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ONLINE LA DATAROOM GIMBE SULL'EMERGENZA COVID-19 A DISPOSIZIONE DI ISTITUZIONI E MEZZI DI INFORMAZIONE

6 agosto 2020
Coronavirus: confermato trend in crescita nuovi casi da 1.378 della settimana 15-21 luglio a 1.931 nell’ultima

NELLA SETTIMANA 29 LUGLIO – 4 AGOSTO, RISPETTO ALLA PRECEDENTE, AUMENTANO SIA IL NUMERO DEI NUOVI CASI (+195) CHE QUELLO DEI PAZIENTI RICOVERATI CON SINTOMI (+12). CONFERMATA LA CIRCOLAZIONE ENDEMICA DEL VIRUS CON RILEVANTI DIFFERENZE REGIONALI: DEI 12.482 ATTUALMENTE POSITIVI IL 46,1% SI COLLOCA IN LOMBARDIA, IL 36,5% È DISTRIBUITO TRA EMILIA ROMAGNA, VENETO, LAZIO E PIEMONTE E IL 18,4% NELLE ALTRE REGIONI. NO AGLI ALLARMISMI, MA FONDAMENTALE MANTENERE ALTA LA GUARDIA CON GRANDE SENSO DI RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE E COLLETTIVA

6 agosto 2020 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 29 luglio – 4 agosto, rispetto alla precedente, un incremento del 11,2% dei nuovi casi (1.931 vs 1.736), a fronte di una lieve diminuzione del numero di tamponi diagnostici. Relativamente ai dati ospedalieri, se i pazienti in terapia intensiva restano sostanzialmente stabili (41 vs 40), si assiste ad un ulteriore lieve aumento (761 vs 749) di quelli ricoverati con sintomi. In dettaglio:

  • Decessi: +48 (+0,1%)
  • Terapia intensiva: +1 (+2,5%)
  • Ricoverati con sintomi: +12 (+1,6%)
  • Nuovi casi totali: +1.931 (+0,8%)
  • Tamponi diagnostici: -1.911 (-1%)
  • Tamponi totali: +21.415 (+6,5%)

«Negli ultimi 7 giorni – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – si conferma il trend in crescita sia dei nuovi casi, sia dei pazienti ospedalizzati con sintomi. Due segnali invitano a mantenere alta la guardia, senza fomentare allarmismi, ma con grande senso di responsabilità individuale e collettiva».

Anche nella settimana 29 luglio – 4 agosto si rileva una notevole variabilità regionale (tabella): in 7 Regioni si rileva una riduzione complessiva di 281 nuovi casi rispetto alla settimana precedente, con un range che varia dai -62 casi dell’Emilia-Romagna a -7 della Valle D’Aosta. Le restanti 14 Regioni registrano un aumento dei nuovi casi: svetta quello del Veneto (+226), mentre altrove gli incrementi oscillano dai +41 della Provincia Autonoma di Bolzano a +6 di Liguria e Umbria.

«Quale indicatore della diffusione del contagio – spiega il Presidente – abbiamo rivalutato la distribuzione geografica dei 12.482 casi attivi al 4 agosto, i casi “attualmente positivi” secondo la denominazione della Protezione Civile, diminuiti complessivamente di 127 unità rispetto alla settimana precedente». Il 46,1% si concentra in Lombardia (5.752); un ulteriore 35,5% si distribuisce tra Emilia-Romagna (1.581), Veneto (1.065), Lazio (987), Piemonte (798); i rimanenti 2.299 casi (18,4%) in 16 Regioni e Province autonome con un range che varia dai 405 della Toscana ai 13 della Valle D’Aosta (figura 1).

In generale, i dati confermano il quadro epidemiologico di circolazione endemica del virus con un trend in progressivo aumento dei nuovi casi nelle ultime due settimane: infatti se nelle prime tre settimane di luglio i nuovi casi erano stabili (circa 1.400 per settimana), nelle ultime due settimane sono progressivamente aumentati prima a 1.736 nella settimana 22-28 luglio e poi a 1.931 nella settimana 29 luglio – 4 agosto (figura 2).

«Davanti a numeri in progressivo rialzo – conclude Cartabellotta – si conferma la necessità di aderire ai comportamenti raccomandati: dal distanziamento sociale all’uso della mascherina negli ambienti pubblici al chiuso e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, al rispetto del divieto di assembramenti. Dal canto suo, alla vigilia del nuovo DPCM il Governo non può non tenere conto di questi dati nel dettare le regole per le prossime settimane (o mesi), mentre le autorità sanitarie devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia per identificare e circoscrivere i focolai, sia per individuare tempestivamente i casi di importazione dall’estero potenziando il testing rapido nei principali hub di ingresso nel Paese».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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5 agosto 2020
Coronavirus, mascherine: cinture di sicurezza per una nuova normalità

DALLA FONDAZIONE GIMBE UN POSITION STATEMENT SULL’UTILIZZO DELLE MASCHERINE IN AMBIENTI PUBBLICI PER CONTRASTARE IL CONTAGIO DA CORONAVIRUS E LA DISINFORMAZIONE PUBBLICA. IL DOCUMENTO SINTETIZZA LE PIÙ RECENTI EVIDENZE SCIENTIFICHE SU BENEFICI E RISCHI, FORMULA RACCOMANDAZIONI PER ISTITUZIONI, IMPRESE E ORGANIZZAZIONI E FORNISCE AI CITTADINI ISTRUZIONI PER L’USO. CRUCIALE INFORMARE E COINVOLGERE LA POPOLAZIONE SUL CORRETTO UTILIZZO DI QUESTO INSOSTITUIBILE DISPOSITIVO DI PROTEZIONE INDIVIDUALE E CONTRASTARE IL PROLIFERARE INCONTROLLATO DI FAKE NEWS.

5 agosto 2020 - Fondazione GIMBE, Bologna

A dispetto di un consistente impianto normativo e di continui messaggi da parte dei vertici istituzionali nazionali, le violazioni all’obbligo di utilizzo delle mascherine sono frequenti, in particolare sui mezzi pubblici e nei luoghi dove non viene esercitata una sistematica attività di controllo e richiamo.

«Nelle ultime settimane – afferma Nino Cartabellotta Presidente della Fondazione GIMBE – l’utilizzo della mascherina in luoghi pubblici è diventato paradossalmente anche terreno di scontro politico, con deplorevoli gesti da parte di rappresentanti delle Istituzioni e più in generale di una frangia di politici, professionisti e cittadini che minimizzano i rischi dell’epidemia e ritengono inutile l’utilizzo della mascherina, arrivando talora a (s)qualificarla come un bavaglio imposto».

Considerato il progressivo consolidamento delle evidenze scientifiche sull’utilizzo delle mascherine in ambienti pubblici per ridurre la trasmissione di SARS-COV2, dello status di evoluzione della curva epidemica nel nostro Paese e delle recenti pericolose derive nella comunicazione pubblica e nei comportamenti individuali, la Fondazione GIMBE ha pubblicato un Position Statement indipendente sull’utilizzo della mascherina negli ambienti pubblici, quale insostituibile dispositivo di protezione collettiva.

«Il Position Statement – continua Cartabellotta – sintetizza anzitutto le evidenze scientifiche sull’uso delle mascherine; contiene poi raccomandazioni destinate a Governo e Regioni, imprese, datori di lavoro e altre organizzazioni interessate, al fine di massimizzare i benefici dell’uso delle mascherine e a minimizzarne i rischi; infine risponde a numerose domande, in larga parte pervenute dagli utenti del sito della Fondazione GIMBE dedicato al monitoraggio indipendente della pandemia».

Evidenze scientifiche. In letteratura aumentano progressivamente le prove di efficacia sull’utilizzo delle mascherine negli ambienti pubblici per bloccare le particelle virali responsabili della trasmissione di SARS-COV2 espulse dalla bocca o dal naso. Dallo scorso 5 giugno anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’utilizzo della mascherina negli spazi chiusi dove non è possibile rispettare il distanziamento sociale. Peraltro, a fronte della diffusa opinione che la mascherina serva esclusivamente a proteggere gli altri, studi osservazionali comparativi suggeriscono benefici, seppure modesti, anche per chi la indossa.

Raccomandazioni per Istituzioni, imprese e organizzazioni. Governo e Regioni dovrebbero lanciare e potenziare campagne di informazione complete ed esaustive per promuovere l’utilizzo delle mascherine nei luoghi chiusi aperti al pubblico e in tutte le circostanze in cui non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, incoraggiando le persone ad usarle e coinvolgendo attivamente la popolazione. Dovrebbero inoltre prevedere una fornitura gratuita per le persone che non possono permettersi di acquistarle. Insieme ad imprese, datori di lavoro ed altre organizzazioni dovrebbero assicurarsi che le mascherine vengano sempre utilizzate insieme a – e non in sostituzione di – altre misure di protezione, oltre che andare incontro alle esigenze delle persone affette da condizioni patologiche o disabilità fisiche o mentali che rendono difficoltoso o impossibile l’uso della mascherina.

Istruzioni per l’uso. In generale sarebbe preferibile optare per mascherine riutilizzabili, sia per limitare la produzione di rifiuti in plastica sia per i costi, visto che le evidenze ne dimostrano l’efficacia nel trattenere le particelle virali. Si raccomanda l’uso di mascherine a doppio o triplo strato di tessuti con diverse trame e proprietà elettrostatiche: a tal proposito è indispensabile promuovere una campagna d’informazione pubblica per guidare la popolazione all’acquisto e/o alla produzione domestica delle mascherine. Al contrario, vista l’impossibilità di mangiare e bere con la mascherina e l’evidenza che la ripetuta attività di toglierla e metterla può aumentare il rischio di trasmissione, l’obbligo della mascherina per i clienti di bar e ristoranti dovrebbe essere rivalutato. Considerato che solo una piccola percentuale della trasmissione del virus avviene all’aperto, la Fondazione GIMBE conferma che non è opportuno raccomandare l’obbligo di mascherina all’aperto, anche se rimane difficile, soprattutto durante la stagione estiva, governare le situazioni a rischio quando non si riesce a mantenere la distanza minima di un metro.

Obbligo e sanzioni. I paesi e le regioni in cui vige l’obbligo di indossare la mascherina hanno mostrato una maggiore aderenza rispetto a quelli in cui l’utilizzo è volontario. Come per le cinture di sicurezza e altre norme sulla sicurezza, giocano un ruolo fondamentale le campagne di informazione pubblica mirate a far comprendere e accettare alle persone le motivazioni alla base della norma: l’impegno e l’aderenza, infatti, possono aumentare quando la popolazione viene trattata come un partner in una strategia condivisa di salute pubblica. Tuttavia, le sanzioni pecuniarie per chi non indossa la mascherina sono difficilmente praticabili e, verosimilmente, controproducenti.

«Il nostro Position Statement – conclude Cartabellotta – ribadisce che, nel mezzo di una pandemia dove tutte le misure di protezione giocano un ruolo cruciale, le mascherine rappresentano il segno di una “nuova normalità” per una sicura convivenza con il virus.  Non è accettabile che la violazione di norme imposte a tutela della salute venga sbandierata come espressione di libertà: come recentemente ricordato dal Presidente Mattarella, infatti, si deve “evitare di confondere la libertà con il diritto far ammalare altri”».

Il Position Statement GIMBE “Utilizzo delle mascherine negli ambienti pubblici per ridurre il contagio da SARS-COV-2” è disponibile a: www.gimbe.org/mascherine-PS

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia di COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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30 2020
Coronavirus: in 7 giorni +23% nuovi casi rispetto alla settimana precedente. Stop a posizioni estreme che disorientano cittadini

NELLA SETTIMANA 22-28 LUGLIO, RISPETTO ALLA PRECEDENTE, NUMERI IN AUMENTO: +328 NUOVI CASI, +361 “ATTUALMENTE POSITIVI” E, PER LA PRIMA VOLTA DOPO MESI DI COSTANTE RIDUZIONE, INCREMENTO DEI PAZIENTI RICOVERATI CON SINTOMI (+17). CONFERMATA LA CIRCOLAZIONE ENDEMICA DEL VIRUS CON RILEVANTI DIFFERENZE REGIONALI: DEI 12.609 ATTUALMENTE POSITIVI IL 53% È IN LOMBARDIA, IL 37,4% SI DISTRIBUISCE TRA EMILIA ROMAGNA, LAZIO, PIEMONTE, VENETO, CAMPANIA E TOSCANA E IL 9,6% NELLE ALTRE REGIONI. DAVANTI A NUMERI IN CRESCITA, LA FONDAZIONE GIMBE ESORTA POLITICA E ISTITUZIONI A GARANTIRE UNA COMUNICAZIONE OGGETTIVA, EQUILIBRATA E COERENTE PER NON DISORIENTARE I CITTADINI.

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 22-28 luglio, rispetto alla precedente, un incremento del 23,3% dei nuovi casi (1.736 vs 1.408), a fronte di un lieve aumento del numero di tamponi diagnostici. Relativamente ai dati ospedalieri, se i pazienti in terapia intensiva diminuiscono (40 vs 49), quelli ricoverati con sintomi sono in lieve aumento (749 vs 732). In dettaglio:

  • Decessi: 50 (+0,1%)
  • Terapia intensiva: -9 (-18,4%)
  • Ricoverati con sintomi: +17 (+2,3%)
  • Nuovi casi totali: +1.736 (+0,7%)
  • Tamponi diagnostici: +17.859 (+10,4%)
  • Tamponi totali: +28.080 (+9,3%)

«Nell’ultima settimana – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – due spie rosse confermano la necessità di mantenere alta la guardia, senza allarmismi ma con senso di grande responsabilità individuale e collettiva». Infatti, oltre al netto aumento dei nuovi casi (+ 23,3% rispetto alla settimana precedente), per la prima volta si registra un’inversione di tendenza nel trend dei pazienti ospedalizzati con sintomi, che era in costante discesa da inizio aprile. Una ragione in più per rendere disponibile il numero dei nuovi pazienti ricoverati e dimessi dall’ospedale e dalle terapie intensive quotidianamente, visto che i dati si riferiscono solo al “saldo”, ovvero al numero dei posti letto occupati, quale indice del sovraccarico ospedaliero.

Nel quadro di un netto incremento dei nuovi casi nella settimana 22-28 luglio rispetto alla precedente (+328) si rilevano notevoli variazioni regionali: solo in 6 Regioni i casi sono in riduzione, mentre in 15 sono in aumento. Incremento moderato in Emilia-Romagna (+70), Prov. Aut. Trento (+65) e Campania (+56), netta riduzione in Veneto (-73). Parametrando i nuovi casi alla popolazione residente, tra le Regioni che fanno registrare il maggior incremento per 100.000 abitanti, svetta la Provincia Autonoma di Trento (13,86), seguita da Valle D’Aosta (7,96), Emilia-Romagna (7,56), Molise (7,53) e Basilicata (7,28) (tabella).

«Quale indicatore della diffusione del contagio – spiega Cartabellotta – abbiamo rivalutato la distribuzione geografica dei 12.609 casi attivi al 28 luglio, i cosiddetti casi “attualmente positivi” secondo la denominazione della Protezione Civile, aumentati di 361 unità rispetto alla settimana precedente». Il 53% si concentra in Lombardia (6.678); un ulteriore 37,4% si distribuisce tra Emilia-Romagna (1.459), Lazio (942), Piemonte (801), Veneto (754), Campania (393), Toscana (363); i rimanenti 1.219 casi (9,6%) in 14 Regioni e Province autonome (figura).

In generale, i dati confermano sia il quadro epidemiologico di circolazione endemica del virus, sia il trend in aumento dei nuovi casi dopo due settimane di relativa stabilità, siano essi legati a nuovi focolai o a casi di “importazione” dall’estero.

«Davanti a numeri in rialzo rispetto alle settimane precedenti – conclude il Presidente – la comunicazione della politica e delle Istituzioni deve essere oggettiva, equilibrata e coerente. La pandemia è ancora in corso, il virus è vivo e vegeto e vanno mantenuti tutti i comportamenti individuali raccomandati da mesi, oltre che le misure di sorveglianza epidemiologica. Non è più accettabile disorientare i cittadini strumentalizzando la pandemia per fini esclusivamente politici, contrapponendo posizioni estreme: da un lato negazionismo, minimizzazioni del fenomeno e deplorevoli comportamenti individuali, dall’altro la proroga dello stato di emergenza nazionale».


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Pagina aggiornata il 10/03/2020