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Comunicati stampa

20 febbraio 2017
A Piero Angela il premio “Salviamo il Nostro Servizio Sanitario Nazionale”

IL 3 MARZO, IN OCCASIONE DELLA 12a CONFERENZA NAZIONALE, LA FONDAZIONE GIMBE ASSEGNERÀ IL RICONOSCIMENTO AL GIORNALISTA PER IL SUO CONTINUO IMPEGNO NEL DIFFONDERE UN’INFORMAZIONE SCIENTIFICA CHIARA E BASATA SULLE MIGLIORI EVIDENZE SCIENTIFICHE AL FINE DI DEMOLIRE BUFALE, FALSI MITI, PSEUDOSCIENZE E CONSUMISMO SANITARIO, CONTRIBUENDO ALLA SOSTENIBILITÀ DELLA SANITÀ PUBBLICA

L’Italia è patria dei fenomeni “Vannoni” e “Di Bella”, oltre che di innumerevoli e meno noti sedicenti guaritori che promettono miracolose pozioni per curare le malattie più disparate, senza alcuna base scientifica, lucrando sulla disperazione di pazienti per i quali la ricerca non ha ancora trovato terapie efficaci. Parallelamente assistiamo inermi alla diffusione a macchia d’olio di movimenti anti-vaccinisti, che fanno leva sull’inesistente relazione casuale vaccini-autismo, riferendosi ad uno studio fraudolento ritrattato dalla comunità scientifica e il cui autore è stato radiato dall’ordine dei medici britannico.

«Oggi le aspettative della popolazione nei confronti di una medicina mitica e una sanità infallibile – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – hanno raggiunto livelli inaccettabili per l’interazione di numerosi fattori: facilità di accesso tramite internet a informazioni scientificamente non validate, assenza di un programma istituzionale di informazione sanitaria per cittadini e pazienti, progressiva medicalizzazione della società, grazie anche alle innumerevoli giornate per celebrare singole malattie e alla promozione di prestazioni sanitarie per ottenere e mantenere il consenso politico».

Peraltro, se la spesa a carico dei cittadini per la sanità è in costante aumento, è altrettanto vero che in Italia assistiamo alla continua espansione di mercati (omeopatia, integratori, nutraceutica) per i quali mancano le prove di efficacia se non addirittura esistono  evidenze di peggioramento degli esiti di salute. Inoltre, una delle voci principali di spreco di denaro pubblico è l’imponente sovra-utilizzo di interventi sanitari (test diagnostici, farmaci, visite specialistiche,) determinato certo dalle prescrizioni dei medici, ma anche dalle insistenti richieste dei pazienti, generando inaccettabili paradossi: ad esempio, nonostante tra i paesi dell’OCSE siamo al secondo posto per dotazioni di risonanze magnetiche, abbiamo liste d’attesa sempre più lunghe.

«Per tali ragioni – continua il Presidente – l’alfabetizzazione sanitaria, l’informazione istituzionale della popolazione su benefici e rischi degli interventi sanitari, la conoscenza del metodo scientifico, il coinvolgimento attivo di cittadini e pazienti nella valutazione e organizzazione dei servizi sanitari e il processo decisionale condiviso nella relazione paziente-medico rappresentano oggi strumenti irrinunciabili per aumentare l’appropriatezza della domanda, diminuire il rischio clinico e il contenzioso medico-legale, ridurre gli sprechi e contribuire alla sostenibilità della sanità pubblica».

Considerato il potere dei media nell’influenzare le scelte dei cittadini e il ruolo di una corretta informazione per contribuire alla sostenibilità del SSN, la Fondazione GIMBE assegna per il 2017 il premio “Salviamo il Nostro SSN” a Piero Angela, massima espressione nazionale del giornalismo scientifico, in grado di portare nelle case degli italiani informazioni mediche chiare e basate sulle migliori evidenze.

«Con il premio assegnato a Piero Angela – conclude il Presidente – la Fondazione GIMBE avvia una serie di iniziative per sensibilizzare cittadini e pazienti sull’importanza del metodo scientifico per validare l’efficacia dei trattamenti, sottolineando l’importanza di un giornalismo evidence-based  nel contribuire alla sostenibilità del servizio sanitario nazionale».

La cerimonia di consegna del premio è prevista in occasione della 12a Conferenza Nazionale GIMBE che si terrà a Bologna il prossimo 3 marzo.


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13 febbraio 2017
Linee Guida e responsabilità professionale: attenzione ai pazienti con patologie multiple

CON IL DDL SULLA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE IN DIRITTURA DI ARRIVO, LA FONDAZIONE GIMBE SOTTOLINEA L’INDEROGABILE NECESSITÀ DI UN APPROCCIO ORIENTATO ALLA MULTIMORBIDITÀ: INFATTI, CONSIDERATO CHE LE PROVE DI EFFICACIA DEI TRATTAMENTI DERIVANO SOPRATTUTTO DA STUDI CONDOTTI SU POPOLAZIONI SELEZIONATE, LE LINEE GUIDA ELABORATE PER SINGOLE PATOLOGIE RISCHIANO DI DIVENTARE UN BOOMERANG, PERCHÉ RACCOMANDANO TERAPIE SPESSO NON INDICATE NEI PAZIENTI CON PATOLOGIE MULTIPLE

Approda oggi per l’approvazione finale alla Camera dei Deputati il DdL n. 2224 e connessi “Disposizioni in materia di responsabilità professionale del personale sanitario”, che all’art. 5 prevede che “Gli esercenti le professioni sanitarie, nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida”.

«Le linee guida – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – forniscono raccomandazioni basate sulle evidenze scientifiche e norme di buona pratica clinica per informare le decisioni di tutti i professionisti sanitari: tuttavia occorre tenere sempre ben presente che non si tratta di protocolli rigorosi da applicare in maniera indiscriminata, ma è necessario considerare sempre le caratteristiche cliniche del paziente individuale, oltre che le sue aspettative e preferenze».

Oggi la maggior parte dei pazienti con una patologia o condizione cronica è affetto da almeno un’ulteriore cronicità: la multimorbidità, di fatto la norma tra gli anziani, riduce la qualità di vita e aumenta mortalità, polifarmacoterapia, reazioni avverse a farmaci e accessi non programmati ai servizi sanitari. I pazienti affetti da patologie multiple rappresentano inoltre un’ardua sfida per i servizi sanitari, perché vengono spesso assistiti in maniera frammentata da vari professionisti attraverso diversi setting (cure primarie, specialistica ambulatoriali, ospedale, domicilio, etc.) con inevitabili problemi di coordinamento e comunicazione.

«Nei soggetti con multimorbidità – continua il Presidente – il bilancio tra rischi e benefici dei trattamenti è spesso incerto, visto che le prove di efficacia derivano per lo più da trial condotti su popolazioni selezionate, che tendono a escludere pazienti con patologie multiple. Di conseguenza, le linee guida elaborate per singole malattie raccomandano test diagnostici e trattamenti potenzialmente non indicati nei pazienti con multimorbidità, aumentando i rischi, peggiorando la qualità di vita e generando ingenti sprechi».

Considerata la necessità di riorganizzare l’assistenza sanitaria per i pazienti con patologie multiple, la Fondazione GIMBE ha realizzato la versione italiana delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) per l’identificazione e il trattamento dei pazienti con multimorbidità.

 «È inaccettabile – precisa Cartabellotta – costringere i pazienti con patologie multiple a rimbalzare tra vari specialisti, servizi e setting assistenziali: occorre abbandonare l’approccio basato sulla gestione della singola malattia in favore di quello orientato alla multimorbidità, indipendentemente dalla variabilità dei modelli organizzativi regionali e aziendali per gestire la cronicità».

L’approccio orientato alla multimorbidità richiede innanzitutto di definire le priorità della persona, di valutare l’impatto delle singole patologie, condizioni e terapie e di definire insieme al paziente un piano terapeutico personalizzato, riportando nella documentazione clinica le azioni da intraprendere: dall’individuazione del coordinatore del piano terapeutico all’introduzione, interruzione, sostituzione di farmaci e terapie non farmacologiche, dalla riorganizzazione dei controlli periodici all’identificazione precoce di variazioni dello stato di salute, dal follow-up per rivalutare il piano terapeutico condiviso alla valutazione di altri aspetti rilevanti per il paziente.

«In questo processo – conclude Cartabellotta – è molto importante condividere copia del piano terapeutico con il paziente e, previo consenso, con altri soggetti coinvolti nell’assistenza (professionisti sanitari, familiari, caregiver). Questa raccomandazione diventa fondamentale per la tutela medico-legale, perché alla maggior parte dei pazienti con patologie multiple le linee guida, anche se di elevata qualità, non sono applicabili e rischiano di trasformarsi in un boomerang».

La versione integrale delle linee guida è disponibile a: www.evidence.it/multimorbidita


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7 febbraio 2017
La tutela della salute è un diritto costituzionale e il Servizio Sanitario Nazionale esiste ancora: ecco perchè serve un logo!

LA FONDAZIONE GIMBE HA INOLTRATO ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA E AL MINISTERO DELLA SALUTE FORMALE RICHIESTA DI REALIZZARE UN LOGO PER IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE, AL FINE DI CONFERMARE A 60 MILIONI DI CITTADINI ITALIANI CHE LA TUTELA DELLA SALUTE RIMANE UN DIRITTO COSTITUZIONALE E DI LEGITTIMARE L’ESISTENZA DEL SSN QUALE PILASTRO UNIVOCO DI CIVILTÀ, DEMOCRAZIA E WELFARE.

Con la riforma costituzionale del 2001 le Regioni, protagoniste dell’organizzazione dei servizi sanitari, hanno contribuito a creare nei cittadini italiani un’asimmetrica percezione del Servizio Sanitario Nazionale: infatti da allora numerose Regioni hanno deciso, giustamente, di identificare il proprio servizio sanitario attraverso un logo, alimentando la percezione dell’esistenza di 21 differenti Servizi Sanitari.

La Fondazione GIMBE, che dal 1996 promuove l’integrazione delle migliori evidenze scientifiche in tutte le decisioni politiche, manageriali, professionali che riguardano la salute delle persone, dal 2013 con la campagna “Salviamo il Nostro Servizio Sanitario Nazionale” è impegnata nella difesa della sanità pubblica: la “Carta GIMBE per la Tutela della Salute”, il “Rapporto sulla sostenibilità del SSN 2016-2015” e il lancio dell’Osservatorio GIMBE testimoniano un impegno continuo per difendere e tramandare alle future generazioni una conquista sociale irrinunciabile per l’eguaglianza e la dignità dei cittadini italiani.

«Dalle nostre analisi – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – è emerso che, il Servizio Sanitario Nazionale a 38 anni dalla sua istituzione non possiede, a differenza di numerosi servizi sanitari regionali, un logo identificativo: questo ridimensiona nella percezione pubblica il ruolo dello Stato nella tutela della salute, oltre che l’esistenza stessa del SSN istituito con la legge 833/78».

«Indipendentemente dall’esito del referendum costituzionale – continua il Presidente – che in caso di vittoria del sì avrebbe dovuto potenziare il ruolo dello Stato sulle Regioni e ridurre le diseguaglianze regionali, la salute delle persone rimane un diritto tutelato dalla nostra Costituzione e il Servizio Sanitario Nazionale esiste ancora, nonostante la crisi di sostenibilità e le autonomie regionali».

Per tali ragioni la Fondazione GIMBE, nell’ambito delle attività di sensibilizzazione istituzionale della campagna #salviamoSSN, ha inoltrato alla Presidenza della Repubblica e al Ministero della Salute formale richiesta di realizzare un logo per il Servizio Sanitario Nazionale, al fine di confermare a 60 milioni di cittadini italiani che la salute rimane un diritto costituzionale tutelato dalla Repubblica e di legittimare l’esistenza del SSN quale pilastro univoco di civiltà, democrazia e welfare.

«Confidiamo – conclude Cartabellotta – nella sensibilità del Presidente Mattarella, garante dei diritti costituzionali e sempre attento al tema dalla salute, e nella tenacia del Ministro Lorenzin, strenuo difensore del SSN in questi anni di tagli e definanziamento, affinché accolgano la proposta della Fondazione GIMBE per creare un logo che diventi simbolo univoco di tutela della salute per tutte le persone che ne hanno diritto».


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Pagina aggiornata il 18/02/2014