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Nella pratica della EBP il professionista deve essere capace, in risposta ai quesiti
originati dall'incontro con il paziente, di ritrovare nella letteratura
biomedica le migliori evidenze disponibili.
In realtà, nella pratica
quotidiana, l'accesso alle fonti di informazione biomedica e la
loro valutazione critica sono ostacolati da diversi fattori.
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Limitate disponibilità di tempo per l'aggiornamento.
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Volume dell'informazione: oltre due milioni di articoli sono pubblicati
annualmente in più di 20.000 riviste, con un ritmo di espansione
annuo del 6-7%.
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Disseminazione dell'informazione: gli articoli che riguardano un determinato
problema, sono pubblicati in riviste ed in annate diverse.
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Difficoltà a reperire le informazioni clinicamente utili: molti studi non
riguardano la medicina clinica, ma sono messaggi tra ricercatori.
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Qualità dell'informazione: l'imperativo "publish or perish",
fa sì che una corretta metodologia è limitata solo a pochi
studi, per cui buona parte della produzione scientifica, anche su riviste
autorevoli, č inadeguata per le decisioni clinico-assistenziali .
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I mezzi utilizzati per la ricerca bibliografica non sono infallibili: ad
esempio numerosi RCTs non sono ritrovabili in
MEDLINE nemmeno dagli esperti.
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La formazione di base non fornisce, in maniera strutturata, specifiche
competenze per la ricerca
e la valutazione critica della letteratura biomedica .
Pertanto, anche se esistono innumerevoli strumenti e valide strategie per utilizzare la letteratura
nella risoluzione di problemi clinici, è impresa ardua e spesso
scoraggiante per il professionista ricavare indicazioni di comportamento
pratico dalla letteratura biomedica.
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