487) (figura 1) e un aumento dei decessi (1.049 vs 953) (figura 2). Crescono anche i casi attualmente positivi (1.274.388 vs 1.266.878), le persone in isolamento domiciliare (1.263.671 vs 1.256.651) e i ricoveri con sintomi (10.246 vs 9.740), mentre diminuiscono i pazienti in terapia intensiva (471 vs 487) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 1.049 (+10,1%), di cui 104 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -16 (-3,3%)
  • Ricoverati con sintomi: +506 (+5,2%)
  • Isolamento domiciliare: +7.020 (+0,6%)
  • Nuovi casi: 469.479 (-6,9%)
  • Casi attualmente positivi: +7.510 (+0,6%)

Nuovi casi. «Dopo la stabilizzazione della scorsa settimana – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – i nuovi casi settimanali si attestano a quota 469 mila, con una riduzione del 6,9% e una media mobile a 7 giorni che scende intorno ai 68 mila casi. Rimane tuttavia molto difficile fare previsioni, sia per l’eterogeneità delle situazioni regionali, sia perché in alcune grandi Regioni del Nord iniziano ad intravedersi segnali di risalita» (figura 4). Infatti, nella settimana 30 marzo-5 aprile si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi in 4 Regioni (dal +1,3% del Veneto al +10,4% dell’Emilia-Romagna) e un decremento in 17 (dal -1,3% della Lombardia al -18,2% dell’Umbria) (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 38 Province i nuovi casi registrano un incremento percentuale, in 69 una diminuzione. Scendono da 34 a 21 le Province con incidenza superiore a 1.000 casi per 100.000 abitanti: Avellino (1.374), Lecce (1.342), Messina (1.256), Teramo (1.250), Bari (1.200), Ascoli Piceno (1.174), Potenza (1.166), Brindisi (1.145), Benevento (1.130), Perugia (1.115), Reggio di Calabria (1.104), Chieti (1.084), Vibo Valentia (1.083), Fermo (1.080), Padova (1.069), Frosinone (1.057), Ancona (1.048), Crotone (1.040), Latina (1.031), Rieti (1.031) e Taranto (1.018) (tabella 2).

Testing. Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-4,7%): da 3.323.770 della settimana 23-29 marzo a 3.167.782 della settimana 30 marzo-5 aprile. In particolare i tamponi rapidi sono diminuiti del 4,3% (-113.175) mentre quelli molecolari del 6,1% (-42.813) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività dei tamponi rimane sostanzialmente stabile: dal 13,4% al 13,6% per i tamponi molecolari e dal 15,7% al 15,5% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – torna a scendere il numero dei posti letto occupati da pazienti COVID in terapia intensiva (-3,3%), mentre continuano ad aumentare, seppur in misura minore rispetto alla scorsa settimana, quelli in area medica (+5,2%)».  Al 5 aprile il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID rimane sostanzialmente stabile rispetto alla settimana precedente: 15,8% in area medica e 5% in area critica. 14 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con l’Umbria che arriva al 42,4%; Calabria e Sardegna superano la soglia del 10% in terapia intensiva (figura 7). «In lieve aumento – puntualizza Mosti – il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva: la media mobile a 7 giorni si attesta infatti a 50 ingressi/die rispetto ai 45 della settimana precedente» (figura 8).

«È importante rilevare – commenta Cartabellotta – che il quadro dei pazienti ospedalizzati è notevolmente mutato negli ultimi 6 mesi, sia per effetto delle coperture vaccinali e relativi booster, sia per la progressiva sostituzione della variante delta con quella omicron, più contagiosa, ma meno severa». In particolare, se a fine ottobre veniva ricoverato il 3,22% degli attualmente positivi in area medica e lo 0,47% in terapia intensiva, oggi queste percentuali sono crollate rispettivamente allo 0,78% ed allo 0,04%. Inoltre, se il recente rialzo dei casi ha determinato in tre settimane un incremento di oltre 2.000 posti letto in area medica, in area critica al momento si osserva un plateau. «Questo dimostra che si è ridotto in maniera rilevante il numero di pazienti COVID-19 ospedalizzati per polmonite severa che richiedono un ricovero in terapia intensiva – continua il Presidente – mentre vengono ospedalizzati soprattutto anziani con patologie multiple che possono essere assistiti nei reparti ordinari».

 

Decessi. Dopo la stabilizzazione della scorsa settimana torna a crescere il numero dei decessi: 1.049 negli ultimi 7 giorni (di cui 104 riferiti a periodi precedenti), con una media di 150 al giorno rispetto ai 136 della settimana precedente. «Il numero dei decessi che non accenna a scendere – sottolinea Cartabellotta – merita una particolare attenzione: infatti, accanto a fattori epidemiologici non modificabili (età avanzata, comorbidità), esistono determinanti legate al calo dell’efficacia vaccinale sulla malattia grave e al sottoutilizzo dei farmaci antivirali su cui, invece, è possibile intervenire».

Secondo quanto riportato dall’ultimo Report dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, si sono verificati 3.798 decessi di persone che hanno ricevuto una diagnosi di COVID-19 nel periodo 4 febbraio-6 marzo 2022. Il tasso di mortalità per 100.000 persone, calcolato sulla popolazione per status vaccinale al 19 febbraio, è nettamente più elevato per i non vaccinati e decresce progressivamente per i vaccinati con ciclo incompleto, per quelli con ciclo completo da almeno 120 giorni, per quelli con ciclo completo da meno di 120 giorni e per quelli con ciclo completo più booster. I dati dimostrano la straordinaria efficacia del vaccino nel ridurre il tasso di mortalità a partire dagli over 40 e in particolare nella fascia 60-79 (3,4 vs 41,8) e negli over 80 (32,9 vs 470,8). «Per dirla con altre parole – spiega il Presidente – il tasso di mortalità nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con dose booster è superiore di 14,3 volte negli over 80, di 12,3 volte nella fascia 60-79 e di 8 volte nella fascia 40-59».

Guardando ai numeri assoluti, tra le persone vaccinate con ciclo completo più booster che hanno avuto una diagnosi di COVID-19 - nel periodo 4 febbraio-6 marzo 2022 - si sono registrati 1.688 decessi (44,4% del totale), di cui 369 nella fascia 70-79 e 1.272 tra gli over 80. Tenendo conto che al 19 febbraio circa 600 mila over 80 avevano ricevuto il booster da oltre 120 giorni è verosimile che un’ulteriore determinante dell’elevato numero di decessi sia rappresentata dal progressivo declino dell’efficacia vaccinale sulla malattia grave anche nelle persone che hanno fatto il richiamo. «In attesa che le autorità regolatorie si pronuncino sull’estensione della quarta dose – spiega Cartabellotta – dal punto di vista organizzativo bisogna iniziare a considerare che, al 31 maggio, gli over 70 che avranno ricevuto il booster da oltre 120 giorni saranno 8,8 milioni, di cui 3,8 milioni di ultraottantenni e quasi 5 milioni nella fascia 70-79».

Oltre al declino della copertura data del booster, un’ulteriore determinante di ospedalizzazioni e decessi può essere identificata nel sottoutilizzo dei farmaci antivirali. Infatti, come riportato dal Report AIFA Monitoraggio Antivirali per COVID-19 del 25 marzo 2022, dei trattamenti antivirali disponibili per pazienti non ospedalizzati sono state avviate 4.052 terapie con Paxlovid (in 42 giorni), 12.149 con Molnupiravir (in 83 giorni) e 5.100 con Remdesivir (in 83 giorni). Numeri troppo esigui, rispetto alle indicazioni di questi farmaci, raccomandati per tutti “gli adulti non ospedalizzati per COVID-19 e non in ossigeno-terapia per COVID-19 con insorgenza di sintomi da non oltre 7 giorni e in presenza di condizioni cliniche predisponenti che rappresentino dei fattori di rischio per lo sviluppo di COVID-19 grave”. «Il sottoutilizzo di questi farmaci – sottolinea Cartabellotta – è da imputare alla mancata abilitazione dei medici di famiglia alla loro prescrizione, oltre che all’erogazione esclusiva nelle farmacie ospedaliere e non in quelle territoriali. Considerato che l’accordo 2022 per la fornitura di Paxlovid ammonta a 600 mila trattamenti completi (per un totale di 400 milioni di euro), in assenza di un adeguato modello organizzativo in grado di garantire la necessaria tempestività della prescrizione, si rischia concretamente che le scorte rimangano inutilizzate come già accaduto per gli anticorpi monoclonali».

Vaccini: somministrazioni. Al 6 aprile (aggiornamento ore 06.17) l’85,6% della popolazione (n. 50.734.581) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+11.173 rispetto alla settimana precedente) e l’84% (n. 49.778.737) ha completato il ciclo vaccinale (+33.970 rispetto alla settimana precedente) (figura 9).

Vaccini: coperture. Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 99,4% degli over 80 al 37,5% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto il 89%, nella fascia 70-79 il 87,9% e in quella 60-69 anni il 84,8% (figura 10).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 30 marzo-5 aprile si registra un ulteriore calo dei nuovi vaccinati: 9.553 rispetto ai 14.782 della settimana precedente (-35,4%). Di questi il 25,9% è rappresentato dalla fascia 5-11: 2.479, con un calo del 32,1% rispetto alla settimana precedente. Scende ancora tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 2.049 (-34,8% rispetto alla settimana precedente) (figure 11 e 12).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 6 aprile sono ancora 6,93 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,58 milioni protette solo temporaneamente in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni (figura 13). Di conseguenza, le persone attualmente vaccinabili sono circa 4,35 milioni, un dato che continua a non tener conto delle esenzioni di cui non si conosce il numero esatto.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 6 aprile (aggiornamento ore 06.17) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.434.653 dosi: 1.377.309 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.240.338 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale che si attesta al 37,5% con nette differenze regionali (dal 20,3% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,8% della Puglia) (figura 14).

Vaccini: terza dose. Al 6 aprile (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 38.938.828 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 22.484 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 46.653.548), aggiornata al 1° aprile, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,5% con nette differenze regionali: dal 78,2% della Sicilia all’87,3% della Valle D'Aosta (figura 15). Dei 7,71 milioni di persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster, 2,55 milioni potrebbero riceverla subito, mentre 5,16 milioni di guariti da meno di 120 giorni non sono candidati a riceverla nell’immediato (figura 16).

Vaccini: quarta dose. Al 6 aprile (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 64.792 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è dell’8,2% con nette differenze regionali: dallo 0,8% del Molise al 36,7% del Piemonte (figura 17). «Restano del tutto ingiustificate – chiosa Cartabellotta – le esigue coperture e le eterogeneità regionali, tenendo conto che i pazienti immunodepressi che necessitano della quarta dose a completamento del ciclo sono noti alle ASL e raggiungibili tramite chiamata attiva».

«Tutti i dati confermano che la campagna vaccinale si è ormai fermata – sottolinea il Presidente – nonostante 4,35 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2,55 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato incrementi davvero esigui». Tra il 6 marzo e il 5 aprile le coperture con almeno una dose segnano un esiguo +0,1 passando da 85,5% a 85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,4 punti percentuali passando da 83,6% a 84%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono a rilento con incrementi pari rispettivamente a 2,4 e 6,3 punti percentuali (rispettivamente 81,1% vs 83,5% e 1,9% vs 8,2%) nonostante l’inizio più tardivo e l’estesa platea vaccinabile.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi è sostanzialmente stabile dal 48,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47,2% per i vaccinati da più di 120 giorni e sale al 68% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa è sostanzialmente stabile dal 73% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 75,2% per i vaccinati da più di 120 giorni e sale al 91,1% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 31,5-65,9%), ma soprattutto di malattia grave (del 55-86,4% per ricoveri ordinari; del 67,7-88,9% per le terapie intensive) e decesso (del 54,8-91,4%) (figura 18).

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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31 marzo 2022
Coronavirus: 500 mila nuovi casi nell’ultima settimana, ma la curva non sale più. In 7 giorni aumentano ricoveri (+8,6%) e terapie intensive (+7%). Arranca campagna vaccinale: in un mese i cicli completi passano da 83,3% a 83,9% e terze dosi da 80,4% a 83,2%. Quarta dose: ragionevole dare il via libera agli over 80. Fine stato di emergenza sotto il segno di un ‘elevata circolazione virale: le raccomandazioni GIMBE

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 23-29 MARZO, UNA SOSTANZIALE STABILITÀ DEI NUOVI CASI (504.487). SCENDONO A 34 LE PROVINCE CON INCIDENZA SUPERIORE A 1.000 CASI PER 100.000 ABITANTI. AUMENTA L’OCCUPAZIONE DEI POSTI LETTO COVID IN AREA MEDICA (+771) E SI INVERTE LA TENDENZA IN TERAPIA INTENSIVA (+32), STABILI I DECESSI (953). FERME LE PERCENTUALI DI POPOLAZIONE VACCINATA CON ALMENO UNA DOSE (85,6%) E CON CICLO COMPLETO (83,9%). 6,94 MILIONI DI NON VACCINATI, DI CUI 2,51 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE E 4,43 MILIONI ATTUALMENTE VACCINABILI. TASSO DI COPERTURA TERZE DOSI ALL’83,2% E SOLO 58.545 QUARTE DOSI SOMMINISTRATE AGLI IMMUNOCOMPROMESSI (7%). EVIDENZE SCIENTIFICHE FRAMMENTATE SU EFFICACIA DELLA QUARTA DOSE DI VACCINO LASCIANO INTRAVEDERE EFFETTO PROTETTIVO SU MALATTIA GRAVE NEGLI OVER 80. DALLA FONDAZIONE GIMBE 10 RACCOMANDAZIONI PER LA CONVIVENZA CON SARS-COV-2 DOPO IL 31 MARZO 2022.

31 marzo 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 23-29 marzo 2022, rispetto alla precedente, una sostanziale stabilità dei nuovi casi (504.487 vs 502.773) (figura 1) e dei decessi (953 vs 924) (figura 2). In aumento i casi attualmente positivi (1.266.878 vs 1.200.607), le persone in isolamento domiciliare (1.256.651 vs 1.191.183), i ricoveri con sintomi (9.740 vs 8.969) e le terapie intensive (487 vs 455) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 953 (+3,1%), di cui 64 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +32 (+7%)
  • Ricoverati con sintomi: +771 (+8,6%)
  • Isolamento domiciliare: +65.468 (+5,5%)
  • Nuovi casi: 504.487 (+0,3%)
  • Casi attualmente positivi: +66.271 (+5,5%)

Nuovi casi. «Dopo due settimane di netto incremento – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – i nuovi casi settimanali sembrano essersi stabilizzati intorno a quota 500 mila, con un incremento dello 0,3% e una media mobile a 7 giorni che rimane ferma intorno ai 72 mila casi. Tuttavia in questo momento è difficile fare previsioni, sia per l’eterogenea situazione a livello regionale, sia perché nelle grandi Regioni del Nord, dove risiede oltre un terzo della popolazione italiana, non si vedono al momento segnali di consistente circolazione virale» (figura 4). Infatti, nella settimana 23-29 marzo si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi in 10 Regioni e un decremento in 11: dal +17,8% della Provincia Autonoma di Trento al -16% dell’Umbria (tabella 1). In 55 Province si registra un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente, in 52 un decremento. Scendono da 38 a 34 le Province con incidenza superiore a 1.000 casi per 100.000 abitanti: Lecce (1.774), Avellino (1.457), Perugia (1.372), Reggio di Calabria (1.354), Messina (1.353), Crotone (1.351), Teramo (1.321), Ascoli Piceno (1.313), Bari (1.308), Rieti (1.303), Benevento (1.272), Potenza (1.241), Fermo (1.226), Brindisi (1.190), Lucca (1.172), Terni (1.162), Latina (1.133), Massa Carrara (1.128), Grosseto (1.113), Chieti (1.113), L'Aquila (1.106), Frosinone (1.103), Siena (1.090), Ancona (1.087), Padova (1.076), Taranto (1.073), Vibo Valentia (1.064), Foggia (1.057), Caserta (1.050), Livorno (1.047), Agrigento (1.044), Arezzo (1.019), Salerno (1.011) e Matera (1.004) (tabella 2).

Testing. Si registra un lieve aumento del numero dei tamponi totali (+3,2%): da 3.220.105 della settimana 16-22 marzo 2022 a 3.323.770 della settimana 23-29 marzo 2022. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 4,1% (+104.158) mentre quelli molecolari sono diminuiti dello 0,1% (-493) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività dei tamponi molecolari è stabile al 13,4%, mentre quella degli antigenici rapidi si riduce dal 16,2% al 15,7% (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si rileva un’inversione di tendenza nei posti letto occupati da pazienti COVID in terapia intensiva (+7%) e prosegue l’incremento dei ricoveri in area medica (+8,6%)». In particolare, in area critica dal minimo di 447 il 24 marzo i posti letto occupati sono risaliti a 487 il 29 marzo; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 8.234 il 12 marzo, sono risaliti a quota 9.740 il 29 marzo (figura 7). Al 29 marzo il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 15% in area medica e del 5% in area critica, in lieve aumento rispetto alla settimana precedente. 13 Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con la Regione Calabria che arriva a toccare quota 34,1%; Calabria e Sardegna superano la soglia del 10% in terapia intensiva (figura 8). «Di fatto stabile – puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – il numero degli ingressi giornalieri in terapia intensiva: la media mobile a 7 giorni si attesta infatti a 45 ingressi/die rispetto ai 42 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Dopo sei settimane consecutive si arresta il caso dei decessi: 953 negli ultimi 7 giorni (di cui 64 riferiti a periodi precedenti), con una media di 136 al giorno rispetto ai 132 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 30 marzo (aggiornamento ore 06.18) l’85,6% della popolazione (n. 50.723.408) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+20.976 rispetto alla settimana precedente) e l’83,9% (n. 49.744.767) ha completato il ciclo vaccinale (+56.309 rispetto alla settimana precedente) (figura 10). In ulteriore calo nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 302.123), con una media mobile a 7 giorni di 43.160 somministrazioni/die: si riducono del 14,1% le terze dosi (n. 233.722) e del 21,9% i nuovi vaccinati (n. 14.697) (figura 11).

Vaccini: coperture. Le coperture con almeno una dose di vaccino sono molto variabili nelle diverse fasce d’età (dal 99,4% degli over 80 al 37,4% della fascia 5-11), così come sul fronte dei richiami, che negli over 80 hanno raggiunto l’88,9%, nella fascia 70-79 l’87,8% e in quella 60-69 anni l’84,6% (figura 12).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 23-29 marzo si registra un ulteriore calo dei nuovi vaccinati: 14.697 rispetto ai 18.830 della settimana precedente (-21,9%). Di questi il 24,8% è rappresentato dalla fascia 5-11: 3.642, con un calo dell’8,5% rispetto alla settimana precedente. Scende ancora tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati, attestandosi a quota 3.105 (-24,8% rispetto alla settimana precedente) (figure 13 e 14).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 30 marzo sono ancora 6,94 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 2,51 milioni protette solo temporaneamente in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni (figura 15). Di conseguenza, le persone attualmente vaccinabili sono circa 4,43 milioni, un dato che continua a non tener conto delle esenzioni di cui non si conosce il numero esatto.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 30 marzo (aggiornamento ore 06.18) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.427.922 dosi: 1.374.769 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.234.648 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale che si attesta al 37,4% con nette differenze regionali (dal 20,3% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,7% della Puglia) (figura 16).

Vaccini: terza dose. Al 30 marzo (aggiornamento ore 06.18) sono state somministrate 38.778.598 terze dosi, con una media mobile a 7 giorni di 33.389 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 46.621.748), aggiornata al 29 marzo, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,2% con nette differenze regionali: dal 77,8% della Sicilia all’86,8% della Valle D’Aosta (figura 17). Delle 7.843.150 persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster, 2,86 milioni potrebbero riceverla subito, mentre 4,98 milioni di guariti da meno di 120 giorni non sono candidati a riceverla nell’immediato (figura 18).

Vaccini: quarta dose. Al 30 marzo (aggiornamento ore 06.18) sono state somministrate 58.545 quarte dosi. In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 9 marzo, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 7,4% con nette differenze regionali: dallo 0,7% del Molise al 34,5% del Piemonte (figura 19). «Ad un mese dal via libera per le persone immunodepresse che necessitano di una quarta dose per completare il loro ciclo vaccinale – chiosa Cartabellotta – l’esigua copertura raggiunta e le differenze regionali sono del tutto ingiustificabili, tenendo conto che si tratta di una platea ben definita, composta di persone note alle ASL di appartenenza e raggiungibili tramite chiamata attiva».

Relativamente all’estensione della platea, il 24 marzo l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha ritenuto necessario attendere ulteriori evidenze scientifiche prima di autorizzare la seconda dose booster in nuove categorie di soggetti. Intanto il 29 marzo la Food and Drug Administration (FDA) ha autorizzato la quarta dose di vaccino, oltre che per le persone immunocompromesse, per tutti gli over 50 che hanno ricevuto il booster da almeno 4 mesi. «Allo stato attuale – spiega il Presidente – le evidenze scientifiche sull’efficacia della quarta dose di vaccino sono frammentate e limitate, ma sembrano mostrare un effetto protettivo nei confronti della malattia grave nelle persone più anziane. Ecco perché, indipendentemente dalla necessità condivisa dai ministri europei per la salute di pervenire ad una proposta univoca per tutti i Paesi, visto l’elevato numero di decessi tra gli over 80 vaccinati con booster è ragionevole dare in Italia il via libera alla somministrazione della quarta dose negli ultraottantenni, in una fase dove coincidono elevata circolazione virale e calo delle coperture vaccinali nei confronti della malattia grave».

«Tutti i dati – sottolinea Cartabellotta – confermano che la campagna vaccinale è ormai al palo nonostante oltre 4,4 milioni di persone vaccinabili con prima dose e 2,8 milioni con dose booster. I tassi di copertura vaccinale, infatti, nell’ultimo mese hanno registrato incrementi davvero esigui». Le coperture con almeno una dose segnano un misero +0,2 passando da 85,4% a 85,6%; quelle con ciclo completo sono cresciute di soli 0,6 punti percentuali passando da 83,3% a 83,9%. Anche le coperture delle terze e quarte dosi procedono a rilento con, rispettivamente, incrementi pari a 2,8 e 7,3 punti percentuali (rispettivamente 80,4% vs 83,2% e 0,1% vs 7,4%) nonostante l’inizio più tardivo e l’estesa platea vaccinabile (tabella 3).

Tabella 3. Tassi di copertura vaccinale

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano la riduzione dell’efficacia vaccinale nei confronti della diagnosi a partire da 3 mesi dal completamento del ciclo primario e la sua risalita dopo la somministrazione del richiamo. In particolare:

  • l’efficacia sulla diagnosi scende progressivamente dal 50,4% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 47,5% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi risalire al 70% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa, aumenta dal 73,2% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 75,6% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire ancora al 91,3% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 41,4-69,1%), ma soprattutto di malattia grave (del 59,1-87,5% per ricoveri ordinari; del 73,8-90,4% per le terapie intensive) e decesso (del 67-91,2%) (figura 21).

«Ormai da tempo – conclude Cartabellotta – le narrative della politica e le percezioni della popolazione tendono a identificare la scadenza dello stato di emergenza con la fine della pandemia, che ovviamente non può coincidere con una scadenza burocratica. Infatti, complice l’incauto calo di attenzione che ha portato allo stallo della campagna vaccinale e all’allentamento delle precauzioni individuali, al 30 marzo si registrano più di 500 mila nuovi casi in 7 giorni con oltre 1,26 milioni di casi positivi in due settimane hanno determinato un aumento di oltre 1.500 posti in area medica e invertito il trend delle terapie intensive. Con quasi mille decessi a settimana. Ecco perché, bisogna guardare al prossimo futuro con ottimismo e fiducia, ma anche con prudenza e responsabilità, viste le incertezze su possibili nuove varianti e durata della copertura vaccinale. Dal canto suo, la Fondazione GIMBE - che continuerà a pubblicare il monitoraggio settimanale anche dopo il 31 marzo - formula alcune raccomandazioni per la convivenza con il SARS-CoV-2, al fine di garantire un’estate più tranquilla possibile, e soprattutto di arrivare preparati alla prossima stagione autunno-inverno».

 

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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