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Durante l'incontro con il paziente, il medico si
confronta con numerosi problemi clinici: il rischio di malattia associato
con l'esposizione ad un determinata noxa lesiva (ambientale o farmacologica), la scelta e l'interpretazione dei test diagnostici, l'efficacia di un
trattamento, il decorso di una malattia, il rapporto costo-beneficio di
un intervento sanitario.
Tuttavia, la capacità a porsi quesiti clinici - strettamente legata al bisogno
di nuove informazioni - viene acquisita ed affinata dalla discussione di
casi clinici, sia a letto del malato, sia nel corso di appositi round, abitudini poco diffuse sia a livello formativo che professionale.
Pertanto, i quesiti clinici vengono generati con con frequenza ampiamente variabile
e
la "reazione" del professionista non è sempre adeguata:
infatti gli stessi medici che affermano di utilizzare la letteratura biomedica
per risolvere i problemi clinici, quando vengono osservati direttamente
lo fanno solo in maniera sporadica (2).
Nella pratica della EBM il
professionista deve essere capace di formulare adeguati
quesiti clinici che, oltre ad essere rilevanti per il paziente, devono
essere posti in maniera da orientare la ricerca di risposte pertinenti
dalla letteratura biomedica (answerable questions).
I quesiti clinico-assistenziali
appartengono a due categorie principali:

Background questions.
Sono i quesiti di base che vengono formulati nelle situazioni in
cui l'argomento è poco, o per nulla, conosciuto.
E' un "bisogno di informazione" caratteristico del
giovane professionista
Il professionista esperto formula quesiti di base
quando la malattia/condizione/tecnologia è:
Foreground questions.
Sono quesiti specifici, generalmente formulati dal professionista
esperto.
Appartengono, generalmente, ad una delle seguenti categorie
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Categoria |
Quesito ed esempio |
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Eziologia/Rischio |
Qual'è la responsabilità eziologica del fattore di rischio X
nell'insorgenza della malattia Y? |
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L'utilizzo del telefono cellulare aumenta il rischio di
neoplasia cerebrale? |
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Diagnosi |
Qual'è l’accuratezza del test diagnostico X (rispetto al
gold-standard Y) nella diagnosi della malattia Z? |
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Qual'è l'accuratezza diagnostica della risonanza magnetica
nucleare nei pazienti con sospetta lesione del menisco? |
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Prognosi |
Qual'è la storia naturale della malattia X e la potenza dei
fattori prognostici? |
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In
un paziente con neurite ottica, quali sotto i fattori
prognostici (favorevoli e sfavorevoli) che condizionano
l'evoluzione in sclerosi multipla? |
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Terapia |
Qual'è l'efficacia del trattamento X (preventivo,
terapeutico o riabilitativo), rispetto al trattamento Y,
nella malattia Z? |
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In un paziente con osteoartrosi in trattamento cronico con FANS
(malattia/condizione), l'omeprazolo (intervento), rispetto al misoprostolo (confronto) è in grado di prevenire l'ulcera
da FANS sintomatica e le sue complicanze (evento)? |
Nella pratica dell'EBP il metodo migliore per
formulare i quesiti di foreground è di strutturarli - secondo il
modello PICO - in
una relazione tra:
Paziente: la malattia/condizione
del paziente
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Intervento: l'esposizione ad un trattamento, un test diagnostico, un
fattore di rischio
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Confronto:
eventuale trattamento/test diagnostico/esposizione alternativo
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Outcome(s): uno o più eventi rilevanti

Per approfondire
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