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Comunicati stampa

14 2022
Coronavirus: rallenta la crescita dei nuovi casi (+22,4% in 7 giorni), netto aumento dei decessi (+49,1%). In un mese più che raddoppiati ricoveri ordinari e in terapia intensiva. Picco contagi all’orizzonte, ma la discesa della curva potrebbe essere molto lenta. Inaccettabile l’idea di una “libera circolazione” del virus: la popolazione a rischio di malattia grave è troppo estesa

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 6-12 LUGLIO, UN ULTERIORE AUMENTO DEI NUOVI CASI (728.549) IN TUTTE LE REGIONI AD ECCEZIONE DELLA LOMBARDIA. ANCORA IN CRESICTA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (692). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,6% DELLA PLATEA). SONO 6,84 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,64 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 7,85 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 2,51 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. ARRIVA L’ESPANSIONE DELLA PLATEA PER LA QUARTA DOSE, MA LE COPERTURE PER IMMUNICOMPROMESSI (47,8%) E FRAGILI (22,5%) SONO ANCORA MOLTO BASSE CON INACCETTABILI DIFFERENZE REGIONALI. LA CIRCOLAZIONE INCONTROLLATA DI OMICRON 5 RISCHIA DI PARALIZZARE I SERVIZI: FONDAMENTALE INDOSSARE LA MASCHERINA AL CHIUSO E IN CASO DI ASSEMBRAMENTI ANCHE ALL’APERTO.

14 luglio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 6-12 luglio 2022, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (728.549 vs 595.349) (figura 1) e dei decessi (692 vs 464) (figura 2). In aumento anche i casi attualmente positivi (1.350.481 vs 1.087.272), le persone in isolamento domiciliare (1.340.382 vs 1.078.946), i ricoveri con sintomi (9.724 vs 8.003) e le terapie intensive (375 vs 323) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 692 (+49,1%), di cui 70 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +52 (+16,1%)
  • Ricoverati con sintomi: +1.721 (+21,5%)
  • Isolamento domiciliare: +261.436 (+24,2%)
  • Nuovi casi: 728.549 (+22,4%)
  • Casi attualmente positivi: +263.209 (+24,2%)

Nuovi casi. «L’aumento dei nuovi casi settimanali (+22,4% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – registra il valore più basso da quando, a metà giugno, si è registrata l’inversione della curva. Nella settimana 6-12 luglio i nuovi casi si attestano oltre quota 728 mila, con una media mobile a 7 giorni che supera i 97 mila casi al giorno» (figura 4). Nella settimana 6-12 luglio tutte le Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 5,1% del Lazio al 51,1% della Valle D’Aosta; fa eccezione la Lombardia che segna un -6,2% (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in 8 Province si rileva una diminuzione dei nuovi casi (dal -21% di Lecco al -0,3% di Roma), mentre le rimanenti 99 province registrano un aumento percentuale dei nuovi casi (dal +0,1% di Firenze al +101,1% di Sondrio). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in tutte le Province, di cui 62 registrano 1.000 casi per 100.000 abitanti: Lecce (1.703), Napoli (1.622), Ascoli Piceno (1.620), Brindisi (1.595), Latina (1.583), Messina (1.574), Caserta (1.561), Siracusa (1.552), Salerno (1.526), Taranto (1.458), Chieti (1.458), Agrigento (1.442), Matera (1.422), Bari (1.412), Rimini (1.410), Perugia (1.407), Pescara (1.386), Teramo (1.377), Padova (1.364), Ragusa (1.344), Forlì-Cesena (1.340), Vicenza (1.318), Siena (1.316), Avellino (1.304), Venezia (1.299), Cagliari (1.295), Oristano (1.274), Catania (1.268), Treviso (1.265), Ravenna (1.257), Ancona (1.252), Macerata (1.248), Reggio di Calabria (1.236), Frosinone (1.235), Fermo (1.232), Rovigo (1.217), Sud Sardegna (1.209), Roma (1.203), Trapani (1.193), Barletta-Andria-Trani (1.182), L'Aquila (1.178), Pordenone (1.163), Enna (1.161), Catanzaro (1.160), Palermo (1.159), Bologna (1.153), Potenza (1.147), Terni (1.138), Caltanissetta (1.116), Cosenza (1.115), Verona (1.096), Sassari (1.095), Nuoro (1.093), La Spezia (1.092), Belluno (1.080), Reggio nell'Emilia (1.066), Benevento (1.058), Ferrara (1.043), Genova (1.011), Foggia (1.009), Lucca (1.005), Isernia (1.002) (tabella 2).

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-6 luglio 2022 sono state registrate in Italia oltre 659 mila reinfezioni, pari al 4,6% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 29 giugno-6 luglio si è attestata al 10,8% (n. 72.231 reinfezioni), in aumento rispetto alla settimana precedente (9,6%).

Testing. Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+17%): da 2.152.065 della settimana 29 giugno 2022-5 luglio 2022 a 2.517.540 della settimana 6-12 luglio 2022. In particolare i tamponi rapidi sono cresciuti del 19,4% (+350.351) e quelli molecolari del 4,4% (+15.124) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività sale dal 17,1% al 18,6% per i tamponi molecolari e dal 29,8% al 31,8% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – prosegue l’aumento dei ricoveri sia in area medica (+21,5%) che in terapia intensiva (+16,1%)». In particolare, nell’ultimo mese in area critica i ricoveri sono raddoppiati passando da 183 il 12 giugno a 375 il 12 luglio; in area medica, invece, sono più che raddoppiati passando da 4.076 il 11 giugno a 9.724 il 12 luglio (figura 7). Al 12 luglio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 15,1% in area medica (dal 7,8% del Piemonte al 40,2% dell’Umbria) e del 4,1% in area critica (dallo 0% della Basilicata al 9,3% dell’Umbria) (figura 8). «L’incremento dei casi delle ultime settimane – puntualizza Mosti – si riflette sugli ingressi in terapia intensiva, che registrano una media mobile a 7 giorni di 47 ingressi/die rispetto ai 40 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Continua ad aumentare il numero dei decessi: 692 negli ultimi 7 giorni (di cui 70 riferiti a periodi precedenti), con una media di 99 al giorno rispetto ai 66 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 13 luglio (aggiornamento ore 06.16) l’88,1% della platea (n. 50.809.513) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+3.106 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.937.448) ha completato il ciclo vaccinale (+3.600 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 6-12 luglio sale il numero dei nuovi vaccinati: 3.106 rispetto ai 3.009 della settimana precedente (+3,2%). Di questi il 34,6% è rappresentato dalla fascia 5-11 anni: 1.074, con un incremento dello 0,3% rispetto alla settimana precedente. Cresce anche tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 900 (+15,2% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 13 luglio (aggiornamento ore 06.16) sono 6,84 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,2 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7,3% della platea con nette differenze regionali (dal 4,5% della Provincia Autonoma di Trento al 10,3% della Calabria);
  • 2,64 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,6% della platea con nette differenze regionali (dal 3,0% del Molise al 9,1% della Provincia Autonoma di Bolzano).

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 13 luglio (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.589.951 dosi: 1.398.871 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.277.487 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,3% con nette differenze regionali: dal 20,9% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,8% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 13 luglio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 39.856.768 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 6.631 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,6% con nette differenze regionali: dal 77,8% della Sicilia al 87,5% della Valle D’Aosta. Sono 7,85 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 5,33 milioni possono riceverla subito, pari all’11,2% della platea con nette differenze regionali: dall’8,4% della Basilicata al 16,6% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 2,51 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 5,3% della platea con nette differenze regionali: dal 2,3% della Valle D’Aosta all’8,3% dell’Umbria.

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 13 luglio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 378.198 quarte dosi, con una media mobile di 3.929 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 2.364 della scorsa settimana (+66,2%) (figura 16). In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 47,8% con nette differenze regionali: dal 13,5% della Calabria al 100% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 13 luglio (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 994.379 quarte dosi, con una media mobile di 8.439 somministrazioni al giorno, in aumento rispetto alle 6.037 della scorsa settimana (+39,8%) (figura 18). In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 22,5% con nette differenze regionali: dal 7,8% della Calabria al 42,1% del Piemonte (figura 19).

Dopo il via libera dell’European Medicines Agency e dell’European Centre for Disease Prevention and Control, la Circolare del Ministero della Salute dell’11 luglio 2022 ha esteso la platea per la quarta dose (secondo richiamo) a tutti gli over 60 e ai fragili over 12 con somministrazione da effettuarsi dopo almeno 120 giorni dalla terza dose (primo richiamo) o dall’infezione post terza dose. «Pur condividendo questa decisione – commenta Cartabellotta – la Fondazione GIMBE ormai da mesi sottolinea che le somministrazioni della quarta dose nelle persone più vulnerabili non sono mai decollate, un vero e proprio flop su cui pesano anche inaccettabili differenze regionali. Nonostante il rischio molto elevato di malattia grave e di mortalità, anche in condizioni di minor circolazione virale, è completamente mancata una strategia di sensibilizzazione e comunicazione: anzi, a causa delle aspettative sui vaccini “aggiornati” le persone sono state dissuase, anche dai medici, dall’effettuare la quarta dose subito».

E proprio sui “vaccini aggiornati” la Fondazione GIMBE ritiene opportuno ribadire tre punti fondamentali. Innanzitutto, quelli in via di approvazione sono “tarati” su Omicron BA.1, ovvero non sappiamo quanto proteggano dalle ultime varianti BA.4 e BA.5; in secondo luogo, le prove di efficacia ad oggi disponibili sono relative alla risposta anticorpale e non alla riduzione del rischio di infezione e, soprattutto, di malattia grave; infine, non vi è alcuna certezza sulla data di approvazione e reale disponibilità per la somministrazione alla popolazione. «Tenendo conto del quadro di elevata circolazione virale – aggiunge il Presidente – è cruciale effettuare la quarta dose subito con i vaccini attuali che, seppur “vecchi”, si sono dimostrati ampiamente efficaci nel riportare a livelli elevati la copertura nei confronti della malattia grave, che declina progressivamente a 120 giorni dalla terza dose».

«Se da un lato nell’ultima settimana – conclude Cartabellotta – il rallentamento nella crescita dei nuovi casi–lascia intravedere il raggiungimento del picco, dall’altro è bene essere consapevoli che la durata del plateau e la successiva discesa della curva potrebbero essere molto lenti, anche in ragione del numero di casi non noti alle statistiche ufficiali. Di conseguenza, nelle prossime settimane dobbiamo aspettarci un ulteriore aumento di ricoveri ospedalieri e decessi: questo rende del tutto inaccettabile in un’ottica di sanità pubblica l’idea di far circolare liberamente il virus. Infatti, se da un lato l’ipotesi di potenziare l’immunità di popolazione con un “booster naturale” è molto suggestiva, dall’altro la popolazione over 50 suscettibile (non vaccinati, persone che non hanno fatto la terza dose e fragili che non hanno fatto la quarta dose) è troppo numerosa. Peraltro questa “strategia” non tiene conto dell’impatto del long COVID, la cui incidenza è correlata al numero di infezioni. Infine, una circolazione incontrollata di un virus così contagioso come Omicron 5 rischia di determinare una vera e propria paralisi di vari servizi. Ecco perché rimane fondamentale arginare la circolazione del virus utilizzando le mascherine al chiuso, in particolare in luoghi affollati e poco ventilati, oltre che all’aperto in condizioni di grandi assembramenti con attività ad elevata probabilità di contagio».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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12 2022
Migliorare la salute delle persone, la qualità dell’assistenza sanitaria e la sostenibilità del SSN. Al via partnership tra GIMBE e Collage

La Fondazione GIMBE, ente non profit che da anni si batte per contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico, e COLLAGE S.p.A., azienda di eccellenza per le capacità organizzative da sempre al fianco di opinion leader nazionali ed internazionali, hanno siglato un accordo di collaborazione per mettere a disposizione della sanità le proprie competenze metodologiche e organizzative.

12 luglio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

 

Piero Sola

 

Nino Cartabellotta

 Siglata una importante partnership tra la Fondazione GIMBE e COLLAGE S.p.A. con l’obiettivo di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone, la qualità dell’assistenza sanitaria e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico.

L’accordo prevede la realizzazione di corsi ECM destinati a tutti i professionisti della sanità italiana secondo il piano formativo GIMBEducation e Collage S.p.A. nelle aree di evidence-based practice, clinical governance, formazione continua e sviluppo professionale, management & policy making e metodologia della ricerca. Oltre a servizi di supporto metodologico per organizzazioni sanitarie, società scientifiche e industria farmaceutica e biomedicale: produzione di linee guida, revisioni sistematiche ed evidence report; valutazione e selezione di progetti di ricerca biomedica; pianificazione, conduzione, analisi e reporting di studi clinici; organizzazione, conduzione e reporting di processi di consenso formale, progettazione, realizzazione e gestione di piattaforme informatiche (reti per patologia, clinical database), survey online.

«Nuovi format educazionali che porteranno sicuramente grande valore alla formazione medico scientifica ma soprattutto miglioreranno la crescita professionale e la qualità dell’assistenza sanitaria» spiega Piero Sola, presidente di COLLAGE S.p.A.

«Grazie alla pluriennale esperienza di COLLAGE S.p.A. – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – riusciremo a mettere sempre più capillarmente a disposizione del sistema sanitario le nostre competenze metodologiche e organizzative per pianificare e coordinare progetti di ricerca, di miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria, di formazione continua e sviluppo professionale oltre alla pianificazione, conduzione, analisi e reporting di studi».


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7 2022
Coronavirus: corrono i contagi, +55% in una settimana. Crescono i ricoveri ordinari (+32,6%), terapie intensive (+36,3%) e decessi (+18,4%). 38 Province con oltre 1.000 casi per 100.000 abitanti. Quarta dose: somministrazioni restano al palo. Usare le mascherine per contenere la circolazione virale, scongiurare un “lockdown di fatto” e arginare il progressivo sovraccarico ospedaliero

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 29 GIUGNO-5 LUGLIO, UN ULTERIORE AUMENTO DEI NUOVI CASI (595.349) IN TUTTE LE REGIONI E IN TUTTE LE PROVINCE. ANCORA IN CRESICTA GLI INDICATORI OSPEDALIERI E I DECESSI (464). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,6% DELLA PLATEA). SONO 6,84 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,75 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 7,89 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 2,43 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 10,7% DELLA CALABRIA AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 6,6% DELLA CALABRIA AL 41,3% DEL PIEMONTE). RISCHIOSO RIMANDARE LA QUARTA DOSE ALL’AUTUNNO CON I “VACCINI AGGIORNATI” DI CUI AD OGGI NON SI CONOSCONO GLI EFFETTI SULLA MALATTIA GRAVE.

7 luglio 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 29 giugno-5 luglio 2022, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (595.349 vs 384.093) (figura 1) e decessi (464 vs 392) (figura 2). In crescita anche i casi attualmente positivi (1.087.272 vs 773.450), le persone in isolamento domiciliare (1.078.946 vs 767.178), i ricoveri con sintomi (8.003 vs 6.035) e le terapie intensive (323 vs 237) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 464 (+18,4%), di cui 27 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +86 (+36,3%)
  • Ricoverati con sintomi: +1.968 (+32,6%)
  • Isolamento domiciliare: +311.768 (+40,6%)
  • Nuovi casi: 595.349 (+55%)
  • Casi attualmente positivi: +313.822 (+40,6%)

Nuovi casi. «L’aumento dei nuovi casi settimanali (+55% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – per la terza settimana consecutiva supera il 50%, con un tempo di raddoppio dei casi di circa 10 giorni. Nella settimana 29 giugno-5 luglio i nuovi casi si attestano oltre quota 595 mila, con una media mobile a 7 giorni che supera gli 85 mila casi al giorno» (figura 4). Nella settimana 29 giugno-5 luglio tutte le Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 24,7% della Sardegna al 95,9% della Lombardia (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in tutte le Province si rileva un aumento percentuale dei nuovi casi (dal +11,1% di Cagliari al +120,7% di Sondrio). L’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti in 103 Province, di cui 38 registrano 1.000 casi per 100.000 abitanti: Napoli (1.433), Lecce (1.395), Cagliari (1.270), Brindisi (1.262), Salerno (1.235), Padova (1.234), Siracusa (1.230), Latina (1.224), Caserta (1.222), Rimini (1.209), Roma (1.207), Chieti (1.164), Perugia (1.163), Forlì-Cesena (1.160), Catania (1.148), Ravenna (1.146), Sud Sardegna (1.143), Bari (1.134), Teramo (1.130), Pescara (1.122), Venezia (1.121), Treviso (1.105), Messina (1.093), Vicenza (1.081), Oristano (1.078), Ragusa (1.076), Ascoli Piceno (1.068), Rovigo (1.068), Palermo (1.068), Barletta-Andria-Trani (1.056), Taranto (1.055), Belluno (1.052), Agrigento (1.048), L'Aquila (1.047), Frosinone (1.035), Pavia (1.032), Ancona (1.008) e Matera (1.008) (tabella 2).

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-28 giugno 2022 sono state registrate in Italia oltre 587 mila reinfezioni, pari al 4% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 22-28 giugno si è attestata al 9,5% (n. 30.941 reinfezioni), in aumento rispetto alla settimana precedente (8,4%).

Testing. Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+33,3%): da 1.613.954 della settimana 22-28 giugno a 2.152.065 della settimana 29 giugno 2022-5 luglio. In particolare l’aumento è stato del 38,5% per i tamponi rapidi (+503.389) e dell’11,3% per quelli molecolari (+34.722) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività sale dal 14,1% al 17,1% per i tamponi molecolari e dal 26,2% al 29,8% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – continuano ad aumentare i ricoveri sia in area medica (+32,6%) che in terapia intensiva (+36,3%)». In particolare, in area critica dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 323 il 5 luglio; in area medica, invece, dal minimo di 4.076 dell’11 giugno, sfiorano il raddoppio salendo a quota 8.003 il 5 luglio (figura 7). Al 5 luglio il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 12,5% in area medica (dal 6,6% del Piemonte al 32,2% dell’Umbria) e del 3,5% in area critica (dallo 0% della Valle D’Aosta all’8,1% dell'Umbria) (figura 8). «Segnano un netto aumento anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 40 ingressi/die rispetto ai 29 della settimana precedente» (figura 9). Nel dibattito pubblico e professionale il quadro ospedaliero viene spesso minimizzato, sia per l’attuale limitato impatto dell’ondata sulle terapie intensive, sia per la capziosa distinzione tra pazienti ricoverati in area medica con COVID e per COVID. «Anche se siamo ancora molto lontani – spiega Cartabellotta – da situazioni di grave sovraccarico ospedaliero, esistono reali motivi di preoccupazione. Innanzitutto, l’occupazione dei posti letto è destinata ad aumentare nelle prossime settimane, in un periodo in cui tra ferie estive e assenze per isolamento il personale sanitario è numericamente ridotto, con conseguente peggioramento della qualità dell’assistenza e aumento dello stress su chi è in servizio.  In secondo luogo, la maggior parte dei ricoveri in area medica riguarda pazienti anziani con patologie multiple, nelle quali il COVID peggiora un equilibrio di salute già instabile. Infine, il progressivo sovraccarico ospedaliero porta a rimandare prestazioni chirurgiche e visite specialistiche non urgenti, alimentando quelle liste di attesa che le Regioni – nonostante quasi un miliardo di euro stanziato dal Governo – non sono ancora riuscite a recuperare con buona pace dei pazienti bloccati in un limbo di cui si fatica a intravedere la fine».

Decessi. Continuano a crescere i decessi: 464 negli ultimi 7 giorni (di cui 27 riferiti a periodi precedenti), con una media di 66 al giorno rispetto ai 56 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 6 luglio (aggiornamento ore 06.21) l’88,1% della platea (n. 50.805.626) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+2.964 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.932.092) ha completato il ciclo vaccinale (+3.735 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 29 giugno-5 luglio calano i nuovi vaccinati: 2.964 rispetto ai 3.128 della settimana precedente (-5,2%). Di questi il 35,8% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.062, con una riduzione del 5,3% rispetto alla settimana precedente. Cala tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 755 (-7,7% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 6 luglio (aggiornamento ore 06.21) sono 6,84 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,1 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7,1% della platea con nette differenze regionali: dal 4,4% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,75 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,8% della platea con nette differenze regionali: dal 3,1% del Molise al 9,2% della Provincia Autonoma di Bolzano.

 

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 6 luglio (aggiornamento ore 06.21) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.588.149 dosi: 1.397.769 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.276.077 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,2% con nette differenze regionali: dal 20,8% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,8% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 6 luglio (aggiornamento ore 06.21) sono state somministrate 39.808.872 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 5.859 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,5% con nette differenze regionali: dal 77,7% della Sicilia all’87,4% della Valle D’Aosta. Sono 7,89 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 5,46 milioni possono riceverla subito, pari all’11,4% della platea con nette differenze regionali: dall’8,2% della Basilicata al 16,8% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 2,43 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 5,1% della platea con nette differenze regionali: dal 2,3% della Valle D’Aosta all’8,1% dell’Umbria.

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 6 luglio (aggiornamento ore 06.21) sono state somministrate 349.803 quarte dosi, con una media mobile di 2.259 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 2.263 della scorsa settimana (-0,2%) (figura 16). In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi (sottostimato dal mancato aggiornamento della platea) è del 44,2% con nette differenze regionali: dal 10,7% della Calabria al 100% del Piemonte (figura 17).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 6 luglio (aggiornamento ore 06.21) sono state somministrate 932.800 quarte dosi, con una media mobile di 5.809 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 6.109 della scorsa settimana (-4,9%) (figura 18). In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi (sottostimato dal mancato aggiornamento della platea) è del 21,1% con nette differenze regionali: dal 6,6% della Calabria al 41,3% del Piemonte (figura 19).

«Il netto aumento della circolazione virale – spiega il Presidente – aumenta la probabilità di contagio e lo sviluppo di malattia grave in chi ha fatto la terza dose da oltre 120 giorni: per questo appare un vero azzardo la scelta di rimandare la quarta dose all’autunno con i “vaccini aggiornati”, di cui ad oggi non si conoscono né le tempistiche di reale disponibilità né gli effetti sulla malattia grave. In tal senso è inaccettabile che, mentre la somministrazione delle quarte dosi per i pazienti vulnerabili rimane sostanzialmente al palo, peraltro con rilevanti diseguaglianze regionali, il dibattito si sposti sull’opportunità di allargare la platea a tutti gli over 70, senza prima potenziare le capacità di chiamata attiva da parte delle Regioni “a fondo classifica”».

«In questa fase di crescita esponenziale dei contagi, che non contabilizza il “sommerso” dei casi non dichiarati – conclude Cartabellotta – con evidenti segnali di impatto sugli ospedali, in particolare in area medica, è fondamentale agire su due fronti. Oltre ad accelerare ora la somministrazione della quarta dose nei pazienti vulnerabili, è indispensabile contenere la circolazione virale utilizzando le mascherine al chiuso, in particolare in luoghi affollati e poco ventilati, oltre che all’aperto in condizioni di grandi assembramenti con attività ad elevata probabilità di contagio. Infatti, al di là della scelta individuale di dichiarare alle autorità sanitarie la propria positività, l’isolamento domiciliare non è sinonimo di asintomaticità e bisogna chiedersi quanto costa al Paese (giornate lavorative perse, attività chiuse per COVID, vacanze cancellate, etc.) un’elevata percentuale di popolazione sintomatica e/o isolata a domicilio per COVID, che peraltro rischia di determinare un “lockdown di fatto” su vari servizi, inclusi quelli turistici. Se il muro eretto dalla vaccinazione ha ridotto ospedalizzazioni e mortalità, oggi l’utilizzo della mascherina rimane lo strumento più efficace che ciascuno di noi ha per arginare la diffusione del virus: utilizziamola, facciamolo per la nostra salute, per i professionisti sanitari stremati da due anni e mezzo di pandemia, per l’economia del nostro Paese e per non ritrovarci nuovamente con gli ospedali in sovraccarico che causano inaccettabili ritardi alle cure di tutti i cittadini».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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30 giugno 2022
Coronavirus: continuano a salire i nuovi casi, +50,4% in una settimana. Aumentano ricoveri ordinari (+25,7%) e terapie intensive (+15%). Tornano a crescere i decessi (+16,3%). Circolazione virale in forte ascesa: fondamentale indossare le mascherine al chiuso e proteggere ora con la quarta dose 4 milioni di fragili

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 22-28 GIUGNO, UN ULTERIORE AUMENTO DEI NUOVI CASI (384.093) IN TUTTE LE REGIONI. IN TUTTE LE PROVINCE SI REGISTRA UN INCREMENTO PERCENTUALE DEI NUOVI CASI CON INCIDENZA SUPERIORE AI 500 CASI PER 100.000 ABITANTI IN 75 PROVINCE. IN ULTERIORE AUMENTO GLI INDICATORI OSPEDALIERI CON L’AREA MEDICA CHE SEGNA UN INCREMENTO DI QUASI 2.000 POSTI LETTO COVID IN 18 GIORNI. FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,6% DELLA PLATEA). SONO 6,85 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,8 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 7,94 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 2,4 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DAL 9,7% DELLA CALABRIA AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 6% DELLA CALABRIA AL 40,5% DEL PIEMONTE). ELEVATA CIRCOLAZIONE VIRALE CON EFFETTI Già EVIDENTI SUGLI OSPEDALI: FONDAMENTALE INDOSSARE LE MASCHERINE NEI LUOGHI AL CHIUSO E SOMMINISTRARE SUBITO AI FRAGILI LA QUARTA DOSE CHE RIDUCE DEL 99% IL RISCHIO DI MORTALITÀ RISPETTO AI NON VACCINATI.

30 giugno 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 22-28 giugno 2022, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (384.093 vs 255.442) (figura 1) e decessi (392 vs 337) (figura 2). Crescono anche i casi attualmente positivi (773.450 vs 599.930), le persone in isolamento domiciliare (767.178 vs 594.921), i ricoveri con sintomi (6.035 vs 4.803) e le terapie intensive (237 vs 206) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 392 (+16,3%), di cui 43 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +31 (+15%)
  • Ricoverati con sintomi: +1.232 (+25,7%)
  • Isolamento domiciliare: +172.257 (+29%)
  • Nuovi casi: 384.093 (+50,4%)
  • Casi attualmente positivi: +173.520 (+28,9%)

Nuovi casi. «Prosegue l’impennata dei nuovi casi settimanali (+50,4% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano intorno a 384 mila, con una media mobile a 7 giorni che sfiora quota 55 mila casi al giorno» (figura 4). Nella settimana 22-28 giugno tutte le Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 27,7% della Lombardia all’80,2% del Molise (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, in tutte le Province in cui si rileva un aumento percentuale dei nuovi casi (dal +12,2% di Sondrio al +102,5% di Asti). In 75 Province l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Cagliari (1.143), Sud Sardegna (998), Rimini (949), Roma (920), Padova (896), Treviso (872), Venezia (871), Forlì-Cesena (866), Palermo (804), Napoli (800), Ravenna (797), Latina (782), Catania (780), Pordenone (762), Perugia (753), Ragusa (748), Rovigo (744), Siracusa (743), L'Aquila (739), Vicenza (731), Udine (728), Barletta-Andria-Trani (727), Belluno (720), Campobasso (719), Oristano (716), Pisa (715), Messina (711), Foggia (707), Bologna (697), Lecce (689), Teramo (681), Salerno (678), Ancona (666), Firenze (664), La Spezia (657), Frosinone (655), Terni (654), Verona (653), Lucca (646), Pescara (644), Bari (641), Chieti (639), Rieti (635), Livorno (635), Siena (628), Sassari (624), Ascoli Piceno (623), Gorizia (610), Genova (604), Macerata (603), Caserta (600), Reggio nell'Emilia (593), Brindisi (586), Agrigento (585), Arezzo (585), Avellino (581), Massa Carrara (579), Fermo (576), Taranto (559), Catanzaro (557), Enna (556), Matera (556), Pistoia (554), Grosseto (554), Ferrara (552), Modena (550), Trieste (550), Potenza (537), Milano (534), Reggio di Calabria (531), Monza e della Brianza (519), Bolzano (518), Prato (513), Cosenza (510), Viterbo (508) (tabella 2).

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-22 giugno 2022 sono state registrate in Italia oltre 556 mila reinfezioni, pari al 4% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 16-22 giugno si è attestata all’8,4% (n. 23.651 reinfezioni), in netto aumento rispetto alla settimana precedente (7,5%).

Testing. Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+24,1%): da 1.300.905 della settimana 15-21 giugno a 1.613.954 della settimana 22-28 giugno. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 30% (+301.188), mentre quelli molecolari del 4% (+11.861) (figura 5). Sale la media mobile a 7 giorni del tasso di positività dei tamponi: dal 9,5% al 14,1% per i test molecolari e dal 23% al 26,2% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – continuano ad aumentare i ricoveri sia in area medica (+25,7%) che in terapia intensiva (+15%)». In particolare, in area critica dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 237 il 28 giugno; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 4.076 l’11 giugno, sono risaliti a quota 6.035 il 28 giugno (figura 7). Al 28 giugno il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 9,4% in area medica (dal 4,7% del Piemonte al 22,1% dell’Umbria) e del 2,6% in area critica (dallo 0% di Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta al 5,4% del Lazio) (figura 8). «In lieve aumento gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 23 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Tornano a crescere i decessi: 392 negli ultimi 7 giorni (di cui 43 riferiti a periodi precedenti), con una media di 56 al giorno rispetto ai 48 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 29 giugno (aggiornamento ore 06.17) l’88,1% della platea (n. 50.801.764) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+3.080 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.926.324) ha completato il ciclo vaccinale (+4.225 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 22-28 giugno rimangono sostanzialmente stabili i nuovi vaccinati: 3.080 rispetto ai 3.071 della settimana precedente (+0,3%). Di questi il 36,1% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.112, con un incremento del 2,6% rispetto alla settimana precedente. Cala tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 791 (-6,2% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 29 giugno (aggiornamento ore 06.17) sono 6,85 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,05 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4,2% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,8 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,8% della platea con nette differenze regionali: dal 3% del Molise al 9,5% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 29 giugno (aggiornamento ore 06.17) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.586.337 dosi: 1.396.692 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.274.529 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,2% con nette differenze regionali (dal 20,8% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,8% della Puglia) (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 29 giugno (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 39.766.469 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 6.244 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,4% con nette differenze regionali: dal 77,6% della Sicilia al 87,4% della Valle D’Aosta. Sono 7,94 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 5,54 milioni possono riceverla subito, pari all’11,6% della platea con nette differenze regionali: dall’8,3% della Basilicata al 16,9% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 2,4 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 5% della platea con nette differenze regionali: dal 2,3% della Valle D’Aosta al 7,9% dell’Umbria.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi passa dal 40,1% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 46% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 54,4% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 68,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71,2% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’86,3% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 12,9-59,8%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +0,8% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +12,6%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 34,5-80,4% per ricoveri ordinari; dell’80,2-82,7% per le terapie intensive) e decesso (del 51,2-86,2%) (figura 16).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 29 giugno (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 332.753 quarte dosi, con una media mobile di 2.121 somministrazioni al giorno, in lieve aumento rispetto alle 1.964 della scorsa settimana (+8%) (figura 17). In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 42% con nette differenze regionali: dal 9,7% della Calabria al 100% del Piemonte (figura 18).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 29 giugno (aggiornamento ore 06.17) sono state somministrate 890.083 quarte dosi, con una media mobile di 5.914 somministrazioni al giorno, stabili rispetto alle 5.937 della scorsa settimana (-0,4%) (figura 19). In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 20,1% con nette differenze regionali: dal 6% della Calabria al 40,5% del Piemonte (figura 20).

«In questa fase di netto aumento della circolazione virale – chiosa il Presidente – è inaccettabile che la somministrazione delle quarte dosi per i pazienti vulnerabili rimanga al palo, peraltro con rilevanti diseguaglianze regionali.  Il calo della copertura vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni dalla terza dose, l’incremento della mortalità negli over 80 e il consolidamento delle evidenze scientifiche sull’efficacia della quarta dose nel ridurla impongono di accelerare ora la copertura con la quarta dose in tutti i pazienti inseriti nella platea». Infatti, i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) dimostrano che il tasso di mortalità per 100.000 abitanti scende dal 2,14 nei non vaccinati a 0,40 nei vaccinati con il ciclo primario, a 0,29 ai vaccinati con 3 dosi e a 0,03 nelle persone che hanno effettuato la quarta dose: in altri termini il rischio di mortalità rispetto ai non vaccinati si riduce dell’86% in chi ha effettuato 3 dosi e del 99% in chi ha ricevuto la quarta dose.

«La progressiva diffusione delle varianti BA.4 e BA.5 – conclude Cartabellotta – unitamente al calo di attenzione generale e all’abolizione dell’obbligo delle mascherine in tutti i luoghi al chiuso hanno determinato un netto aumento della circolazione virale con effetti già evidenti anche sugli ospedali. In particolare, in area medica in 18 giorni i posti letto occupati da pazienti COVID sono quasi 2.000 in più, superando in alcune regioni il 15% dell’occupazione, con inevitabile impatto sull’erogazione delle prestazioni sanitarie ordinarie. Di conseguenza, la Fondazione GIMBE invita alla cautela per almeno tre ragioni. Innanzitutto il numero dei positivi (oltre 770 mila) è largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te con notifica parziale dei test positivi; in secondo luogo, è impossibile prevedere l’entità di questa risalita dei casi che avrà un proporzionale impatto sugli ospedali; infine, lo stallo della campagna vaccinale ha generato una popolazione attualmente suscettibile all’infezione molto estesa: 4,05 milioni di non vaccinati, 5,54 milioni senza terza dose e 3,99 milioni di persone vulnerabili senza quarta dose. Per arginare la circolazione virale fondamentale indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all’aperto».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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23 giugno 2022
Coronavirus: impennata dei contagi, +58,9% in una settimana. Aumentano ricoveri ordinari (+14,4%) e terapie intensive (+12,6%). Campagna vaccinale in stallo: attualmente non protetti 4,03 milioni di non vaccinati, 5,51 milioni senza terza dose e 4,05 milioni di fragili senza quarta dose. Abolire isolamento positivi: antiscientifico e rischioso per la salute pubblica

IL MONITORAGGIO DELLA FONDAZIONE GIMBE RILEVA, NELLA SETTIMANA 15-21 GIUGNO, UN AUMENTO DEI NUOVI CASI (255.442) IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE. IN 105 PROVINCE SI REGISTRA UN INCREMENTO PERCENTUALE DEI NUOVI CASI, INCIDENZA SUPERIORE AI 500 CASI PER 100.000 ABITANTI IN 16 PROVINCE. IN SALITA GLI INDICATORI OSPEDALIERI CON L’AREA MEDICA CHE SEGNA UN INCREMENTO DI OLTRE 700 POSTI LETTO COVID IN 10 GIORNI. CALANO I DECESSI (-19%). FERME LE PERCENTUALI DI CHI HA RICEVUTO ALMENO UNA DOSE DI VACCINO (88,1% DELLA PLATEA) E DI CHI HA COMPLETATO IL CICLO VACCINALE (86,6% DELLA PLATEA). SONO 6,85 MILIONI I NON VACCINATI, DI CUI 2,82 MILIONI DI GUARITI PROTETTI SOLO TEMPORANEAMENTE. 7,98 MILIONI DI PERSONE NON HANNO ANCORA RICEVUTO LA TERZA DOSE, DI CUI 2,47 MILIONI DI GUARITI CHE NON POSSONO RICEVERLA NELL’IMMEDIATO. NETTE DIFFERENZE REGIONALI PER LA COPERTURA CON QUARTE DOSI DEGLI IMMUNOCOMPROMESSI (DALL’8,8% DELLA CALABRIA AL 100% DEL PIEMONTE) E DEGLI ALTRI FRAGILI (DAL 5,5% DELLA CALABRIA AL 39,6% DEL PIEMONTE). LA DIFFUSIONE DELLE VARIANTI BA.4 E BA.5 HA CONTRIBUITO AD UNA NETTA RIPRESA DELLA CIRCOLAZIONE VIRALE CON EFFETTI Già EVIDENTI SUGLI OSPEDALI: FONDAMENTALE INDOSSARE LE MASCHERINE NEI LUOGHI AL CHIUSO E POTENZIARE LA CAMPAGNA VACCINALE.

23 giugno 2022 - Fondazione GIMBE, Bologna

Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE rileva nella settimana 15-21 giugno 2022, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (255.442 vs 160.751) (figura 1) e una diminuzione dei decessi (337 vs 416) (figura 2). In calo i casi attualmente positivi (599.930 vs 603.882) e le persone in isolamento domiciliare (594.921 vs 599.500), mentre aumentano i ricoveri con sintomi (4.803 vs 4.199) e le terapie intensive (206 vs 183) (figura 3). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 337 (-19%), di cui 52 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: +23 (+12,6%)
  • Ricoverati con sintomi: +604 (+14,4%)
  • Isolamento domiciliare: -4.579 (-0,8%)
  • Nuovi casi: 255.442 (+58,9%)
  • Casi attualmente positivi: -3.952 (-0,7%)

Nuovi casi. «Assistiamo a una netta impennata dei nuovi casi settimanali (+58,9% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che si attestano intorno a 255 mila con una media mobile a 7 giorni che supera quota 36 mila casi al giorno» (figura 4). Nella settimana 15-21 giugno l’incremento percentuale dei nuovi casi si registra in tutte le Regioni: dal +31,3% della Valle D’Aosta al +91,5% del Friuli-Venezia Giulia (tabella 1). Rispetto alla settimana precedente, solo in 2 Province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi (Caltanissetta -10,2% e Vibo Valentia -10,2%), mentre salgono da 99 a 105 le Province in cui si rileva un aumento (dal +5,6% di Crotone al +131,7% di Reggio Calabria). In 16 Province l’incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti: Cagliari (934), Sud Sardegna (705), Roma (635), Ragusa (607), Palermo (602), Venezia (592), Rimini (583), Catania (583), Treviso (580), Siracusa (579), Forlì-Cesena (570), Ravenna (555), Udine (526), Terni (505), Foggia (503), Bologna (502) (tabella 2).

Nuove varianti. La flash survey dell’Istituto Superiore di Sanità condotta su campioni del 7 giugno conferma l’aumentata prevalenza delle sotto-varianti BA.4 e BA.5, rispettivamente all’11,4% (range 0-32,3%) e al 23,2% (range 8-100%), a scapito della BA.2 che scende al 63% (range 0% - 85,7%). «Gli ampi margini di incertezza – spiega Cartabellotta – sono determinati da un campionamento statistico insufficiente che, insieme alla cadenza mensile della flash survey, indicano che le attività di sequenziamento nel nostro Paese non sono state adeguatamente potenziate per rispondere tempestivamente alla diffusione di nuove varianti». Al momento evidenze e dati confermano che BA.4 e BA.5 non si associano ad una maggior gravità della malattia COVID-19, ma sono più trasmissibili di BA.2 ed hanno una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria da vaccino e da pregressa infezione, aumentando la probabilità di reinfezione. «L’eventuale impatto sui ricoveri ospedalieri delle nuove varianti – commenta Cartabellotta –dipende dall’entità nell’aumento dei casi, oltre che dai tassi di copertura vaccinale della popolazione con tre dosi, o quattro nelle persone vulnerabili». 

Reinfezioni. Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-12 giugno 2022 sono state registrate in Italia oltre 532 mila reinfezioni, pari al 4% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 9-15 giugno si è attestata al 7,4% (n. 13.152 reinfezioni), in aumento rispetto alla settimana precedente (6,3%). «Il rischio di reinfezione – spiega Cartabellotta – è maggiore per alcune categorie: le persone d’età 12-49 anni rispetto agli over 50, le donne rispetto agli uomini, le persone con prima diagnosi di COVID-19 notificata da oltre 210 giorni, le persone non vaccinate (che presentano il rischio maggiore di reinfezione) o vaccinate con almeno una dose da oltre 120 giorni, gli operatori sanitari rispetto al resto della popolazione».

Testing. Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+12,6%): da 1.155.381 della settimana 8-14 giugno 2022 a 1.300.905 della settimana 15-21 giugno 2022. In particolare i tamponi rapidi sono aumentati del 16,1% (+139.103), mentre quelli molecolari sono aumentati del 2,2% (+6.421) (figura 5). La media mobile a 7 giorni del tasso di positività sale dal 6,9% al 9,5% per i tamponi molecolari e dal 16,3% al 23% per gli antigenici rapidi (figura 6).

Ospedalizzazioni. «Sul fronte degli ospedali – afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – l’incremento dei nuovi casi ha determinato un’inversione di tendenza nei ricoveri sia in area medica (+14,4%) che in terapia intensiva (+12,6%)». In particolare, in area critica dal minimo di 183 del 12 giugno i posti letto occupati sono saliti a 206 il 21 giugno; in area medica, invece, dopo aver toccato il minimo di 4.076 l’11 giugno, sono risaliti a quota 4.803 il 21 giugno (figura 7). Al 21 giugno il tasso nazionale di occupazione da parte di pazienti COVID è del 7,5% in area medica (dal 3,6% del Piemonte al 17,2% di Umbria e Sicilia) e del 2,2% in area critica (dallo 0% di Basilicata e Provincia Autonoma di Trento al 7,7% della Valle D’Aosta) (figura 8). «In lieve aumento gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – puntualizza Mosti – con una media mobile a 7 giorni di 23 ingressi/die rispetto ai 20 della settimana precedente» (figura 9).

Decessi. Tornano a scendere i decessi: 337 negli ultimi 7 giorni (di cui 52 riferiti a periodi precedenti), con una media di 48 al giorno rispetto ai 59 della settimana precedente.

Vaccini: somministrazioni. Al 22 giugno (aggiornamento ore 06.16) l’88,1% della platea (n. 50.797.838) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+8.611 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.920.755) ha completato il ciclo vaccinale (+13.047 rispetto alla settimana precedente).

Vaccini: nuovi vaccinati. Nella settimana 15-21 giugno diminuiscono i nuovi vaccinati: 2.981 rispetto ai 3.253 della settimana precedente (-8,4%). Di questi il 36,2% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.078, con una riduzione del 11,3% rispetto alla settimana precedente. Cala tra gli over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 805 (-8,9% rispetto alla settimana precedente) (figura 10).

Vaccini: persone non vaccinate. Al 22 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono 6,85 milioni le persone di età superiore a 5 anni che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (figure 11 e 12), di cui:

  • 4,03 milioni attualmente vaccinabili, pari al 7% della platea con nette differenze regionali: dal 4,1% della Provincia Autonoma di Trento al 10,2% della Calabria;
  • 2,82 milioni temporaneamente protette in quanto guarite da COVID-19 da meno di 180 giorni, pari al 4,9% della platea con nette differenze regionali: dal 3,0% del Molise al 9,7% della Provincia Autonoma di Bolzano.

Vaccini: fascia 5-11 anni. Al 22 giugno (aggiornamento ore 06.16) nella fascia 5-11 anni sono state somministrate 2.584.435 dosi: 1.395.562 hanno ricevuto almeno 1 dose di vaccino (di cui 1.272.988 hanno completato il ciclo vaccinale), con un tasso di copertura nazionale al 38,2% con nette differenze regionali: dal 20,8% della Provincia Autonoma di Bolzano al 53,8% della Puglia (figura 13).

Vaccini: terza dose. Al 22 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 39.720.529 terze dosi con una media mobile a 7 giorni di 5.948 somministrazioni al giorno. In base alla platea ufficiale (n. 47.703.593), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le terze dosi è dell’83,3% con nette differenze regionali: dal 77,5% della Sicilia all’87,3% della Valle D’Aosta. Sono 7,98 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la dose booster (figure 14 e 15), di cui:

  • 5,51 milioni possono riceverla subito, pari all’11,5% della platea con nette differenze regionali: dall’8,2% della Basilicata al 16,8% della Provincia Autonoma di Bolzano;
  • 2,47 milioni non possono riceverla nell’immediato in quanto guarite da meno di 120 giorni, pari al 5,2% della platea con nette differenze regionali: dal 2,4% della Valle D’Aosta al 8% dell'Umbria.

Vaccini: efficacia. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità dimostrano che:

  • l’efficacia sulla diagnosi rimane sostanzialmente stabile dal 40,8% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 45,9% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire al 55,2% dopo il richiamo;
  • l’efficacia sulla malattia severa rimane sostanzialmente stabile dal 69,2% per i vaccinati con due dosi entro 90 giorni al 71% per i vaccinati da più di 120 giorni, per poi salire all’86,5% dopo il richiamo.

Complessivamente nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 4,3-59,8%): fanno eccezione la fascia 5-11 anni per la quale le diagnosi tra i vaccinati segnano un +22,6% rispetto ai non vaccinati e la fascia 40-59 con un +10,4%. In tutte le fasce di età si riduce soprattutto l’incidenza di malattia grave (del 24-78,9% per ricoveri ordinari; del 42,1-85% per le terapie intensive) e decesso (del 42,5-88,4%) (figura 16).

Vaccini: quarta dose persone immunocompromesse. Al 22 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 316.667 quarte dosi, con una media mobile di 1.862 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 2.283 della scorsa settimana (-18,4%) (figura 17). In base alla platea ufficiale (n. 791.376), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 40% con nette differenze regionali: dall’8,8% della Calabria al 100% del Piemonte (figura 18).

Vaccini: quarta dose over 80, fragili (60-79 anni) e ospiti RSA.  Al 22 giugno (aggiornamento ore 06.16) sono state somministrate 845.043 quarte dosi, con una media mobile di 5.669 somministrazioni al giorno, in calo rispetto alle 6.820 della scorsa settimana (-16,9%) (figura 19). In base alla platea ufficiale (n. 4.422.597 di cui 2.795.910 di over 80, 1.538.588 pazienti fragili della fascia di età 60-79 anni e 88.099 ospiti delle RSA che non ricadono nelle categorie precedenti), aggiornata al 20 maggio, il tasso di copertura nazionale per le quarte dosi è del 19,1% con nette differenze regionali: dal 5,5% della Calabria al 39,6% del Piemonte (figura 20).

«La progressiva diffusione delle varianti BA.4 e BA.5 – conclude Cartabellotta – ha contribuito ad una netta ripresa della circolazione virale in tutto il Paese con effetti già evidenti anche sugli ospedali: in particolare, in area medica dove in 10 giorni si registra un incremento di oltre 700 posti letto occupati da pazienti COVID. Di conseguenza, la Fondazione GIMBE invita alla cautela per almeno tre ragioni. Innanzitutto il numero dei positivi (circa 600 mila) è largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te con notifica parziale dei test positivi; in secondo luogo, è impossibile stimare l’entità di questa risalita d’inizio estate e i tempi per raggiungere il picco; infine, lo stallo della campagna vaccinale ha generato una popolazione attualmente suscettibile all’infezione molto estesa: 4,03 milioni di non vaccinati, 5,51 milioni senza terza dose e 4,05 milioni di persone vulnerabili senza quarta dose. Di conseguenza, in questa fase della pandemia è fondamentale ridurre la circolazione virale, in particolare indossando la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all’aperto. Le Istituzioni, dal canto loro, devono potenziare la campagna vaccinale in tutte le persone a rischio di malattia grave, aumentando la copertura con la terza dose negli over 50 e con la quarta dose in tutte le persone vulnerabili incluse nella platea. Last not but least, evitare di disorientare la popolazione con proposte antiscientifiche e rischiose per la salute pubblica, quale l’abolizione dell’isolamento per i positivi».

Il monitoraggio GIMBE dell'epidemia COVID-19 è disponibile a: https://coronavirus.gimbe.org


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17 giugno 2022
La Salute tiene banco: al via il progetto della Fondazione GIMBE per gli studenti

DEDICATO AI RAGAZZI DELLE SCUOLE SUPERIORI ITALIANE, IL PROGETTO MIRA A DIFFONDERE l’approccio globale alla salute, A MIGLIORARE L’ALFABETIZZAZIONE SANITARIA, A FORNIRE GLI STRUMENTI PER contrastare le fake news sulla salute E AD UTILIZZARE IN MANIERA INFORMATA I SERVIZI SANITARI.

Da quando il tema della sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha fatto emergere il rischio di perdere la più grande conquista sociale dei cittadini italiani, la Fondazione GIMBE elabora analisi secondo una visione di sistema e propone soluzioni per salvaguardare il SSN. Considerato che cittadini e pazienti sono protagonisti attivi del pianeta sanità, il progetto La Salute tiene banco vuole infondere nei giovani la consapevolezza che, in qualità di futuri contribuenti, saranno loro gli “azionisti di maggioranza” del SSN.

Il progetto della Fondazione GIMBE, lanciato ieri a Rimini dal palco del Web Marketing Festival 2022, mira anzitutto a diffondere agli studenti del nostro Paese l’approccio globale alla salute dove accanto alla salute individuale, è indispensabile tutelare quella dei servizi sanitari e del pianeta. «La salute individuale, infatti, è condizionata da fattori genetici, ambientali e socio-economici – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – oltre che da stili di vita e interventi di prevenzione, diagnosi, terapia, riabilitazione; la salute del nostro Servizio Sanitario Nazionale dipende dalla sua capacità di offrire in maniera efficiente prestazioni sanitarie efficaci e appropriate secondo princìpi di universalità, uguaglianza ed equità, oltre che da un utilizzo informato da parte di cittadini e pazienti; la salute del pianeta dipende dalla nostra capacità di salvaguardare l’ambiente rispetto ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, non solo tramite decisioni politiche, ma anche con i comportamenti individuali».

Il progetto vuole inoltre migliorare il livello di alfabetizzazione sanitaria dei giovani e fornire gli strumenti per contrastare le fake news sulla salute, tramite incontri destinati agli studenti della scuola secondaria di 2° grado, mirati ad approfondire le dinamiche di funzionamento della sanità pubblica e le conoscenze per una gestione consapevole del proprio benessere e della propria salute. Gli incontri saranno condotti dai membri della Faculty multiprofessionale GIMBE costituita da medici, infermieri, fisioterapisti esperti di sanità pubblica e metodologia della ricerca.

La Salute tiene banco prenderà il via nell’anno scolastico 2022-2023 grazie ad un contributo della Banca di Bologna: «Entro il 2025 – conclude Cartabellotta – vogliamo portare “La Salute tiene banco” in oltre 100 scuole su tutto il territorio nazionale: un obiettivo ambizioso, che richiede risorse e sostegno da parte dei cittadini e di organizzazioni pubbliche e private».


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